Servizio militare di leva in Italia

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1leftarrow.pngVoce principale: Servizio militare.

In Italia, il servizio militare (detta anche coscrizione obbligatoria, o più comunemente leva obbligatoria, volgarmente naja) è arrivata la prima volta ai tempi di Napoleone ed è poi proseguita sin dall'inizio del Regno d'Italia (1861-1946) e nella Repubblica italiana dal 1946 al 2005, per 144 anni.

La durata della coscrizione è andata progressivamente diminuendo, l'ultima riduzione si è avuta nel 1997 (10 mesi), ed era obbligatoria per tutti gli uomini di sana e robusta costituzione (previo accertamento medico) di cittadinanza italiana.
La leva, sebbene mai formalmente abolita, è di fatto terminata dal 1º gennaio 2005 come stabilita dalla legge Martino (legge 23 agosto 2004, n. 226).

Indice

[modifica] Caratteristiche

Si era chiamati alle visita medica di leva al compimento dei 18 anni (circa) e se dichiarati idonei si svolgeva servizio obbligatorio in marina, esercito o aeronautica solitamente con incarichi di bassa responsabilità (servizi) o incarichi di servizio nei corpi di combattimento (ad esempio fuciliere); solitamente dalla visita all'arruolamento passava al massimo un anno. L'esito delle visite, effettuate da medici militari e che duravano due o tre giorni a seconda dei casi, poteva essere di tre tipi:

  • Idoneo al servizio militare: In questo caso era, ovviamente, previsto l'arruolamento.
  • Rivedibile: In questo caso il coscritto era invitato a ripresentarsi l'anno seguente per effettuare nuovamente le visite in quanto giudicato temporaneamente inabile. Nel caso tale infermità perdurasse anche alla seconda visita il soggetto veniva riformato.
  • Riformato: Questo giudizio sanciva la permanente inidoneità al servizio militare.

L'esonero (o dispensa) al servizio militare (diverso dalla riforma, in quanto non prevedeva l'effettuazione degli accertamenti medici) era previsto solo per alcune situazioni familiari:

  • Figlio o fratello di militare deceduto in guerra;
  • Fratello di militare deceduto durante la prestazione del servizio;
  • Orfano di entrambi i genitori;
  • Vedovo o celibe con prole;
  • Arruolati con prole;
  • Unico fratello convivente di disabile non autosufficiente;
  • Primo figlio maschio di genitore invalido per servizio o caduto in servizio;
  • Terzo (o successivo) figlio maschio se (almeno) due fratelli avevano già assolto completamente il servizio di leva;
  • Responsabile diretto della conduzione di impresa familiare.

L'esenzione era anche prevista per i ministri di culto delle religioni ammesse dallo Stato che lo richiedessero, e per i membri di organismi internazionali all'estero regolati da apposita convenzione su immunità e privilegi regolarmente ratificata.

Gli studenti delle scuole superiori e gli studenti universitari (per i quali era previsto un numero minimo di esami da superare per sessione per non perdere il beneficio) potevano domandare il rinvio del servizio ma non della visita (che comunque portava via, come accennato, solo 3 giorni - da qui l'appellativo di "tre giorni" usato come sinonimo di "visita militare"); negli ultimi anni fu ammesso anche il rinvio della visita.

[modifica] Pro e contro

Tra le argomentazioni favorevoli alla leva vi sono queste:

  • la leva ha favorito la conoscenza, soprattutto per i giovani di realtà disagiate, di aree lontane, ed anche l'integrazione linguistica;
  • la leva garantiva un costante afflusso di soldati a costi poco elevati;
  • i giovani potevano conoscere realtà diverse da quelle quotidiane, con possibilità di stringere forti legami di amicizia;
  • la leva aiutava a dare una disciplina e uno spirito di cooperazione di gruppo;
  • secondo alcuni medici, l'abolizione della leva obbligatoria (con conseguente abolizione dell'obbligo di visita medica), non permetterà di identificare alcune patologie dell'apparato riproduttivo maschile che, molto spesso a causa di pigrizia o pregiudizi da parte dell'interessato, venivano identificati proprio dai medici militari durante la visita. Tra le patologie più comunemente riscontrate, la più frequente era il varicocele.
  • un esercito di coscritti sarebbe più democratico e meno soggetto ad essere utilizzato per colpi di stato o per operazioni che possono vederlo contrapposto alla popolazione civile, quali operazioni di ordine pubblico, repressione di rivolte popolari e simili.

Tra le argomentazioni contrarie si distinguono:

  • la leva era un'imposizione contro la libertà personale, una sorta di schiavitù temporanea; alcune movimenti (come il pacifismo e l'antimilitarismo) erano contrarie per ragioni etiche
  • un ambiente di rigorosa gerarchica disciplina non è adatto a tutti gli individui, tanto meno può essere imposto;
  • la leva sottraeva tempo utile alla vita civile, causando un costante danno economico, ritardando l'ingresso nel mercato del lavoro di migliaia di giovani;
  • il servizio poteva non dare una preparazione militare adeguata e sovente consisteva nel puro addestramento formale ed in lavori di manovalanza per il semplice mantenimento della struttura dove il coscritto era incorporato;
  • sovente i militari acquisivano, nel corso dello svolgimento della leva, vizi che prima non avevano, come il tabagismo, l'alcolismo e in casi non rari il frequentare prostitute;
  • a volte durante il servizio di leva non venivano rispettati i diritti umani dei militari, in particolare le reclute venivano vessate da militari più anziani, solitamente anch'essi di leva, con atti di bullismo e violenza. E' da sottolineare la presenza di coscritti con disagio sociale e con precedenti giudiziari, soggetti per i quali gli altri giovani si trovavano impreparati, trovandosi a loro volta in stato di insubordinazione. Queste deprecabili pratiche erano inquadrabili nel fenomeno chiamato nonnismo, poiché esercitate dagli anziani (i cosiddetti "nonni");[1].
  • la coscrizione esclusivamente maschile configurava una discriminazione sessuale, essendo obbligatoria solo per i maschi, che perdevano un anno di studio o di lavoro.

[modifica] Alternativa al servizio militare

In alternativa al servizio militare si poteva quindi chiedere di svolgere il cosiddetto servizio civile (nel caso degli obiettori di coscienza) dopo la dichiarazione di idoneità; chi si rifiutava di effettuare alcun tipo di servizio (obiezione totale) veniva dichiarato renitente alla leva e successivamente disertore. La possibilità di usufruire del servizio civile è stata contemplata con un'apposita legge nel 1972, prima di tale data chi si dichiarava obiettore di coscienza veniva considerato renitente alla leva e trattato di conseguenza.

La legge sull'Obiezione di Coscienza ha visto man mano con gli anni allargarsi le maglie, fino a vedere eguagliata la durata del servizio civile alternativo (che inizialmente era di durata superiore) e a non richiedere la verifica di particolari requisiti per venire accettata. Da allora, e finché c'è stata la Leva, il rapporto tra militari e obiettori è arrivato ad uno.

[modifica] Fine (Sospensione del servizio obbligatorio)

La sospensione della leva militare obbligatoria (non l'abolizione, visto che sarebbe stata necessaria una legge costituzionale di modifica del discusso articolo 52 che definisce "sacro dovere" la difesa della Patria e il servizio di leva obbligatorio nei termini di legge), venne stata disposta con il Decreto legislativo 8 maggio 2001 n. 215 del secondo governo Amato, che introdusse pure nuove norme sul rinvio degli ultimi coscritti. Tale decreto, emanato in ottemperanza alla della legge 14 novembre 2000 n. 331, che conferiva al Governo la delega ad emanare disposizioni concernenti la graduale sostituzione, entro sette anni, dei militari in servizio obbligatorio di leva con volontari di truppa, nonché introdotto anche la possibilità di arruolamento delle donne e fissato l'organico dell'esercito italiano in numero di 190.000 unità.

Benché anelata da vari politici già negli anni immediatamente precedenti, a favorire accelerazione di tale cambiamento di rotta furono i fatti emersi nel 1999, con la morte, avvenuta in circostanze mai del tutto chiarite, del paracadutista siracusano Emanuele Scieri in forza alla Brigata Folgore, in servizio presso la Caserma Gamerra C.A.PAR Centro Addestramento Paracadutisti di Pisa, e la venuta alla luce di comportamenti ritenuti istigatori al razzismo da parte di alcuni ufficiali. Da allora si è sviluppata un'ampia maggioranza trasversale a favore della necessità di porre fine alla Leva Militare[senza fonte].

Tale sospensione, inizialmente prevista dopo la fine del dicembre 2006, è stata disposta con la Legge 23 agosto 2004, n. 226, emanata durante il secondo governo Berlusconi. Tale norma, modificando il Decreto Legislativo 215/2001, fissava la sospensione delle chiamate per lo svolgimento del servizio di leva a decorrere dal 1º gennaio 2005. Infine, il decreto legge del 30 giugno 2005 n.115 ha stabilito che a decorrere dal 1º luglio 2005 il personale di leva potesse, con apposita domanda, di cessare anticipatamente dal servizio di leva.

Il ripristrino del servizio di leva è possibile solo in caso di carenza di soldati, e in due casi particolari:

a) se sia deliberato lo stato di guerra ai sensi dell'art. 78 della Costituzione
b) in caso di gravissime crisi internazionali in cui l'Italia sia direttamente coinvolta sul proprio territorio.

Tuttavia per questi motivi permane l'obbligo (generalmente svolto dal Comune di residenza) di iscrizione alle liste di leva per i ragazzi nell'anno del compimento del loro 17° anno di età. L'ultima classe chiamata a prestare servizio militare è stata quella dei nati nel 1985,[2] tuttavia molti di questi (ma anche molti nati di anni precedenti), avendo rinviato per motivi di studio, non sono mai partiti; infatti dal 1º gennaio 2005 l'arruolamento è divenuto esclusivamente su base volontaria e a carattere professionale (VFP1 e VFP4).

La materia infine ha trovato una organica disciplina nel Decreto Legislativo 15 marzo 2010 n. 66 (Codice dell'ordinamento militare) che limita la coscrizione obbligatoria (leva), o meglio il suo ripristino, alle summenzionate condizioni riportate in tale norma all'art. 1929.

La parola Militesente oggi è un aggettivo e sostantivo maschile per definire una persona libera dagli obblighi militari.

[modifica] La mini naja

Nel settembre del 2009 il governo Berlusconi ha dato inizio alla sperimentazione di un breve periodo dove 145 giovani (100 ragazzi e 45 ragazze), appositamente selezionati dall'ANA, potevano partecipare ad una breve esperienza di vita militare (15 giorni/1 mese). Questo periodo di servizio è stato soprannominato la mini naja, in cui i ragazzi acquisivano le basi per una vita militare. La sperimentazione è iniziata nel corpo degli Alpini, e quindi i giovani hanno passato il periodo di addestramento nelle caserme del 6º Reggimento alpini.[3]

[modifica] Note

  1. ^ Queste azioni hanno provocato anche numerosi decessi, anche in tempo di pace, nella centenaria storia della leva militare in Italia, che talvolta le autorità militari e quelle politiche di competenza tentavano di nascondere, o quanto meno di non pubblicizzare, finché fosse stato possibile
  2. ^ «Dal 2005 abolito il servizio di leva obbligatorio». Corriere della Sera, 30 7 2004. URL consultato in data 12-08-2009.
  3. ^ Soldati per 15 giorni: la mini-naja - cronaca -Tgcom - pagina 1

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

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