Giuseppe Paratore

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Giuseppe Paratore
Giuseppe Paratore.jpg

Presidente del Senato della Repubblica
Durata mandato 26 giugno 1952 –
24 marzo 1953
Predecessore Enrico De Nicola
Successore Meuccio Ruini
sen. Giuseppe Paratore
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Palermo
Data nascita 31 maggio 1876
Luogo morte Roma
Data morte 26 febbraio 1967
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione avvocato
Legislatura I, II, III, IV
Senatore a vita
Investitura Nomina presidenziale
Data 9 novembre 1957
Pagina istituzionale
Giuseppe Paratore
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Camera del Regno d'Italia
Luogo nascita Palermo
Data nascita 31 maggio 1876
Luogo morte Roma
Data morte 26 febbraio 1967
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione avvocato
Legislatura XXIII, XXIV, XXV, XXVI, XXVII
Collegio Milazzo
on. Giuseppe Paratore
Bandiera italiana
Assemblea costituente
Luogo nascita Palermo
Data nascita 31 maggio 1876
Luogo morte Roma
Data morte 26 febbraio 1967
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione avvocato
Gruppo Unione Democratica Nazionale
Collegio Collegio Unico Nazionale

Giuseppe Paratore (Palermo, 31 maggio 1876Roma, 26 febbraio 1967) è stato un avvocato e politico italiano. deputato, sottosegretario e ministro nel Regno d'Italia, membro dell'Assemblea Costituente, Senatore della Repubblica (prima elettivo, poi a vita), Presidente del Senato

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Palermo da famiglia originaria di Milazzo[1], da giovane era stato segretario particolare ed esecutore testamentario di Francesco Crispi.

Di idee liberali, venne eletto per la prima volta deputato del Regno nel 1909 nel collegio di Milazzo, quando prevalse sul giolittiano Ludovico Fulci. Fu rieletto deputato ininterrottamente fino al 1929, per un totale di sei legislature.

Occupò le cariche di Sottosegretario per l'Industria, Commercio e Lavoro e commissario all'approvvigionamento delle materie prime dal gennaio al giugno 1919 nel Governo Orlando e quindi di Sottosegretario alle Colonie dal marzo al maggio 1920 nel Governo Nitti II.

È stato Ministro di Poste e Telegrafi dello stesso Governo Nitti II dal 21 maggio al 15 giugno 1920 e Ministro del Tesoro del Governo Facta II dal I agosto al 31 ottobre 1922.

Si ritirò dalla politica attiva nel 1929, con l'avvento del regime fascista.

Eletto nel 1946 all'Assemblea Costituente, fu Vicepresidente della Seconda Commissione per l'Esame dei Disegni di Legge dal 9 settembre 1947 al 31 gennaio 1948.

Fu eletto alle politiche del 1948 al Senato, nel collegio unico nazionale, nella lista della destra liberale Unione Democratica Nazionale. Nominato Presidente del Senato della Repubblica il 26 giugno 1952, durante la I Legislatura, si dimise il 24 marzo 1953 a due mesi dalla scadenza naturale della legislatura, a seguito del violento ostruzionismo contro la legge truffa.[2][3] Fu nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi il 9 novembre 1957 per meriti scientifico-sociali.[4]

Studioso di economia finanziaria, era stato presidente dell'IRI dal 1946 al 1947. Pubblicò diversi saggi: La responsabilità dell'armatore (1914), Note di politica monetaria (1925), La politica del denaro (1930). Fu Presidente dell'Assonime (Associazione fra le Società Italiane per Azioni) dal 1945 al 1952 e dal 1957 al 1959. Il 14 marzo 1966 gli fu conferita la medaglia d'oro al merito della pubblica finanza.[5]

Viene sepolto al cimitero del Verano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Spadolini, Senato vecchio e nuovo, Le Monnier, 1993, pag. 262
  2. ^ Gianni Corbi, Ostruzionismo, quella volta che Pajetta saltò sul banco, la Repubblica, 15 novembre 1994. URL consultato il 21 agosto 2010.
  3. ^ Aldo Cazzullo, Ostruzionismo, 50 anni di Aula-spettacolo. La resistenza di Almirante e le poesie del Pci, Corriere della Sera, 15 settembre 2005. URL consultato il 21 agosto 2010.
  4. ^ I Senatori a vita dal 1948, Senato della Repubblica. URL consultato il 21 agosto 3010.
  5. ^ Onorificenze, Presidenza della Repubblica. URL consultato il 26 dicembre 2007.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente del Senato della Repubblica Successore
Enrico De Nicola 26 giugno 1952 - 24 marzo 1953 Meuccio Ruini
Predecessore Ministro del Tesoro del Regno d'Italia Successore Flag of Italy (1861-1946).svg
Camillo Peano 1º agosto 1922 - 28 ottobre 1922 Vincenzo Tangorra

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