Ignazio La Russa

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Ignazio La Russa
3843 - La Russa, Ignazio - Foto Giovanni Dall'Orto, 9-July-2007 cropped.jpg

Ministro della difesa
Durata mandato 8 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Arturo Parisi
Successore Giampaolo Di Paola

Vicepresidente della
Camera dei deputati
Durata mandato 25 maggio 1994 –
8 maggio 1996
Presidente Irene Pivetti

Presidente di Fratelli d'Italia
Durata mandato 4 aprile 2013 –
8 marzo 2014
Predecessore Guido Crosetto
Successore Giorgia Meloni

Dati generali
Partito politico MSI (fino al 1995)
AN (dal 1995 al 2009)
PDL (dal 2009 al 2012)
Fratelli d'Italia (dal 2012)
on. Ignazio La Russa
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Paternò
Data nascita 18 luglio 1947
Titolo di studio laureato in giurisprudenza
Professione avvocato, politico
Partito Movimento Sociale Italiano (fino al 1995)
Alleanza Nazionale (fino al 2008)
Il Popolo della Libertà (fino al 2012)
Fratelli d'Italia (dal 2012)
Legislatura XI, XII, XIII, XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo Fratelli d'Italia
Coalizione Coalizione di centro-destra
Circoscrizione Liguria-10
Incarichi parlamentari

Vicepresidente della Camera; Capogruppo e vicecapogruppo; Componente - I Commissione (Affari costituzionali, della presidenza del consiglio e interni); Componente - Delegazione italiana presso l'assemblea parlamentare della NATO.

Pagina istituzionale

Ignazio Benito Maria La Russa [1] (Paternò, 18 luglio 1947) è un politico italiano, ministro della difesa nel governo Berlusconi IV.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Studi e famiglia[modifica | modifica sorgente]

Di origine catanese (il padre Antonino La Russa, già segretario politico del Partito Nazionale Fascista di Paternò negli anni quaranta, era senatore del Movimento Sociale Italiano), La Russa ha studiato a San Gallo, in un collegio della Svizzera tedesca, per poi laurearsi in Giurisprudenza all'Università di Pavia.

È fratello di Romano La Russa (1952), ex europarlamentare, attualmente assessore alla protezione civile della regione Lombardia e di Vincenzo La Russa (1938), avvocato e politico.

Ha tre figli, Geronimo, Lorenzo Cochis e Leonardo Apache.[2][3]

Ha assolto il servizio militare di leva in qualità di ufficiale di complemento.[4]

Prima di decidere di dedicarsi esclusivamente all'attività politica, intraprese la professione di avvocato, fu difensore di parte civile nei processi per l'assassinio di Sergio Ramelli a Milano.

Attività politica nel MSI[modifica | modifica sorgente]

Nel 1971 è responsabile del Fronte della Gioventù, il movimento giovanile del Movimento Sociale Italiano.

La Russa appare anche nel film di Marco Bellocchio Sbatti il mostro in prima pagina (1972), che si apre con alcune riprese reali di un comizio a Milano della Maggioranza silenziosa, un comitato anticomunista a cui aderivano esponenti democristiani, missini, liberali e monarchici.

Il 12 aprile 1973, quando era uno dei leader del Fronte della Gioventù di Milano, nella manifestazione organizzata dal Movimento Sociale Italiano contro quella che veniva definita "violenza rossa" furono lanciate due bombe a mano SRCM Mod. 35, una delle quali uccise il poliziotto di 22 anni Antonio Marino. La Russa fu indicato come uno dei responsabili morali dei lanci di bombe.[5][6]

Nel 1985 è eletto consigliere regionale della Lombardia.

Attività parlamentare per AN[modifica | modifica sorgente]

Eletto deputato per la prima volta nel 1992 per il MSI, è stato confermato per Alleanza Nazionale alla Camera nel 1994, dove è eletto vice presidente della Camera[7] Fu in prima linea nella fondazione del partito Alleanza Nazionale, guidato da Gianfranco Fini, nel 1995. Rieletto ancora nel 1996, nel 2001, nel 2006 e infine nel 2008 per il Popolo della Libertà. È stato capogruppo di AN dal 4 giugno 2001 all'8 ottobre 2003.

Ministro della difesa per il PdL[modifica | modifica sorgente]

L'8 maggio 2008 viene nominato ministro della difesa nel governo Berlusconi IV e l'11 maggio 2008 reggente di AN; ha detenuto quest'ultima carica fino all'ingresso di Alleanza Nazionale nel Popolo della Libertà, fatto avvenuto il 29 marzo 2009, venendo poi nominato coordinatore nazionale del PdL assieme a Sandro Bondi e Denis Verdini. All'interno del PdL, il 2 maggio 2009 La Russa ha fondato «La nostra destra», per rivendicare la sua cultura politica di provenienza, e per sostenere come la corrente minoritaria dei cosiddetti finiani non rispecchi più quelle che sono a suo parere le posizioni della destra.[8]

L'uscita dal PdL[modifica | modifica sorgente]

Il 17 dicembre 2012 annuncia la sua uscita dal Popolo della libertà e tre giorni dopo fonda con Giorgia Meloni e Guido Crosetto il nuovo partito Fratelli d'Italia con cui è stato ri-eletto alla Camera nel febbraio 2013.

Polemiche[modifica | modifica sorgente]

  • Nel novembre 2009 ha contestato la sentenza Lautsi v. Italia della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo sull'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane, dichiarando: «possono morire, possono morire, loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla».
  • Il 10 marzo 2010, durante una conferenza stampa del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dapprima invitò un giornalista, Rocco Carlomagno, a smetterla di interrompere il premier e le domande degli altri giornalisti e ad attendere il suo turno. Successivamente cercò di allontanarlo prendendolo per il bavero e poi strattonandolo. Rocco Carlomagno annunciò una querela nei confronti del ministro, definendolo «picchiatore fascista»[9][10].
  • Il 12 febbraio 2011, presso la manifestazione In mutande ma vivi, La Russa scalcia volontariamente un giornalista di Annozero, Corrado Formigli, che avrebbe voluto rivolgergli alcune domande sui possibili scandali sessuali di Berlusconi. Il Ministro inizialmente si scusa, sostenendo di non essersi accorto del giornalista. Poi accusa il giornalista stesso di avergli lui rifilato dei calci alle spalle. Formigli viene allontanato dalla vigilanza.[11][12]
  • Il 30 marzo 2011, durante il dibattito in Parlamento sul processo breve, redarguito dal Presidente della Camera Gianfranco Fini per aver applaudito ironicamente Franceschini che lo accusava di aver fomentato una manifestazione contro il governo spintasi fin quasi all'entrata di Montecitorio, lo ha apostrofato con un «vaffanculo»[13]. Dopo essersi scusato con Fini ha negato di averlo insultato, affermando che il gesto sarebbe stato rivolto a Franceschini.[14]
  • La Russa è indagato dalla Corte dei conti per peculato in relazione all'utilizzo di voli di Stato per recarsi alla partita Inter - Schalke 04 del 5 aprile 2011[15].
  • l'Associazione nazionale ufficiali aeronautica militare ha scritto una lettera al ministro manifestando risentimento per l'abbigliamento da lui sfoggiato il 4 aprile 2011 in occasione dello scambio di consegne tra Julia e Folgore, dai toni troppo informali in proporzione all'importanza dell'evento[16].
  • Il 30 gennaio 2013 ha affermato, riguardo alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi su Benito Mussolini, che ci sono state «molte luci nel regime»[17].
  • Il 24 gennaio 2013, La Russa ha affermato: «Noi diciamo no all'adozione per coppie gay. Crescere con due papà è un'induzione ingiustificata a crescere gay.»[18][19][20]

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Per via della sua voce roca e del suo accento siciliano è stato oggetto di numerose imitazioni da parte di Dario Ballantini, Maurizio Crozza ed anche del duo Marco Baldini e Fiorello nei loro spettacoli televisivi e radiofonici, ed ha partecipato come doppiatore nell'edizione italiana della serie animata I Simpson (nell'episodio Dolce e amara Marge).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Antonello Caporale, La Russa: Spinte non ceffoni e poi non chiamatemi fascista in la Repubblica, 11 novembre 2003.
  2. ^ Ignazio La Russa con la moglie e i figli, Quimamme.
  3. ^ I figli dei vip: nomi curiosi in Corriere della Sera. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  4. ^ La Russia Ignazio, Governo italiano. URL consultato il accesso (archiviato dall'url originale l'11 luglio 2012).
  5. ^ Articolo del La Stampa
  6. ^ Articolo Il Fatto Quotidiano
  7. ^ Ignazio La Russa, camera.it
  8. ^ Pdl, La Russa presenta La nostra destra: «Ma non ho creato alcuna corrente», articolo su Adnkronos
  9. ^ Redazione online, Contestatore "placcato" da La Russa in Corriere della Sera, 10 marzo 2010. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  10. ^ Berlusconi, battibecco in conferenza "Lei è un villano, si vergogni" in La Repubblica, 10 marzo 2010. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  11. ^ La Russa, il ministro scalcia-giornalisti – Il Fatto Quotidiano TV
  12. ^ La Russa, parapiglia con Formigli di Annozero - Italia - l'Unità
  13. ^ Bagarre in aula, il 'vaffa' di La Russa, Repubblica Tv, 31 marzo 2011.
  14. ^ Bagarre Fini-La Russa "Ma vaffa". "Fatti curare" Gianfry ferma la seduta, Il Giornale, 30 marzo 2011.
  15. ^ Fiorenza Sarzanini, La Russa e il volo di Stato per l'Inter La Corte dei conti apre un'inchiesta in Corriere della Sera, 12 maggio 2011. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  16. ^ I generali bacchettano La Russa "Vestiti non idonei. E la Lega..." in La Repubblica, 5 agosto 2011. URL consultato il 6 gennaio 2013.
  17. ^ La Russa: «Sul Duce? Berlusconi dice ciò che dico da sempre» in Corriere della Sera, 30 gennaio 2013. URL consultato il 30 gennaio 2013.
  18. ^ Elezioni 2013, Ignazio La Russa sulle adozioni per gli omosessuali: "Ho forti perplessità, inducono bambini incolpevoli a crescere gay"
  19. ^ Le sacrosante parole di Ignazio La Russa sulle adozioni gay. Lapidato dai perbenisti
  20. ^ La Russa sulle adozioni dei gay: "I loro bambini crescono omosessuali"

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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Arturo Parisi 8 maggio 2008 - 18 novembre 2011 Giampaolo Di Paola
Predecessore Presidente Alleanza Nazionale Successore
Gianfranco Fini 11 maggio 2008 - 22 marzo 2009 (reggente) nessuno
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Guido Crosetto 4 aprile 2013 - 8 marzo 2014 Giorgia Meloni