Giuseppe Saragat
| Giuseppe Saragat | |
|---|---|
![]() |
|
|
|
|
| 5º Presidente della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 29 dicembre 1964 – 29 dicembre 1971 |
| Predecessore | Antonio Segni |
| Successore | Giovanni Leone |
|
|
|
| Presidente dell'Assemblea Costituente | |
| Durata mandato | 25 giugno 1946 – 6 febbraio 1947 |
| Predecessore | Nessuno |
| Successore | Umberto Terracini |
|
|
|
| Ministro degli Esteri | |
| Durata mandato | 4 dicembre 1963 – 22 luglio 1964 |
| Presidente | Aldo Moro |
| Predecessore | Attilio Piccioni |
| Successore | Aldo Moro |
|
|
|
| Senatore a vita | |
| Durata mandato | 29 dicembre 1971 – 11 giugno 1988 |
|
|
|
| Dati generali | |
| Partito politico | Partito Socialista Italiano (1922-47) Partito Socialista Democratico Italiano[1] (1947-88) |
| Tendenza politica | Socialdemocratico |
| Titolo di studio | Laurea in Scienze Economiche e Commerciali |
| Alma mater | Università degli Studi di Torino |
| on. Giuseppe Saragat | |||
|---|---|---|---|
|
|||
| Luogo nascita | Torino | ||
| Data nascita | 19 settembre 1898 | ||
| Luogo morte | Roma | ||
| Data morte | 11 giugno 1988 (89 anni) | ||
| Partito | Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (AC) Partito Socialista Democratico Italiano (II-IV) |
||
| Legislatura | AC, II, III, IV | ||
| sen. Giuseppe Saragat | |||
|---|---|---|---|
|
|||
| Partito | Partito Socialista Democratico Italiano | ||
| Legislatura | I, V, VI, VII, VIII, IX, X | ||
| Senatore a vita | |||
| Investitura | Senatore di diritto | ||
| Data | 29 dicembre 1971 | ||
Giuseppe Saragat (Torino, 19 settembre 1898 – Roma, 11 giugno 1988) è stato un politico e diplomatico italiano, di origine sarda, quinto Presidente della Repubblica Italiana e primo socialista a ricoprire la carica.
Protagonista della convulsa storia della famiglia socialista nell'immediato dopoguerra, leader storico del Partito Socialista Democratico Italiano, Saragat fu anche Presidente dell'Assemblea Costituente fino al 1947. Fu più volte vicepresidente del Consiglio dei Ministri nei governi De Gasperi e ministro degli Esteri dal 1963 al 1964.
Indice |
Biografia[modifica]
Figlio di immigrati sardi (il padre Giovanni era nato a Sanluri nel Medio-Campidano, dall'avv. Pietro Saragatu[2]), Giuseppe Saragat proveniva da una famiglia appartenente alla media borghesia italiana. Laureato in Scienze Economiche e Commerciali, si sposò con Giuseppina Bollani ed ebbe due figli: Giovanni (Ambasciatore d’Italia in Belgio) e Ernestina “Tina” Saragat.
Gli esordi in politica[modifica]
Nel 1922 aderì al socialismo, non tanto per vocazione ideologica, quanto per solidarietà nei confronti della gente povera, ovvero quel proletariato che andava organizzandosi, oppresso dai "figli di papà" come ebbe a dire lui stesso. Socialista del filone riformista ed umanitario, si nutrì della cultura politica di Filippo Turati, divenendo così esponente di primo piano del Partito Socialista Unitario, il partito nato il 1º ottobre 1922 dalla scissione dei riformisti turatiani dal PSI, del quale Giacomo Matteotti era segretario.
Durante il fascismo[modifica]
Durante il ventennio fascista scelse la via dell'esilio, valicando il confine elvetico, in compagnia dell'amico Claudio Treves, nella notte tra il 19 e il 20 novembre 1926. Durante il soggiorno estero in Svizzera, Austria e Francia, strinse con il socialista Pietro Nenni un'alleanza politica che porterà, il 19 luglio 1930, al rientro del PSULI di Filippo Turati, nel Partito Socialista Italiano. Questi furono anni in cui Saragat entrò anche in contatto con molti autorevoli esponenti dell'"Austromarxismo" che teorizzavano la conciliabilità del pensiero di Marx con la socialdemocrazia (in particolare Renner e Bauer), e più in generale personalità della socialdemocrazia mitteleuropea che influenzò la sua formazione intellettuale.
Tornò in patria nel 1943 per combattere contro la Repubblica di Salò: arrestato e consegnato alle autorità tedesche in seguito alla repressione voluta dal generale Enrico Adami Rossi, venne rinchiuso nel carcere romano di Regina Coeli, dove divise la cella con un altro futuro presidente della Repubblica, Sandro Pertini. Riuscì ad evadere, insieme a Pertini, grazie a un gruppo di partigiani che falsificarono un ordine di scarcerazione il 24 gennaio 1944 e si trasferì a Milano, dove lavorò per il partito socialista. Fu ministro senza portafoglio nel 1944 durante il governo Bonomi II; nel 1945 fu ambasciatore d'Italia a Parigi per un brevissimo periodo.
Il dopoguerra[modifica]
Nel 1946 venne eletto deputato all'Assemblea Costituente, di cui fu presidente sino al 1947, anno in cui Alcide De Gasperi ruppe l'accordo con socialisti e comunisti. Contrario all'alleanza tra i socialisti ed il Partito Comunista Italiano, nel gennaio del 1947 diede vita alla cosiddetta "scissione di palazzo Barberini", dalla quale ebbe origine il Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, che nel 1951 divenne Partito Socialista Democratico Italiano in seguito alla fusione con il nuovo Partito Socialista Unitario di Giuseppe Romita.
Nelle elezioni politiche del 1948 si scagliò contro il Fronte Democratico Popolare, l'alleanza social-comunista in cui militava anche il "caro nemico" Nenni: durante la campagna elettorale il Fronte gli rimproverò l'alleanza con la Democrazia Cristiana, usando contro Saragat alcune espressioni politicamente denigratorie quali social-fascista, social-traditore, rinnegato. In quelle consultazioni il suo cartello politico, denominato per l'occasione Unità Socialista, ottenne poco più del 7% dei voti alla Camera dei deputati e circa il 4,1% al Senato della Repubblica, ottenendo 43 seggi in totale nel Parlamento italiano.
Più volte vicepresidente del Consiglio nei governi De Gasperi, fu anche ministro degli Esteri dal 1963 al 1964 e si schierò a favore della formula politica del centro-sinistra.
Presidente della Repubblica[modifica]
Il 28 dicembre del 1964 fu eletto Presidente della Repubblica Italiana al ventunesimo scrutinio, grazie anche ai voti decisivi dei socialisti e dei comunisti. Terminato il suo mandato nel 1971, Saragat divenne di diritto senatore a vita ed ebbe anche l'occasione di ritornare al suo partito, di cui divenne presidente nel 1976.
Socialista liberale, Saragat viene oggi considerato il padre della dottrina socialdemocratica italiana. Riformista, egli accettò l'adesione dell'Italia all'alleanza occidentale (fu favorevole al Piano Marshall e all'ingresso del nostro paese nella NATO); Saragat era convinto che la socialdemocrazia potesse essere politicamente un valore aggiunto e che avrebbe potuto avere una posizione elettoralmente egemonica, come del resto avveniva nei paesi del nord-Europa.
Onorificenze[modifica]
onorificenze italiane[modifica]
Nella sua qualità di Presidente della Repubblica italiana è stato, dal 29 dicembre 1964 al 29 dicembre 1971:
| Capo dell'Ordine al merito della Repubblica italiana | |
| Capo dell'Ordine militare d'Italia | |
| Capo dell'Ordine al merito del lavoro | |
| Capo dell'Ordine della stella della solidarietà italiana | |
| Capo dell'Ordine di Vittorio Veneto (dal 18 marzo 1968) | |
Onorificenze straniere[modifica]
| Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) | |
| — 1º giugno 1961[3] |
| Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) | |
| — 16 maggio 1966 |
Note[modifica]
- ^ Denominato Partito Socialista dei Lavoratori Italiani dal 1947 al 1952.
- ^ Sardegna DigitalLibrary - Testi - Alpinismo a quattro mani
- ^ Stemma nella chiesa di Riddarholmen a Stoccolma.
Bibliografia[modifica]
- U. Indrio, La presidenza Saragat: cronaca politica di un settennio 1965-1971, Milano, Mondadori, 1971.
- V. Statera, Saragat: il coraggio delle idee, Roma, Ital, 1984.
- N. Dell'Erba, Democrazia e socialismo in Giuseppe Saragat, in "Tempo Presente", Roma, dicembre 1985, n. 60, pp. 39-45.
- V. Cirillo, Giuseppe Saragat tra resistenza e centrosinistra, in R. Bonuglia (a cura di), "Economia e politica da Camaldoli a Saragat (1941-1971)", Roma, Nuova Cultura, 2007.
Voci correlate[modifica]
Altri progetti[modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Giuseppe Saragat
Wikiquote contiene citazioni di o su Giuseppe Saragat
Questa voce è inclusa nel libro di Wikipedia Presidenti della Repubblica italiana.
Collegamenti esterni[modifica]
- Sito del Quirinale
- Sito ufficiale della Fondazione Saragat
- Sito della Fondazione G. Saragat
- Sito del Circolo G. Saragat
- Il Presidente Saragat e la Val d'Ayas
- Sàragat, Giuseppe la voce nella Treccani.it L'Enciclopedia Italiana. URL visitato il 1º/07/2012
| Predecessore | Presidente della Repubblica Italiana | Successore | |
|---|---|---|---|
| Antonio Segni | 29 dicembre 1964 - 29 dicembre 1971 | Giovanni Leone |
| Predecessore | Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana | Successore | |
|---|---|---|---|
| Attilio Piccioni | 1963 - 1964 | Aldo Moro |
| Predecessore | Presidente della Camera dei deputati | Successore | |
|---|---|---|---|
| Carlo Sforza | 25 giugno 1946 - 6 febbraio 1947 | Umberto Terracini |
| Predecessore | Ambasciatore italiano in Francia |
Successore | |
|---|---|---|---|
| Raffaele Guariglia | 1945 - 1946 | Pietro Quaroni |
Controllo di autorità VIAF: 41834407 LCCN: n86055336
- Politici italiani del XX secolo
- Diplomatici italiani
- Nati nel 1898
- Morti nel 1988
- Nati il 19 settembre
- Morti l'11 giugno
- Nati a Torino
- Morti a Roma
- Politici del Partito Socialista Italiano
- Politici del Partito Socialista Democratico Italiano
- Presidenti della Repubblica Italiana
- Ministri degli Affari Esteri della Repubblica Italiana
- Ministri del Regno d'Italia
- Deputati dell'Assemblea Costituente
- Senatori a vita italiani
- Schedati al Casellario Politico Centrale
- Deputati della Consulta Nazionale
- Presidenti della Camera dei deputati
