Nonnismo

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Con il termine di nonnismo (iniziazione, nel Nord America) viene comunemente indicato un insieme di prove dolorose o di pratiche ritualizzate, destinate a simboleggiare l'integrazione di un individuo in un gruppo sociale particolare: studenti, militari, professionisti, ecc. Nella fenomenologia del nonnismo si parte dai semplici atti di superiorità (insulti pesanti, scherzi balordi e insensati) fino ad atti di gravità maggiore: furto, disturbo costante psicofisico della "vittima", atti di devastazione, persecuzione, atti denigratori e razzisti verso la vittima.

Il termine "nonnismo" si rifà alla parola "nonno", che gergalmente identifica il membro anziano del gruppo, in contrapposizione al "nipote", cioè al novizio.[1]

Fenomeni di "nonnismo" si osservano generalmente nella truppa di un esercito, ma dinamiche simili vengono osservate anche in altri gruppi strutturati in modo analogo - collegi, seminari, carceri, università.

Indice

[modifica] Il nonnismo nell'esercito

Nonnismo nell'esercito francese

All'interno degli eserciti il nonnismo è ufficialmente vietato e scoraggiato, benché non pochi ufficiali tendano a minimizzarlo considerandolo parte del processo formativo del militare. Talvolta diventa - più o meno consapevolmente - un mezzo efficace nella regolazione delle gerarchie all'interno della truppa, prefigurandosi come un'alternativa ufficiosa alla linea gerarchica formalizzata (catena di comando) e garantendo, per alcuni aspetti secondari ma non meno importanti (per esempio la gestione della vita di guarnigione), il buon funzionamento del reparto. Le gerarchie, soprattutto ufficiali subalterni e sottufficiali, tendono quindi a ignorarlo, almeno fino a quando gli atti non superano livelli di gravità tali da dare luogo a scandalo, in genere in seguito a gravi infortuni o alla morte di una recluta.

Per decenni in Italia la tendenza è stata di minimizzare o negare le colpe delle gerarchie militari, nonché di ostacolare la pubblicità degli episodi che accadevano. Alla fine degli anni novanta gli episodi di nonnismo cominciarono ad emergere con più frequenza e a diventare di dominio pubblico, al punto da indurre la classe politica a progettare l'abbandono del reclutamento obbligatorio. In particolare le vicende emerse nel 1999 alla Brigata Folgore di Pisa, dopo la morte del paracadutista Emanuele Scieri, portarono alla scoperta di una "politica" che, anziché arginarlo e perseguirlo, istigava al nonnismo (indimenticato lo "zibaldone" che l'allora parlamentare Athos De Luca provvide a diffondere e per il quale chiese un'interrogazione parlamentare all'allora Ministro della Difesa Carlo Scognamiglio).

[modifica] Note

  1. ^ Per un documentato approfondimento sul gergo di caserma cfr. Francesco Luigi Bovi, Minima militaria, Viterbo, Stampa Alternativa, 1992, che raccoglie alcuni termini ed espressioni in uso fra i Lancieri di Montebello.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

  • Isaia E. Bedeschi G., Noi Alpini, Igis, Milano 1969.
  • Fabrizio Battistelli, Anatomia del nonnismo. Cause e misure di contrasto del mobbing militare, Franco Angeli editore, 2000.
  • Michele Mari, Filologia dell'anfibio, Bompiani, Milano, 1995.
  • Pier Vittorio Tondelli, Pao Pao, Feltrinelli, Milano, 1982.

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