Diritto informatico

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Con diritto informatico si indica l'insieme di leggi e norme che regolano i rapporti tra fornitori di apparecchiature e servizi informatici ed utenti finali. È un settore di specializzazione particolarmente in crescita negli ultimi anni, coerentemente con il maggior numero di utenti che utilizzano internet ed alla sempre maggiore informatizzazione di servizi bancari e di pubblica amministrazione.

Alcune di queste leggi sono applicazioni di principi generali. Ad esempio le garanzie sulle apparecchiature che sono assimilati ad un qualsiasi elettrodomestico.

Altre, invece, sono specifiche e spesso inseguono più che governano l'evoluzione tecnologica e periodicamente assurgono agli onori della cronaca. È il caso della fiscalità per il commercio elettronico, del diritto d'autore soprattutto legato al commercio/scambio di opere musicali e cinematografiche, della brevettabilità del software, delle questioni sollevate dall'Open Source, dalla sicurezza informatica, dalla libertà di espressione, dal trattamento dei dati personali o dal diritto alla privacy, solo per citare i più noti.

Alcuni dei principali aspetti legati all'informatica sono elencati di seguito. I dettagli relativi alle soluzioni legislative adottate poi variano da Paese a Paese.

Aree soggette a regolamentazione[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono molte aree dell'attività informatica che sono soggette a regolamentazione o influenzate da leggi vigenti. Innanzitutto vi è la cosiddetta "proprietà intellettuale" in genere, specie per quanto riguarda i supporti (soprattutto CD e DVD) ed i contenuti digitali (musica, film, videogiochi ed i programmi in generale...): in particolare, il copyright, il fair use e regolamenti specifici per la limitazione delle duplicazioni (copy prevention). Molto sentito è anche il problema della pirateria legato ad Internet, con la diffusione dei contenuti attraverso i sistemi distribuiti peer to peer. La brevettabilità del software è un argomento controverso ed in costante evoluzione in Europa ed altrove.

Gli argomenti collegati a licenze software, accettazione di licenze software, software libero e open source possono implicare discussioni sul diritto del prodotto, responsabilità professionale del singolo sviluppatore, garanzie, contratti, segreti professionali e proprietà intellettuale. Ad esempio, ancora all'inizio del 2004, nessun tribunale si è espresso sulla validità delle licenze open-source.

In molti Stati, le industrie informatica e della comunicazione sono regolate - spesso in modo restrittivo - dai rispettivi governi. Esistono leggi che stabiliscono principi a cui i computer e le reti devono sottostare: in particolare ci sono regole su cracking, privacy e spamming (invio di posta indesiderata). Ci sono anche limiti all'uso di crittologia e di programmi che possono essere usati per violare sistemi di protezione da copia. Anche l'esportazione di hardware e software tra certi Stati è sottoposta a controllo. Ci sono leggi che governano il commercio elettronico (ovvero la compravendita di beni e servizi attraverso Internet), la tassazione, la protezione del consumatore e la pubblicità.

Esistono leggi sulla censura contro la libertà di espressione, regole sull'accesso pubblico a informazioni governative, e accesso individuale a informazioni tenute da soggetti privati. Ci sono leggi su quali dati devono essere mantenuti per obbligo di legge, e quali non possono essere raccolti o memorizzati, per motivi privati.

In certe circostanze e giurisdizioni, le comunicazioni tra computer possono essere usate come prove, e per stabilire contratti. Nuovi metodi di controllo e sorveglianza hanno reso possibile attraverso i computer avere differenti legislazioni su come possono essere usati come prove processuali o dalla polizia.

Una serie di problemi legali e dibattiti è poi generata dall'introduzione di apparecchiature per il voto elettronico (potenzialmente utilizzabile attraverso reti di comunicazione di massa come Internet o le reti cellulari).

Alcuni Stati, infine, limitano l'accesso a Internet, sia mediante leggi apposite che mediante metodi tecnici.

Giurisdizione[modifica | modifica wikitesto]

Con la diffusione planetaria di Internet, la giurisdizione è un problema molto sentito e di difficile soluzione, in parte per l'effettivo problema della delocalizzazione geografica, e poi anche perché i giudici dei diversi paesi hanno preso posizioni diverse su quanto pubblicato in Internet o sugli accordi commerciali stipulati per prodotti e servizi venduti via Internet (commercio elettronico).

Sul tema del foro competente dottrina e giurisprudenza hanno offerta una variegata gamma di scelte. Ai fini della presente analisi si ritiene opportuno citare la sola tesi che è stata ritenuta preferibile nel nostro ordinamento dalla Corte di Cassazione a sezioni unite con l’ordinanza n. 6591 dell’8 giugno 2002. Secondo tale corrente la competenza spetterebbe al giudice del foro in cui il danneggiato ha la propria sede, la propria residenza o il proprio domicilio. In tal modo: 1)la causa viene incardinata dove l’illecito è giunto a compimento causando concretamente un danno; 2)si impedisce ad entrambe le parti in causa di compiere attività di forum shopping e si precostituisce il giudice naturale territorialmente competente; 3) si evita che il danneggiato debba sopportare spese legate alla necessità di individuare il luogo di gestione del sito nonché il rischio di non riuscire in tale individuazione. La soluzione proposta è perseguibile attraverso un’interpretazione dell’art. 20, cod. proc. civ., che, in caso di illecito commesso in Rete, faccia leva sulla realizzazione effettiva del danno. Basta, in altre parole, considerare locus commissi delicti quello dove il fatto illecito genera realmente il danno economico; luogo che, nel caso in cui l’offesa colpisca un imprenditore, coincide con quello in cui è ubicata la sede dell’impresa e, nel caso in cui colpisca una persona fisica, risulta quello della sua residenza o del suo domicilio, in quanto è lì che questa concretamente può essere pregiudicata da una condotta illecita altrui. Una simile scelta ermeneutica che, d'altronde, rispetta l'opzione accolta dal legislatore in materia di contratti dei consumatori stipulati a distanza e dunque anche in Rete, fa giustizia della singolarità e della peculiarità di internet come strumento adatto a compiere attività dannose. Inoltre, in un’ottica di law and economics, si rivela funzionale a riequilibrare il rapporto tra gestore del sito e terzi, altrimenti tutto sbilanciato a favore del primo, il quale gode di una vantaggio, se non sempre tecnologico, quantomeno logistico. (citazioni)

Fra le altre maggiori problematiche aperte ci sono quelle sollevate dall'applicazione delle leggi sui contratti, tassazione sulle vendite e garanzie commerciali, le regolamentazioni per perseguire le intrusioni nei sistemi informatici, privacy, spamming e la scrittura e diffusione dei virus informatici. Da non dimenticare, inoltre, anche aree più propriamente politiche come la libertà di espressione, censura, l'uso criminale della rete (es. pedofilia), incitamento a delinquere...

Alle volte, si ventila l'idea di un "cyberspazio" senza leggi. È però l'opinione dei più che tale stato di cose non è desiderabile; occorrerebbe, invece, una armonizzazione delle diverse legislazioni per garantire la certezza del diritto ed evitare disparità di trattamenti.

Non si deve dimenticare, inoltre, che l'articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo si richiama alla protezione della libertà di espressione in tutti i mezzi di comunicazione.

Governo/controllo/limitazioni di Internet[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda la giurisdizione su Internet, la questione del governo di internet è un argomento estremamente dibattuto nei congressi internazionali come l'International Telecommunication Union (ITU). Il ruolo di istituzioni tecniche di controllo della rete, come ad esempio l'Internet Corporation for Assigned Names and Numbers (ICANN) ed il suo controllo essenzialmente statunitense, è messo sempre più spesso in discussione.

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • "Nel Cyberspazio, una riforma della Costituzione di uno Stato è un'ordinanza locale."
    -- John Perry Barlow, citato da Mitchell Kapor nella prefazione di The Big Dummy's Guide to the Internet
  • "I confini nazionali non sono che dossi sull'autostrada informatica."
    -- Tim May, Signature, 1996

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • "Diritto dell'informatica e della comunicazione", A.M. Gambino, A. Stazi, con la collaborazione di D. Mula, Giappichelli editore, 2009 [1]
  • Stefano Aterno, Francesco Cajani, Gerardo Costabile, Marco Mattiucci, Giuseppe Mazzaraco, Computer Forensics e Indagini Digitali. Manuale Tecnico-Giuridico e Casi Pratici", Experta, 2011, ISBN 978-88-6021-258-0.
  • Italy. Parlamento. Camera dei deputati. Segretariato generale, ed. Ambiente e informatica: problemi nuovi della società contemporanea. Vol. 16. Servizio studi, legislazione e inchieste parlamentari, 1974. (Contributi di esperti italiani sull'Informatica finalizzati alla discussione parlamentare, prefazione di Sandro Pertini).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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