Casta

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Il termine casta individua gruppi sociali che costituiscono una gerarchia rigida in alcune società. In società di questo tipo, per un individuo appartenente ad una casta è molto difficile o impossibile entrare a far parte di una casta diversa, in particolare se di rango più elevato.

Il concetto di casta si riferisce originariamente alla società indiana, ma è utilizzato per estensione anche in altri contesti ed in senso improprio anche per riferirsi a qualsiasi gruppo sociale chiuso, anche in società che non sono ufficialmente divise in caste.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

La parola "casta" - che in portoghese significa puro, non contaminato e si avvicina anche all'italiano "casto" - raggruppa due concetti legati tra loro, ma differenti e talvolta antagonisti, nella società indiana.

A Goa, durante il periodo coloniale, i portoghesi utilizzavano i termini seguenti per etichettare gli abitanti dell'enclave:

  • i reinols, funzionari nati in Portogallo e inviati in India;
  • i castiços, portoghesi nati in India da genitori portoghesi;
  • i mestiços, i meticci indo-portoghesi;
  • i canarins, gli indiani che rifiutavano con fierezza di essere assimilati ai mestiços e che i portoghesi qualificavano come casta, «quelli dal sangue puro».

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Africa[modifica | modifica wikitesto]

Africa occidentale[modifica | modifica wikitesto]

Africa centrale[modifica | modifica wikitesto]

Africa orientale[modifica | modifica wikitesto]

Asia[modifica | modifica wikitesto]

Cina[modifica | modifica wikitesto]

Corea del nord[modifica | modifica wikitesto]

Giappone[modifica | modifica wikitesto]

Sono state eliminate nel 1871.

India[modifica | modifica wikitesto]

Il termine (XVI secolo) deriva dal portoghese lignaggio, razza e si riferiva al complesso sistema sviluppato in India con l’induismo.

Chi nasce in una determinata casta non può uscirne ed è costretto da adulto a fare lo stesso lavoro del padre. La casta è un sistema di stratificazione gerarchica della società. Le caste influiscono anche sulla suddivisione del lavoro, diversificando quindi lo stato sociale di ogni cultura. Le caste sono molto relazionate alla religione, che si trasformò in uno strumento di controllo sociale, tuttora potente in India. Il sistema delle caste trovò una giustificazione religiosa nel primo dei testi sacri dell’induismo, il Ṛgveda, e fu poi riaffermato nella Bhagavadgītā. Le caste ebbero origine da Puruṣa, il primordiale 'Essere cosmico", secondo un inno del Rig Veda (Puruṣa-sukta, X 90) e la loro nascita è menzionata anche dal Manusmṛti (Leggi di Manu; I,31)[1] per il quale le caste si generarono dal dio Brahma. Le quattro classi vennero fuori rispettivamente dalla bocca, dalle braccia, dalle cosce e dai piedi di Puruṣa. Nel Codice di Manu l'origine delle caste viene attribuita al dio Brahma secondo lo stesso schema. Le funzioni delle caste appaiono classificate nelle Leggi di Manu (I, 88-91): "Egli (il Creatore) ha dato ai Brāhmaṇa l'insegnamento e lo studio sacri, la celebrazione dei sacrifici per se stessi e per gli altri, il privilegio di dare e di ricevere. La protezione del popolo, il dono, l'offerta e lo studio sacri, la dominazione dei sensi, ciò è quanto è toccato al Kṣatriya. La protezione del bestiame, il dono, l'offerta e lo studio sacri, il commercio, il prestito ed il lavoro della terra appartengono al Vaiśya. Quanto al Sūdra, il solo compito fissatogli dal Sovrano Signore è di servire le caste precedenti senza recar loro oltraggio".

Inizialmente le caste erano quattro, nel seguente ordine decrescente: brahmani (sacerdoti), kshatriya (il re, i nobili e i guerrieri), 'vaiśya' (agricoltori e mercanti) e shudra (servi); ma con l’emergere di nuove attività e gruppi sociali il sistema subì un’evoluzione e si sviluppò una serie di sottocaste o jati. Il concetto di "purezza rituale" portò alla stigmatizzazione dei fuori-casta, gli "intoccabili", il cui lavoro veniva considerato impuro. Ogni casta ha il proprio dharma, ossia una serie di doveri da compiere. Si tratta per lo più di preghiere, di servizio nei confronti della comunità, di dominio delle proprie passioni. Secondo le dottrine induiste, la casta nella quale un individuo nasce è il risultato delle sue azioni in una vita precedente. In questa visione le ineguaglianze fra gli uomini sono quindi la conseguenza di azioni nelle vite passate, ed hanno del resto un valore provvisorio: valgono cioè fino alla morte dell'individuo e alla sua successiva reincarnazione. I Paria: sono i fuori casta detti anche gli intoccabili in quanto chi li sfiora anche solo accidentalmente deve immediatamente andare a purificarsi; ad essi sono comunemente riservati lavori umili quali la pulizia delle strade.

Se il buddhismo, il giainismo e il sikhismo rappresentano forme di ribellione al sistema delle caste, anche all'interno dell'induismo vari personaggi vi si opposero nel corso dei secoli.

Dopo l'indipendenza, la nuova Costituzione indiana ha accolto i principi di un sistema laico ed egualitario e sono state promulgate leggi e iniziative per favorire l'integrazione degli intoccabili. All'erosione del sistema, tuttavia, hanno contribuito soprattutto la modernizzazione e l'emergere di una classe media urbana, il cui status è definito in base alla riuscita economica, piuttosto che all'appartenenza a una casta sociale. Ciononostante, gli intoccabili continuano a vivere in condizioni di miseria e molte antiche usanze sono ancora radicate.

Indonesia[modifica | modifica wikitesto]

Nepal[modifica | modifica wikitesto]

Pakistan[modifica | modifica wikitesto]

Sri Lanka[modifica | modifica wikitesto]

Yemen[modifica | modifica wikitesto]

Europa[modifica | modifica wikitesto]

Zona dei Pirenei[modifica | modifica wikitesto]

Le popolazioni che vivevano sulla catena montuosa dei Pirenei al confine tra il nord della Spagna ed il sud della Francia, chiamate Cagots, si sono trovate per secoli in una posizione sociale simile a quella occupata dai fuori casta in India, i paria o dalit (tradotto in intoccabili, ma più correttamente oppressi).
Le testimonianze riguardanti i Cagots risalgono per lo più al basso medioevo: in tale periodo essi furono considerati dei reietti e furono oggetto di superstizioni popolari che vedevano in quelle persone i portatori di un misterioso morbo, subirono inoltre numerose persecuzioni e discriminazioni da parte dei popoli vicini nonostante l'opposizione della nobiltà che governava quelle terre e del papato.

Utilizzo del termine dibattito politico italiano[modifica | modifica wikitesto]

La parola casta ha ultimamente assunto, nel dibattito politico italiano, il significato di casta dei politici italiani, in quanto gruppo di persone che godono di privilegi ingiustificati e che questi privilegi difendono e incrementano.

Ciò è conseguente al successo del libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo La casta - Così i politici italiani sono diventati intoccabili (uscito il 2 maggio del 2007). Il titolo del libro deriva da una frase di Walter Veltroni citata nel libro:

« Quando i partiti si fanno caste di professionisti, la principale campagna antipartiti viene dai partiti stessi. »

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Robert Deliège: Les castes en Inde aujourd'hui, Paris, Presses Univ. de France, 2005, ISBN 2-13-054034-1
  • Guy Deleury: Le modèle indou, Éditions Kailash, Parigi Pondicherry, 1993
  • Louis Dumont: Homo hierarchicus. Le système des castes et ses implications., Gallimard (coll. TEL), Paris, 1966
  • Alain Daniélou: Les quatre sens de la vie, Librairie académique Perrin, Paris, 1963

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]