Stalking
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Stalking è un termine inglese (letteralmente: perseguitare) che indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un'altra persona, perseguitandola ed ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità.
La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti ed intrusioni nella vita privata.
Lo stalking può nascere come complicazione di una qualsiasi relazione interpersonale e chiunque può esserne vittima, è un modello comportamentale che identifica intrusioni costanti nella vita pubblica e privata di una o più persone [1].
I contesti in cui si manifesta: nel 55% circa è la relazione di coppia; nel 25% circa è il condominio; nello 0,5% circa è la famiglia (figli/fratelli/genitori); nel 15% circa è il posto di lavoro/scuola/università [2].
Indice |
[modifica] Lo stalker
Lo stalker è una persona molto sensibile alla separazione, al timore dell'abbandono o dell'allontanamento di una persona amata, al rifiuto, alla sottrazione ingiustificabile di una persona cara. Questa particolare sensibilità può manifestarsi in ogni relazione interpersonale, quindi in famiglia, in coppia, sul posto di lavoro od a scuola e si accentua quando vive il c.d. C.A.I. ossia il colpo abbandono improvviso [3].
Il C. A. I. sembra essere la matrice delle condotte dello stalking insieme a spiccate caratteristiche di possessività immatura, è quell’istante, che cambierà per sempre la loro esistenza, come se all’improvviso prendessero coscienza con una parola, una frase, un gesto o una semplice sensazione che stanno per essere lasciati o abbandonati, comunque che qualcosa sta cambiando nella loro relazione [4].
Durante i colloqui lo descrivono come uno “tsunami emotivo affettivo”, che modificherà, trasformandola, la loro precedente vita [5].
Da quel preciso momento, i valori, gli obiettivi e gli affetti precedenti, non esistono più. Queste persone, non possono fare a meno di agire quella specifica serie di comportamenti di tipo persecutorio che percepiscono come funzionali al loro benessere e che sedano la loro ansia e contengono la loro “paura” [6].
Questi atteggiamenti che sono stati appresi nelle primissime relazioni, originati dagli schemi mentali acquisiti, si manifestano come una sorta di borsa del pronto soccorso relazionale. In seguito al C.A.I. negli stalker i bisogni mutano, si incrociano, si autoalimentano e si amplificano nel tempo [7].
Di solito partono dal bisogno di verificare l’ipotesi della separazione e dell’abbandono, per poi passare a dimostrare il loro infinito amore cercando di persuadere l’altro, l’oggetto d’interesse a desistere dal suo erroneo intento, sperando nella condivisione delle emozioni, che in caso negativo manifestano comunque [8].
Queste persone, infatti, sperimentano emozioni devastanti che manifestano in modo eclatante, drammatizzano ed esagerano molti aspetti della loro vita o dei loro sentimenti, proiettando le proprie incompetenze sugli altri [9].
Mutano repentinamente il loro comportamento, a volte si sentono loro stessi vittime, spesso in modo inconsapevole vogliono sembrarlo, quando invece sono gli autori [10].
Lo stalker può essere un estraneo, ma il più delle volte è un conoscente, un collega, od un ex-partner, che agisce spinto dal desiderio di recuperare il precedente rapporto o per vendicarsi di qualche torto subito.
In altri casi ci si trova davanti a persone con problemi di interazione sociale, che agiscono in questo modo con l'intento di stabilire una relazione sentimentale, imponendo la propria presenza ed insistendo anche nei casi in cui si sia ricevuta una chiara risposta negativa.
Meno frequente il caso di individui affetti da disturbi mentali, per i quali l'atteggiamento persecutorio ha origine dalla convinzione di avere una relazione con l'altra persona.
Solitamente questi comportamenti si protraggono per mesi od anni, il che mette in luce l'anormalità di questo genere di condotte.
L’equipe multidisciplinare del Centro Presunti Autori – Unità Analisi Psico Comportamentale dell’Osservatorio Nazionale sullo Stalking, da gennaio 2007 ad aprile 2009, ha utilizzato il programma denominato R.A.A.P.- Re Alleged Authors Program, applicandolo a 37 persone, di cui 31 uomini e 6 donne. Il programma nel 30% dichiara unilateralmente di avere permesso di contenere quasi completamente le condotte persecutorie, nel 60% di averle ridotte sensibilmente e nel 20% di avere evitato agiti molto gravi [11].
L’equipe multidisciplinare ha proposto un profilo, del presunto autore, di condotte riferibili allo stalking, o meglio un identikit psico-comportamentale, con il presupposto che qualsiasi categorizzazione può risultare riduttiva dell’unicità ed irripetibilità della persona.
Le persone stalker quasi sempre sono conoscenze, più spesso è sotto indagine il sesso maschile meno nascosto dai preconcetti di criminalità, molto spesso sono persone manipolatrici affettivamente, ben inserite nella società, vivono il colpo d’abbandono improvviso. Raramente hanno una psicopatologia grave (perdita del contatto con la realtà), sette volte su dieci hanno un’organizzazione di personalità borderline. L’emozione che le contraddistingue è la paura [12].
Oltre il 50% del campione delle persone che agiscono lo stalking ha vissuto almeno una volta nella vita un abbandono, una separazione od un lutto da una persona cara, che non ha elaborato [13].
L’organizzazione di personalità borderline potrebbe spiegare la poliedricità comportamentale ed emotiva che contraddistingue gli stalker; infatti in un arco temporale anche molto breve, con il loro essere “camaleontico” possono passare da momenti di ritiro completo dalle relazioni ad una presenza persistente, da tratti persecutori molto spiccati, a grandi gentilezze, a drammatizzazioni teatrali, al raccontare menzogne, ad alternare odio ed amore e molte altre manifestazioni che corrispondono ai loro vissuti ed appagano i loro bisogni emergenti [14].
Secondo una ricerca nella popolazione di pre-adolescenti e adolescenti, si presume che su circa il 5% della popolazione interessata dalla ricerca 800 adolescenti di entrambi i sessi dai 13 ai 17 anni ha soddisfatto i possibili predittori di future condotte persecutorie e violente [15]..
[modifica] Terminologia e significato criminologico
Il termine inglese stalking, suggerito dalla letteratura scientifica specializzata in tema di molestie assillanti, intende un insieme di comportamenti molesti e continui, costituiti da ininterrotti appostamenti nei pressi del domicilio o degli ambienti comunemente frequentati dalla vittima, ulteriormente reiterati da intrusioni nella sua vita privata alla ricerca di un contatto personale per mezzo di pedinamenti, telefonate oscene od indesiderate.
Intende, inoltre, l'invio di lettere, biglietti, e-mail, sms, oggetti non richiesti; oppure producendo scritte sui muri o atti vandalici con il danneggiamento di beni, in modo persistente e ossessivo, in un crescendo culminante in minacce, scritte e verbali, degenerando talvolta in aggressioni fisiche con il ferimento od, addirittura, l'uccisione della vittima. Tutto ciò, o parte di esso se compiuto in modo persistente e tenace in modo da indurre anche solo paura e malessere psicologico o fisico nella vittima, è stalking, e chi lo attua è uno stalker. Ovvero, un soggetto che commette un atto criminale, in taluno Paese straniero punito dalla legge. Esso si differenzia dalla semplice molestia per la frequenza e la durata della variegata congerie comportamentale.
Da un punto di vista etimologico, il termine stalk è variamente traducibile nella nostra lingua come "caccia in appostamento", "caccia furtiva", "pedinamento furtivo", "avvicinarsi furtivamente", "avvicinarsi di soppiatto"(a selvaggina, nemici); La parola stalker è traducibile come "cacciatore all'agguato", "chi avanza furtivamente". Questi termini non chiariscono sufficientemente il significato anglosassone che è dato agli stalker che pedinano la vittima per scopi puramente molesti. Il verbo to stalk è altrettanto traducibile col significato di "inseguire furtivamente la preda" e deriva dal linguaggio tecnico - gergale venatorio [16]. Letteralmente stalking significa "fare la posta", "inseguimento."[17].
Non esiste una definizione generalmente accettata di stalking, ma così come enunciato da studiosi delle molestie assillanti di lingua anglofona è comunque colui che si "apposta", che "insegue", che "pedina e controlla" la propria vittima. Il termine "inseguimento" è quello più largamente usato e tradotto [18]. Quest'ultima definizione sembra la più vicina al comportamento tipico del molestatore assillante che è, infatti, quello di seguire la vittima nei suoi movimenti per poi intromettersi nella sua vita privata [19].
Nel linguaggio accademico sono usate differenti definizioni scientifiche. I termini recentemente impiegati in varie lingue, per coprire l'area semantica dell'intrusione relazionale ripetuta ed assillante, sono numerosi ed appartengono a vari contesti come quello criminologico, psichiatrico, psicologico e legislativo.
Nella lingua inglese oltre a stalking sono usati i termini obsessional harassment, criminal harassment, obsessional following, obsessional relational intrusion; nell'italiana, greca e francese: molestie assillanti, dioxis, harcèlement du trosième type, etc. [20]. Nella disamina della letteratura corrente il termine harassment è molto spesso ricorrente; deriva dal verbo to harass, col significato di "tormentare", "molestare", "opprimere". Harassment Criminale è quindi il reato della molestia e della persecuzioni sanzionato nei Paesi di common law.
[modifica] Lo stalking nella legislazione
[modifica] In Italia
Il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna è stata la principale promulgatrice della legge a contrasto del fenomeno dello stalking attraverso l'introduzione, nella legislazione italiana, del D.L. 23 febbraio 2009, numero 11, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 24 febbraio 2009 (e convertito nella legge 23 aprile 2009, n. 38, pubblicata in G.U. n. 95 del 24 aprile 2009)[21]. Esso introduce nel codice penale l'articolo 612-bis, dal titolo "atti persecutori", che al comma 1 recita: «Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.»
[modifica] Note
- ^ Lattanzi, 2003
- ^ Osservatorio Nazionale sullo Stalking, 2007
- ^ Lattanzi, 2007
- ^ Lattanzi, 2007
- ^ Lattanzi, 2007
- ^ Centro Presunti Autori dell'O.N.S, 2007
- ^ Centro Presunti Autori dell'O.N.S, 2007
- ^ Lattanzi, 2007
- ^ Centro Presunti Autori dell'O.N.S, 2007
- ^ Lattanzi, 2007
- ^ Centro Presunti Autori dell'O.N.S, 2009
- ^ Centro Presunti Autori dell'O.N.S, 2009
- ^ Centro Presunti Autori dell'O.N.S, 2008
- ^ Lattanzi, 2008
- ^ Istituto di Ricerca psico Sociale - AIPC, 2008
- ^ Galeazzi, De Fazio, 2005
- ^ Hazon, 2006; Zanichelli, 2006
- ^ Tjaden, Thoennes, 1998
- ^ Mullen, Pathé, Purcell, 2000
- ^ Galeazzi, De Fazio, 2005
- ^ D.L. 23 febbraio 2009, numero 11: Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori.. URL consultato il 2009-03-09. — Il decreto è stato convertito nella legge 23 aprile 2009, n. 38 (pubblicata in G.U n. 95 del 24 aprile 2009)
[modifica] Bibliografia
[modifica] Saggi
- Massimo Lattanzi, Stalking. Il lato oscuro delle relazioni interpersonali, Ediservice, Roma, 2003., ISBN 88-901109-0-2
- AIPC Editore, Stalking. Aspetti psicologici, sociologici e giuridici, a cura dell'Osservatorio Nazionale sullo Stalking, Roma, 2009.
- Mario Filippo Caliò, Stalking & Stalkers (da una ricerca criminologica internazionale e un pattern operativo per la identificazione di anonimi molestatori a mezzo di telefonate e lettere anonime), Casa Editrice LSa - LiberiStampautori, Novara, 2007., ISBN 978-88-95567-01-3.
- Franco Angeli, Donne vittime di stalking. Riconoscimento e modelli di intervento in ambito europeo, a cura di Modena Group on Stalking, Milano, 2005 (Criminologia),128 p., ISBN 8846465601
- Francesca Maria Zanasi, Violenza in famiglia e stalking. Dalle indagini difensive agli ordini di protezione, Giuffrè, Milano, 2006, ISBN 8814124515.
[modifica] Narrativa
- L'amore fatale, Ian McEwan , Einaudi, 1999, pp. 283, ISBN 8806152076 .
- Storie di ordinaria suspense (romanzo), M.F.Caliò , LSa, 2008, ISBN 9788895567020.
- Il club degli innamorati, Amanda Filipacchi, Newton & Compton (collana Anagramma), 2006, 286 p.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Osservatorio Nazionale Stalking (Associazione Italiana di Psicologia e Criminologia)
- Modena Research Group on Stalking (introduzione)
- ADOC-Sportello online per assistenza anti-stalking
- www.mentesociale.it
- www.psicolab.net
- Osservatorio giornalistico sui casi di stalking in Italia
- La disciplina legislativa

