Teoria delle finestre rotte

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Finestre rotte nel complesso residenziale Pruitt-Igoe
Una tag, un esempio per cause ed effetti incluso nella teoria delle finestre rotte

Con l'espressione teoria delle finestre rotte si indica quella particolare forma di gestione del territorio secondo cui non vengono tollerate le piccole trasgressioni che, se trascurate (e non corrette e/o sanzionate subito), potrebbero generare fenomeni di emulazione.

La teoria proviene dall'esempio della finestra rotta: se in un quartiere un teppista spacca una finestra, e nessuno la aggiusta, è molto probabile che ben presto qualcun altro faccia lo stesso se non peggio, dando così inizio a una spirale distruttiva.[1]

Ovviamente, se applicata "al contrario", la teoria si associa al concetto del "dare il buon esempio". Le persone tendono ad adeguarsi, avvicinarsi, preferire situazioni, persone o luoghi a loro stessi affini e se impossibilitati a scegliere tendono a cambiare per uniformarsi. Per cui creare un ambiente di un certo tipo: con finestre rotte, per esempio, porta la comunità attigua a distruggere, un ambiente invece ben curato porta la comunità (anche quella non naturalmente "curata") a curare l'ambiente che la circonda. Estendendo il concetto ai comportamenti: una persona aggressiva porterà i "vicini" ad essere aggressivi, una costruttiva stimolerà gli altri ad esserlo altrettanto e così via.

Esperimenti sociali[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1969, presso l'Università di Stanford (USA), il professor Philip Zimbardo ha condotto un esperimento di psicologia sociale[2]. Egli lasciò due automobili identiche, stessa marca, modello e colore abbandonate in strada, una nel Bronx, zona povera e conflittuale di New York, l'altra a Palo Alto, zona ricca e tranquilla della California. Quindi due identiche auto abbandonate, due quartieri con popolazioni molto diverse e un team di specialisti in psicologia sociale, a studiare il comportamento delle persone in ciascun sito.

Ciò che accadde fu che l'automobile abbandonata nel Bronx cominciò ad essere smantellata in poche ore, perdendo le ruote, il motore, specchi, la radio, ecc...; tutti i materiali che potevano essere utilizzati vennero rubati e quelli non utilizzabili vennero distrutti. Al contrario, l'automobile abbandonata a Palo Alto, rimase intatta.

In tali casi è comune attribuire le cause del crimine alla povertà, attribuzione sulla quale si trovano d’accordo le ideologie più conservatrici (sia di destra che di sinistra). Tuttavia, l'esperimento in questione non terminò così. Infatti, dopo una settimana, quando la vettura abbandonata nel Bronx era stata completamente demolita e quella a Palo Alto era rimasta intatta, i ricercatori decisero di rompere un vetro della vettura a Palo Alto. I ricercatori assistettero alla stessa dinamica di vandalismo che avevano registrato nel Bronx: furto, violenza e vandalismo ridussero il veicolo nello stesso stato di quello abbandonato nel quartiere malfamato di New York.

Nel 2007 e nel 2008 Kees Keizer e colleghi, all'Università di Groningen, hanno condotto una serie di esperimenti sociali controllati per determinare se l'effetto del disordine esistente (come la presenza di rifiuti o l'imbrattamento da graffiti) avesse aumentato l'incidenza di criminalità aggiuntive come il furto, il degrado o altri comportamenti antisociali. Hanno scelto diversi luoghi urbani successivamente trasformati in due modi diversi ed in tempi diversi. Nella prima fase "il controllo", il luogo è stato mantenuto ordinato, libero da graffiti, finestre rotte, ecc. Nella seconda fase "l'esperimento", esattamente lo stesso ambiente è stato trasformato in modo da farlo sembrare di proposito in preda all'incuria e carente di alcun tipo di controllo: sono state rotte le finestre degli edifici, le pareti sono state imbrattate con graffiti ed è stata accumulata sporcizia. I ricercatori hanno poi segretamente controllato i vari luoghi urbani osservando se le persone si comportavano in modo diverso quando l'ambiente era stato appositamente reso disordinato. I risultati dello studio hanno corroborato la teoria. La loro conclusione, pubblicata sulla rivista Science, è che:[3][4]

« Un esempio di disordine, quale i graffiti o i rifiuti, può indubbiamente incoraggiarne altri, come ad esempio il furto. »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Keizer K, Lindenberg S, Steg L, The spreading of disorder in Science, vol. 322, nº 5908, dicembre 2008, pp. 1681–5, DOI:10.1126/science.1161405, PMID 19023045., also summarized in Supermarket trolleys make us behave badly | Anjana Ahuja – Times Online in The Times (London), 22 gennaio 2009. URL consultato il 21 febbraio 2009.
  2. ^ LA TEORIA DELLE FINESTRE ROTTE in unitresorrentina.org. URL consultato il 14/10/2014.
  3. ^ K Keizer, S Lindenberg e L Steg, The Spreading of Disorder in Science, vol. 322, nº 5908, 2008, pp. 1681–5, DOI:10.1126/science.1161405, PMID 19023045. URL consultato il 28 novembre 2008.
  4. ^ Can the can – Nov 20th 2008 in The Economist, 20 novembre 2008. URL consultato il 24 novembre 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]