Crimine informatico

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Un crimine informatico è un fenomeno criminale che si caratterizza nell'abuso della tecnologia informatica sia hardware che software. Alcuni crimini in particolare sono finalizzati allo sfruttamento commerciale della rete[1], a porre a rischio i sistemi informativi di sicurezza nazionale[2].

A livello internazionale, molti governi ed agenzie non governative investono risorse nello spionaggio, nella truffa e in altri crimini transnazionali che coinvolgono interessi economici e politici. La difesa sociale internazionale è impegnata nell'individuare e denunciare tali attori alla Corte Internazionale dell'Aja[3].

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Il crimine informatico può essere generalmente definito come un'attività criminale che coinvolge la struttura della tecnologia di informazione, compreso l'accesso illegale (l'accesso non autorizzato), intercettazione (con mezzi tecnici di trasmissioni non pubbliche di dati informatici verso, da o all'interno di un sistema informatico), interferenze di dati (danneggiamento, cancellazione, deterioramento, alterazione o soppressione di dati informatici), sistemi di interferenza (interferenza con il funzionamento di un sistema informatico mediante l'immissione, trasmissione, danneggiamento, cancellazione, deterioramento, alterazione o soppressione di dati informatici), uso improprio di dispositivi, contraffazione (o furto d'identità) e frodi elettroniche.[4]

Le persone che commettono questi crimini, se catturate vengono condannate per l'accusa di aver compiuto reati informatici, come accessi non autorizzati in computer o reti di computer[5].

Agli esordi della sottocultura hacker, le condanne penali erano rare poiché l'approccio degli hacker era rivolto alla conoscenza dei sistemi informatici e della loro sicurezza, pertanto violando i sistemi con azioni non dannose. I sostenitori dell'hacking sono motivati da fini artistici e politici, ma spesso sono indifferenti circa l'uso di mezzi illegali per raggiungerli. Con la crescita dell'industria informatica, sono emersi i casi di violazione dei sistemi informatici per il proprio profitto personale (cracker).

Condanne di reati informatici, o di hacking, iniziarono già nel 1983 con il caso dei 414's nel Milwaukee. In tal caso, sei adolescenti fecero irruzione in sistemi informatici di prestigio, tra cui il Los Alamos National Laboratory, il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center e il Security Pacific Bank. Il 1º Maggio 1983 Gerald Wondra fu condannato a due anni di libertà vigilata.[6] Nel 2006, una pena detentiva di quasi cinque anni è stata tramandata a Jeanson James Ancheta, che ha creato centinaia di computer zombie per eseguire i suoi ordini tramite reti botnet giganti.[7] Egli ha poi venduto le botnet al miglior offerente che a sua volta li ha usati per l'attacco Denial of service.[8]

L'esigenza di punire i crimini informatici emerse già alla fine degli anni ottanta, tanto che, il 13 settembre 1989, il Consiglio d'Europa emanò una Raccomandazione sulla Criminalità Informatica dove venivano discusse le condotte informatiche abusive. I reati vennero divisi in due liste: facevano parte della prima lista detta lista minima quelle condotte che gli Stati sono invitati a perseguire penalmente quali:

  • La frode informatica che consiste nell'alterare un procedimento di elaborazione di dati con lo scopo di procurarsi un ingiusto profitto;
  • Il falso in documenti informatici;
  • Il danneggiamento di dati e programmi;
  • Il sabotaggio informatico;
  • L'accesso abusivo associato alla violazione delle misure di sicurezza del sistema;
  • L'intercettazione non autorizzata;
  • La riproduzione non autorizzata di programmi protetti;
  • La riproduzione non autorizzata di topografie di prodotti a semiconduttore.

Facevano invece parte della seconda lista detta lista facoltativa condotte "solo eventualmente" da incriminare, quali:

  • L'alterazione di dati o programmi non autorizzata sempre che non costituisca un danneggiamento;
  • Lo spionaggio informatico inteso come la divulgazione di informazioni legate al segreto industriale o commerciale;
  • L'utilizzo non autorizzato di un elaboratore o di una rete di elaboratori;
  • L'utilizzo non autorizzato di un programma informatico protetto, abusivamente riprodotto.

Successivamente, in occasione del XV Congresso dell'Associazione Internazionale di Diritto Penale del 1990, emerse la necessità di incriminare non solo i reati previsti dalla lista minima ma anche le condotte descritte nella lista facoltativa. Le varie legislazioni informatiche che hanno seguito il su detto congresso hanno tenuto conto delle indicazioni date dall'associazione e nel settembre 1994 il Consiglio d'Europa ha aggiornato la precedente Raccomandazione ampliando le condotte perseguibili penalmente, inserendo:

  • Il commercio di codici d'accesso ottenuti illegalmente;
  • La diffusione di virus e malware.

La più lunga condanna comminata prima del 2012 per reati informatici è quella di Albert Gonzalez per 20 anni.[9]

Le successive condanne più lunghe sono quelle di 13 anni per Max Butler,[10] 108 mesi a Brian Salcedo nel 2004 e confermata nel 2006 dalla Corte d'Appello degli USA,[11][12] e 68 mesi a Kevin Mitnick nel 1999.[13]

L'indirizzo IP non ha valore di prova legale per il principio della responsabilità penale personale e della certezza della norma penale, della pena e della prova (che per il penale non è sufficiente che sia ragionevole, ma deve essere certa). L'indirizzo IP identifica un nodo di rete e non una singola macchina o persona. Infatti, tramite spoofing un utente può risultare con un indirizzo IP di una macchina fisicamente anche molto distante, o lo stesso hardware può essere condiviso a sua volta da più di un profilo utente.
Logbox è il progetto di un software gratuito open-source che l'Unione Europea potrebbe imporre come nativo e parte integrante per la vendita di qualsiasi sistema operativo connesso a Internet: si tratta di un keylogger, detto a "scatola nera" perché non può essere modificato o disinstallato nemmeno con privilegi da amministratore di sistema, che traccia qualsiasi azione fatta dall'utente sul PC.

Tipi di reati informatici[modifica | modifica sorgente]

Il crimine informatico abbraccia un ampio ventaglio di attività suddivise in due categorie:

Spam[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Spam.

L'inatteso invio di email per fini commerciali è illegale, ma mentre le leggi anti-spam sono relativamente nuove, le comunicazioni inattese esistono da lungo tempo.

Frode[modifica | modifica sorgente]

La frode informatica è associata alla frode "tradizionale" con la differenza che è realizzata per mezzo di uno strumento informatico. La legge 547 del 1993 aggiunge al Codice Penale l'art. 640-ter per punire chiunque cerchi di ottenere un arricchimento interferendo abusivamente nell'elaborazione dei dati. Non è identificato come frode informatica l'indebito utilizzo di carte di pagamento magnetiche che è invece disciplinato dall'art. 55 del decreto legislativo 231 del 21 novembre 2007. Altri reati previsti sono:

  • La falsificazione di documenti informatici. I documenti informatici sono equiparati a tutti gli effetti ai documenti tradizionali e l'art. 491-bis c.p. prevede l'applicabilità delle disposizioni sulla falsità in atti pubblici e privati. La falsificazione in comunicazioni informatiche ricalca invece il delitto di falsità in scrittura privata (art. 485 c.p.).
  • Le aggressioni all’integrità dei dati. La legge 547 del 1993 amplia le precedenti disposizioni in materia e integra al Codice Penale l'art. 635-bis sul danneggiamento dei sistemi informatici e telematici, l'art. 615-quinquies sulla diffusione di virus e malware, l'art. 392 sulla violenza sulle cose (a tal proposito la legge 547 del 1993 precisa le situazioni dove le aggressioni riguardano beni informatici) ed infine l'art. 420 sul reato di attentato ad impianti di pubblica utilità. Forse l'unico caso giudiziario di diffusione di virus per cui si è celebrato un dibattimento (sia in primo grado, sia in appello) è quello deciso dal Tribunale penale di Bologna con la sentenza 1823/05[14] (la cui decisione è stata parzialmente ribaltata in appello[15]) a proposito del "Caso Vjierika".
  • Le aggressioni alla riservatezza dei dati e delle comunicazioni informatiche. Riguardo alle forme di intrusione nella sfera privata altrui si incriminano l'accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.), la detenzione o diffusione abusiva di codici di accesso (art. 615-quater c.p.) e la rivelazione del contenuto di documenti segreti (art. 621 c.p.), includendo i documenti protetti contenuti su supporti informatici.

Contenuti sensibili[modifica | modifica sorgente]

I contenuti dei siti o altre comunicazioni elettroniche possono essere disattese[vedi discussione], oscene od offensive per molte persone, ma non sempre sono illegali. Oltre venticinque paesi pongono dei severi limiti al riguardo comprese le regole per l'emarginazione[vedi discussione] di utenti che rispondono ai crimini d'odio, alla blasfemia, alla sovversione politica, alla corruzione di minorenni, all'induzione della prostituzione.

La possibilità che queste comunicazioni si diffondano variano da paese a paese e anche all'interno di ogni nazione. Si tratta di un settore dove i Tribunali internazionali possono essere coinvolti per decidere sulle questioni che concernono culture, tradizioni e religioni differenti.

Molestie[modifica | modifica sorgente]

Mentre alcuni contenuti possono offendere in maniera indiretta, le molestie informatiche possono colpire la sensibilità di chiunque quali commenti sul genere, etnia, religione e orientamento sessuale. Spesso si verificano nelle chat, nei newsgroup, nelle conferenze virtuali, ecc.

Circa le aggressioni alle comunicazioni informatiche è ampliato il concetto di corrispondenza contenuto nel quarto comma dell'art. 616 c.p. che ingloba anche la corrispondenza informatica e telematica e punisce l'intercettazione e l'interruzione di comunicazioni informatiche (art. 617-quater c.p.) e l'installazione di apparecchiature atte ad intercettare o impedire comunicazioni informatiche (art. 617-quinquies), qualora tali condotte non siano esplicitamente autorizzate.

La legge 48/08[16] che recepisce la Convenzione di Budapest sul crimine informatico ha modificato il codice penale e quello di procedura penale riconoscendo implicitamente il ruolo dell'informatica forense nel processo penale[17].

Spaccio di sostanze illecite[modifica | modifica sorgente]

I trafficanti di droga stanno ottenendo vantaggi economici tramite messaggi criptati e altre tecnologie virtuali. Gli acquirenti frequentano determinati locali come, ad es., i coffee shop o i milk bar utilizzando siti web finti allo scopo di individuare intere partite di pillole e quantità di anfetamine in chat room.

L'aumento dello spaccio via internet potrebbe essere attribuito alla carenza di comunicazioni dirette in modo da stimolare qualsiasi persona ad acquistare la droga. Gli effetti che sono spesso associati allo spaccio di droga, infatti, sono minimizzati e filtrati dai processi che intervengono dall'interazione virtuale.

Terrorismo[modifica | modifica sorgente]

Agenti governativi e di sicurezza hanno registrato un sensibile incremento dei problemi virtuali sin dal 2001. Ma c'è una buona parte di coloro che ritengono le intrusioni come parte di un disegno terroristico più grande.

Un terrorista informatico, quindi, è un individuo o un gruppo di soggetti che, tramite l'attacco informatico, la rete o l'acquisizione segreta di informazioni, ricatta o pone in pericolo un governo o un'azienda al fine di ottenere qualcosa in contropartita per raggiungere i propri fini criminali.

Ad es., una innocente propaganda su internet su una fantomatica bomba che esploderà durante un evento o un periodo di tempo, può essere considerato alla stregua di terrorismo informatico. Allo stesso modo, ci sono delle attività illegali dirette verso individui, famiglie, organizzazioni, che tendono a causare panico tra la gente, squilibrare rapporti di forza, raccogliere informazioni rilevanti per la salute della popolazione ed altri simili sconvolgimenti.

L'estorsione informatica, in particolare, è una forma di terrorismo informatico nella quale un sito, un'email o un server è soggetto a ripetuti attacchi da parte di hackers al fine di ottenere denaro. Seguendo l'FBI, l'estorsione informatica è in aumento nei confronti di aziende e servizi privati, nella media di venti casi al mese, che si trovano costretti a sborsare milioni di dollari pena l'irrimediabile perdita di tutti i propri dati e sistemi informatici[18].

Diritto d’autore[modifica | modifica sorgente]

Nei casi di pirateria informatica, è punita l'appropriazione indebita dell'idea originale. Gli oggetti che si intende tutelare sono di diversi tipi.

  • Le topografie. Con qualche anno di ritardo rispetto ai termini previsti dalla direttiva europea, la legge 70 del 21 febbraio 1989 tutela le topografie di prodotti a semiconduttori ovvero i tracciati incisi sulle piastrine di silicio. A tal proposito non sono previste sanzioni penali per le violazioni dei diritti nonostante la Raccomandazione del 13 settembre 1989 del Consiglio d'Europa le preveda.
  • I software. Con la modifica della legge 633 del 22 aprile 1941 sul diritto d'autore, i programmi per elaboratore vengono inclusi tra le opere di ingegno. In seguito alla Direttiva CEE del 14 maggio 1991 recepita dal Dlgs 518 del 29 dicembre 1992, si vuole prevenire la duplicazione e la vendita dei programmi a fine di lucro (art. 171-bis 1.a.). La sanzione pecuniaria prevista è successivamente aggravata dal Dlgs 205 del 15 marzo 1996.
  • I database. Il Dlgs 169 del 6 maggio 1999 riconosce i diritti di esclusiva al creatore del database (artt 64-quinquies e sexies) e il diritto di tutela al "costitutore" del database, ovvero a colui che effettua investimenti in termini di tempo e denaro per raccogliere e inserire materiale nel database, con il fine di salvaguardare il valore patrimoniale dell'investimento.
  • Le opere fonografiche e videografiche. Gli abusi di duplicazione e distribuzione vengono disciplinati dalla legge 406 del 29 luglio 1981, mentre le opere cinematografiche destinate al circuito cinematografico e televisivo sono tutelate dalla legge 400 del 20 luglio 1985.
  • Le modifiche hardware a consolle per videogiochi sono state fatte rientrare, dalla giurisprudenza, nell'ambito della tutela del diritto d'autore. In giurisprudenza è ancora aperto il dibattito sulla legittimità dei modchip, da quando il Tribunale penale di Bolzano, con la sentenza 20 dicembre 2005[19], li ritenne legali, ma altri tribunali si dimostrarono di avviso contrario.

Guerre informatiche[modifica | modifica sorgente]

Il Department of Defense americano evidenzia che il crimine informatico ha assunto forme che coinvolgono le strategie di politica globale. Nel 2007 si sono verificati degli attacchi contro il sistema informatico dell'Estonia da parte di hackers di origine russa. Analogamente nel 2008 la Russia ha denunciato attacchi da parte dei terroristi ceceni. Nel timore che questi attacchi possano prefigura l'estensione del conflitto di più ampia portata, le forze di spionaggio militare si sono da tempo attivate per predisporre strategie tese ad individuare i campanelli di allarme e prevenire conflitti in futuro[20].

Criminalistica[modifica | modifica sorgente]

Uno dei più celebri casi di crimine informatico si è verificato per tre volte a partire dal 1970 quando la New York's Union Dime Savings Bank si è appropriata indebitamente di oltre 1 milione di dollari da centinaia di conti correnti[21].

Un'organizzazione di hacker denominata “ Masters of Deception” ha rubato migliaia di password dalle compagnie telefoniche così come dei codici di carte di credito a disposizione di diverse università per un ammontare di oltre 370000$[21].

Nel 1983 uno studente ultranovantenne era riuscito ad entrare nel sistema informatico del Dipartimento di Difesa del Pentagono e a scaricare alcune informazioni riservate[21].

Tra il 1995 e il 1998 il satellite Newscorp utilizzato dal canale Sky di Rupert Murdoch è stato ripetutamente manipolato da un gruppo di hacker per trasmettere la serie di Star Trek in alcuni paesi, come la Germania, dove, tra l'altro, Sky non aveva la licenza di trasmettere[22].

Nel febbraio 2000 un soggetto che si nascondeva dietro il nickname “MafiaBoys” effettuò una serie di attacchi contro siti molto frequentati quali Yahoo!, Amazon.com, Dell, Inc., E-Trade, eBay, e CNN. Circa cinquanta PC alla Stanford University sono stati utilizzati per compiere attacchi DdoS. Il 3 agosto 2000, la polizia canadese ha scoperto il “MafiaBoys” che, al momento dell'arresto, aveva con sé oltre 54 account illegali, oltre ad una dozzina di account per mascherare la propria identità.

Il Russian Business Network è stata registrata nel World Wide Web fin dal 2006 e, almeno inizialmente, la sua attività sembrava del tutto legale. Poi col passare del tempo, gli organizzatori si sono resi conto che era molto più conveniente collezionare attività illegali ed iniziarono ad avere contatti con la mafia russa offrendo hosting e accesso ad internet a molti noti criminali per un giro di affari di oltre 150 milioni di dollari all'anno[23].

Il 2 marzo 2010 gli investigatori spagnoli scoprirono un'infezione da virus avvenuta in oltre 13 milioni di PC incluse molte aziende, banche ed altri enti finanziari.

Nell'agosto 2010 il Department of Homeland Security scoprì un giro internazionale di pedofilia con circa 600 affiliati che hanno contribuito a diffondere oltre 123 terabyte di materiale pedopornografico (equivalente a circa 16000 DVD). Al momento si tratta del dato peggiore registrato dall'autorità giudiziaria[24].

Prospettive sul crimine informatico[modifica | modifica sorgente]

Le tipologie di reato in Internet sono di svariati tipi: dal messaggio offensivo inviato per posta elettronica, alla diffusione di immagini diffamatorie o pedopornografiche, o al download di risorse protette dal diritto d'autore. L'identificazione dell'autore di un reato online è resa problematica da molteplici fattori: in un sistema, quale Internet, non controllato da alcuna autorità sovranazionale che consente agli utenti l'assoluto anonimato, dove i dati si diffondono con rapidità elevatissima oltre i confini nazionali, e dove cancellare le tracce è relativamente semplice, identificare il responsabile di un reato è un'operazione davvero complessa che difficilmente è eseguita con successo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mann and Sutton 1998: >>Netcrime: More change in the Organization of Thieving. British Journal of Criminology; 38: 201-229. Oxfordjournals.org
  2. ^ Internet Security Systems. March-2005.
  3. ^ Ophardt, Jonathan A. "Cyber warfare and the crime of aggression: the need for individual accountability on tomorrow's battlefield" Duke Law and Technology Review, February 23, 2010.
  4. ^ Paul Taylorwkautore, Hackers: Crime in the Digital Sublime, November 3, 1999ª ed., Routledge; 1 edition, p. 200, ISBN 0-415-18072-4.
  5. ^ Bruce Sterlingwkautore Bruce Sterling, The Hacker Crackdown—Law and Disorder on the Electronic Frontier, January 1994ª ed., Project Gutenberg, 1993, p. 336, ISBN 0-553-56370-X.
  6. ^ Computer User Sentenced in The New York Times, 1º maggio 1983. URL consultato l'11 settembre 2008.
  7. ^ pg 26— Richard Gisselwkautore, Digital Underworld, August 23, 2005ª ed., Lulu, p. 222, ISBN 1-4116-4423-9.
  8. ^ Robert Vamosi, Cybercrime does pay; here's how, CNET Reviews, 27 gennaio 2006. URL consultato l'11 settembre 2008.
  9. ^ Kim Zetter, TJX Hacker Gets 20 Years in Prison, Wired (magazine), 25 marzo 2010. URL consultato il 22 gennaio 2012.
  10. ^ Kevin Poulsen, Record 13-Year Sentence for Hacker Max Vision, Wired (magazine), 12 febbraio 2010. URL consultato il 22 gennaio 2012.
  11. ^ Hacker Sentenced to Prison for Breaking into Lowe's Companies' Computers with Intent to Steal Credit Card Information, cybercrime.gov, 15 dicembre 2004. URL consultato il 22 gennaio 2012.
  12. ^ Crazy-Long Hacker Sentence Upheld, Wired (magazine), 11 luglio 2006. URL consultato il 22 gennaio 2012.
  13. ^ Kevin Mitnick Sentenced to Nearly Four Years in Prison, cybercrime.gov, 9 agosto 1999. URL consultato il 22 gennaio 2012.
  14. ^ Sentenza 1823/05 del Tribunale penale di Bologna
  15. ^ C. App. Bologna, Sent. 369/08
  16. ^ legge 48/08
  17. ^ Fonte: Come cambia la legge sui reati informatici - PC Professionale n. 205 aprile 2008
  18. ^ Lepofsky, J. (2006, June). Cyberextortion by denial-of-service attack. Risk, Retrieved from http://www.ere-security.ca/PDF/Cyberextortion%20by%20DoS,%20Risk%20Magazine%20June%202006.pdf
  19. ^ sentenza 20 dicembre 2005 del Tribunale penale di Bolzano
  20. ^ "War is War? The utility of cyberspace operations in the contemporary operational environment" U.S. Army War College, February 2010.
  21. ^ a b c Ronald Weitzer, Current Controversies in Criminology, Upper Saddle River, New Jersey, Pearson Education Press, 2003, p. 150.
  22. ^ Mann, D. and Sutton, M. (1998) >>Netcrime: More Change in the Organization of Thieving. British Journal of Criminology. 38:PP. 201-229 Oxfordjournals.org
  23. ^ A walk on the dark side, The Economist, 30 settembre 2007.
  24. ^ DHS: Secretary Napolitano and Attorney General Holder Announce Largest U.S. Prosecution of International Criminal Network Organized to Sexually Exploit Children

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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