Amazon.com

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Amazon.com, Inc.
Logo
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Tipo Public company
Borse valori NASDAQ: AMZN
Fondazione 1994
Sede principale Stati Uniti Seattle (Washington, USA)
Filiali Amazon.com
A9.com
Alexa Internet
IMDb
Persone chiave
Settore Retail
Prodotti libri, cd, informatica (hardware, software), elettronica, Kindle, casalinghi.
Fatturato Green Arrow Up.svg 74,45 miliardi $[1] (2013)
Risultato operativo Green Arrow Up.svg 745 milioni $[1] (2013)
Utile netto Green Arrow Up.svg 274 milioni $[1] (2013)
Dipendenti 88.400[2] (2013)
Slogan …and you're done
Sito web amazon.it

Amazon.com, Inc. (NASDAQ: AMZN) è un'azienda di commercio elettronico statunitense con sede a Seattle, nello stato di Washington, Stati Uniti d'America. È stata tra le prime grandi imprese a vendere merci su Internet ed una delle aziende simbolo della bolla speculativa riguardante Internet alla fine degli anni novanta. Dopo che la bolla scoppiò Amazon affrontò un certo scetticismo nei confronti del suo modello di business ma il 2003 fu l'anno in cui raggiunse per la prima volta un guadagno su base annua. Amazon possiede anche Alexa Internet, A9.com, e Internet Movie Database (IMDb).

Fondata con il nome di Cadabra.com da Jeff Bezos nel 1994 e lanciata nel 1995, Amazon.com iniziò come libreria online, ma presto allargò la gamma dei prodotti venduti a DVD, CD musicali, software, videogiochi, prodotti elettronici, abbigliamento, mobilia, cibo, giocattoli e altro ancora. Amazon ha creato poi altri siti in Canada, Regno Unito, Germania, Austria, Francia, Italia, Spagna, Cina, Giappone e India e spedisce i suoi prodotti in tutto il mondo.

Amazon offre un servizio web di accesso al suo catalogo così come l'integrazione con rivenditori come Target e Marks & Spencer. A9.com offre il servizio di motore di ricerca direttamente sul sito Amazon.com.

Il modello di business[modifica | modifica sorgente]

L'azienda iniziò come libreria online, offrendo una scelta di titoli molto maggiore di qualsiasi grande negozio di libri o di ditta di vendita per corrispondenza. Bezos ribattezzò poi la sua azienda con il nome "Amazon" dal nome del Rio delle Amazzoni. L'azienda fu registrata nel 1994 nello stato USA di Washington, iniziò le attività nel luglio 1995 e nell'anno successivo cambiò stato, registrandosi questa volta in Delaware. Amazon.com entrò nel mercato azionario il 15 maggio 1997, sul NASDAQ con il simbolo AMZN con un prezzo iniziale di $18,00 per azione (equivalente a $1,50 dopo tre stock split alla fine degli anni novanta).

Il piano aziendale di Amazon era inusuale: la ditta non pensava di fare profitto per i primi 4-5 anni e col senno di poi, la strategia era stata ben scelta. Amazon crebbe alla fine degli anni novanta più lentamente di molte altre "Internet company". La lenta crescita fece lamentare molti azionisti, ma quando la bolla delle "Dot-com" scoppiò e molte aziende che operavano su Internet fallirono, Amazon resistette e raggiunse il primo periodo di profitto nel quarto trimestre del 2002: un magro risultato di 5 milioni di dollari, solo un centesimo di dollaro per azione, con rendite di più di un miliardo di dollari ma fu un importante evento simbolico. Da allora è sempre rimasta in attivo: profitti netti furono 35 milioni di dollari nel 2003, 588 milioni nel 2004 e 359 milioni nel 2005. I ricavi continuano a crescere grazie alla diversificazione dell'offerta e la presenza su un mercato internazionale: 3,9 miliardi di dollari nel 2002, 5,3 nel 2003, 6,9 nel 2004 e 8,5 nel 2005. Il 21 novembre 2005, Amazon è entrata nell'indice S&P 500, sostituendo la vecchia AT&T dopo la fusione di questa con SBC Communications.

Time Magazine proclamò Bezos Uomo dell'anno nel 1999, a riconoscimento del successo di Amazon nel rendere popolare il commercio elettronico.

Partnership e sedi[modifica | modifica sorgente]

I siti web di Borders.com, Borders.co.uk, Waldenbooks.com, Virginmega.com, CDNOW.com, e HMV.com automaticamente redirezionano i visitatori sul sito di Amazon. Fino al 30 giugno 2006, anche digitare ToysRUs.com in un browser avrebbe condotto ad Amazon.com's Toys & Games ma questa alleanza fu conclusa per una vertenza legale.

Amazon.com opera come sito rivenditore dei prodotti di Target, la NBA, Endless.com, Sears Canada e Bombay Company e supporta il servizio Shop@AOL di AOL.

Sede principale[modifica | modifica sorgente]

La sede di Amazon.com nel PacMed building (Beacon Hill, Seattle)
Sede principale di Amazon.com in Seattle

La sede principale dell'azienda si trova a Beacon Hill, nei pressi di Seattle, nello stato di Washington. Ha altri uffici nella zona metropolitana di Seattle, tra cui nell'International District, a Rainier Valley e al Columbia Center, nel centro di Seattle.

In Europa, Amazon ha sedi a Lussemburgo, Monaco di Baviera, Parigi, Dublino, Slough in Inghilterra, mentre in estremo oriente a Tokyo e Pechino.

Amazon possiede anche una versione canadese del sito in inglese e francese, ma non ha stabilimenti o altre strutture in Canada a causa delle restrizioni a cui sono soggette le aziende venditrici di libri possedute da gruppi esteri. Anche i server si trovano negli Stati Uniti e Amazon ha un accordo con le Poste Canadesi per le spedizioni e per l'uso delle strutture della Crown corporation a Mississauga (Ontario).[3] Nel 2002, l'associazione dei librai canadesi e la Indigo Books and Music denunciò l'accordo tra Amazon e le Poste Canadesi perché poteva costituire un tentativo di aggiramento delle leggi canadesi, ma nel 2004 la causa fu abbandonata.

Centri di sviluppo del software[modifica | modifica sorgente]

Amazon ha diversi centri di sviluppo del software, grandi e piccoli in tutto il mondo, tra cui Slough e Edimburgo nel Regno Unito, Dublino in Irlanda, Bangalore, Chennai e Hyderabad in India, Kennewick negli USA, Città del Capo, Iaşi in Romania, Pechino e Shibuya, a Tokyo.

Centri di smistamento e magazzini[modifica | modifica sorgente]

Nuove linee di prodotti e caratteristiche del sito[modifica | modifica sorgente]

Amazon si espanse velocemente offrendo nuove sezioni per nuove linee di prodotti: CD musicali, videocassette, DVD, software, elettronica, oggetti da cucina, ferramenta, articoli da giardinaggio, giocattoli, prodotti per neonati, abbigliamento, articoli sportivi, gastronomia, gioielli, orologi, articoli per l'igiene personale, cosmetici, strumenti musicali, forniture per uso industriale e scientifico.

Una caratteristica particolare del sito di Amazon è quella di rendere possibile ai clienti di recensire i prodotti sulla pagina, valutandoli su una scala da uno a cinque.

Secondo le informazioni nei forum di discussione di Amazon.com, il 40% delle vendite viene dagli affiliati, che loro chiamano "Associate". Un Associate è essenzialmente un venditore indipendente che riceve una commissione per indirizzare i clienti al sito di Amazon.com, attraverso dei link sui loro siti. Se attraverso uno di questi il cliente arriva poi a un acquisto, il "referente" riceve una commissione. Alla fine del 2003, Amazon aveva quasi un milione di Associates. Questi possono accedere al catalogo di Amazon direttamente dai loro siti usando il servizio XML "Amazon Web Services" (AWS). Amazon è stata la prima ad usare questo sistema di referenti. L'idea è stata poi copiata da molti altri siti di commercio elettronico.

Amazon comprò Internet Movie Database (IMDb) nell'aprile 1998, una mossa che allarmò molti vecchi utenti del database, che era stato fino ad allora un sito di pubblico dominio e nonprofit. In ogni caso IMDb ha continuato ad aumentare il numero di visitatori.

Amazon comprò PlanetAll (ditta di Cambridge, Massachusetts) nell'agosto 1998 pagando con 800.000 azioni di Amazon stock. PlanetAll gestiva un sito di rubrica/agenda/scadenzario web-based. Con la stessa acquisizione, Amazon ebbe anche Junglee.com, una startup specializzata in data-mining con XML per 1,6 milioni di azioni di Amazon. I due affari insieme furono valutati in circa 280 milioni di dollari del tempo. La maggior parte dei dipendenti delle due ditte fu assorbita da Amazon all'inizio del 1999. Essi continuarono a sviluppare servizi per la community di Amazon, come Amazon.com Auctions, Amazon.com Marketplace, Friends & Favorites e Purchase Circles.

Amazon.com lanciò Amazon.com Auctions, il suo servizio di aste on line nel marzo 1999 senza riuscire però a superare eBay. Amazon Auctions fu seguita dal lancio di un altro servizio di commercio elettronico chiamato zShops nel settembre 1999 e una collaborazione con Sotheby's chiamata sothebys.amazon.com in novembre in seguito fallita. Sebbene zShops non riuscì a resistere per quanto ci si aspettava, preparò il grande successo di Amazon Marketplace, lanciato nel 2001 che permetteva ai clienti di vendere libri, CD, DVD e altri prodotti sia nuovi che usati. Amazon Marketplace rivaleggia oggi con half.com di eBay.

Nel giugno 1999, Amazon comprò Alexa Internet, Accept.com ed Exchange.com con una serie di acquisti valutata in 645 milioni di dollari.

Nel 2002, Amazon divenne il rivenditore esclusivo del Segway Human Transporter, di cui Bezos fu fin dagli inizi grande sostenitore.

Nel settembre 2002, Amazon lanciò la Amazon Visa Card presto seguita dal servizio di autenticazione ed acquisto facilitato per i clienti Amazon. Lo stesso sistema fu poi imitato anche da Buy.com, Overstock.com, united.com, e aol.com.

Il 21 giugno 2003, Amazon coordinò quella che fu a quel tempo una delle maggiori vendite nella storia del commercio elettronico: 1,3 milioni di copie del romanzo Harry Potter e l'Ordine della Fenice.

Search Inside the Book è una caratteristica che rende possibile ai clienti cercare parole chiave all'interno di un libro del catalogo. All'inizio, nell'ottobre 2003, operava su 120.000 titoli (33 milioni di pagine di testo) ed ora su 250.000 libri. Amazon si è accordata con circa 130 case editrici per permettere agli utenti di fare queste ricerche. Per evitare violazioni di copyright, Amazon.com non mostra una copia in formato testo delle pagine ma un'immagine che non può essere stampata e inoltre limita il numero di pagine che possono essere viste dall'utente. Amazon sta pensando di rendere questa caratteristica disponibile non solo sul sito americano. A pagamento, è anche disponibile un servizio che permette di leggere alcuni libri on line attraverso il programma Amazon Upgrade.

Nel 2004, Amazon acquisì Joyo.com, un sito cinese di e-commerce. Nello stesso anno ha anche lanciato a9.com, gruppo specializzato in algoritmi di ricerca (come quello usato per il servizio Search Inside the Book) e altre tecnologie innovative per Internet, come "Find It on the Block" che permette non solo di conoscere il recapito di un'attività commerciale ma anche la sua foto e le informazioni su altri negozi ed attività nella stessa strada.

Sempre nel 2004 Amazon produsse (con Ridley Scott Associates) e pubblicò on line 5 cortometraggi, sponsorizzati con un'alleanza strategica con Chase. Sono intitolati: Portrait, Agent Orange, Do Geese See God, Tooth Fairy e Careful What You Wish For.

Nel 2005, Amazon acquisì BookSurge, un'azienda di print on demand.

Nel marzo 2005, Amazon annunciò il suo primo concorso di cortometraggi: Amazon Short Film Competition. In collaborazione con American Express, Tribeca Film Festival e Macromedia, più di 1000 corti entrarono in gara. Amazon costruì una pagina speciale per la visualizzazione on line dei filmati, visitata da milioni di clienti, che potevano anche votare il vincitore. Rachel's Challenge si classificò al primo posto. Dato il grande successo, fu annunciato un'altra edizione del concorso.

Nel luglio 2005, Amazon ha celebrato il suo decimo anno di attività trasmettendo on line un concerto presentato da Bill Maher, a cui hanno preso parte alcuni degli artisti più venduti sul sito, come Bob Dylan e Norah Jones.

Nel novembre 2005, Amazon aggiunse una funzionalità wiki al database dei prodotti, permettendo ad ogni cliente che abbia fatto almeno un acquisto di modificare la pagina di un prodotto.

Amazon Prime è un servizio che per 9.99 € all'anno permette di avere la spedizione in due-tre giorni gratuita e la notturna per 3.98€ su tutti i prodotti che lo permettono.

Annunciata alla fine del 2005, Amazon Connect è un'altra funzionalità che permette agli autori dei libri in vendita di inserire commenti nelle pagine relative alle loro pubblicazioni e sulla home page di quelli che hanno comprato i loro libri.

Nel gennaio 2006, Amazon stabilisce una collaborazione con SideStep, ditta di ricerche di offerte di viaggio on line, al fine di potenziare questo servizio nella propria sezione dedicata al turismo.

Nel marzo 2006, Amazon lancia un servizio di online storage, Amazon S3. Un numero illimitato di file, di dimensioni comprese tra 1 byte e 5 giga, possono essere memorizzate in S3 e distribuite via HTTP o BitTorrent. Il servizio costa 15 cent per gigabyte memorizzato al mese e 20 cent per gigabyte trasferito al mese.

Nel luglio 2006, viene lanciato il sito Amazon Grocery, per vendere cibo non velocemente deperibile e articoli casalinghi. Per essere competitivo con i negozi tradizionali, viene offerta la spedizione gratuita per gli acquisti sopra i 25 dollari.

Nel mese di agosto 2006, Amazon introduce EC2 ("Elastic Compute Cloud"), una site farm virtuale dove gli utenti possono usare l'infrastruttura di Amazon, ad alta stabilità, per "far girare" le proprie applicazioni, come ad esempio simulazioni e web hosting. Attualmente il servizio è in fase di beta testing.

Nel settembre 2006, Amazon lancia Amazon Unbox, un servizio di download di video che offre migliaia di filmati con spettacoli televisivi, telefilm, film e da più di 30 emittenti. Unbox non è compatibile con i computer Mac. I video scaricati possono essere trasferiti su DVD, che possono poi essere usati solo sul computer che ha scaricato il filmato e non su qualunque DVD player. Dopo circa due mesi di attività, Unbox è stato classificata seconda tra le Scariest Tech di Fortune del 2006.

Nel gennaio 2007 Amazon crea Amapedia, un database wiki sui prodotti più amati dai clienti.

Nel gennaio 2014 Amazon lancia la spedizione sera che permette di ordinare un pacco entro le 12 e riceverlo entro le 21 del giorno stesso (fonte: AmiciApple.it)

Nel 2001, Amazon fu uno dei primi siti di commercio elettronico ad accettare donazioni alla Croce Rossa a favore delle vittime degli attentati dell'11 settembre 2001. Per alcuni giorni la compagnia dedicò alla causa la sua intera home page.

Inoltre nel 2004, Amazon lanciò la funzionalità "Presidential Candidates" con cui i clienti potevano donare da 5 a 200 dollari alla campagna elettorale del loro candidato preferito per le presidenziali del 2004; fu usata la struttura dell'Amazon Honor System, che era nato nel 2001 perché i clienti potessero segnalare il proprio sito web preferito e comprare software on line; Amazon guadagnava il 2,9% del pagamento più di 30 centesimi. Il sistema non è mai stato disattivato ma è poco usato.

Per lo tsunami del 26 dicembre 2004, Amazon ha creato una raccolta fondi a favore della Croce Rossa americana usando l'Honor System. Al 31 gennaio 2005, più di 162.000 persone avevano effettuato donazioni per una somma complessiva di 13,1 milioni di dollari. Nella stessa settimana, Amazon creò un sistema simile per le Croci Rosse britannica, canadese, francese, tedesca e giapponese sui siti nazionali di Amazon.

Amazon ha riattivato questo sistema di donazioni alla Croce Rossa per l'emergenza dell'uragano Katrina nell'agosto 2005. All'otto settembre più di 98.000 pagamenti erano stati effettuati per un totale di 10,7 milioni di dollari.

Amazon Web Services[modifica | modifica sorgente]

Amazon Web Services è una piattaforma di cloud computing e servizi web offerti commercialmente su web a partire dal 2002.

Il guasto del 20 aprile 2011[modifica | modifica sorgente]

Il 20 aprile 2011 la piattaforma ha subìto un grave guasto[4] che ha reso inaccessibili i siti web che su di essa si basavano, tra i quali Reddit e Quora[5].

Controversie legali[modifica | modifica sorgente]

Nel 1999 la Amazon Bookstore Cooperative di Minneapolis citò in causa Amazon.com per l'uso del marchio: la cooperativa usava il nome "Amazon" dal 1970. Le due parti raggiunsero un accordo per poter condividere il nome. La compagnia ha anche subito un boicottaggio per l'utilizzo di alcuni brevetti relativi a procedure di pagamento elettronico.[6]

Scandali[modifica | modifica sorgente]

Amazon si è trovata più di una volta al centro di polemiche sia per la vendita di libri a favore della pedofilia[7], che di libri negazionisti riguardo alla Shoah[8].

Lo scandalo Orwelliano[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009 Amazon, tramite la tecnologia DRM[9], ha cancellato abusivamente dai dispositivi Kindle di migliaia di ignari[10] utenti due libri di George Orwell: La fattoria degli animali e 1984 (che paradossalmente narra di una distopia in cui il governo ha poteri di totale censura e la capacità di eliminare ogni traccia di informazioni sgradite) "risarcendo" parzialmente gli utenti fornendo un accredito sui rispettivi conti ammontante il costo di ogni libro cancellato.

Amazon in una lettera ha giustificato l'azione affermando che quei libri erano stati messi in distribuzione per errore in quanto non autorizzati dall'editore detenente i diritti.

Negli USA il copyright su quei libri scade nel 2044[11], mentre in molti altri paesi del mondo sono già di dominio pubblico da anni (e legalmente scaricabili gratis da Internet), aspetto che generò ulteriore sconforto nei mass media e su Internet nei confronti delle ingiustificate intrusioni informatiche. Secondo un articolo del Guardian comunque non è un dato certo che le cancellazioni abbiano colpito anche utenti al di fuori degli USA.[12]

In seguito alla conseguente protesta dei suoi consumatori[13] Amazon ha rilasciato una nota sostenendo che eviterà in futuro di cancellare file dai Kindle degli utenti senza averne autorizzazione per quanto concerne "situazioni simili" (non escludendo quindi il ricorso a cancellazioni in caso di tipologie diverse di motivi).[14]

Servizio clienti[modifica | modifica sorgente]

Amazon.com cerca di accorciare al massimo i tempi di attesa per le chiamate al servizio clienti (attivo 24 ore su 24 tutti i giorni) ed offre anche il servizio "Click to call", che permette ad Amazon.com di richiamare il cliente. Amazon.com offre anche ai clienti un servizio di e-mail per l'assistenza. Alcuni lamentano il fatto che il servizio clienti di Amazon britannica sia più scadente perché non ha una vera autorità sulla gestione dei problemi, essendo dipendente dal sito americano.

Condizione dei dipendenti[modifica | modifica sorgente]

Vi sono state proteste da parte dei dipendenti di Amazon sulle condizioni di lavoro, a cui la dirigenza della compagnia ha reagito.[15][16]

Nel dicembre del 2008 Amazon UK, che opera presso quattro grandi magazzini in Gran Bretagna, è fortemente criticato per le condizioni di lavoro imposte, in uno dei suoi magazzini, ai propri dipendenti nel corso delle festività di fine anno. Anche in Amazon France esistevano le stesse condizioni.

Nel febbraio 2013, i giornalisti Diana Löbl e Peter Onneken pubblicano un reportage che denuncia le degradanti condizioni di lavoro per i lavoratori temporanei stranieri presso la sede Amazon di Bad Hersfeld in Germania, sempre nel corso del periodo festivo di fine anno. Nel maggio del 2013, il giornalista Jean-Baptiste Malet pubblica con Fayard il lavoro "En Amazonie, une enquête sur Amazon France"[17][18][19].

Per scoprire i retroscena di Amazon, si fa assumere come intermediario presso il centro logistico di Montélimar, assegnato al turno notturno[20]. Il racconto, «edificante» secondo Le Nouvel Observateur, descrive le condizioni di lavoro dei numerosi lavoratori interinali di Amazon, i «nuovi proletari per i quali creiamo ogni giorno nuovi posti di lavoro, a colpi di clics»[21]. Jean-Baptiste Malet punta il dito contro il numero enorme di lavoratori precari, i ritmi sfiancanti, le pessime condizioni di lavoro mascherate da paternalismo reinventato. Estendendo la sua inchiesta alla Germania, torna ad affrontare la questione in un articolo per il Monde diplomatique pubblicato nel novembre 2013.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il primo libro venduto da Amazon fu Fluid Concepts & Creative Analogies: Computer Models of the Fundamental Mechanisms of Thought di Douglas Hofstadter. Era il 15 luglio 1995.[22]
  • Nelle sottosezioni del sito di Amazon.com ci sono URL che sono riferimenti al Rio delle Amazzoni e al Brasile:
    • obidos (il vecchio motore per il rendering di pagina) viene da Óbidos, il punto d'incontro di alcuni affluenti del Rio delle Amazzoni;
    • várzea è la parola portoghese usata per definire una foresta allagata dopo un grande temporale;
    • gp sta per Gurupa (il sistema di rendering di pagina che ha sostituito Obidos alla fine del 2006), una regione brasiliana vicino all'estuario del Rio delle Amazzoni.
  • Bezos cambiò il nome della società da "cadabra.com" a "amazon.com" perché il primo assomigliava troppo alla parola "cadaver". E in più un nome che iniziasse per "A" era meglio perché sarebbe comparso ai primi posti di ogni lista in ordine alfabetico.
  • Il vicepresidente di Amazon è un italiano, Diego Piacentini.
  • Alla fine del 2012 si parla di una possibile apertura di uno store "fisico" a Seattle[23], in controtendenza al modello di Business applicato fino ad ora.
  • Nel libro "Il Figlio di Nettuno", secondo libro uscito della serie letteraria "Eroi dell'Olimpo" di Rick Riordan, l'azienda è gestita dalle Amazzoni.

Amazon in Italia[modifica | modifica sorgente]

Il 18 novembre del 2010 è iniziata l'attività di Amazon in Italia. Il 1º febbraio 2011 Jeff Bezos, amministratore e fondatore di Amazon, ha annunciato che dall'apertura del sito in Italia vi sono stati 4 milioni di utenti unici e un volume di prodotti offerti di un milione. Nel 2011 Amazon ha aperto a Castel San Giovanni il suo primo centro di distribuzione in Italia[24]. La compagnia sta ampliando l'offerta di libri disponibili in lingua italiana e dal 2 dicembre 2011 ha lanciato ufficialmente il Kindle sul mercato italiano insieme al suo Kindle Store.[25]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Financial Statements for Amazon.com, Inc., Google Finance. URL consultato il 7 marzo 2014.
  2. ^ (EN) Amazon.com, Inc. (NASDAQ:AMZN), Google Finance. URL consultato il 7 marzo 2014.
  3. ^ (EN) Angela Mulholland, Amazon.ca debuts in Canada in CTV.ca, 25 giugno 2002. URL consultato il 19 dicembre 2006 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2007).
  4. ^ (EN) John Webster, Questions linger about Amazon outage, 29 aprile 2011. URL consultato il 7 marzo 2014.
  5. ^ (EN) Stephen Shankland, Amazon cloud outage derails Reddit, Quora, 21 aprile 2011. URL consultato il 7 marzo 2014.
  6. ^ (IT) (EN) (DE) (ES) (FR) (JA) (KO) (NL) (PL) (RU) Sabrina Pampaloni et al., Boycottate Amazon!, GNU.org, 17 gennaio 2014. URL consultato il 7 marzo 2014.
  7. ^ Giuseppe Fusco, Boicottiamo Amazon: vende libri per pedofili in AgoraVox, 12 novembre 2010. URL consultato il 7 marzo 2014.
  8. ^ Amazon accusata di negazionismo in Rainews24 (Berlino), 26 luglio 2009. URL consultato il 7 marzo 2014.
  9. ^ (EN) What is DRM?, Defective by Design. URL consultato il 7 marzo 2014.
  10. ^ (EN) Adam Frucci, Big Brother Amazon Remotely Deletes Purchased Copies of 1984 and Animal Farm From Thousands of Kindles, Gizmondo.com, 17 luglio 2009. URL consultato il 7 marzo 2014.
  11. ^ (EN) Brad Stone, Amazon Erases Orwell Books From Kindle, 17 luglio 2009. URL consultato il 7 marzo 2014.
  12. ^ (EN) Bobbie Johnson, Amazon Kindle users surprised by 'Big Brother' move in The Guardian (San Francisco), 17 luglio 2009. URL consultato il 7 marzo 2014.
  13. ^ (EN) Mysterious George Orwell refunds, Amazon.com, 16 luglio 2009-3 novembre 2012. URL consultato il 7 marzo 2014.
  14. ^ (EN) Bobbie Johnson, Amazon Kindle users surprised by 'Big Brother' move in The Guardian (San Francisco), 17 luglio 2009. URL consultato il 7 marzo 2014.
    «We are changing our systems so that in the future we will not remove books from customers devices in these circumstances.». Drew Herdener (Amazon.com)
  15. ^ (EN) Alorie Gilbert, Unions a casualty of dot-com shakeout in CNET News, 11 gennaio 2002. URL consultato il 7 marzo 2014 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2013).
  16. ^ (EN) Steven Greenhouse, Amazon Fights Union Activity in New York Times, 29 novembre 2000. URL consultato il 7 marzo 2014 (CorpWatch :  archiviato il ).
  17. ^ (FR) L’envers du décor d’Amazon Jean-Baptiste Malet invité du journal de 18h de Corinne Audouin in France Inter, 3 maggio 2013. URL consultato il 7 marzo 2014.
  18. ^ (FR) Marie Drucker, Dans les coulisses d’Amazon in Francetv info, 4 maggio 2013. URL consultato il 7 marzo 2014.
  19. ^ (FR) Jean Leymarie, Amazon : Jean-Baptiste Malet infiltré dans "le meilleur des mondes" in France Info, 7 maggio 2013. URL consultato il 7 marzo 2014.
  20. ^ (FR) Elena Fusco, Un infiltré chez Amazon in Les Inrockuptibles, 2 maggio 2013. URL consultato il 7 marzo 2014.
  21. ^ (FR) Dominique Nora, Infiltré chez Amazon in Le Nouvel Observateur, n° 2530, 2 maggio 2013.
  22. ^ (EN) History & Timeline, Amazon.com, ottobre 2013. URL consultato il 7 marzo 2014.
  23. ^ Giorgio Attorresi, Amazon pensa ad un store vero e proprio, zoomingin.net, 8 marzo 2012. URL consultato il 7 marzo 2014.
  24. ^ Amazon apre il primo centro di distribuzione in Italia. E assume in Il Sole 24 ORE, 27 ottobre 2011. URL consultato il 7 marzo 2014.
  25. ^ Kindle store parla italiano, 16 mila i titoli in ANSA, 2 dicembre 2011. URL consultato il 7 marzo 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Robert Spector. amazon.com--Get Big Fast: Inside the Revolutionary Business Model That Changed the World. Harper Collins Publishers, 2001. ISBN 0-06-662041-4
  • Mike Daisey. 21 Dog Years. Free Press, 2002. ISBN 0-7432-2580-5
  • Mara Friedman. Amazon.com for Dummies. John Wiley & Sons, 2004. ISBN 0-7645-5840-4
  • James Marcus Amazonia. Five Years at the Epicenter of the Dot. Com Juggernaut. W.W. Norton, 2004. ISBN 1-56584-870-5
  • Jean-Baptiste Malet. En Amazonie. Un infiltrato nel migliore dei mondi. Kogoi Edizioni, 2013. ISBN 978-88-98455-04-1

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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