Renato Schifani
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Renato Schifani
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| In carica | |
| Inizio mandato 29 aprile 2008 |
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| Predecessore | Franco Marini |
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| Partito politico | PDL |
| Parlamento Italiano Senato della Repubblica |
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| Sen. Renato Maria Giuseppe Schifani | |
| Luogo nascita | Palermo |
| Data nascita | 11 maggio 1950 |
| Titolo di studio | Laureato in Giurisprudenza |
| Professione | Avvocato |
| Partito | FI - Il Popolo della Libertà |
| Legislatura | XIII, XIV, XV, XVI |
| Incarichi parlamentari | |
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Presidente della Giunta per il Regolamento |
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Renato Maria Giuseppe Schifani (Palermo, 11 maggio 1950) è un politico italiano, presidente del Senato della Repubblica dal 29 aprile 2008.
Indice |
[modifica] Biografia
Schifani, figlio di impiegati[1], si laureò in giurisprudenza con 110 e lode. Nel 1979, praticante legale nello studio del deputato Giuseppe La Loggia, fu inserito da quest'ultimo nella società di brokeraggio assicurativo Sicula Brokers, di cui facevano parte Enrico La Loggia, figlio di Giuseppe e futuro politico di spicco di Forza Italia, ed alcuni soci che negli anni 1990 furono incriminati per associazione mafiosa o concorso esterno in associazione mafiosa[2] [3]; Schifani lasciò la società nel 1980[4], riprendendo l'attività di avvocato. Nel 1992 fondò, assieme a due due soci tra cui Antonino Garofalo, rinviato a giudizio nel 1997 per usura ed estorsione, la società di recupero crediti GSM[3]; a causa di tale attività fu successivamente definito in una battuta del ministro della giustizia Filippo Mancuso il "principe del recupero crediti"[1].
Schifani, già iscritto alla Democrazia Cristiana, aderì a Forza Italia nel febbraio 1995 e, dopo un incarico da consigliere comunale a Palermo, fu eletto al Senato della Repubblica alle elezioni politiche italiane del 1996 nel collegio palermitano di Altofonte-Corleone, in rappresentanza della coalizione di centrodestra. Nella sua prima legislatura è stato capogruppo di Forza Italia nella commissione Affari costituzionali ed ha fatto parte della Commissione parlamentare per le riforme costituzionali, la cosiddetta "Bicamerale".
Intanto negli anni 1990 Schifani, già attivo come avvocato cassazionista, si affermò come avvocato urbanista, ricevendo numerosi incarichi in amministrazioni comunali siciliane[4]. In uno di questi fu consulente per l'urbanistica e il piano regolatore del comune di Villabate, il cui sindaco Giuseppe Navetta era il nipote di Nino Mandalà, capocosca della cittadina[5] ed ex socio di Schifani nella Sicula Brokers; secondo il pentito Francesco Campanella tale incarico fu concesso, tramite Enrico La Loggia, nell'ambito di un patto tra mafia e politica per la realizzazione di un megastore[6], progetto poi abortito a causa delle indagini[7].
Rieletto nelle elezioni del 2001, nel corso della XIV Legislatura Schifani è stato tra i fautori della stabilizzazione dell'articolo 41 bis, che ha reso definitivo il cosiddetto «carcere duro», previsto espressamente per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, istituto fino a quel momento di natura provvisoria[8][9].
Porta il suo nome e quello del senatore Antonio Maccanico (l'Ulivo), il «lodo Maccanico-Schifani», una legge approvata il 20 giugno 2003, che sospendeva i processi in corso contro le «cinque più alte cariche dello Stato» oggetto di numerose polemiche perché sospendeva di fatto il processo SME per il presidente del Consiglio Berlusconi fintanto che questi fosse rimasto in carica. In seguito la legge fu dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale il 13 gennaio 2004[10].
Schifani nelle elezioni politiche italiane del 2006 viene rieletto senatore per la terza volta, per Forza Italia, nella circoscrizione Sicilia e nel corso della XV Legislatura è stato membro della Commissione Territorio e Ambiente.
In qualità di capogruppo di Forza Italia nella XIV e XV Legislatura dal 2001 al 2008 Schifani è stato protagonista dei dibattiti parlamentari del Senato[11].
Alle elezioni politiche del 2008 è stato eletto per la quarta volta, sempre in Sicilia, per il Popolo della Libertà.
Nel corso della prima seduta della XVI Legislatura, il 29 aprile 2008 è stato eletto Presidente del Senato della Repubblica al primo scrutinio, riportando 178 voti, (162 richiesti dal quorum), 4 in più della coalizione formata da PdL, Lega Nord e MpA[12].
[modifica] Note
- ^ a b Intervista a Renato Schifani di Claudio Sabelli Fioretti (Pubblicata il 10/10/2002
- ^ Benny D'Agostino - all'epoca dei fatti un imprenditore incensurato, grande amico, per sua ammissione, del boss Michele Greco - nel 1997 fu arrestato con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e successivamente condannato; Nino Mandalà, che nel 1980 era incensurato e svolgeva l'attività di rivenditore di carburanti, arrestato nel 1998 e successivamente condannato a 8 anni per associazione mafiosa, era il capocosca di Villabate. Risulterà, molti anni dopo, il gran favoreggiatore di Bernardo Provenzano ma anche fondatore di uno dei primi club di Forza Italia a Palermo. Giuseppe Lombardo è stato presidente e consigliere delegato della società di recupero crediti "Satris" della quale erano soci i discussi esattori ed uomini d'onore della "famiglia" di Salemi Nino e Ignazio Salvo, arrestati da Giovanni Falcone nel 1984. Cfr I soci imbarazzanti del giovane Renato, Francesco La Licata, La Stampa — 12 maggio 2008; Sotto accusa ora i politici, Repubblica — 10 novembre 1984, pag. 13 sezione: L'inchiesta sulla mafia. URL consultato il 9-5-2008.; L'impero dei Salvo. URL consultato il 9-5-2008.
- ^ a b Franco Giustolisi e Marco Lillo in l'Espresso, 13-8-2002, Una vita da Schifani. URL consultato il 12-5-2008.
- ^ a b Alessandro M. Caprettini. Bugie, errori e dimenticanze. E da Schifani parte la querela. Il Giornale. URL consultato il 13-5-2008.
- ^ La sentenza, Repubblica — 28 aprile 2007, pag. 4 sezione Palermo. URL consultato il 9-5-2008.
- ^ I fatti di Villabate, Peter Gomez, 16 maggio 2008
- ^ Patto mafia-politica per il megastore, Repubblica — 28 settembre 2007, pag. 6 sezione Palermo. URL consultato il 9-5-2008.
- ^ Il Palermo e Silvio, le passioni di Schifani. Il Corriere della Sera, 29 aprile 2008. URL consultato il 12-5-2008.
- ^ Massimo Colaiacomo. Schifani al Senato, la sfida di essere Presidente di tutti. ANSA, 4 maggio 2008. URL consultato il 12-5-2008.
- ^ Se li conosci li eviti, Peter Gomez e Marco Travaglio, Chiarelettere, 2008
- ^ Giancarlo Perna. Schifani, lo stratega anti Prodi eletto presidente del Senato. Il Giornale, 30 aprile 2008. URL consultato il 11-5-2008.
- ^ Senato, Renato Schifani eletto presidente. Corriere della Sera, 29 aprile 2008. URL consultato il 11-5-2008.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikisource contiene opere originali di o su Renato Schifani
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Renato Schifani
Wikiquote contiene citazioni di o su Renato Schifani
Articolo su Wikinotizie: Renato Schifani (PdL) è il nuovo Presidente del Senato della Repubblica Italiana 29 aprile 2008
Articolo su Wikinotizie: Travaglio attacca Schifani: polemiche bipartisan 11 maggio 2008
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda di attività di Renato Schifani - XV Legislatura. Senato della Repubblica. URL consultato il 11-5-2008.
- Profilo biografico. Senato della Repubblica. URL consultato il 11-5-2008.
- Scheda su openpolis.it di Renato Schifani
| Predecessore: | Presidente del Senato | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Franco Marini | dal 29 aprile 2008 | in carica |

