Bolzano

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Bolzano
comune
(IT) Bolzano
(DE) Bozen
Bolzano – Stemma Bolzano – Bandiera
Bolzano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige/Südtirol
Provincia Stemma Südtirol.svg Bolzano
Amministrazione
Sindaco Luigi Spagnolli (PD) dal 07/11/2005
Territorio
Coordinate 46°30′00″N 11°21′00″E / 46.5°N 11.35°E46.5; 11.35 (Bolzano)Coordinate: 46°30′00″N 11°21′00″E / 46.5°N 11.35°E46.5; 11.35 (Bolzano)
Altitudine 262 m s.l.m.
Superficie 52,29 km²
Abitanti 105 912[1] (31-05-2014)
Densità 2 025,47 ab./km²
Comuni confinanti Appiano sulla Strada del Vino, Cornedo all'Isarco, Laives, Nova Ponente, Renon, San Genesio Atesino, Terlano, Vadena
Altre informazioni
Cod. postale 39100
Prefisso 0471
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 021008
Cod. catastale A952
Targa BZ
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 791 GG[2]
Nome abitanti bolzanini
(DE) Bozner
Patrono Maria Assunta, Arrigo da Bolzano
Giorno festivo lunedì di Pentecoste
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bolzano
Il territorio comunale
Il territorio comunale
Sito istituzionale

Bolzano (pronuncia /bolˈtsano/[3], Bozen in tedesco[4], Balsan o Bulsan in ladino[5], Pouzen o Poazen in dialetto sudtirolese) è un comune italiano di 105.912 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia autonoma in Trentino-Alto Adige/Südtirol.

La popolazione della città di Bolzano, secondo il censimento del 2011, è per il 74% di lingua italiana, per il 25,5% di lingua tedesca e per lo 0,68% di lingua ladina.[6] L'agglomerazione bolzanina, comprendente i comuni di Appiano sulla Strada del Vino, Bronzolo, Cornedo, Laives, Ora, San Genesio, Terlano e Vadena, al 31 dicembre 2009 contava 151 642 abitanti[7]. La percentuale di stranieri, provenienti in maggioranza dall'Europa extracomunitaria, al 31 dicembre 2009 ammontava al 12,2% (12.524).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia di Bolzano.

Bozen Panorama2.jpg

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Panorama di Bolzano verso il Gruppo del Catinaccio

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Vista aerea della città in direzione est. Sullo sfondo il gruppo del Catinaccio
Veduta aerea di Bolzano

Bolzano è situata alla quota di 264 m nella parte orientale dell'ampia conca originata dalla congiunzione delle valli dell'Isarco, Sarentina e dell'Adige. La conca è delimitata ad ovest dalla catena della Mendola, a nord-ovest dell'Altopiano del Salto (Salten, 1.500 m), a nord-est da una cima minore del Renon (Ritten) chiamata Monte Tondo (Hörtenberg), e a sud-est dal Monte Pozza (1.619 m) sul cui versante settentrionale si trova la località Colle, il cui nome è spesso impropriamente usato per designare l'intero monte.

Una piccola balza rocciosa di quest'ultimo, chiamata Virgolo, si erge verticalmente a ridosso della città.

La città è collegata ai tre monti più vicini da funivie che superano ciascuna circa mille metri di dislivello: la funivia del Colle che risale il Monte Pozza sino al Colle di Villa (Herrenkohlern), quella del Renon con arrivo a Soprabolzano e quella di San Genesio che raggiunge l'omonimo paese sull'altopiano del Salto. Dalla città, guardando in direzione est lungo la val d'Isarco, si vede il poco lontano e suggestivo Catinaccio (Rosengarten, 3.004 m), che è parte delle Dolomiti, con le caratteristiche Torri del Vajolet.

Bolzano è attraversata dal torrente Talvera che confluisce in città nel fiume Isarco, il quale a sua volta si getta nell'Adige pochi chilometri a sud della città stessa. Il nucleo storico della città risiede nel triangolo delimitato a ovest dal torrente Talvera, a sud dal fiume Isarco e a nord-est dal Monte Tondo.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Bolzano.

Il clima della città, situata in un fondovalle alpino, risulta essere continentale, con minime invernali di norma sotto lo zero e massime estive anche oltre i 35 °C; le precipitazioni non sono molto abbondanti, cadendo medialmente poco più di 700 mm di pioggia annui che si distribuiscono con un massimo in estate, quando possono svilupparsi temporali, i quali quasi sempre sono associati a grandine, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, per il contrasto di masse d'aria di diverso tipo; ed un minimo in inverno quando generalmente compaiono sotto forma di neve.
Le aree del territorio comunale situate a quote superiori sono caratterizzate da un clima alpino, i cui caratteri variano in funzione dell'altitudine, dell'orografia e dell'esposizione. D'estate fa molto caldo e in inverno abbastanza freddo, per colpa anche della posizione in una conca che impedisce il ricambio d'aria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Toponomastica[modifica | modifica wikitesto]

Cartello stradale bilingue
Mappa di Bolzano e dintorni (1885-1890)
« In Pauzana valle, quae lingua Teutisca Pozana nuncupatur. »
(Th. Bitterauf, Die Traditionen des Hochstifts Freising, anno 996-1000)

Il nome latino "Pons Drusi" non è alla base del nome odierno[8]. Vi sono due principali ipotesi sulla derivazione del nome "Bolzano" e "Bozen". La più diffusa è quella che indica il territorio di Bolzano come un antico possedimento di un celta di nome "Bautius" (o "Baudius"), da cui derivò "Praedium Bautianum" o "Baudianum", ovvero "podere di Bautius" (o Baudius), poi tramutatosi in "Bauzanum", da cui attraverso varie trasformazioni il nome attuale in italiano, tedesco e ladino[9][10][11]. La seconda ipotesi farebbe derivare il nome da un ipotetico "Castellum Balteanum", ossia "accampamento in terreno paludoso", dall'indoeuropeo *balt (la stessa radice da cui deriva la parola "Baltico")[12].

Il toponimo è attestato già nell'VIII secolo come "Bauzanum, Bauzana, Pauzana" e "Pozana", dai quali nomi sono derivate l'odierna forma tedesca "Bozen", conosciuta già nel 1133 (nell'età moderna scritta anche "Botzen" o "Potzen") e quella italiana nel 1223 (nell'età moderna anche nella variante "Bolgiano").[13] I nomi dialettali tedeschi sono "Boazen" (/'po:atsən/) o "Bouzen" (/'po:utsən/) e la /p/ è una caratteristica molto diffusa nella storia toponomastica (Pauzana, Pozana, Poczen, Pozen e Potzen), anche per la particolarità della pronuncia bavaro-austriaca che scambia spesso le /b/ con le /p/. Da "Pulsan" del 1500 derivano i nomi ladini:

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Bolzano possiede il suo stemma, unitamente all'istituzione del consiglio comunale, dal 1381, grazie a un privilegio conferito alla città da parte del duca Leopoldo III d'Austria: infatti, lo stemma è quello austriaco con i colori capovolti (bianco-rosso-bianco) e la stella a sei punte dorata al centro, presumibilmente un riferimento alla Madonna ("stella maris") che è la patrona del duomo cittadino. Solo nel Ventennio fascista la stella è stata ridotta a cinque punte per farla assimilare allo stemma savoiardo, disposizione abolita dopo la liberazione.[14]

Patroni[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di Bolzano con la Beata Vergine e il beato Arrigo quali patroni della città. Olio su tela, 1802 ca., Museo Civico di Bolzano

Tradizionalmente considerati i due patroni della città sono la Beata Vergine e Arrigo da Bolzano.[15]

Preistoria[modifica | modifica wikitesto]

In questo periodo la conca bolzanina era una pianura malsana e paludosa, ma reperti archeologici risalenti al periodo preistorico fanno ritenere che le pendici dei monti attorno ad essa fossero comunque già abitate. Infatti presso la zona di S. Maurizio (Moritzing), a est della città, si scoprì un'antica necropoli risalente al primo millennio a.C., con annesso villaggio retico.[16] In questa zona doveva essere molto sviluppata la lavorazione dei metalli, poiché si rinvennero un centinaio di anelli di bronzo e una situla. Molto importante è stata la scoperta del 1999, nel cuore della città, con l'abbattimento di un'ala del vecchio ospedale, di materiale risalente al V-IV millennio a.C., all'età del Rame, del Bronzo, del Ferro e anche dell'età romana, che costituisce una continuità abitativa millenaria e che rappresenta il luogo antropizzato più antico di tutta la conca di Bolzano.

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 15 a.C. il generale Druso nel conquistare le Alpi fondò un accampamento militare noto col nome di Pons Drusi ("Ponte di Druso"), documentato sulla Tabula Peutingeriana del IV secolo d.C.; si ritiene che esso potesse collocarsi nell'attuale area bolzanina.[17] Dopo le varie ipotesi che lo collocavano sotto l'attuale Castel Firmiano o nei pressi di Rencio, oggi più accreditate sono quelle che pongono la statio romana nel centro storico della città. Nel 1948, con i lavori di ricostruzione del duomo bombardato, si rinvenne il perimetro di una basilica paleocristiana risalente al IV-V secolo d.C., grande e rettangolare, con un banco presbiteriale, nel quale sedevano i vescovi. Inoltre si scoprì la lastra di Secundus Regontius, la quale fa supporre l'esistenza di un sepolcreto.[18] Altre evidenze archeologiche emersero:

  • con gli scavi effettuati nel convento dei Cappuccini, in cui si rinvennero muri di epoca romana forse riferibili ad un edificio della statio;
  • con lo scavo del 1984 in piazza Walther (Waltherplatz) per la realizzazione di un parcheggio sotterraneo, in cui si scoprirono monete e frammenti di tegoloni romani e del primo Medioevo;
  • vicino alla chiesa dei Domenicani, in cui si scoprirono monete e frammenti di tegolone romano e del primo Medioevo;
  • nell'attuale sede dell'Università, dove furono scoperti resti di un focolare e di una casa.

Nel quartiere di Gries emersero negli anni ottanta evidenze archeologiche molto importanti: infatti nel vicolo della Fossa (Winklergasse) fu scoperta una villa degli inizi del I secolo d.C. con annesso un altro edificio abitativo, più modesto.[19] La villa, originariamente, era decorata da mosaici, rivestita di marmo e aveva pitture parietali, cosa dedotta dalla presenza di numerosi ritrovamenti di tessere musive. Inoltre furono scoperte tre lucernette bollate, anelli, macine, attrezzi da lavoro, utensili e, molto importante, una gemma in corniola raffigurante Ercole con alcune lettere incise. Poco lontano, in vicolo del Bersaglio, negli anni sessanta si rinvenne una statuetta acefala di Diana, in marmo bianco di Lasa/Laas, risalente al II secolo d.C. Sotto l'attuale chiesa parrocchiale di Gries, si scoprirono i muri di un edificio pagano, di cui però non si sa la funzione. Al Castello di Treuenstein, ovvero la Torre Druso/Gscheibterturm, si rinvennero capitelli e monete di epoca romana, anche se il castello è solo del primo XIII secolo. A Oltrisarco si rinvenne un muro medievale usato come argine, mentre ad Aslago si rinvenne un peso da telaio risalente al 350 d.C. A Castel Firmiano/Schloss Sigmundskron oltre a muri, monete e resti di anfore dell'epoca romana si rinvenne una piccola statua di Mercurio di bronzo.

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

La prima veduta autoptica di Bolzano, eseguita nel 1541 dall'allora borgomastro Leonhard Hörtmair per documentare i danni alluvionali causati dall'Isarco
La Bolzano tardomedievale e di prima età moderna: Incisione di Matthäus Merian del 1649

Nel corso del V secolo la comunque esigua popolazione della conca bolzanina si rifugiò in luoghi più sicuri, per sottrarsi alle scorrerie dei diversi popoli che iniziavano a ripopolare l'arco alpino e a sostituirsi agli strati autoctoni, creando nuovi processi di acculturazione.[20] Un luogo strategico e protetto era quello posto sul Virgolo (Virgl). Infatti si sono rinvenuti resti di una fortificazione altomedievale e di un altro edificio, quest'ultimo sotto la pavimentazione della chiesa di S. Vigilio. Altri rinvenimenti sono stati effettuati nella zona del convento dei Cappuccini, dove si è riscontrata l'esistenza di un edificio altomedievale, probabilmente del vescovo di Augusta, con reperti mobili (una fibula zoomorfa del VI-VII secolo d.C., monete) e nella zona di piazza Walther, dove sono affiorate due case altomedievali con fibule tardoantiche, monete e resti di vasi.

La conca di Bolzano viene menzionata per la prima volta da Paolo Diacono, uno storico longobardo, nel 679, in seguito alla vittoria del duca longobardo di Trento Alahis sul duca baiuvaro reggente del Castrum Bauzanum.[21] In seguito, nel 769, Bolzano è menzionata poiché il duca di Baviera Tassilone III, che ha istituito molti monasteri, soggiorna a Bauzonum, rediente de Italia ("di ritorno dall'Italia", ovvero già in territorio baiuvaro) in occasione della fondazione del convento di San Candido.[22] Nel 788 la marca di Trento sostituisce il precedente ducato longobardo che comprende pure la contea di Bolzano. Così Castel Firmiano (Schloss Sigmundskron), menzionato la prima volta nel 945, diventa un centro della giustizia trentina. Con la conquista carolingia nell'area dell'attuale duomo venne costruita una chiesa carolingia di cui, oltre i muri, si rinvennero resti di pitture di quel periodo.[23] Verso l'anno 1000, Bolzano era governata dai conti Morit-Greifenstein, un ramo della famiglia degli Appiano, che si estinse con Arnold III e Mathilde von Valley, la fondatrice bavarese del monastero agostiniano S. Maria in Au, verso la fine del XII secolo perché privo di eredi.

Nel tardo XII secolo, in piena età degli Hohenstaufen, nel territorio compreso tra l'Isarco e il Talvera, sorse il nucleo urbano di Bolzano a carattere spiccatamente mercantile, fondato dal vescovo tridentino.[24] Questo era costituito da una via lunga all'incirca 350 metri, in direzione est-ovest per ripararsi dai venti prevalentemente meridionali, la via Portici (Laubengasse, anticamente: Gewölbe), affiancata da case alte e con al piano terra il portico, in cui veniva esposta la merce riparata dal caldo, dal freddo e dalle precipitazioni.[25] Tra le case, alte e strette, passavano dei vicoli tagliafuoco, ancor oggi percorribili, per scongiurare incendi, anche se verso il Trecento ne avvenne uno che dimezzò la popolazione. Al centro sorgeva il castello vescovile, dove risiedevano i funzionari del vescovo di Trento, corrispondente all'attuale Casa della Pesa (Waaghaus). L'attuale piazza del Grano (Kornplatz), chiamata così fin dal 1277, era il cortile del palazzo, sede anche della chiesa di S. Andrea, distrutta alla fine del Settecento e ricordata da un'iscrizione. Oggi nella piazza sono conservati resti di tubature medievali in pietra e un pezzo del muro che delimitava la piazza e la via.[26] Ancora oggi nel vicolo della Pesa (Waaggasse) si scorgono i cardini dell'antico portone d'accesso per il cortile. La città era difesa da 5 torri, da 3 porte (Niedertor – "Porta inferiore", Obertor – "Porta superiore", e la Südtor) e da una cinta muraria, il tutto abbattuto nel 1277 con la conquista della città da parte del conte di Tirolo Mainardo II. La chiesa parrocchiale (l'attuale duomo), in stile romanico, fu costruito nel 1078-1082 e aveva solo due navate. Ma nel 1180, i mercanti bolzanini, diventati molto ricchi, decisero di costruire una nuova chiesa, molto più grande, per cui abbatterono la struttura romanica ad eccezione della facciata; questa peraltro fu leggermente ingrandita. Bolzano all'epoca era sotto la diocesi di Trento, e solo nel 1963 fu creata la Diocesi di Bolzano-Bressanone; prima di allora Bressanone/Brixen era sede di una diocesi autonoma, con giurisdizione anche su territori dal 1918 rimasti a far parte dell'Austria. Sul Virgolo/Virgl esisteva un castello di proprietà del vescovo di Trento, chiamato Castel Weinegg (Schloss Weineck), menzionato per la prima volta nel 1170-1175 e distrutto da Mainardo II nel 1277. Sotto il promontorio del Virgolo esisteva una chiesa di proprietà dell'ordine Teutonico, con annesso ospedale, costruita nel 1202, che, distrutta da una piena, fu ricostruita nel palazzo Weggenstein del centro storico poco dopo il 1400.

A Gries si sviluppò un insediamento agricolo. Era formato da una piazza principale, su cui era affacciato Castel Gries, ora inglobato nel convento benedettino di Muri-Gries. Dell'antica costruzione si scorge il mastio, adibito a torre campanaria. Gries aveva (e ha) anche una sua chiesa parrocchiale, in stile gotico, costruita verso il 1165 (prima menzione) e di proprietà del vescovo di Frisinga. Più in basso, dove c'è l'attuale viale Venezia, sorgeva una chiesa circolare, dedicata a S. Quirino e proprietà del convento bavarese di Tegernsee, inglobata in una casa ad una profondità di svariati metri. Verso sud-ovest esisteva un convento, costruito nel 1166 su concessione di Federico Barbarossa, distrutto nel 1406/1407 da una rovinosa piena.

La città di Bolzano di età barbarossiana venne costruita su un asse est-ovest in corrispondenza dell'area che va da piazza Erbe (Obstplatz) a piazza Municipio (Rathausplatz) secondo il cosiddetto "lotto gotico" (in verità tardo-romanico): case strette e lunghe con facciata sulla via porticata, profonde cantine, cortili aperti interni e locali magazzino per le merci.[27] Coincide pertanto, in sostanza, con i portici. Aveva stretti vicoli perpendicolari alla via principale che sono ancora percorribili, possedeva una cinta di mura e torri che la circondava. Nella zona di piazza del Grano, con verosimile ingresso interno dal vicolo della Pesa, era situato il castello e palazzo vescovile e ancora la sezione di base di una sua imponente torre è visibile sulla pavimentazione della piazza, mentre una porzione di mura cittadine è stata collocata in una vicina area verde. La parrocchiale rimaneva esterna alla cerchia di mura. Un ponte sull'Isarco consentiva di raggiungere il promontorio del Virgolo e la via che collega il Brennero con il sud.

La collocazione dei territori dei due vescovadi, sulla linea di collegamento tra Germania e Italia, rivestiva un ruolo importante perché – a partire dalla seconda metà del X secolo – la corona imperiale era ritornata ai re di Germania, che dovevano essere incoronati a Roma, passando per la val d'Isarco e la val d'Adige e per Bolzano: era quindi fondamentale che i valichi alpini fossero sotto il controllo di vassalli fedeli e privi di interessi dinastici, caratteristiche che si ritrovavano nei vescovi di Trento e Sabiona-Bressanone: così il legame tra vescovi e re di Germania venne rafforzato ancor più.[28]

Mappa di Etzlaub del 1500 che mostra la rotta transalpina che passa per Bolzano (Pozen, al centro fra Innsbruck e Rovereto)

Presto passò anche il periodo d'oro per il potere comitale dei vescovi a vantaggio di una nuova aristocrazia: dall'inizio del XIII secolo i vescovi furono spinti a cedere sempre più i loro poteri ad alcune famiglie nobiliari. Una di queste, i conti di Tirolo, ebbe un ruolo preminente, già nella prima metà del XIII secolo con Alberto III e poi nella seconda con Mainardo II: con una serie di abili manovre partendo dalla posizione di avvocati e in tale veste rappresentanti vescovili, i Tirolo sottrassero ai principi vescovi di Trento e Bressanone le loro prerogative di governo territoriale, ottenendo sostanzialmente la signoria di fatto sul territorio del Tirolo storico, che da essi pertanto da tale epoca ha assunto il nome.

Nell'ambito dell'inevitabile conflitto innescatosi quindi con il vescovo di Trento, Mainardo II nel 1276 conquistò Bolzano, distruggendone castello e palazzo vescovile e ordinando anche l'abbattimento delle mura, con i cui resti venne colmato il fossato che circondava la città, in corrispondenza degli attuali tracciati delle vie Argentieri (Silbergasse) a sud e Dr. Streiter (ex Karrnergasse o Hintergasse) a nord. I proprietari degli edifici poterono quindi ampliarli fino a occupare lo spazio libero al limite delle antiche mura, affacciandosi sulle nuove strade così formate.

Nel frattempo, nel 1268, Bolzano era divenuta "città" (Stadt). La tendenza ad espandersi proseguì, favorita anche dall'eliminazione delle mura, e si aggiunsero nuovi sobborghi oltre il nucleo originario dei Portici: nel XIV secolo Bolzano contava circa tremila abitanti. Da sempre era stata frequentata ed abitata da mercanti di diversa origine, vi si svolgevano numerose fiere annuali e la posizione favorevole ai traffici attraeva anche famiglie di banchieri, come quella del fiorentino Boccione de' Rossi che, insediatasi stabilmente, mutuò il proprio nome in Botsch.[29]

L'ultima discendente della famiglia dei conti di Tirolo, Margherita detta Maultasch, nel 1363 con un atto rogato proprio a Bolzano, forse nel palazzo Niederhaus in via della Rena (Raingasse), cedette i diritti sulla contea del Tirolo agli Asburgo, che vi vantavano diritti ereditari,[30] e da tale momento la città e l'intera regione del Tirolo storico avrebbero seguito sostanzialmente le vicende di tale casata fino alla caduta dell'Impero austro-ungarico.

Dal XV secolo al 1918[modifica | modifica wikitesto]

Confini della Città di Bolzano 1849-1910 (zona arancione)

Dal XIV al XVIII secolo la città di Bolzano conobbe diverse fasi di congiuntura, ma anche di stasi, secondo i ritmi economici mitteleuropei.

Nel 1525 la città e l'intero Tirolo, furono contagiati dalla rivolta contadina, capeggiata da Michael Gaismair. A Bolzano si ebbero saccheggi seguiti da una forte repressione da parte del potere asburgico.[31] Anche le varie forme di protestantesimo che si erano diffuse nella popolazione cittadina e regionale, vennero represse con forza, tant'è che gli Hutteriti emigrarono.[32]

Un'importante spinta per l'economia locale fu il privilegio del 1635, emanato dall'arciduchessa del Tirolo, Claudia de' Medici, vedova di Leopoldo V d'Austria, grazie al quale fu istituito un Magistrato mercantile (Merkantilmagistrat) che regolava i contenziosi dei commercianti provenienti da mezza Europa e che annualmente si riunivano a Bolzano in occasione dei mercati. Il Magistrato mercantile espletava le sue funzioni sia in lingua tedesca che in lingua italiana, divenendo così una vera istanza interculturale dell'età premoderna.[33] Il XVIII secolo fu una fase di involuzione, causata anche dalle politiche mercantilistiche e protezionistiche delle maggiori potenze europee, che non favorirono le piazza di interscambio.

In seguito alla rivoluzione francese ed alla Pace di Presburgo che seguì alla sconfitta dell'Austria, la città venne annessa dapprima, dal 1805 al 1809, alla Baviera e successivamente al Regno d'Italia tra il 1809 ed il 1813.[34][35] Nel 1809 i bolzanini parteciparono alla lotta armata, condotta da Andreas Hofer, contro le truppe francesi che avevano occupato il territorio.

Durante l'occupazione napoleonica Bolzano fu a capo di un distretto del dipartimento dell'Alto Adige (Haut-Adige od Ober-Etsch), il cui capoluogo era Trento. In questo periodo Bolzano venne privata dei suoi privilegi mercantili e, pur rimanendo un centro economico e commerciale, non ebbe più fiere fino al 1948, quando venne costituito l'Ente Fiera. Dopo la caduta di Napoleone tornò all'Impero austriaco (dal 1866 austro-ungarico), alla quale rimase fino al 1918.

Dopo il ritorno all'Austria la città ritornò a crescere dal punto di vista edilizio, ma anche economico. Nel 1910-1911 il territorio cittadino si espanse costituendo la cosiddetta "Groß-Bozen", dato che il comune di Dodiciville (Zwölfmalgreien) decise di costituire un unico comune con Bolzano.

il contestato monumento alla vittoria

Dal 1918 al 1945[modifica | modifica wikitesto]

Arrivo delle truppe naziste a Bolzano nel settembre 1943
La popolazione sudtirolese accoglie festante le truppe naziste nel settembre 1943

Nel 1919, dopo la prima guerra mondiale, Bolzano, insieme al resto dell'attuale provincia autonoma di Bolzano, venne annessa all'Italia. La primissima fase liberale degli anni 1919-21 finì già il 24 aprile 1921 con i fatti del cosiddetto Bozner Blutsonntag ("Domenica di sangue")[36], quando squadristi fascisti, provenienti da varie regioni italiane, terrorizzarono la popolazione cittadina e uccisero il maestro Franz Innerhofer nel palazzo Stillendorf. Con l'avvento del fascismo poi, nel 1922-1923, il territorio di Bolzano venne massicciamente italianizzato, tanto che oggi è uno dei cinque comuni della provincia di Bolzano a maggioranza italofona (gli altri sono Laives, Salorno, Bronzolo e Vadena).[37]

Il comune di Gries, fino al 1925 autonomo, venne inglobato a Bolzano per creare i presupposti urbanistici alla creazione della "Grande Bolzano" fascista che doveva, per espressa volontà di Mussolini arrivare in poco tempo a 100.000 abitanti. Nel 1926 venne costituita la "Provincia di Bolzano", e negli anni 1926-28 si costruì il Monumento alla Vittoria che doveva esaltare il carattere italiano della nuova provincia e umiliare l'Austria sconfitta. È da quel punto, vicino al ponte Talvera, che si diramano le nuove assi cittadine, sulla scorta del piano regolatore di espansione disegnato da Marcello Piacentini, che puntavano a dare un nuovo volto monumentale, consono ai fini propagandistici del Ventennio, a Bolzano. In questa fase la città duplica la propria grandezza con la costruzione dell'attuale zona industriale, dei rioni "Littorio" (oggi Novacella), "Dux" (oggi Don Bosco), "Venezia" (oggi San Quirino). Questi quartieri servivano a ospitare gli impiegati statali e gli operai delle nuove industrie nell'estate del 1935 fatti migrare dal fascismo sia per ovviare alla disoccupazione diffusa in Italia (cosa che riguarda anche altre città fondate o rifondate dal regime) sia per mettere in minoranza la popolazione di lingua tedesca: a quest'ultima venne precluso l'accesso al pubblico impiego e anche i posti nelle fabbriche erano sostanzialmente riservati agli italiani provenienti dalle regioni più povere del paese.[38]

I primi cenni della disfatta della guerra da parte italiana avvennero il 2 settembre, quando Bolzano fu bombardata per la prima volta assieme a Trento, in contemporanea con la strage della Portela.[39] Durante la seconda guerra mondiale, successivamente all'armistizio italiano, Bolzano, insieme al resto dell'Alto Adige e delle limitrofe province di Trento e Belluno, venne inclusa nella Operationszone Alpenvorland-Zona d'Operazione delle Prealpi creata da Adolf Hitler (quindi annessa de facto al Terzo Reich seppur appartenente de jure alla Repubblica Sociale Italiana) e ne divenne il capoluogo, con l'istituzione del Campo di transito di Bolzano.[40] In questo periodo vennero ripristinati i toponimi tedeschi anche in città, mantenendo però il bilinguismo. È in questo periodo che vengono utilizzati i diversi rifugi antiaerei, di cui molti scavati nella roccia, anche per poter proteggere i prigionieri presenti a Bolzano, come quelli del campo di via Resia: Bolzano subì il suo primo bombardamento alleato il 2 settembre 1943.[39] Oggi, nonostante gli anni, alcuni di questi sono rimasti praticamente integri, e sempre più nascosti, come quello di via Fago (rifugio Hofer) che nel dopo guerra ospitò alcuni sfollati del Polesine; nel 1966 sono divenuti di proprietà del Demanio[41] Solo nel 2013, uno di questi rifugi, forse il più grande in provincia con i suoi circa 4500 m² di superficie, viene riaperto alle visite pubbliche, grazie alla cooperativa Talia.[42][43] Attorno alla città si sviluppa lo sbarramento Bolzano Sud facente parte del Vallo Alpino in Alto Adige, messo in atto ancora dal regime fascista.

Dal 1945 ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comitato per la liberazione del Sudtirolo.

Dopo la seconda guerra mondiale Bolzano rimase all'Italia, tuttavia nell'accordo tra i ministri degli esteri italiano ed austriaco – De Gasperi e Gruber – era prevista una forte autonomia per il Trentino-Alto Adige con precise garanzie per la minoranza di lingua tedesca che abita in provincia di Bolzano.

Il primo statuto del Trentino-Alto Adige ripristinò l'insegnamento del tedesco e ristabilì la toponomastica bilingue, ma gli abitanti di lingua tedesca non accettarono l'arrivo di immigrati, soprattutto a Bolzano, da altre zone dell'Italia e rifiutavano categoricamente la presenza maggioritaria di italiani nelle pubbliche amministrazioni della provincia di Bolzano e il centralismo regionale trentino. Ne scaturì una lotta, culminata nel terrorismo del BAS (Comitato per la liberazione del Sudtirolo) a favore di un'autonomia provinciale, dove gli abitanti di lingua tedesca avrebbero potuto contare su una propria maggioranza a scapito della minoranza italiana.

Italia e Austria si accordarono allora su un "Pacchetto" di misure a favore della popolazione di lingua tedesca, base del secondo statuto del Trentino-Alto Adige, che creò una forte autonomia per l'Alto Adige e venne considerato completamente attuato nel 1992. Questa circostanza permise all'Italia ed all'Austria di accordarsi sul rilascio da parte di quest'ultima di una "quietanza liberatoria" che riconosceva l'adempimento da parte dello Stato italiano degli obblighi di tutela delle comunità tirolese e ladina, storiche abitatrici della provincia di Bolzano, ancor prima che questa, dal 1918, costituisse parte del territorio nazionale. In base a tale documento, sottoscritto dai ministri degli esteri Mock (per l'Austria) e De Michelis (per l'Italia), si stabiliva inoltre da parte di Vienna l'accettazione perpetua del confine fra i due paesi lungo la linea del Brennero. Ciò avrebbe dovuto chiudere definitivamente la questione sudtirolese, ma il testo della "quietanza" fu volutamente ambiguo, in modo da favorirne l'interpretazione più gradita ai rispettivi establishment politici e dell'opinione pubblica. Infatti da parte italiana si ritenne che il documento Mock-De Michelis, chiudendo definitivamente la lunga querelle diplomatica intercorsa fra i due paesi sull'Alto Adige, esprimesse anche la pietra tombale, da parte di Vienna, su qualsiasi considerazione futura circa il ruolo dell'Austria "nazione tutrice" delle comunità tirolese e ladina, ritenuto a questo punto inammissibile.

Nel 1992 la Repubblica d'Austria ambiva ad entrare nella Comunità Europea ed era consapevole che l'unico impedimento poteva provenire dall'Italia, se avesse esercitato il suo diritto di veto alla richiesta austriaca, come già accaduto nel 1967, in quel tempo proprio per il perdurare della crisi diplomatica sulla questione sudtirolese, allora al più alto grado di tensione. Quindi fu suo interesse non rimarcare la sua opinione discordante sul significato proprio della "quietanza", che molto probabilmente avrebbe rimesso in discussione il cammino di adesione alla Comunità Europea, che si era già avviato. In realtà l'Austria non ha mai rinunciato – dal suo punto di vista legittimamente – a svolgere una funzione di controllo sulle modalità con cui si esercita il "dominio" statuale della provincia di Bolzano da parte italiana. Su questo punto non esiste accordo fra Italia ed Austria neppure oggi, anzi si evidenzia nella sostanza lo stesso forte contrasto esibito negli anni cinquanta-sessanta, sebbene oggi si esprima con azioni diplomatiche molto più controllate. Tuttavia, l'intenzione di inserire, nella nuova Costituzione austriaca, un preambolo o un articolo che sottolinei proprio la "funzione tutrice" dell'Austria sulle comunità tirolese e ladina della provincia di Bolzano, inteso più grossolanamente come una tutela tout court su un territorio posto al di fuori del suo dominio statuale, sta appesantendo i cordiali rapporti fra Italia e Austria dal 2006.

La convivenza pacifica fra i gruppi linguistici italiano e sudtirolese-ladino è stata messa a dura prova soprattutto negli anni sessanta, quando diversi attentati dinamitardi sul territorio della provincia di Bolzano, compiuti da elementi estremisti del contro-irredentismo sudtirolese, diedero vita a un movimento terroristico, provocando danni soprattutto ai tralicci della rete elettrica nazionale e più di venti morti, appartenenti per lo più ai vari corpi dello Stato, di presidio militare o della sicurezza pubblica, alloggiati in caserme sul territorio. L'intento degli attentatori terroristi era di ottenere l'attenzione nazionale e internazionale intorno alla questione sudtirolese, utilizzando la leva della violenza. A seguito di questi atti criminali si corse invece concretamente il rischio di provocare il totale annientamento della convivenza civile fra i gruppi linguistici, già molto fragile. Per fortuna l'intelligenza dei ministri degli esteri italiano ed austriaco dell'epoca – Aldo Moro e Kurt Waldheim – nonché l'atteggiamento generalmente responsabile del partito "di raccolta" delle comunità tirolese e ladina, la Südtiroler Volkspartei, permise di avviare, proprio nel 1969 una soluzione politica del problema sudtirolese, riuscendo a scacciare i fantasmi di un Alto Adige alla deriva, come era ormai l'Irlanda del Nord.

Fu così sconfitta la soluzione ormai antistorica auspicata dai terroristi contro-irredentisti, ma cui guardavano con inquietante interesse – all'opposto – anche certi altri gruppi sciolti di "legittimisti italiani", probabilmente simpatizzanti di nuclei di estrema destra o forse in contatto con elementi dei servizi segreti, che sostenevano l'utilità di una provincia di Bolzano in stato di polizia permanente, che avrebbe consentito di affermare in modo definitivo l'italianità del territorio e quindi, estirpando le cellule terroristiche, anche di mettere la sordina a qualsiasi disagio identitario delle comunità tirolese e ladina espresso in forme pacifiche.

Negli ultimi decenni tuttavia, grazie all'approvazione delle misure contenute nel "pacchetto", la situazione è mutata progressivamente verso il meglio, sebbene vi siano stati sporadici strascichi di violenza anche negli anni settanta e ottanta, anche perché dal governo centrale italiano arrivò un fiume sempre più copioso di denaro a sostegno delle nuove prerogative dell'autonomia, sino a quando a partire dal 2010 a Roma si cominciò a ritenere troppo oneroso questo eccezionale sostegno economico, sotto la spinta della crisi economica e della propaganda in Veneto del partito della Lega Nord, che evidenziava le molto minori risorse assegnate al Veneto da essa amministrato. Alcuni comuni veneti hanno chiesto così provocatoriamente l'annessione alla provincia di Bolzano, staccandosi dal Veneto, per poter usufruire delle molto maggiori risorse che la provincia di Bolzano riceve.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Castelli e residenze nobiliari[modifica | modifica wikitesto]

Castel Mareccio (Burg Maretsch)

Numerosi sono i castelli e le residenze storiche sul territorio comunale o nelle immediate vicinanze: per questo motivo la conca di Bolzano è stata dichiarata la zona con la più alta densità di castelli in Europa[44].

  • Castel Firmiano (Schloss Sigmundskron): domina dall'alto il corso del fiume Adige. È stato ristrutturato ed ora è la sede principale del Museo della Montagna ideato dal famoso alpinista Reinhold Messner.
  • Castel Flavon (Haselburg): castello medievale dei signori von Haselberg, domina il rione di Aslago (Oberau-Haslach), ed ha subito una recente importante ristrutturazione
  • Palazzo Gerstburg (Ansitz Gerstburg): dimora seicentesca dei Gerstl von Gerstburg, poi dei Giovanelli, con dipinti settecenteschi di Martin Knoller, oggi sede del Tribunale amministrativo regionale
  • Castel Hörtenberg (Schloss Hörtenberg): situato nel quartiere di S. Osvaldo (St. Oswald), eretto nel XVI secolo dalla famiglia Hörtmair, poi dei signori Fuchs von Fuchsberg e dei Giovanelli[45]
  • Castel Mareccio (Schloss Maretsch): situato in pieno centro storico, lungo il corso del Talvera, circondato da vigneti. Affreschi del XVI secolo; alcune sale vengono adibite a numerose e prestigiose mostre temporanee
  • Palazzo Menz (Ansitz Menz): residenza della famiglia patrizia dei Menz, banchieri settecenteschi, in via della Mostra, adornato all'interno di pregevoli affreschi di Karl Henrici[46]
  • Castel Novale (Schloss Ried): situato all'imbocco della Val Sarentina (Sarntal)
  • Palazzo Pock (Palais Pock): già dei signori von Liechtenstein, storica sede del primo Teatro a Bolzano e dell'albergo Kaiserkrone, in piazza della Mostra[47]
  • Castel Rafenstein (Burg Rafenstein): rovine dal Due al Cinquecento, risanate dal 2010
  • Castel Rendelstein (Burg Rendelstein): castelletto del 1200, lungo il corso del Talvera
  • Castel Roncolo (Schloss Runkelstein): situato all'imbocco della Val Sarentina. È detto "il maniero illustrato" (Bilderburg) per gli affreschi tre e quattrocenteschi.[48] Ampio spazio dedicato a mostre permanenti e temporanee
  • Residenza Rottenbuch (Ansitz Rottenbuch): dimora nobiliare del XVII secolo, eretta da David Wagner, originario di Augusta, capostipite dei conti von Sarnthein,[49] oggi sede della Soprintendenza ai beni culturali (Landesdenkmalamt)[50]
  • Castel Sant'Antonio (Schloss Klebenstein): dimora nobiliare del XIII secolo
  • Palazzo Stillendorf (Ansitz Stillendorf): dimora dei nobili von Zallinger, presso la Chiesa al Sacro Cuore
  • Palazzo Toggenburg (Ansitz Toggenburg): già sede dell'antico giudizio dei signori di Wanga, poi dei conti Sarnthein, dal XIX secolo proprietà dei conti Toggenburg
  • Palazzo Trapp (Ansitz Trapp): residenza dei conti von Trapp, in via della Mostra
  • Castel Treuenstein (Burg Treuenstein): torre merlata del XIII secolo, nota anche come Gescheibter Turm

Chiese cattoliche[modifica | modifica wikitesto]

Il Duomo visto da piazza Walther

Architetture civili e monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Tempo libero[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Bolzano da un ponte sull'Isarco

Per lo svago ha a disposizione dei bei giardini-passeggiate sia in città (i Prati del Talvera, le cosiddette Talferwiesen, con ottime attrezzature di ricreazione) sia nei dintorni (passeggiate del Guncina, di S. Osvaldo e di Aslago), di piscine coperte e all'aperto, di numerosi campi sportivi per tutti gli sport più popolari: hockey, pattinaggio, calcio, rugby, baseball, football americano, basket, di un grande stadio del ghiaccio coperto, il Palaonda (7.220 posti a sedere), di un ampio e attrezzato edificio fieristico con relativo quartiere.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Fotografia (colorata ex post) di Gries verso il Catinaccio del 1890 ca.
Panorama di Bolzano, da San Paolo d'Appiano

La popolazione della città, dopo anni di continuo calo (con il minimo storico degli ultimi trent'anni al censimento del 2001 con meno di 95.000 persone censite), è ora in netta ripresa, soprattutto grazie al saldo migratorio. Dopo aver contato una popolazione residente prossima ai 100.000 abitanti per tutto il 2006 e all'inizio del 2007, ha superato nuovamente il limite nel mese di marzo 2007. Bolzano ha registrato il primo superamento della quota dei 100.000 abitanti nel novembre 1966 arrivando al massimo il 31 dicembre 1975 con 107.112 residenti, con un successivo calo progressivo fino a oltrepassare in negativo il limite nel corso del 1991. Come già menzionato, la popolazione cittadina ha subito negli anni ottanta e novanta un marcato decremento, in buona parte legato al trasferimento di molti bolzanini in comuni limitrofi (Laives, Bronzolo, Appiano, Terlano), la cui popolazione è fortemente cresciuta negli stessi anni. A Bolzano vive il 20,4% dell'intera popolazione provinciale, e considerando l'intera agglomerazione (circa 150.000 abitanti), la popolazione concentrata in città e nei comuni limitrofi incide per circa il 30% a livello provinciale.

Il territorio di Bolzano è stato allargato due volte:

I tre territori storici di Bolzano (centro storico), Dodiciville e Gries costituiscono i tre comuni catastali dell'odierna Bolzano.

Abitanti censiti[51]

Nota: nel diagramma i dati si riferiscono alla Città di Bolzano in base ai confini territoriali attuali

Evoluzione demografica per comuni storici:

Centro del quartiere di Gries

Città di Bolzano (fino al 1911 senza Dodiciville e fino al 1925 senza Gries)

  • 1890: 11.292
  • 1900: 12.872
  • 1910: 13.640 (con Dodiciville: 23.198)

Comune di Dodiciville (<1911)

Comune di Gries (<1925)

Gruppi linguistici[modifica | modifica wikitesto]

 % Ripartizione linguistica[52]
73.80% Madrelingua italiana
25.52% Madrelingua tedesca
0.68% Madrelingua ladina

Bolzano ha la caratteristica principale di essere una città dove convivono tre gruppi linguistici: quello italiano, quello tedesco e quello, seppur ampiamente minoritario, ladino. All'ultimo censimento della popolazione la maggioranza si è dichiarata appartenente al gruppo linguistico italiano (74%), chi si è dichiarato appartenente al gruppo linguistico tedesco raggiunge il 25,5% mentre chi si è dichiarato ladino è lo 0,68%. Bolzano è dunque uno dei cinque comuni (Bolzano, Bronzolo, Laives, Salorno e Vadena) dell'Alto Adige dove la maggioranza della popolazione è italofona e di questi è quello con la percentuale superiore e in aumento rispetto al precedente censimento del 2001 (73,00%).

Gli italofoni sono sparsi in tutti i quartieri della città anche se sono in minoranza in alcuni quartieri storici (Centro Storico, Rencio, Gries) e una minoranza (perlopiù trentini) era già presente in città prima dell'annessione della città all'Italia. Secondo il censimento del 1910 i parlanti italiano o ladino erano nel comune di Bolzano, inclusa Dodiciville (escluso il comune di Gries) il 6,43% (3,74% Bolzano; 10,27% Dodiciville). La maggior parte degli italofoni non nati a Bolzano (soprattutto anziani ed immigrati recenti dal Sud Italia) proviene (al 31.12.2005) da Veneto (8,20%), Trentino (5,67%) e Calabria (2,47%) e sono in diminuzione, mentre aumentano le immigrazioni da regioni come Campania, Puglia e Sicilia. Comunque il 51,23% (in diminuzione rispetto all'anno precedente) è bolzanino di nascita. Gli italofoni di Bolzano non possiedono un proprio dialetto regionale anche se nella lingua italiana parlata a Bolzano esiste una componente veneto-trentina. Molti parlano l'idioma della regione d'origine (soprattutto il veneto ed il trentino). Ancora oggi alcune comunità regionali hanno proprie associazioni per mantenere la cultura d'origine (Club Rodigino, Fogolâr Furlan, Circolo Sardo).

I germanofoni sono in maggioranza nei quartieri storici e ad Aslago e sono piuttosto numerosi nel quartiere popolare Europa a Don Bosco. I germanofoni abitano in gran maggioranza anche la campagna bolzanina. Numerosi sono anche i cittadini germanici[53] residenti a Bolzano. Prima dell'annessione di Bolzano all'Italia e prima dell'italianizzazione forzata, Bolzano era una città quasi totalmente di lingua tedesca (94% circa).

La comunità ladina di Bolzano è la più variegata dell'Alto Adige ed infatti è composta da gardenesi, badioti, fassani, ampezzani e anche friulani (probabilmente anche nonesi, che pur essendosi dichiarati ladini, non vengono riconosciuti come tali). I dichiarati al gruppo linguistico ladino non superano comunque lo 0,71% e sono di fatto superati dalle comunità immigrate più numerose. A Bolzano hanno sede la Comunità ladina (Comunanza Ladina a Bulsan), la Consulta ladina istituita dalla Città di Bolzano, l'Assessorato provinciale alla Cultura Ladina e l'Istituto Pedagogico Ladino.

A Bolzano è inoltre presente la minoranza dei sinti, composta da circa 180 persone residenti perlopiù nei campi sosta della periferia della città. I sinti sono cittadini italiani residenti in Alto Adige da molte generazioni e da poco tempo esiste un'associazione romanés (Nevo Drom). Negli ultimi anni si sono aggiunti circa 130 rom provenienti dalla ex Jugoslavia.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni la popolazione straniera residente a Bolzano è cresciuta in modo considerevole tanto da superare l'11% degli abitanti (fine 2008); nel 2006 nel capoluogo risiedeva il 31,8% della popolazione straniera in Alto Adige. Al 31 dicembre 2006 in due circoscrizioni su cinque, Centro-Piani-Rencio (Zentrum-Bozner Boden-Rentsch) e Oltrisarco-Aslago (Oberau-Haslach), gli immigrati superano il 10% (rispettivamente il 13,6% e l'11,7%). Due comunità straniere superano le 1.000 unità (31.12.2006): la maggiore è quella albanese, che al 31 dicembre 2006 contava 1.818 residenti (l'1,82% della popolazione), seguita da marocchini (1.111), pakistani (567), germanici[53] (491), peruviani (371), ucraini (333) e macedoni (327). Abbondantemente sopra le 100 unità anche romeni, tunisini, serbi e montenegrini, moldavi, cinesi, austriaci, polacchi, bengalesi, senegalesi e croati. Le nazionalità presenti al 31.12.2006 erano 105 e in numeri assoluti Bolzano ha il maggior numero di immigrati della regione. In città sono presenti molte associazioni di stranieri, una radio bolzanina dedica programmi multilingui alle principali comunità e il comune ha istituito la Consulta immigrati di Bolzano, eletta dai cittadini e dalle cittadine extracomunitari residenti in città: la consulta è composta da 16 membri e il presidente (con mandato di un anno) è l'albanese Artan Mullaymeri (dal giugno 2006). Le elezioni per la consulta registrarono una grossa affluenza.

Secondo i dati ISTAT[54] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 13.410 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

  1. Albania, 2440
  2. Marocco, 1598
  3. Pakistan, 864
  4. Romania, 775
  5. Germania, 631
  6. Ucraina, 592
  7. Perù, 587
  8. Moldavia, 569
  9. Cina, 507
  10. Macedonia, 446

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Evangelico-luterana del 1908

La maggioranza dei bolzanini, sia italofoni che germanofoni, è di religione cattolica romana e Bolzano è dal 1964 sede vescovile della Diocesi di Bolzano-Bressanone. Inoltre Bolzano è suddivisa in due decanati e diciotto parrocchie (10 bilingui, 7 italiane e 2 tedesche). Sempre più spesso si svolgono messe soprattutto per la comunità polacca o ispanica. A Bolzano è però presente da più di un secolo la più numerosa comunità evangelico-luterana della regione composta da circa 600 fedeli e con una propria chiesa e un proprio pastore.[55] La Comunità fa parte della Chiesa Evangelica Luterana in Italia e il territorio della comunità di Bolzano va dal Brennero alla riva orientale del Lago di Garda e inoltre ha a disposizione uno spazio sulla radio del Sender Bozen della RAI. La chiesa evangelico-luterana è il luogo di culto anche della comunità veterocattolica facente capo alla Chiesa vetero-cattolica d'Austria. A Bolzano sono presenti anche molti testimoni di Geova e seguaci di altre confessioni libere come quelli della Chiesa cristiana avventista del settimo giorno, Chiesa Neo-Apostolica e della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (mormoni), tutte con una sede a Bolzano.

A Bolzano sono sempre state presenti piccole comunità ebraiche, anche se non sempre stabili e non numerose. La comunità ebraica più importante della regione è quella di Merano (falcidiata negli ultimi anni della seconda Guerra Mondiale dai nazisti, con gravi complicità locali) dove è presente una sinagoga e alla quale fanno capo tutte le famiglie ebraiche dell'Alto Adige (circa 60 membri) e quindi anche di Bolzano, dove si trova invece il più grande cimitero ebraico della regione. Con l'immigrazione sono giunti anche i cristiani ortodossi e cattolici di rito bizantino e latino. A Bolzano esiste una comunità greco-cattolica romena che celebra la messa bizantina in lingua romena nella Cappella della Chiesa di San Pio X in Via Resia. La comunità ortodossa romena ha le sue celebrazioni liturgiche nella piccola chiesa vicina alla stazione ferroviaria. Una comunità russo-ortodossa storica è presente a Merano. Gli islamici superano le 3.000 unità (ossia circa il 3% della popolazione) rendendo la comunità islamica la più numerosa tra le fedi minoritarie. Nonostante ciò non sono ancora presenti luoghi di culto stabili.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Bolzano viene sempre più spesso definita e si definisce come Capitale delle Alpi o della Montagna. Anche il prestigioso quotidiano inglese Times[56] descrive Bolzano come il «centro mondiale della storia della montagna». Infatti a Bolzano hanno sede il Museo archeologico con Ötzi, l'uomo dei ghiacci, il Museo internazionale della montagna di Reinhold Messner e Bolzano è anche sede, dal settembre 2003[57], con Innsbruck del Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi[58]. La sede è all'interno dell'EURAC. Bolzano è anche sede della segreteria dell'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino. La città fa parte della comunità di lavoro Città delle Alpi ed è gemellata con la città ungherese di Sopron, ma da qualche anno intrattiene rapporti non ufficiali anche con la sua capitale Budapest, nonché con altre città europee. Nel 2008 la comunità di interessi "Città delle Alpi" ha attribuito a Bolzano il titolo di Città alpina dell'anno 2009[59].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli obiettivi della Città di Bolzano vi è la presentazione della candidatura per diventare capitale europea della cultura nel 2019. Nel 2008 ha ospitato con Trento la settima edizione della biennale d'arte contemporanea Manifesta.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Fra le numerose biblioteche spiccano:

Inoltre vi sono tre archivi di rilievo, l'Archivio Provinciale di Bolzano (Südtiroler Landesarchiv)[60], l'Archivio di Stato di Bolzano (Staatsarchiv Bozen)[61] e l'Archivio Storico della Città di Bolzano (Stadtarchiv Bozen)[62].

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Nel campo di ricerca e innovazione sono presenti le seguenti strutture:

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

A Bolzano sono presenti 29 scuole medie superiori frequentate da 7.864 studenti (anno scolastico 2006/2007). I bambini frequentanti le scuole elementari sono invece 4.639 (l'8,8% è straniero) e gli scolari delle medie inferiori sono 2.906 (il 7,62% è straniero): i dati sono riferiti all'anno scolastico 2004/2005. Per quel che riguarda l'istruzione superiore la città può vantare diverse strutture:

L'ex Istituto Musicale Antonio Vivaldi, presente dal 1977, era una scuola civica di musica a carattere provinciale: ora afferisce all'Intendenza scolastica in lingua italiana.

Università[modifica | modifica wikitesto]

  • la Libera Università di Bolzano, un'università trilingue internazionale (tedesco, inglese, italiano) nata nel 1997 con sedi distaccate anche a Bressanone-Brixen e Brunico-Bruneck e che in totale conta 3.120 studenti provenienti da 58 nazioni (dati aggiornati al 22.10.2009). Quattro delle cinque facoltà dell'ateneo hanno sede a Bolzano.

Musei e gallerie d'arte[modifica | modifica wikitesto]

Diversi sono i musei. Il più importante – di rilevanza mondiale, con la media di 800 visitatori al giorno – è il Museo archeologico provinciale, in cui è conservato il corpo di Ötzi, il famoso uomo dei ghiacci o del Similaun.

  • Museo archeologico provinciale di Bolzano
  • Museo Civico – Attualmente (aprile 2009) è chiuso per un lungo restauro e non è chiaro quando dovrebbe riaprire i battenti: il comune ha infatti problemi a sostenere l'intera somma necessaria e chiede un grosso contributo alla provincia[66]. Nel progetto attuale, la ristrutturazione comprende una nuova ala, costituita da un cubo di cinque piani (progetto Hitthaler-Schwienbacher); l'accesso dovrebbe essere in corrispondenza di uno slargo da realizzarsi presso via Museo, accanto alla Biblioteca comunale, e che probabilmente prenderà il nome di piazzetta Cassa di Risparmio (la Sparkasse infatti, come affermato dal suo presidente Norbert Plattner, dovrebbe contribuire all'opera con 400 000 Euro). È pure previsto un collegamento sotterraneo con il museo archeologico.
  • Museion – Il museo di arte moderna e contemporanea della città. Nato nel 1985, fino al maggio 2008 è stato ospitato nell'edificio dove ha sede anche la Libera Università di Bolzano. Successivamente si è spostato nella nuova sede, in via Dante: un avveniristico cubo in vetro e acciaio.
  • Museo di scienze naturali – Disposto su tre piani: il piano terra dedicato alle mostre temporanee, gli altri due alle mostre permanenti ("Geologia dell'Alto Adige" e "Ambienti naturali dell'Alto Adige") - considerato particolarmente interessante ed educativo per i bambini
  • Museo della Scuola – Primo Schulmuseum in Italia. Ospitato all'interno delle elementari Dante Alighieri, raccoglie materiale documentario storico e didattico. Importante la raccolta di cartelloni e l'archivio fotografico
  • Museo Mercantile – All'interno del Palazzo Mercantile, ospita una collezione di ritratti della Casa d'Austria ed una sezione dedicata alla storia del magistrato mercantile e di Bolzano come capitale del commercio
  • Museo dei Presepi – All'interno dell'abbazia benedettina di Muri nel quartiere storico di Gries
  • Museo del duomo/Dommuseum – Allestito nel 2007 nella prepositura del duomo di Bolzano, mostra i tesori della chiesa collegiale di Bolzano
  • MMM Firmian - Messner Mountain Museum – Ospitato all'interno di Castel Firmiano è il nuovo museo dedicato alla «montagne e le sue genti» e realizzato per volontà di Reinhold Messner.

Lo spazio polifunzionale del Centro Trevi ospita frequenti mostre d'arte, ma anche convegni.

La città è ricca di belle e importanti gallerie d'arte:

  • Galleria Civica/Stadtgalerie[67]
  • ar/ge kunst Galleria Museo
  • Galleria Prisma
  • Galleria foto-forum
  • Galleria Goethe
  • Galleria Goethe2
  • Galleria Antonella Cattani
  • Lungomare
  • Kleine Galerie/Piccola Galleria

Media[modifica | modifica wikitesto]

A Bolzano hanno sede le principali testate giornalistiche e le emittenti radiotelevisive dell'Alto Adige:

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • L'Alto Adige, fondato nel 1945, è il più importante quotidiano in lingua italiana dell'Alto Adige. Settimanalmente pubblica una pagina in lingua ladina.
  • La Dolomiten, fondata nel 1882 con il nome Der Tiroler ("Il Tirolese") è il quotidiano più importante ed antico oggi esistente in provincia di Bolzano e viene pubblicato in lingua tedesca (con una piccola parte in lingua ladina). Esce tutti i giorni esclusa la domenica.
  • Il Corriere dell'Alto Adige è un quotidiano nato recentemente dal Mattino dell'Alto Adige ed è allegato al Corriere della Sera.
  • La Neue Südtiroler Tageszeitung ("Nuovo quotidiano sudtirolese") è il secondo quotidiano in lingua tedesca dell'Alto Adige, nato nel 1996.
  • la ff – Südtiroler Wochenmagazin è un magazine settimanale di attualità e inchiesta in lingua tedesca nato come rivista di televisione e tempo libero (ff sta per "Fernsehen und Freizeit").
  • la Zett – Die Zeitung am Sonntag è la versione domenicale della Dolomiten.
  • la Südtiroler Wirtschaftszeitung ("Giornale economico sudtirolese") è un settimanale economico in lingua tedesca.
  • Il Segno pubblicato dalla diocesi è l'unico settimanale in lingua italiana.
  • il Katholisches Sonntagsblatt ("Il foglio domenicale cattolico") è il settimanale diocesano in lingua tedesca.
  • kulturelemente (già distel) è un periodico che dal 1981 approfondisce tematiche culturali.[68]
  • InSide – Events in South Tyrol e Was Wann Wo (Cosa quando dove)[69] sono guide gratuite mensili e bilingui che raccolgono il calendario degli eventi ed appuntamenti culturali e ricreativi della provincia.
  • Franz Magazine è una piattaforma per eventi culturali online, attivo dal 2010.[70]

Inoltre vengono pubblicate varie riviste di associazioni (per esempio Der Schlern e Geschichte und Region/Storia e regione, entrambe riviste di storia regionale, o Il Cristallo, curata dal Centro di Cultura dell'Alto Adige[71], enti (ad esempio Bolzano Notizie – Bozner Nachrichten del Comune di Bolzano)[72] o società. Molti quotidiani e riviste italiane, austriache e germaniche hanno un proprio corrispondente a Bolzano.

Anche l'agenzia ANSA ha una propria sede a Bolzano, con un servizio in lingua italiana e tedesca.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

In passato Bolzano contava un alto numero di sale cinematografiche sparse per la città e spesso vi venivano proposte prime nazionali. In seguito alla chiusura di quasi tutti i cinema, causata della crisi del settore, nel 2005 si arrivò al punto che Bolzano contasse solo due cinema con un totale di quattro sale. Essendo stata considerata una situazione inadeguata alle esigenze della popolazione, già negli anni precedenti si erano susseguiti diversi progetti di apertura di nuovi cinematografi. Nel 2002, quando in città erano presenti 3 cinema con 5 sale, era in discussione la realizzazione di un cinema con 10 sale in via Galileo Galilei da parte di un imprenditore bolzanino e di un cinema con 7 sale ai Piani di Bolzano da parte di un imprenditore trentino.[73] Essendo all'epoca i lavori del secondo più avanzati del primo, l'imprenditore bolzanino ha deciso di destinare l'area ad altri scopi. Dopo diversi ritardi nei lavori, a causa di problemi burocratici e ad un abbandono del progetto da parte dell'imprenditore trentino, il nuovo cinema multisala è stato inaugurato il 12 maggio 2009 ed è gestito dalla società Constantin Film di Vienna,[74] che attraverso il marchio Cineplexx è leader nel settore in Austria. All'interno dell'edificio vi è anche uno snack bar e un ristorante. Dal maggio 2009 Bolzano è divenuta dunque la città con più sale cinematografiche, più posti a sedere e con il multisala più grande fra Innsbruck (dove il più grande è il Cineplexx Innsbruck, con 8 sale) e Verona.

Nell'aprile 2012 chiude il cinema Eden, a causa dell'eccessiva concorrenza generata dalle due multisale[75][76].

Nel marzo 2008 era inoltre stata diffusa dai media l'intenzione della famiglia proprietaria del complesso denominato Kampill Center, in via Innsbruck nella zona di Campiglio, di affidare alcuni suoi locali ad un gruppo italiano per poter aprire un multiplex con 6 sale e complessivi 620 posti.[77]

In città sono presenti due cinema per un totale di 10 sale di proiezione:

  • Il Cineplexx Bozen-Bolzano con 7 sale e 1.416 posti. Offre sia film in italiano che in tedesco.
  • Il Filmclub (ex Capitol) con 3 sale e 417 posti. Offre sia film in italiano che in tedesco, nonché numerosi film d'essai in varie lingue ed una programmazione per bambini. Il Filmclub organizza anche la rassegna cinematografica denominata "Bozner Filmtage" ("Giornate bolzanine del cinema").
  • Il cinema Rainerum, inattivo da anni, ha ripreso la sua attività, rivolta soprattutto ai ragazzi, nel 2011, dopo essere stato completamente ristrutturato. Dispone di circa 400 posti.

Oltre ai due cinema, in città operano il Cineforum Bolzano, associazione culturale attiva sin dal 1952, che non dispone di una propria sala, ed il Circolo la Comune, che effettua proiezioni nell'auditorium del Liceo Scientifico Torricelli, in via Rovigo. Negli ultimi anni questi soggetti hanno avuto il ruolo di supplire alla mancanza di sale di proiezione.

Radiotelevisione[modifica | modifica wikitesto]

La sede RAI di Bolzano

A Bolzano è presente la sede regionale della RAI (il Trentino-Alto Adige ha due sedi autonome) che produce una programmazione radiotelevisiva in tedesco, italiano e ladino. Nel mese di ottobre 2006, a seguito delle numerose proteste, l'inizio dei programmi radio regionali in onda su Radio 2 nel primo pomeriggio dal lunedì al venerdì è stato posticipato alle 15.10 per consentire l'ascolto del programma "Viva Radio2", condotto da Fiorello e Marco Baldini, che fino a quel momento era bruscamente interrotto dopo circa mezz'ora per far spazio a rotocalchi trentini e altoatesini.

A Bolzano ha sede una televisione privata in lingua italiana chiamata Video 33. Hanno una redazione in città anche le emittenti private regionali RTTR e TCA, la cui sede principale è a Trento.

Con l'avvento del digitale terrestre, sono nate alcune nuove emittenti private provinciali, sia in italiano che in tedesco (Alto Adige TV, Südtirol24 TV, Südtirol Digital Fernsehen)[78].

Sono più numerose le emittenti radiofoniche private: in italiano vi sono Radio NBC, Radio Tandem (che però si caratterizza per trasmissioni mistilingui e in lingue straniere) e Radio Sacra Famiglia, mentre in tedesco vi è la popolare Südtirol 1, Radio Grüne Welle e Radio Nord.

L'ORF (Radiotelevisione Austriaca) ha un ufficio a Bolzano e la redazione di Südtirol heute, il notiziario quotidiano della televisione austriaca per l'Alto Adige.

A Bolzano ha sede anche la RAS, un'azienda pubblica che provvede alla trasmissione in Alto Adige dei programmi radiotelevisivi dell'area germanica, austriaca e svizzera.

Teatro e musica[modifica | modifica wikitesto]

Bolzano offre una ricca produzione nel campo teatrale e musicale.

Il Teatro Stabile, nato nel 1950 è il secondo teatro stabile d'Italia (successivo solo al Piccolo di Milano, del 1947) e realizza numerose ed importanti produzioni di successo; l'omologo in lingua tedesca sono le Vereinigte Bühnen Bozen (VBB, Teatri riuniti di Bolzano): entrambe le istituzioni presentano i loro spettacoli nel Nuovo Teatro Comunale di Bolzano, in piazza Verdi (il Teatro Stabile anche al Teatro civico di Merano).

Oltre a ciò, la stagione del Nuovo Teatro Comunale, che dura tutto l'anno, offre rappresentazioni teatrali, commedie, opera, operette, danza e musical. Tra le coproduzioni di grande successo vi è lo spettacolo di danza moderna Steel – The Legend of the Metal del Teatro Comunale di Bolzano e della Experidance Productions di Budapest.

Molto attivo nella promozione culturale in lingua italiana è da anni il Circolo la Comune, con un fitto cartellone di eventi che spaziano dal teatro (per lo più di stampo brillante) a manifestazioni etnico-culturali, dall'organizzazione di convegni alla proiezione di film che rimangono fuori dalle grandi catene di distribuzione.

A Bolzano sono presenti numerosi teatri:

Nuovo Teatro Comunale di Bolzano
  • il Nuovo Teatro Comunale, modernissimo edificio inaugurato nel 1999, è il principale polo teatrale della regione e dispone di una sala grande con una capienza di 802 posti e di un teatro studio da 215.
  • l'Auditorium Haydn è anch'esso stato inaugurato nel 1999 ed ospita numerosi concerti sinfonici, tra cui vi è il Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni. Ha una sala grande di 641 posti e una piccola di 100.
  • il Kulturhaus Walther von der Vogelweide ("Casa della cultura Walther von der Vogelweide") è un teatro con 536 posti e mette in scena spettacoli in lingua tedesca.
  • il Teatro Cristallo mette in scena spettacoli in lingua italiana e ha 436 posti.
  • il Teatro Comunale di Gries mette in scena spettacoli in entrambe le lingue ed ha una capienza di 373 posti.
  • il Piccolo teatro Carambolage, nonostante la sua capienza di soli 99 posti, ha un'ampia offerta di spettacoli e cabaret.
  • il Theater im Hof-Cortile, offre dal 1999 prevalentemente spettacoli per un pubblico giovanile.
  • il Teatro Cinema Rainerum con una capienza di 405 posti, ristrutturato ed ampliato nel 2010.

Molto numerosi inoltre sono i centri e le sale polifunzionali e di quartiere o i circoli culturali con un'ampia offerta.

Per quanto riguarda invece l'aspetto musicale, a Bolzano è presente dal 1960 l'orchestra Haydn, voluta dalle Provincie e dai Comuni di Trento e Bolzano; l'Istituzione Concertistica Orchestrale (Konzertverein Bozen) è stata riconosciuta dal Ministero del Turismo e dello Spettacolo.[79]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

A Bolzano si tiene ogni anno un grande numero di manifestazioni culturali. Di seguito le più importanti:

  • Bolzano Festival Bozen propone i concerti delle orchestre giovanili Gustav Mahler Jugendorchester ed EUYO dirette da Claudio Abbado, il Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni (trasmesso in Euroradio), la rassegna Antiqua (musica rinascimentale e barocca) e l'Accademia Gustav Mahler. Grazie a ciò Bolzano viene definita la "capitale" europea della musica classica giovanile.
  • Transart è una manifestazione regionale di musica contemporanea[80]
  • Bolzano Danza – Tanzsommer Bozen è una manifestazione estiva di danza[81]
  • Musica in Aulis è un festival di musica da camera[82]
  • Südtirol Jazz Festival Alto Adige è un importante festival jazzistico internazionale estivo[83]
  • 4 Film Festival è un festival cinematografico biennale, all'interno del quale vengono presentati film e documentari a tema (Borderlands – Terre di confine), film muti rimusicati (Rimusicazioni) e cortometraggi.
  • ShortFilmFestival – a novembre di ogni anno due concorsi, nazionale ed internazionale di cortometraggi (Opere Nuove e No Words)
  • Bozner Filmtage è una rassegna cinematografica organizzata dal Filmclub[84]
  • museumnovember, iniziative culturali nei musei bolzanini durante il mese di novembre che si conclude con la Lunga Notte dei Musei – Lange Nacht der Museen, nella quale i musei rimangono aperti fino a notte fonda e l'ingresso è libero. Durante la Lunga Notte dei Musei provinciale (in contemporanea all'omologa iniziativa austriaca) che si tiene in ottobre è il turno del MMM Firmian e del Museo della Tecnica (centrale idroelettrica ENEL aperta al pubblico in alcune occasioni).
  • Wintermezzo, settimana musicale dedicata a Richard Strauss e Ludwig Thuille
  • Festival Studentesco Provinciale, raccoglie esibizioni artistiche (canto, danza classica e moderna, recitazione, cabaret, musica classica e moderna, pittura, scultura, cinematografia, nonché alcune prove nello stile dei Giochi senza Frontiere) di studenti e studentesse di tutte le scuole superiori del capoluogo e più in generale della Provincia.
  • ArtMaySound, festival no-profit di fumetto, musica e gioco, giunto nel 2013 alla sua settima edizione. Organizzato a cadenza annuale nel mese di maggio, porta a Bolzano fumettisti ed artisti da tutta Italia, completando la sua offerta con mostre e concerti[85]

Altri eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Seguendo una tradizione cattolica dell'area germanofona alpina, a partire da qualche giorno prima allo stesso giorno dei Re Magi (6 gennaio) i bambini travestiti da Re Magi girano di casa in casa ad annunciare, cantando, la venuta di Cristo. Per questo motivo i bambini vengono chiamati Sternsinger o in italiano Cantori della Stella. Tra il 5 e il 6 gennaio è solito anche segnare le porte o i portoni con il gesso riportando le iniziali dei Re Magi e l'anno, che di norma dovrebbero essere lasciate per tutto l'anno.
  • 21 marzo: giornata FAI di Primavera.
  • fine maggio: Festa dello Speck in piazza Walther.
  • 10 agosto: Calici di Stelle (Lorenzinacht). Degustazioni di vini sotto i Portici.
  • inizio ottobre: Festa della Zucca in piazza Walther e mercato d'autunno nel centro storico.
  • 11 novembre: San Martino (Martinsnacht). Quando fa buio i bambini partecipano a una processione con in mano lanterne fatte spesso con le loro mani cantando canzoni sulle lanterne e la luce come la celebre "Laterne, Laterne, Sonne, Mond und Sterne" (Lanterna, lanterna, sole, luna e stelle).
  • fine novembre – 23 dicembre (fino al 6 gennaio dal 2013): Mercatino di Natale di Bolzano (Christkindlmarkt). Iniziato all'inizio degli anni novanta, è il più antico d'Italia a cui sono seguite numerose imitazioni. Mercatini di natale si tengono anche in altre zone della città come a Gries in piazza Mazzini o in via Roma, tuttavia il periodo dell'Avvento è il più animato dal punto di vista delle manifestazioni e delle tradizioni.
  • 6 dicembre: San Nicolò (Nikolausabend). Festa particolarmente sentita soprattutto dai bambini dove il Nikolaus regala loro dolciumi, mandarini e frutta secca contenuta spesso nel tradizionale sacchettino rosso. San Nicolò è accompagnato dal Krampus, il terribile diavolo che punisce i bambini cattivi.
  • Ogni due anni si tiene il premio letterario Autori da scoprire, a cui si è affiancato anche un premio cinematografico.
  • È punto d'incontro del LUG (Linux User Group) Bolzano-Bozen-Bulsan. Inoltre l'intero sistema operativo nelle scuole in lingua italiana è Linux.
  • Nel 2006 si poté assistere alla solenne celebrazione del centenario dell'associazione studentesca Laurins Tafelrunde Bozen, associazione di ispirazione cattolica-patriottica fondata nel 1906.
  • È sede del Convegno Internazionale CasaClima, riguardante tecniche edilizie per l'efficienza energetica degli edifici.
  • Nel 2012 vi ha avuto luogo l'85ª Adunata dell'Associazione Nazionale Alpini.
Romanzi ambientati a Bolzano
  • Casanova in Bolzano, di Sandor Marai, 1943[86][87]
  • Salware oder Die Magdalena von Bozen, di Carl Zuckmayer, 1950[88]
  • … ich geh zu Fuß nach Bozen und andere persönliche Geschichten, di Herbert Rosendorfer, 1988[89]
  • Das Monster von Bozen, di Burkhard Rüth, 2011 (giallo)[90]
  • Villa Rubein, di John Galsworthy (sotto lo pseudonimo John Sinjohn),[91].
  • Roba da farci su un romanzo", di Beppe Mora,[92].
  • Tutto è grigio ora per noi. Bolzano 1943: diario di guerra di una quattordicenne - Alles ist jetzt grau für uns. Bozen 1943: Kriegstagebuch einer Vierzehnjährigen, di Silvana Cumer,[93].

Scautismo[modifica | modifica wikitesto]

A Bolzano sono presenti due gruppi scout dell'associazione AGESCI: il Bolzano 2 fondato nel 1948 con sede in piazza Don Bosco e avente il fazzolettone di colori blu, rosso e giallo e il Bolzano 4 fondato nel 1968 con sede in via Dalmazia e avente il fazzolettone di colori giallo e nero.

Persone legate a Bolzano[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

I Portici, cuore del commercio bolzanino

Bolzano, città di origini mercantili, era stata trasformata dalla politica italiana in città industriale, ma nell'ultimo trentennio si è trasformata da città industriale a centro terziario con una buona attività industriale e nelle campagne della periferia è presente un'attività agricola (mele, uva) di qualità, molto importante è anche il turismo (culturale, business e escursionistico). A Bolzano esistono una vasta e attiva zona produttiva, già industriale (ricerca scientifica, autoveicoli pesanti, acciaio ecc.) in cui sorge il centro d'innovazione Techno Innovation Park South Tyrol (TIS, nato dal BIC-Businness Innovation Center) e anche alcune aree artigianali dedite alle produzioni e alle attività più varie. Il settore tradizionalmente più ricco e redditizio è in ogni caso il commercio (si veda la zona centrale, la più antica, con i caratteristici Portici o il quartiere fieristico). Nei prossimi anni dovrebbe nascere (nella stessa zona industriale) un polo economico che servirà di base per tutte le piccole e medie industrie/imprese del nord Italia come aiuto nello sviluppo nei primi anni di vita.

La maggiore dimensione internazionale e l'incremento della ricerca scientifica delle principali aziende richiede anche un maggiore spazio edificabile. Una nuova area a Bolzano Sud, lungo via Einstein, è stata strappata alla campagna per poter ospitare nuovi insediamenti commerciali. In seguito alla sempre minore disponibilità di terreni edificabile (Bolzano è un comune con un territorio molto ridotto rispetto alla popolazione residente ed alle attività operanti), sono stati comunicati nel corso dei primi mesi del 2007 i progetti per la costruzione di tre nuovi grattacieli: due torri gemelle ai Piani di rispettivamente 39 e 40 metri e una torre di 50 metri nell'area della nuova sede della Salewa, progettata dagli architetti milanesi Cino Zucchi e Park Associati, che ospita una palestra per l'arrampicata, un hotel, una caffetteria e un asilo, oltre al centro ricerca e sviluppo, uffici e sale conferenze. La nuova torre sarà il grattacielo più alto della regione, superando di mezzo metro le due torri residenziali nel quartiere Europa a Don Bosco, attualmente le più alte. In zona Piani è sorta la City Tower di 45 metri. Il primato della torre Salewa è stata però superato nel 2011 da una nuova torre in zona ex Magnesio di 57,50 metri, la torre Hafner.

Con il cambiamento di legislatura nel 2006 sono entrati in vigore le nuove leggi provinciali sul commercio al dettaglio nella zone produttive; infatti molte erano e sono tuttora le richieste di aprire spazi commerciali nella zona produttiva di Bolzano Sud e in quella di Bolzano Est. A seguito di ciò sono sorti nella zona di Bolzano Sud un ipermercato Interspar di 3.500 m² e un centro commerciale (Centrum) di circa 15.000 m² con un ipermercato Poli di 2.500 m², un negozio di elettronica Euronics, una palestra, un negozio di calzature Pittarello, uno di prodotti ittici surgelati e diversi altri esercizi commerciali minori. Da molto tempo si parla della realizzazione di un piccolo centro commerciale nel centro storico in un edificio ancora in fase di pianificazione e di un più grande centro commerciale nella zona dei Piani di Bolzano o nel futuro areale ferroviario.

Aspetti negativi della vita a Bolzano sono la non ancora completa comprensione reciproca fra abitanti di lingua italiana e tedesca, il relativo inquinamento (traffico veicolare, riscaldamento prolungato, industria) aggravato dalla mancanza di una vera e propria circonvallazione, i costi elevati delle merci di prima necessità e soprattutto degli alloggi. Quest'ultimo punto è aggravato dalla scarsa disponibilità di immobili privati destinati all'affitto, anche se è molto forte la presenza dell'edilizia pubblica (tramite l'IPES, l'Istituto provinciale per l'edilizia sociale).

Secondo dati Eurostat Bolzano con la sua provincia è l'area più ricca d'Italia e all'ottavo posto nell'Unione Europea. Nel 2010 la città giunge prima nella classifica del giornale Il Sole 24 ore, precedendo Trento al secondo posto.[104]

Lavoro[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il censimento della popolazione 2001 al giorno di riferimento 22 ottobre lavoravano a Bolzano 61.376 collaboratori divisi in 11.672 luoghi di lavoro. Gli enti pubblici hanno primaria importanza con 315 luoghi di lavoro e 13.835 impiegati. Gli impiegati in organizzazioni no profit sono 2.308. Nella zona produttiva di Bolzano Sud lavorano all'incirca 11.000 persone. Nel 2006 il tasso di disoccupazione cittadino era dell'1,8%, contro una media provinciale del 2,6%. Essendo il principale centro politico, culturale, economico-finanziario e commerciale nonché industriale dell'Alto Adige, l'ente Provincia di Bolzano è il maggiore datore di lavoro della provincia. Il tasso di occupazione è tra i più alti di Italia, soprattutto per quanto riguarda le donne.[105]

Aziende maggiori[modifica | modifica wikitesto]

Bolzano è sede di aziende piccole, medie e grandi, con un numero maggiore di quelle medio-piccole. Molte operano anche su un mercato internazionale, mentre altre svolgono un ruolo di primaria importanza solo in Alto Adige. Bolzano è il maggior polo produttivo della provincia ed annovera le aziende tra le più grandi dell'Alto Adige.

I media, nel novembre 2006 avevano riferito che la Fercam sarebbe dovuta essere la prima azienda bolzanina ad entrare alla borsa di Milano nel corso del 2007.[106] Nell'estate successiva l'azienda ha comunicato un rinvio a data da destinarsi.[107] Quasi contemporaneamente, il 18 luglio 2007, era la Fri-El Green Power a comunicare l'intenzione di approdare a Piazza Affari.[108] L'autorizzazione alla quotazione è arrivata il 29 ottobre:[109] il collocamento aveva avuto inizio il 12 novembre,[110] ma proprio al termine del periodo di offerta, il 20 novembre lo sbarco a Piazza Affari saltava.[111]

Finanza[modifica | modifica wikitesto]

Bolzano è un'importante centro finanziario a livello regionale e la città è un'importante base per imprese, aziende, banche o imprese assicurative austriache e germaniche che vogliono entrare nel mercato italiano. Per contro molte imprese e aziende bolzanine operano nei mercati d'Oltralpe. Le banche bolzanine invece guardano in modo prioritario ad un'espansione a sud.

Gli istituti di credito bolzanini sono:

Tra i principali istituti di credito stranieri sono da citare la sede italiana della Hypo Tirol Bank e le sedi italiane per leasing bancario di Hypo Vorarlberg e della Tiroler Sparkasse.

Business Forum di Bolzano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011 la città ha ospitato il Business Forum italo-germanico che ha riuniti nel Palazzo Mercantile i vertici dell'economia italiana e germanica, ovvero la Confindustria e il Bundesverband der Deutschen Industrie, per affrontare questioni relativi alla crisi internazionale.[112]

Infrastrutture e Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti internazionali e nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Bolzano è un importante nodo di comunicazioni tra il nord ed il sud dell'Europa. È raggiungibile in automobile attraverso l'Autostrada del Brennero A22 con due uscite autostradali: Bolzano Sud e Bolzano Nord; dispone di una stazione ferroviaria internazionale con collegamenti tra Italia e Germania (vari treni Eurocity diurni e uno notturno collegano Monaco di Baviera a Verona, Venezia, Milano, Roma e Napoli) e di una stazione di autocorriere per i collegamenti regionali, nazionali ed internazionali, di un aeroporto internazionale (Aeroporto Bolzano Dolomiti) con 4 collegamenti quotidiani per Roma (2 nei fine settimana)efferuati da Etihad Regional (operated by Darwin Airline) in codeshare con Alitalia , e voli charter estivi (Croazia, Sardegna, Calabria) effettuati dalla compagnia austriaca Austrian.
Inoltre, sono presenti tre treni Frecciargento al giorno da e per Roma Termini.

Collegamenti regionali[modifica | modifica wikitesto]

Bolzano è il punto di partenza principale dei pullman per raggiungere le altre località del territorio. La società che gestisce il trasporto extraurbano, la SAD (Südtiroler Autobus Dienst), offre un servizio efficiente e puntuale.

Bolzano dispone di diverse stazioni ferroviarie, che la collegano alle altre località sulla linea principale del Brennero (tra cui: Egna, Bressanone e Fortezza), ma anche alle località situate sui rami che arrivano fino a Merano e a San Candido:

Con la rinnovata Ferrovia della Val Venosta, gestita dalla provincia autonoma di Bolzano, si può arrivare da Bolzano a Malles in treno. Il capoluogo è collegato a Merano con partenze ogni ora anche dalla linea di autobus extraurbani.

La mobilità pubblica in Alto Adige è inserita all'interno del Sistema di trasporto integrato Alto Adige, caratterizzato da titoli di viaggio, tariffe e orari unificati su tutto il territorio provinciale. Nello specifico sono inclusi nel sistema:

  • tutti gli autobus urbani, extraurbani e i citybus
  • i treni regionali per le tratte di competenza della Provincia e fino a Trento ed Innsbruck
  • la funicolare del, il trenino del Renon e le funivie del Renon, di San Genesio, di Verano, di Meltina e di Maranza.

Altrettanto sviluppata è la rete di Piste ciclabili dell'Alto Adige. Da Bolzano partono molte fra le più importanti piste ciclabili che consentono di visitare le Dolomiti.

Collegamenti urbani[modifica | modifica wikitesto]

Stazione a valle della Funivia del Colle, con le rinnovate cabine

Il sistema di trasporti pubblici bolzanino, gestito dalla società SASA, è ben sviluppato, puntuale ed efficiente. La rete urbana di autobus è costituita da 17 linee, inclusa la notturna 153 e le linee che collegano le principali località dell'hinterland, come Laives (ted. Leifers) e Cardano (Kardaun). Tre funivie collegano la città a località montane poste a quota superiore ai 1.000 m s.l.m.: San Genesio (Jenesien), Soprabolzano (Oberbozen) sul Renon (Ritten) ed il Colle (Herrenkohlern). Tra queste, la Funivia del Colle (Kohlerer Bahn) è di importanza storica essendo la più antica del mondo per il trasporto di persone; la nuova funivia del Renon, entrata in servizio il 23 maggio 2009, è invece degna di nota in quanto si basa su una moderna tecnologia a tre funi. In passato vi erano anche due funicolari (Virgolo e Guncina).

L'intera città è percorsa da una rete di 8 piste ciclabili per un totale di 39 km, il che fa di Bolzano la capitale italiana della bicicletta, infatti ha anche il maggior numero di spostamenti effettuati dai cittadini sulle 2 ruote in Italia. Con la costruzione dei nuovi quartieri a sudovest è stata proposta la costruzione di una metropolitana di superficie (Stadtbahn) che colleghi l'ospedale centrale con i nuovi quartieri di Firmian e Casanova-Kaiserau, la Fiera, Oltrisarco (Oberau) e il Centro[113]. Per migliorare il sistema di trasporti e scoraggiare l'utilizzo del mezzo privato (tuttora intensissimo e concausa di problemi di inquinamento atmosferico e acustico) si è a più riprese suggerito di potenziare i collegamenti fra Bolzano e la Bassa Atesina (Unterland) e di costruire di una metropolitana suburbana (sul modello delle S-Bahn germaniche) che colleghi l'Oltradige al capoluogo[114]. Da queste zone proviene gran parte degli oltre 85.000 pendolari che raggiungono quotidianamente il capoluogo altoatesino, riproponendo così la Ferrovia Bolzano Caldaro, abbandonata nel 1971.

In passato, la città disponeva inoltre di una rete tramviaria, la Tramvia di Bolzano, della ferrovia a cremagliera del Renon (Rittnerbahn), oggi sostituita dalla funivia, e delle funicolari del Virgolo (Viglbahn) e del Guncina (Guntschnabahn).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Comprensorio: Bolzano

Circoscrizioni
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Borgomastri e sindaci di Bolzano.

Politica e identità etniche[modifica | modifica wikitesto]

L'insegna di piazza della Vittoria dopo il referendum del 2002, riportando anche piazza della Pace

A partire dalle prime elezioni democratiche Bolzano venne retta da governi DC-SVP e durante il periodo definito seconda repubblica da una coalizione di centrosinistra-SVP; dal 1995 al 2005 il sindaco della città fu Giovanni Salghetti Drioli, che portò un periodo di stabilità fra i gruppi linguistici. Dopo il referendum comunale del 7 ottobre 2002 per il ripristino del nome di "Piazza della Vittoria" (Siegesplatz), che era stato sostituito, precedentemente, in "Piazza della Pace" (Friedensplatz) dal sindaco, nel tentativo di dare un maggiore segno di unione tra i gruppi linguistici, la situazione è tornata più tesa, almeno dal punto di vista politico. Gran parte degli italiani, indipendentemente dallo schieramento politico, ha percepito il gesto come un tentativo di cancellare l'"identità italiana" da parte della componente tedesca che, assieme al centrosinistra, governava la città, e ha votato per il ripristino del nome.

Elezioni comunali 2005[modifica | modifica wikitesto]

La situazione politica cittadina si fece ancora più incerta dopo le elezioni comunali del maggio 2005, con la vittoria considerata "storica" del sindaco esponente del centrodestra, l'architetto Giovanni Benussi, ma con il consiglio comunale in maggioranza di centrosinistra-SVP (che aveva 27 seggi su 50 contro i 21 del centrodestra). Si presentò così una situazione di sostanziale ingovernabilità. Le soluzioni erano due: una coalizione allargata ai partiti moderati del centrosinistra o elezioni anticipate. Il candidato di centrosinistra, il sindaco uscente l'avvocato Giovanni Salghetti Drioli, era stato sconfitto al ballottaggio per soli sette voti. Al primo turno Benussi era uscito col 42,22% dei consensi contro il 34,83% di Salghetti. L'SVP, che aveva concorso con un proprio candidato al primo turno, il vicesindaco uscente ed Obmann del partito Elmar Pichler Rolle, aveva avuto il 16,74% e di fatto, se si fosse alleata al primo turno col centrosinistra avrebbe consentito la terza vittoria di Salghetti con il 51,57%, con tuttavia un forte calo di consensi, soprattutto nei quartieri popolari (se dal punto di vista delle circoscrizioni il centrosinistra poteva contarne 4 su 5, da quello dell'elezione del sindaco ne ha solo 2). Né Salghetti né Benussi erano iscritti a partiti, ma entrambi provengono da un ambiente cattolico (Salghetti dall'Azione cattolica e Benussi da Comunione e Liberazione). La situazione verificatasi fece sì che se il sindaco eletto fosse di centrodestra, mentre il presidente e vicepresidente del consiglio comunale eletti fossero di centrosinistra-SVP: Patrizia Trincanato dei Verdi e Norbert Clementi della SVP. Dopo i no ribaditi da SVP e Margherita, il "sindaco di maggio" presentò una giunta tutta di destra. La giunta Benussi non raccolse i consensi necessari e di conseguenza sia consiglio che giunta decaddero (22 giugno 2005).

Il sindaco aveva proposto al consiglio comunale una giunta formata da quattro assessori di Alleanza Nazionale, due di Forza Italia, uno della Lega Nord (il consigliere della Lega, Kurt Pancheri, è di lingua tedesca), uno di Unitalia e due assessori esterni di cui uno di lingua tedesca, membro di una setta di origini indiane. Mancando la fiducia del consiglio comunale, il Commissario del governo per la Provincia autonoma di Bolzano, Giustino di Santo, provvide a sciogliere il Consiglio comunale e a nominare un Commissario amministrativo straordinario coadiuvato da tre subcommissari (di cui uno di madrelingua tedesca), che hanno guidato la città alle successive elezioni comunali di novembre: in un primo momento era stato nominato Marcello Forestiere, prefetto vicario a Bologna; dopo venti giorni venne però sostituito da Maria Serena Pompili, vice prefetto vicario presso il commissariato del governo della stessa Bolzano. Il commissario del governo giustificò la scelta sostenendo che a guidare una città come Bolzano era necessaria una persona che conoscesse bene la realtà locale. Due giorni dopo, poiché il consiglio dei ministri aveva "messo a disposizione" (ossia, destituito) il commissario del governo, il commissario della città ha coperto per tre settimane anche la carica di commissario del governo.

Alle nuove elezioni svoltesi il 6 novembre 2005 è stato eletto al primo turno, con il 50,4% dei voti, il candidato appoggiato dall'Unione (con l'eccezione del PdCI), dall'SVP e dall'UDC, Luigi Spagnolli. Per la prima volta la SVP ha rinunciato a presentare un proprio candidato sindaco.

Consolati[modifica | modifica wikitesto]

Bolzano è sede dei seguenti consolati onorari:

Città gemellate[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La città ospita ogni anno numerose manifestazioni sportive, contrariamente al resto d'Italia, qui lo sport più seguito e praticato non è il calcio, ma bensì è l'hockey su ghiaccio, inoltre ha dato i natali a moltissimi sportivi. Secondo alcuni studi, Bolzano risulta una delle città italiane dove la popolazione svolge più attività fisica.[senza fonte] Bolzano è sede della Federazione Italiana Faustball.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo dello Sport - Sporthalle (PalaMazzali)
  • Palaonda/Eiswelle – stadio del ghiaccio. Prima delle Olimpiadi di Torino era il più grande e capiente d'Italia (7.220 posti).
  • Stadio Druso/Drusus-Stadion – stadio di calcio. Capienza di 3.500 spettatori.
  • Stadio Europa/Europa-Stadion – stadio di football americano. Campo sintetico con 3.000 posti esclusivamente a sedere.
  • Palasport/Stadthalle – noto anche come "Palaresia" (si trova in via Resia). Ospita con i suoi 2608 posti a sedere i maggiori avvenimenti sportivi, concerti e spettacoli (anche televisivi).
  • Palazzo dello Sport/Sporthalle di viale Trieste – noto anche come "PalaMazzali" (dal nome della cestista Paola Mazzali, scomparsa nel 2006), è il palazzetto dello sport situato dietro lo stadio Druso.

Hockey su ghiaccio[modifica | modifica wikitesto]

Logo dei mondiali di hockey su ghiaccio 1994
I giocatori dell'HC Bolzano (stagione 2006/2007)

Bolzano ha ospitato assieme a Milano e Canazei l'edizione 1994 del campionato del mondo di hockey su ghiaccio, sport che gode del maggior seguito di appassionati sia in città che in tutta la provincia.

La compagine locale, l'Hockey Club Bolzano Foxes, è la più titolata d'Italia, con 19 scudetti all'attivo, oltre a tre coppe Italia, tre supercoppe Italiane e – a livello internazionale – un'Alpenliga ed un Torneo 6 nazioni. Dalla stagione hockeystica 2013/2014 i biancorossi militano nel campionato EBEL, che comprende squadre austriache, ungheresi, ceche e slovene. La prima stagione si conclude trionfalmente, con la vittoria nel campionato.

In serie A2 milita invece l'EV Bozen 84.

Nel 2006 le due squadre bolzanine, insieme all'HC Settequerce, avevano creato un farm team, per far crescere i vivai: l'HC Future Bolzano, che ha militato per una sola stagione in serie A2, prima di passare a dedicarsi esclusivamente al settore giovanile.

Anche a livello femminile, Bolzano vanta diversi successi: l'Hockey Club Eagles Bolzano, sciolta nel 2008, era una delle squadre più titolate, con 7 scudetti. Dopo la sua scomparsa, a disputare il massimo campionato è l'EV Bozen 84, con la propria squadra femminile.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Nei campionati professionistici e semi-professionistici di calcio Bolzano vanta tre squadre, di cui due dalle divise biancorosse e una dalla divisa neroarancione FC Südtirol - Alto Adige, in Lega Pro Prima Divisione, il Bozner F.C., in Eccellenza ed il F.C. Bolzano 1996 nel girone bolzanino di Promozione.

L'altra squadra di calcio della città è Excelsior Lastrada Derweg Calcio che milita nel girone B bolzanino di 3ª Categoria.

L'estate calcistica bolzanina è ricca di spettacoli con numerose amichevoli di lusso, la "Südtirol Cup" ed il torneo di calcio a 5 "Città di Bolzano".

L'ingresso dello stadio "Druso"

Football americano[modifica | modifica wikitesto]

La città vanta una lunga tradizione (per i parametri italiani) nel football americano. I Giants Bolzano, la squadra cittadina, militano nella serie A e le partite si disputano allo Stadio Europa, in via Resia.

Kick Boxing/Muay Thai[modifica | modifica wikitesto]

Bolzano vanta la presenza sul territorio di una rappresentanza di riguardo anche negli sport da ring, il plurititolato campione del mondo, nonché pioniere di tali sport in Italia, Franz Haller.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Per 13 volte Bolzano è stata sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1933, l'ultima nel 2003:

Ricordiamo inoltre la fitta rete di Piste ciclabili dell'Alto Adige.

Podismo[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 dicembre di ogni anno si svolge l'importante manifestazione podistica di San Silvestro, la BOclassic, una gara sulla distanza dei 10 km (5 per le donne) che attraversa il centro storico della città e che ha visto tra i vincitori atleti del calibro di Sergiy Lebid, Paul Kosgei, Salvatore Antibo, Tegla Loroupe.

Basket[modifica | modifica wikitesto]

A livello maschile, la societa' principale è l'US Piani Pallacanestro, fondata nel 1969, che disputa il campionato di serie DNC nel girone C

In serie D regionale militano altre due squadre: il Basket Europa ed il Basket Piani Junior (societa' satellite di US Piani).

A livello femminile vi sono due formazioni che disputano il campionato di B Regionale (gestito dal Comitato Veneto): il Basket Club Bolzano, formazione con alle spalle anche due campionati di serie A1 (stagione 2003/2004 e 2005/2006), e la Pallacanestro Bolzano

La struttura che ospita l'attivita' cestistica cittadina è il Palazzetto Paola Mazzali, in memoria dello storico capitano, deceduta in un incidente stradale nell'agosto del 2006.

Pallamano[modifica | modifica wikitesto]

A Bolzano vi è una squadra di pallamano, l'SSV Bozen, che disputa le partite nel campionato di serie A1.

Faustball[modifica | modifica wikitesto]

Bolzano è l'unica città d'Italia a vantare una squadra di faustball. La squadra, appartenente alla società SSV Bozen, costituisce da sola anche la Nazionale Italiana Faustball. Gioca nella serie A austriaca (1. Österreichische Bundesliga).

Baseball[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda il Softball invece:

  • Softball Club Dolomiti[118]

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

  • Sudtirolo Rugby attualmente in serie C.[119]

Cheerleading[modifica | modifica wikitesto]

  • Cheerleaders Giants Bolzano

Personalità sportive legate a Bolzano[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato ISTAT al 31 maggio 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Pronuncia locale /bolˈdzano/
  4. ^ /boːtsən̩/
  5. ^ /bʊlˈzan/ o /balˈzan/
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  23. ^ Silvia Spada, Frammenti carolingi della parrocchiale di Bolzano, in Bolzano dalle origini alla distruzione della mura, Bolzano, Athesia, 1991, pp. 143ss.
  24. ^ Hannes Obermair, Chiesa e nascita della città: la parrocchiale di Bolzano dell'alto Medioevo (secc. XI – XIII), in «Studi Trentini di Scienze Storiche», Sez. 1, 75,2, 1996, pp. 143-170. La ricerca falsificò le ipotesi di autori precedenti come Otto Stolz, Franz-Heinz Hye e Nicolò Rasmo, che avevano optato per una fondazione verso la metà dell'XI secolo.
  25. ^ Importanti conferme archeologiche sono offerte in Christian Terzer, Stadtkerngrabung in Bozen – ein Keramikkomplex des 13. bis 16. Jahrhunderts aus der Laubengasse (Nearchos, 13), Innsbruck, Golf-Verlag, 2004. ISBN 3-900773-50-5
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  34. ^ ...im Spätsommer 1813 wurde der Süden Tirols während eines kurzen Feldzuges im September und Oktober von österreichischen Truppen und Schützeneinheiten befreit (tradotto: nel tardo estate 1813 il Tirolo meridionale fu liberato dalle truppe austriache e da unità di Schützen durante una breve spedizione in settembre ed ottobre.) dal libro Bayern Tirol di Michael Forcher, pag. 173, ISBN 3-210-24643-2
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  51. ^ fonte: ASTAT
  52. ^ [1]
  53. ^ a b In Alto Adige c'è un uso locale, ben radicato nel linguaggio, per cui il termine "tedesco" è sinonimo di "germanofono" (indica genericamente una persona di lingua tedesca, standard o dialettale, e può pertanto essere riferito anche a cittadini italiani), mentre l'aggettivo "germanico" allude a cittadini della Repubblica Federale Tedesca, così come ad entità e concetti relativi alla Germania; l'opposizione di termini italiano/tedesco, di solito fa riferimento agli altoatesini di diverso gruppo linguistico (verificare sul sito Internet del quotidiano Alto Adige).
  54. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  55. ^ Cfr. a proposito Hans H. Reimer, Lutherisch in Südtirol: Geschichte der Evangelischen Gemeinde Meran. Eine Spurensuche zum Protestantismus in Südtirol und im Trentino, Bolzano, Edition Raetia 2009.
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  98. ^ Ernst Attlmayr, Tiroler Pioniere der Technik, Innsbruck-Monaco, Universitätsverlag Wagner, 1968.
  99. ^ Nell'articolo Pompe funebri sul Kimono apparso a pagina 44 del Corriere della Sera del 6 dicembre del 2000 si parla di Vice Campionessa del Mondo di Kungfu
  100. ^ Giuseppe Paterniti descrive in Alla conquista dell'America, articolo apparso il marzo 2005 sul numero 3 della rivista Samurai. La Federazione Mondiale che ha istituito i campionati del mondo a cui l'articolo si riferisce ed in cui Laura Perrone ha ottenuto una vittoria è la WPSSF (World Professional San Shou Sanda Federation). Le informazioni su questa federazione Mondiale sono estremamente difficili da essere reperite, il che dà l'impressione che si tratti di una piccola federazione.
  101. ^ Era figlio dell'omonimo borgomastro di Bolzano, Andreas Planer il Vecchio (sindaco del 1543), cfr. Miriam Eberlein, Leonhart Fuchs' Erben, in Die Universität Tübingen zwischen Reformation und Dreißigjährigem Krieg, a cura di Ulrich Köpf et al., Ostfildern: Thorbecke, 2010, pp. 263ss.
  102. ^ Hans Heiss, Bürgerlicher Aufstieg im 17. Jahrhundert. Der Tiroler Kaufmann David Wagner, in Louis Carlen e Gabriel Imboden (a cura di), Unternehmergestalten des Alpenraums im 17. Jahrhundert, Brig 1992, pp. 121-144.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Carlo Alberto Maggiore, Stefano Rebecchi, La città come laboratorio. Indagini e sperimentazioni progettuali sulla forma urbana di Bolzano, Milano: Maggioli Politecnica 2009. ISBN 978-88-387-4355-9
  • Ettore Frangipane, Bolzano scomparsa, 4 voll., Bolzano: Praxis 3, 2009-2012.
  • (ITDE) Hannes Obermair, Bozen/Bolzano 1850–1950 (Collana Archivbilder), 2ª ediz., Erfurt: Sutton 2010. ISBN 978-3-86680-489-0 [5]
  • Città di Bolzano (ed.), Stadttheater / Teatro Civico / Teatro Verdi di Bolzano. Storia di un teatro di confine (1918-1943) (Quaderni di storia cittadina / Hefte zur Bozner Stadtgeschichte, 3), Bolzano: Archivio Storico 2011. ISBN 88-901870-8-5
  • Oswald Stimpfl, Bolzano in tasca. Luoghi d'interesse, gastronomia, cultura, Vienna-Bolzano: Folio 2011. ISBN 978-88-6299-026-4
  • (DE) Zeitgeist 1790-1830: Ideologie, Politik, Krieg in Bozen und Tirol, a cura del Museumsverein Bozen, Bolzano: Ed. Raetia 2011. ISBN 978-88-7283-393-3
  • Ilaria Riccioni, Bolzano, città di frontiera. Bilinguismo, appartenenza, cittadinanza (Biblioteca di testi e studi, 724), Roma: Carocci 2012. ISBN 978-88-430-6389-5

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