Arma dei Carabinieri

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Arma dei Carabinieri
Stemma araldico dell'Arma dei Carabinieri (adottato dal 2002)
Descrizione generale
Attiva 13 luglio 1814 - oggi
Nazione Italia Italia
Alleanza Flag of NATO.svg NATO
Tipo forza militare di polizia a competenza generale e in servizio permanente di pubblica sicurezza (Gendarmeria)
Compiti Polizia militare
Polizia giudiziaria
Pubblica sicurezza
Polizia amministrativa
Dimensione 118.716 unità (anno 2011)
Comando generale Caserma Hazon
Viale Romania, 45, Roma
Soprannome La Benemerita
Patrono Virgo Fidelis
Motto Nei secoli fedele
Colori blu/nero e rosso
Marcia La Fedelissima
Anniversari 5 giugno
Decorazioni Decorazioni alla bandiera dell'Arma dei Carabinieri
Sito internet www.carabinieri.it
Parte di
Reparti dipendenti
Comandanti
Comandante Generale Gen C.A. Leonardo Gallitelli
Vice Comandante Generale Gen C.A. Tullio Del Sette
Capo di Stato Maggiore Gen D. Ilio Ciceri
Simboli
Fregio distintivo dei Carabinieri Fiamma dei carabinieri.svg
Insegna istituzionale, presente all'esterno delle caserme Insegna Istituzionale Carabinieri (Grafica).png
Forze speciali
Gruppo di Intervento Speciale.png
Gruppo di intervento speciale

fonte carabinieri.it

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L'Arma dei Carabinieri è una delle quattro forze armate italiane, con collocazione autonoma nell'ambito del Ministero della Difesa.

L'attuale comandante generale è il Generale di corpo d'armata Leonardo Gallitelli.

In caso di emergenza, per contattare il corpo, in Italia è necessario comporre su un qualsiasi telefono cellulare o telefono fisso il numero 112 (senza alcun costo).[1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia dell'Arma dei Carabinieri e Cronologia dell'Arma dei Carabinieri.

La fondazione[modifica | modifica sorgente]

La fondazione del corpo fu dapprima ideata a Cagliari nel giugno 1814 da Vittorio Emanuele I di Savoia, re di Sardegna, concretizzatasi il 13 luglio 1814, una volta rientrato a Torino, con la promulgazione delle Regie Patenti,[2] allo scopo di fornire al Regno un corpo di polizia simile a quello francese della Gendarmerie. Il loro primo generale fu Giuseppe Thaon di Revel, chiamato a ricoprire la più alta carica dei carabinieri il 13 agosto dello stesso anno della loro creazione. Il loro nome deriva dall'arma che ogni carabiniere aveva in dotazione: la carabina. I colori del pennacchio (lo scarlatto e il turchino) sono stati scelti il 25 giugno 1833 dal re Carlo Alberto, al quale successivamente i Carabinieri salvarono la vita durante la battaglia di Pastrengo. I compiti di polizia in quel periodo erano svolti dai Dragoni di Sardegna, corpo creato nel 1726 e composto da volontari, mentre parallelamente andava sviluppandosi il progetto di un apposito Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza. Dopo l'occupazione di Torino da parte dei soldati francesi, alla fine del XVIII secolo, quando questi lasciarono il campo alla famiglia Savoia, con la legge reale del 13 luglio 1814 ("Regie Patenti"), fu istituito il Corpo dei Reali Carabinieri, al quale vennero via via assegnate crescenti funzioni di polizia. Essi raccoglievano l'eredità dei Reali Cavalleggeri che, a loro volta discendendo dal corpo dei Cacciatori Reali (poi riuniti nel Corpo dei Moschettieri di Sardegna), avevano maturato ragioni d'onore nella lotta al brigantaggio in Sardegna. Da un punto di vista militare, si trattava di un corpo di fanteria leggera, e dunque più elitario rispetto a un corpo di fanteria di linea; il primo personale arruolato fu infatti selezionato nell'eccellenza dei reparti piemontesi e per molto tempo restò un corpo d'élite (si pensi, ad esempio, che tutti i Carabinieri dovevano saper leggere e scrivere, capacità al tempo davvero minoritarie). L'arma tipica era ovviamente la carabina, ancora utilizzata fino ad alcuni anni fa esclusivamente nelle cerimonie, e ultimamente sostituita anche in queste circostanze dal più moderno fucile d'assalto Beretta AR 70/90. I Carabinieri diventarono "Arma" l'8 maggio 1861, raggiungendo il rango delle suddivisioni principali del Regio Esercito, quali fanteria, artiglieria, cavalleria, anzi, poiché venne definito che i Carabinieri erano la prima Arma dell'Esercito, divennero "l'Arma" per antonomasia.[3]

Le guerre[modifica | modifica sorgente]

I Carabinieri hanno sempre combattuto in ogni conflitto nel quale l'Italia sia stata coinvolta, riportando molte perdite in termini di vite umane e componendo un imponente medagliere per atti eroici compiuti in ogni parte del mondo. I Carabinieri sono particolarmente orgogliosi della memoria del vice brigadiere Salvo D'Acquisto, che morì a Torre di Palidoro, vicino a Roma, durante la seconda guerra mondiale, precisamente il 23 settembre del 1943, ucciso dai tedeschi per rappresaglia dopo essersi autoaccusato per salvare 22 condannati a morte, benché innocente, per un presunto attentato avvenuto in quella località nel quale erano morti due militari germanici. La storia dei Carabinieri è coronata da molti altri simili comportamenti altruistici che le ha garantito nel tempo una grande popolarità presso la popolazione guadagnandosi l'appellativo di "Benemerita". C'è da dire anche che all'Arma dei Carabinieri fu richiesta, durante la Prima guerra mondiale in esecuzione di uno dei propri specifici compiti di istituto (Polizia Militare), la rigida applicazione delle norme del codice penale militare di guerra allora in vigore, ai combattenti che si rendevano responsabili di reati militari consumati "in zona di guerra e di fronte al nemico" (ad esempio codardia, diserzione e simili) e che, durante il Ventennio Fascista, ha fatto parte anch'essa dell'organizzazione di polizia dello Stato italiano ritrovandosi a dover applicare e a far rispettare le rigide leggi razziali emanate all'epoca. Va pur tuttavia comunque ricordato che in quei difficili momenti per tutto il nostro paese, circa 2.700 carabinieri subirono la deportazione a vario titolo per essersi rifiutati di soggiacere alle disposizioni delle forze militari nazifasciste (soprattutto dopo l'8 settembre 1943) e che, per esempio, anche dieci carabinieri furono vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine.

Battaglie[modifica | modifica sorgente]

Le principali battaglie cui presero parte i Carabinieri, prima delle guerre mondiali, sono:

Nella prima guerra mondiale i Carabinieri si distinsero nelle seguenti battaglie:

Per il contributo nel primo conflitto mondiale la bandiera dell'Arma fu insignita della prima medaglia d'oro al valor militare.

Durante la guerra d'Etiopia:

Nella seconda guerra mondiale i Carabinieri si distinsero nelle seguenti battaglie:

La gestione De Lorenzo e il presunto tentativo di golpe[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Piano Solo.

Nel 1962 il generale Giovanni De Lorenzo fu investito della carica di comandante generale dell'Arma, succedendo al generale De Francesco; il nuovo comandante sarebbe stato, nel bene o nel male, uno dei più conosciuti fra tutti i responsabili di questa istituzione e avrebbe contrassegnato con la sua impronta un periodo della storia dell'Arma e di quella italiana per il presunto tentativo di golpe denominato piano Solo, con cui - nelle presunte intenzioni dei golpisti - l'Arma dei Carabinieri avrebbe dovuto instaurare un regime militare in Italia nel 1964 (con l'arresto e la deportazione nel poligono militare di Capo Marrargiu, in Sardegna, di 731 persone ritenute «pericolose per l' ordine pubblico»)[4].

Elevamento a forza armata autonoma[modifica | modifica sorgente]

Fino all'anno 2000 l'arma era parte integrante dell'Esercito Italiano con il rango di Arma (definita «prima arma dell'Esercito»); attraverso l'art. 1 della legge delega 31 marzo 2000, n. 78[5] i carabinieri vengono elevati a rango forza armata autonoma nell'ambito del Ministero della Difesa.

Questo permette anche all'Arma dei Carabinieri di avere come comandante generale un ufficiale generale proveniente dai propri ranghi. Il primo comandante generale, proveniente dalle sue stesse fila, è stato nel 2004 il generale di corpo d'armata Luciano Gottardo. In precedenza il comandante generale dell'Arma era tratto da ufficiali generali in possesso di peculiari caratteristiche provenienti dall'Esercito.

Nonostante il nuovo rango, secondo i principi stabiliti dalla legge 18 febbraio 1997, n. 25 sui vertici militari, ancora in vigore, non è concesso a un ufficiale generale dei Carabinieri di ricoprire la carica di capo di stato maggiore della Difesa che può essere assunta solo da un ufficiale generale (con determinato grado) dell'Esercito, della Marina o dell'Aeronautica.[6]

Compiti istituzionali[modifica | modifica sorgente]

È una forza militare di polizia (gendarmeria) in servizio permanente di pubblica sicurezza. Per via della sua doppia natura di forza militare e forza di polizia le sono devoluti compiti militari in cui concorre alla difesa del territorio italiano, garantisce la sicurezza delle rappresentanze diplomatiche italiane all'estero, partecipa alle operazioni militari in Italia e all'estero sulla base della pianificazione d'impiego stabilita dal capo di stato maggiore della Difesa, esercita le funzioni di polizia militare nonché, ai sensi dei codici penali militari, di polizia giudiziaria militare alle dipendenze della giustizia militare. Nell'ambito dei poteri di polizia esercita le funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza alle dipendenze funzionali del ministro dell'Interno.[7][8]

Con il decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 297[7], è stata elevata a "rango di forza armata, nell'ambito del Ministero della Difesa, con dipendenza del comandante generale dal capo di stato maggiore della Difesa.

In ragione della sua peculiare connotazione di forza di polizia a ordinamento militare e competenza generale, le sono affidati i seguenti compiti[9]:

  • militari:
  1. concorso alla difesa della Patria e alla salvaguardia delle libere istituzioni e del bene della collettività nazionale nei casi di pubblica calamità;
  2. partecipazione alle operazioni militari in Italia e all'estero sulla base della pianificazione d'impiego delle forze armate stabilita dal capo di stato maggiore della Difesa;
  3. partecipazione a operazioni di polizia militare all'estero e, sulla base di accordi e mandati internazionali, concorso alla ricostituzione dei corpi di polizia locali nelle aree di presenza delle Forze Armate in missioni di supporto alla pace;
  4. esercizio esclusivo delle funzioni di polizia militare e sicurezza per l'Esercito, per la Marina Militare e per l'Aeronautica Militare, nonché, ai sensi del codice penale militare di guerra e di pace, esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria militare alle dipendenze degli organi della giustizia militare;
  5. sicurezza delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane ivi compresa quella degli uffici degli addetti militari all'estero;
  6. assistenza ai comandi e alle unità militari impegnati in attività istituzionali nel territorio nazionale, concorso al servizio di mobilitazione.
  • di polizia (artt. 159 e 161 del D. Lgs. n. 66/2010):
  1. esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria e di sicurezza pubblica
  2. mantenimento dell'ordine pubblico e della sicurezza;
  3. quale struttura operativa nazionale di protezione civile, assicurazione della continuità del servizio di istituto nelle aree colpite dalle pubbliche calamità, concorrendo a prestare soccorso alle popolazioni interessate agli eventi calamitosi.

Militaria[modifica | modifica sorgente]

Uniformi[modifica | modifica sorgente]

Un Carabiniere in uniforme di servizio
Berretto utilizzato dal grado di Carabiniere fino ad Appuntato scelto.
Carabinieri in uniforme da ordine pubblico a Firenze
Carabinieri (al centro con la sciabola) e Lancieri dell'8º Reggimento "Lancieri di Montebello" dell'Esercito Italiano (ai lati con le lance)
Due carabinieri a cavallo

L'uniforme ordinaria è di colore nero sia nella versione invernale sia estiva (esse si differenziano solo per la qualità del tessuto): si compone di una giacca a un petto con quattro bottoni argentati indossata sopra a camicia bianca con cravatta nera. Gli ufficiali hanno alamari a foglie d'acanto composti da palma, branca e nappo sui baveri (il restante organico ha gli alamari tradizionali dell'Arma in metallo fissati con clips o in filo d'argento). Gli ufficiali non portano la banda rossa verticale sul lato dei pantaloni (la banda rossa sul lato dei pantaloni è portata fino al grado di maresciallo capo).

Il colore adottato dall'uniforme è variato sul nero solo verso la fine degli anni novanta. Sino a settembre 1987, il colore dell'uniforme estiva era il cachi (familiarmente noto come "coloniale") e prevedeva la cravatta, anch'essa cachi. La cravatta fu abolita nell'Uniforme Ordinaria Estiva dall'estate 1984 consentendo la camicia aperta al primo bottone. Per un breve periodo, dal 1990 sino al 1998-1999, l'uniforme estiva è stata di colore blu turchino (il modello blu e quello nero hanno convissuto per qualche tempo, nell'attesa che fosse completata l'acquisizione delle uniformi nere che costituiscono la dotazione vigente).

L'uniforme di servizio estiva si compone di una camicia di colore turchino e pantaloni neri; anch'essa sino alla fine degli anni ottanta era di color cachi. Tra il 1990 e 1999, per le ragioni prima ricordate, i calzoni furono blu turchino.

I marescialli, con l'eccezione dei luogotenenti, e i brigadieri capo nei servizi armati indossano il Sam Browne chiamato anche cinturone con spallaccio (ove viene appesa una fondina chiusa in cuoio per la pistola), mentre il restante personale indossa la tradizionale bandoliera e porta la pistola in una specifica fondina da fianco. Gli ufficiali e i marescialli (non in servizio armato) portano l'arma d'ordinanza sotto la falda della giacca.

Sin dalla fondazione del Corpo, i carabinieri portano sul bavero della giubba gli alamari anziché l'ordinaria mostrina di tutti gli altri militari italiani (con l'unica altra eccezione per i Granatieri di Sardegna): si tratta di una delle differenze che nel tempo questa uniforme ha sempre avuto rispetto alle altre (fra le prime, il colore celeste del colletto e dei paramani, la fodera rossa della giubba, i bottoni in argento bombati).

Il copricapo (il berretto) è rigido con fregio dell'Arma (metallico per appuntati, carabinieri e Allievi, ricamato in tessuto argentato per i brigadieri, dorato per i marescialli e gli ufficiali mentre per i generali il fregio è l'aquila dello stato maggiore con monogramma RI al centro, argento per i generali di brigata, oro per i rimanenti generali). Gli ufficiali comandanti di reparto portano il fregio ricamato in oro bordato di rosso. Ogni berretto è nero e riporta un soggolo fermato da due bottoni bombati, il soggolo è nero per carabinieri, appuntati, brigadieri e Allievi; per i brigadieri capo il soggolo è anch'esso nero ma con l'aggiunta di un galloncino argento screziato di nero. Il soggolo diventa argentato screziato di nero al centro dal grado di maresciallo a quello di maresciallo capo con il numero di galloncini che aumenta con l'aumentare del grado. Per i Marescialli Aiutanti Sostituti ufficiali di P.S. il soggolo è argento bordato di rosso con tre galloncini argento screziati di nero; per il grado apicale dei Sottufficiali, ovvero il Luogotenente, il soggolo è argento bordato di rosso con quattro galloncini anch'essi argento bordati di rosso. Per gli ufficiali inferiori il soggolo e i galloncini sono interamente in argento senza screziature, per gli ufficiali superiori il soggolo diventa in doppio cordoncino intrecciato sempre argentato con galloncini argentati. Per gli ufficiali generali infine il soggolo diventa una treccia argentata con galloncini argentati. Per i generali con incarichi speciali (Vice-comandante e comandante generale dell'Arma, che portano stellette bordate in rosso sulla spalline) i galloncini sono argentati bordati in rosso.

Il fregio dei Carabinieri è una granata sormontata da una fiamma con tredici punte[10], piegata dal vento con monogramma R.I., anch'essa un segno di vicinanza con i Granatieri (che hanno uguale granata ma con la fiamma ritta).

La grande uniforme speciale (GUS) è costituita dal tradizionale copricapo dell'Arma dei Carabinieri, una marsina (con code) con spalline metalliche con frange, cordelline ed eventuali decorazioni, sciarpa blu e sciabola per gli Ufficiali, solo sciabola (o fucile da assalto AR 70/90) per il rimanente personale, bandoliera con giberna, pantaloni con bande; pantalone corto con doppia banda e stivali per i reparti ippomontati, camicia bianca con colletto diritto inamidato, guanti in filo bianco, stivaletti neri (con fascette metalliche di sperone per i soli ufficiali) e, se necessario, mantello di panno nero.

Il copricapo della grande uniforme speciale, detto "lucerna", si distingue per il notissimo pennacchio rosso e blu (gli ufficiali indossano invece la feluca detto anche "cento piume" rosso-blu). I militari appartenenti alla Banda musicale dell'Arma dei Carabinieri e alle fanfare dei battaglioni indossano, invece, un pennacchio bianco e rosso.

L'uniforme operativa (o da ordine pubblico) è di colore blu: si compone di basco, giubba e pantaloni, fazzoletto da collo blu con profilatura rossa, guanti in pelle nera, stivaletti anfibi neri operativi. Per i seguenti reparti operativi è previsto un completo mimetico:

  • Cacciatori di Calabria e Sardegna, riconoscibili dal basco rosso (versione vecchia a policroma)
  • 1o Reggimento Carabinieri Paracadutisti "Tuscania" riconoscibili dal basco amaranto derivato dai "cugini" della Folgore (versione combat woodland)

Le uniformi femminili si distinguono da quelle maschili per le abbottonature, la foggia delle giacche, la gonna (solo all'interno degli uffici) e per il berretto di particolare foggia.

Personale[modifica | modifica sorgente]

Reclutamento[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Centro nazionale di selezione e reclutamento e Servizio militare di leva in Italia.

Prima del 2004 il reclutamento del personale avveniva tramite concorso pubblico (aperto sia al personale civile sia ai militari del corpo) oppure interno (aperto solo ai militari del corpo). Il servizio di leva in Italia poteva essere svolto direttamente nell'arma partecipando al concorso per allievo carabiniere ausiliario, quest'ultimo riservato ai cittadini di sesso maschile chiamati al servizio di militare.[11]

Dopo l'emanazione della legge 23 agosto 2004 n. 226 (la cosiddetta legge Martino) il reclutamento degli allievi carabinieri, fino al 2020, avviene ugualmente tramite concorso riservato ai soggetti già appartenenti ai ranghi delle forze armate italiane su base volontaria (VFP1 e VFP4). Per il ruolo ispettori e per gli ufficiali il reclutamento avviene anche fra i civili.
Per i nati entro il 1985 (incluso), è inoltre necessario essere in regola con gli obblighi di leva (il che presuppone aver svolto il servizio militare obbligatorio). Il Decreto del Ministero della Difesa 22 aprile 1999 n. 188[12] prevede dei limiti di età particolari per l'arruolamento nell'Arma dei Carabinieri.[13]

La disciplina è oggi contenuta nel d.lgs 15 marzo 2010 n. 66 ("Codice dell'ordinamento militare"), che prevede anche riserva in posti nei casi tassativamente indicati dalla legge.[14]

Le prove concorsuali oggi sono tenute nel Centro Nazionale Selezione e Reclutamento sito nella Caserma Salvo D'Acquisto, a Roma.[15]

Ruoli e gradi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gradi e qualifiche dell'Arma dei Carabinieri e Distintivi di grado italiani.

I gradi dell'Arma si dividono in 4 categorie, definite ruoli:

  • Ufficiali (che a loro volta si suddividono in ufficiali inferiori, superiori e generali).
  • Ispettori[16] (per i quali si utilizza la denominazione di maresciallo, con affissi diversi a seconda del grado: maresciallo, maresciallo ordinario, maresciallo capo, maresciallo aiutante s.U.P.S., maresciallo aiutante s.U.P.S. Luogotenente).
  • Sovrintendenti[16] (vicebrigadiere, brigadiere e brigadiere capo nella carriera apicale).
  • Appuntati e carabinieri[17] (carabiniere, carabiniere scelto, appuntato, appuntato scelto).

Dati[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gradi e qualifiche dell'Arma dei Carabinieri#Dotazione organica massima dei ruoli.

Nel 2011 l'Arma dei Carabinieri contava una forza organica di 114.778 uomini così ripartiti:

Sono da aggiungere 2896 militari in forza extra-organica ripartiti nei vari ruoli[19] e 1042 allievi[20] per un totale di 118.716 carabinieri.

Durante l'audizione del 2013 del Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Generale Leonardo Gallitelli, da parte delle commissioni difesa della Camera e del Senato, è stato affermato che, a fronte di circa 118 mila unita' previste, l'Arma conta solamente 105.472 effettivi, ne mancano 12 mila: 4 mila appuntati e carabinieri, 6 mila brigadieri, 2 mila marescialli e 200 ufficiali.

Sul deficit hanno influenzato i blocchi del turn over. Nel 2012 è stato possibile arruolare e sostituire solo il 20% del personale andato in pensione. fonte[21][22]

Dotazione[modifica | modifica sorgente]

Armamento[modifica | modifica sorgente]

L'armamento in dotazione solitamente viene suddiviso in armamento ordinario (in dotazione a tutto il personale) e armamento speciale (in dotazione solo ad alcuni reparti e in determinate circostanze).

L'armamento ordinario è composto da:[23]

L'armamento speciale comprende:[23]

Automezzi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Servizio aereo carabinieri.
Battello in servizio a Venezia
Elicottero AB-412
  • Furgoni:
  • Veicoli da combattimento:
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Servizio navale dell'Arma dei carabinieri.

Targhe automobilistiche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Targhe automobilistiche italiane#Targhe militari.

Fino al 2000 le targhe utilizzate erano le stesse utilizzate dall'Esercito Italiano, poiché l'Arma era parte integrante dell'Esercito. La targa quindi era così:

 EI AA 000 

Nel 2000 l'Arma ottenne una targa propria, in quanto l'Arma diventò forza armata autonoma. La targa è simile a quella utilizzata in precedenza, ma la sigla EI fu sostituita dalla sigla CC, la quale sta per Carabinieri[32].

 CC AA 000 

Organizzazione e specialità[modifica | modifica sorgente]

Secondo il generale Gallitelli, nel 2013, a fronte di circa 118 mila unita' previste, contiamo 105.472 effettivi, ne mancano 12 mila: 4 mila appuntati e carabinieri, 6 mila brigadieri, 2 mila marescialli e 200 ufficiali. Sul deficit hanno influenzato i blocchi del turn over. Nel 2012 abbiamo potuto arruolare e sostituire solo il 20% del personale andato in pensione. fonte http://www.coisp.it/detail.asp?iNews=18149&iType=8

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista dei reparti dell'Arma dei Carabinieri e Organigramma dell'Arma dei Carabinieri.

L'Arma dei Carabinieri è divisa in tre grandi parti: l'organizzazione territoriale, i reparti mobili e specializzati, le scuole addestrative e di formazione. In aggiunta sono presenti dei reparti autonomi con compiti particolari.[33]

I distintivi mostrati per guida mezzi veloci e moto non sono ammessi nell'Arma dei Carabinieri.[non chiaro]

Forze speciali[modifica | modifica sorgente]

L'arma dei Carabinieri ha istituito nel 1978 dei reparti speciali con sede a Livorno, in particolare per antiterrorismo. Si tratta del corpo d'élite, il Gruppo di intervento speciale (GIS), unità antiterrorismo e per operazioni speciali nell'ambito delle Forze speciali italiane che seleziona il personale dal 1º Reggimento carabinieri paracadutisti "Tuscania", unità militare per compiti di Polizia Militare e Missioni Estere nata nel 1975 (reggimento dal 1996).

Altro reparto impiegato in missioni all'estero è l'Unità Specializzata Multinazionale (MSU), con compiti di polizia civile e militare. Entrambi sono inquadrati nella Seconda Brigata Mobile Carabinieri, assieme al 7º Reggimento Carabinieri "Trentino-Alto Adige" con sede in Laives (BZ) e al 13º Reggimento Carabinieri "Friuli Venezia Giulia" con sede in Gorizia.

Due altre unità sono degne di nota e dedicate alle operazioni speciali dell'Arma Territoriale lo Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori "Calabria" e lo Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori "Sardegna", due compagnie dislocate rispettivamente a Vibo Valentia e ad Abbasanta vicino Oristano create per vigilare sul territorio e contrastare i sequestri di persona.

Servizio Sanitario[modifica | modifica sorgente]

Conseguentemente all'elevazione a rango di Forza Armata l'Arma dei Carabinieri ha provveduto tempestivamente alla riorganizzazione del proprio Servizio Sanitario. La formazione del personale operante nelle Infermerie della "Benemerita" si forma presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Firenze per il ramo delle professioni sanitarie (fisioterapisti, infermieri e tecnici di radiologia) mentre il personale del ruolo medico accede attualmente per concorso pubblico a specifici corsi per Ruolo Tecnico-Logistico (RTL).

Servizio Amministrativo[modifica | modifica sorgente]

Il Servizio nasce dall'esigenza di gestire in maniera autonoma l'aspetto amministrativo proprio dell'Arma. Conseguentemente all'elevazione a rango di Forza Armata è stata necessaria la creazione di un Centro Nazionale Amministrativo trattenendo nelle proprie fila gli ufficiali del Corpo Amministrativo dell'Esercito presenti all'atto della trasformazione in Forza Armata.

Specialità[modifica | modifica sorgente]

Con il decreto del Ministro dell'Interno datato 28 aprile 2006, pubblicato in G.U. 193 del 20 agosto 2006 avente titolo "Riassetto dei comparti di specialità delle Forze di polizia"[34] sono state individuate le specialità dell'Arma dei Carabinieri e, più in generale, delle Forze di polizia italiane. Sono pertanto settori di competenza dell'Arma:

L'Arma porta inoltre un significativo concorso nei servizi di polizia stradale sulla viabilità ordinaria oltre che nel servizio di frontiera lungo i confini terrestri.

Comandanti generali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cronotassi dei comandanti e vice comandanti generali dell'Arma dei Carabinieri.

Provenienti dall'Esercito[modifica | modifica sorgente]

  1. Giuseppe Thaon di Revel di Sant'Andrea,
    Gen. d'A.: 3 agosto 1814 - 23 dicembre 1814;
  2. Giorgio Des Geneys,
    Luog. Gen.: 24 dicembre 1814 - 13 gennaio 1815;
  3. Carlo Lodi di Capriglio,
    Col.: 14 gennaio 1815 - 15 ottobre 1816;
  4. Giovanni Battista D'Oncieu de La Bàtie,
    Col.: 1 novembre 1816 - 19 marzo 1819;
  5. Alessandro Di Saluzzo di Menusiglio,
    Col.: 23 marzo 1819 - 27 novembre 1820;
  6. Giovanni Maria Cavasanti,
    Col.: 2 dicembre 1820 - 31 ottobre 1822;
  7. Giovanni Battista D'Oncieu de La Bàtie,
    Magg. Gen.: 1 novembre 1822 - 11 dicembre 1830;
  8. Giovanni Maria Cavasanti,
    Magg. Gen.: 12 dicembre 1830 - 11 gennaio 1831;
  9. Luigi Maria Richieri di Montichieri,
    Col. e Magg. Gen.: 12 gennaio 1831 - 2 luglio 1835;
  10. Michele Taffini D'Acceglio,
    Magg. Gen.: 16 luglio 1835 - 11 dicembre 1847;
  11. Fabrizio Lazari,
    Magg. Gen.: 1º gennaio 1848 - 13 ottobre 1848;
  12. Federico Costanzo Lovera di Maria,
    Magg. Gen.: 14 ottobre 1848 - 1 luglio 1867;
  13. Antonio Massidda,
    Luog. Gen.: 11 agosto 1867 - 16 luglio 1869;
  14. Luigi Incisa Beccaria di S. Stefano,
    Luog. Gen.: 17 luglio 1869 - 17 maggio 1877;
  15. Ignazio De Genova di Pattinengo,
    Luog. Gen.: 18 maggio 1877 - 3 novembre 1877;
  16. Leonardo Roissard de Bellet,
    Magg. Gen. e Ten. Gen.: 5 ottobre 1878 - 16 aprile 1891;
  17. Luigi Taffini D'Acceglio,
    Ten. Gen.: 17 aprile 1891 - 15 settembre 1896;
  18. Francesco Carenzi,
    Ten. Gen.: 16 settembre 1896 - 22 giugno 1897;
  19. Bruto Bruti,
    Ten. Gen.: 16 luglio 1897 - 15 febbraio 1900;
  20. Felice Sismondo,
    Ten. Gen.: 16 febbraio 1900 - 15 aprile 1904;
  21. Federigo Pizzuti,
    Ten. Gen.: 16 aprile 1904 - 24 luglio 1905;
  22. Giuseppe Bellati,
    Ten. Gen.: 5 agosto 1905 - 15 febbraio 1908;
  23. Paolo Spingardi,
    Ten. Gen.: 16 febbraio 1908 - 30 aprile 1909;
  24. Giuseppe Del Rosso,
    Ten. Gen.: 1 agosto 1909 - 13 settembre 1914;
  25. Gaetano Zoppi,
    Ten. Gen.: 14 settembre 1914 - 3 gennaio 1918;
  26. Luigi Cauvin,
    Ten. Gen.: 4 gennaio 1918 - 24 agosto 1919;
  27. Carlo Petitti di Roreto,
    Ten. Gen.: 25 agosto 1919 - 29 ottobre 1921;
  28. Giacomo Ponzio,
    Gen. C.A.: 23 novembre 1921 - 4 gennaio 1925;
  1. Enrico Asinari di San Marzano,
    Gen. C.A.: 5 gennaio 1925 - 27 novembre 1935;
  2. Riccardo Moizo,
    Gen. C.A.: 30 novembre 1935 - 24 agosto 1940;
  3. Remo Gambelli,
    Gen. C.A.: 27 agosto 1940 - 22 febbraio 1943;
  4. Azolino Hazon,
    Gen. C.A.: 23 febbraio 1943 - 19 luglio 1943;
  5. Angelo Cerica,
    Gen. C.A.: 23 luglio 1943 - 11 settembre 1943;
  6. Giuseppe Pieche,
    Gen. D.: 19 novembre 1943 - 20 luglio 1944;
  7. Taddeo Orlando,
    Gen. C.A.: 21 luglio 1944 - 6 marzo 1945;
  8. Brunetto Brunetti,
    Gen. D.: 7 marzo 1945 - 5 aprile 1947;
  9. Fedele De Giorgis,
    Gen. C.A.: 16 maggio 1947 - 24 maggio 1950;
  10. Alberto Mannerini,
    Gen. C.A.: 25 maggio 1950 - 4 maggio 1954;
  11. Luigi Morosini,
    Gen. C.A.: 5 maggio 1954 - 14 ottobre 1958;
  12. Luigi Lombardi,
    Gen. C.A.: 15 ottobre 1958 - 28 febbraio 1961;
  13. Renato De Francesco,
    Gen. C.A.: 1 marzo 1961 - 14 ottobre 1962;
  14. Giovanni De Lorenzo,
    Gen. C.A.: 15 ottobre 1962 - 31 gennaio 1966;
  15. Carlo Ciglieri,
    Gen. C.A.: 1 febbraio 1966 - 25 febbraio 1968;
  16. Luigi Fiorlenza,
    Gen. C.A.: 26 febbraio 1968 - 2 gennaio 1971;
  17. Corrado San Giorgio,
    Gen. C.A.: 3 gennaio 1971 - 7 febbraio 1973;
  18. Enrico Mino,
    Gen. C.A.: 8 febbraio 1973 - 31 ottobre 1977;
  19. Pietro Corsini,
    Gen. C.A.: 5 novembre 1977 - 31 gennaio 1980;
  20. Umberto Cappuzzo,
    Gen. C.A.: 1 febbraio 1980 - 13 settembre 1981;
  21. Lorenzo Valditara,
    Gen. C.A.: 14 settembre 1981 - 19 gennaio 1984;
  22. Riccardo Bisogniero,
    Gen. C.A.: 20 gennaio 1984 - 7 gennaio 1986;
  23. Roberto Jucci,
    Gen. C.A.: 8 gennaio 1986 - 20 aprile 1989;
  24. Antonio Viesti,
    Gen. C.A.: 21 aprile 1989 - 8 marzo 1993;
  25. Luigi Federici,
    Gen. C.A.: 9 marzo 1993 - 20 febbraio 1997;
  26. Sergio Siracusa,
    Gen. C.A.: 21 febbraio 1997 - 17 aprile 2002
  27. Guido Bellini,
    Gen. C.A. (18 aprile 2002 - 5 maggio 2004)

Provenienti dall'Arma[modifica | modifica sorgente]

  1. Luciano Gottardo,
    Gen. C.A. (6 maggio 2004 - 5 luglio 2006)
  2. Gianfrancesco Siazzu,
    Gen. C.A. (6 luglio 2006 - 22 luglio 2009)
  3. Leonardo Gallitelli,
    Gen. C.A. (23 luglio 2009 - in carica)[35]

Simboli[modifica | modifica sorgente]

L'Arma dei Carabinieri è rappresentata da:

Lo stemma araldico[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma araldico attualmente in uso venne concesso, e in parte modificato, il 21 maggio 2002 con l'elevazione dei Carabinieri a rango di forza armata.

È uno scudo italiano di forma mistilinea rosso inquartato da una croce diminuita d'argento con al capo sfondo azzurro. Il rosso a significare l'ardire e il coraggio e il sacrificio; l'azzurro simboleggia il valore, la fedeltà e la patria, nonché il colore simbolo di Casa Savoia. Nel I e IV quadrante inquartato una mano destra recisa d'argento impugnante un serpente verde, con la testa e la coda rivolta a destra, allumato e linguato di nero. Il serpente simboleggia la cautela e il buon governo. Nel II e III quadrante inquartato invece una granata d'oro infiammata. La granata è anche l'unico simbolo presente sulle divise (sul cappello e sul braccio) ed è da sempre simbolo di ordini militari moderni; infatti venne applicata per la prima volta come simbolo dai nobili Brugioni che avevano, ottenendo per questo il titolo, comandato l'artiglieria nella vittoria di Alfonso I d'Este contro le truppe papali. Al capo è presente un leone illeopardito, passante, d'oro, allumato, linguato di rosso, armato d'oro e sostenuto dalla linea di partizione. Il leone indica la determinazione del buon governo. Sullo sfondo del leone il tronco di rovere d'argento con i rami doppiamente decussati con otto ghiande color oro. Il rovere significa glorie militari, decorazioni conseguite, antichità, costante rinverdimento, merito riconosciuto e animo forte e spirito guerriero. Sotto lo scudo su lista svolazzante color azzurro scuro il motto, creato dal capitano Cenisio Fusi, a caratteri maiuscolo in lettere lapidarie romane colore oro spento: "NEI SECOLI FEDELE". L'intero scudo è timbrato da una corona color oro. La corona è turrita merlata alla guelfa, murata di nero, formata da cerchio rosso interno, con due cordoni di muro sostenenti otto torri di cui cinque visibili.[36]

La bandiera di guerra[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Decorazioni alla bandiera dell'Arma dei Carabinieri.

Nell'ufficio del generale comandante della "Legione Allievi Carabinieri" è custodita la Bandiera di Guerra dell'Arma dei Carabinieri e sono esposti tutti i brevetti delle onorificenze e decorazioni concesse al più importante vessillo dell'Arma stessa.

La Bandiera di Guerra dell'Arma dei Carabinieri fu consegnata, nel corso di una storica cerimonia alla presenza delle più alte cariche dello Stato, il 14 marzo del 1894[37], dal Re Umberto I all'allora Comandante della Legione, Colonnello Eugenio Romando Scotti. E da allora il vessillo continua a essere custodito nell'ufficio del Comandante della Legione[38].

La marcia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi La Fedelissima.
Allievi marescialli del 1º anno di corso alla parata del 2 giugno 2006 a Roma

La marcia di ordinanza dell'Arma dei Carabinieri è intitolata La fedelissima e fu composta nel 1929 dal direttore della banda dell'Arma, il maestro Luigi Cirenei.[39]

L'esecuzione avviene generalmente in occasione della Festa dell'Arma dei Carabinieri, del concerto in onore del santo patrono (la Virgo Fidelis, il 21 novembre), della parata militare del 2 giugno (Festa della Repubblica), e dei giuramenti. L'esecuzione avviene anche quando ufficiali generali dell'Arma passano in rassegna reparti schierati. Così come tutte le marce d'ordinanza (e l'inno nazionale) anche La Fedelissima è spesso il brano conclusivo dei concerti della Banda Musicale del Corpo.

Prima della sua adozione il Corpo veniva rappresentato da un'altra marcia d'ordinanza scritta dal maestro Luigi Cajoli che fu il direttore della disciolta Banda della Legione Allievi Carabinieri.

Il motto[modifica | modifica sorgente]

Il motto dell'Arma dei Carabinieri è «NEI SECOLI FEDELE».[40]

Venne creato nel 1914, per il primo centenario dell'Arma, e concesso come motto araldico ai carabinieri da Vittorio Emanuele III il 10 novembre 1933, in applicazione della legge 24 marzo 1932 n. 293, che riguarda i motti araldici per l'Esercito Italiano.

Contrariamente a quanto si crede, non fu Gabriele d'Annunzio a coniarlo, ma il capitano Cenisio Fusi.

Il motto andò a sostituire il precedente, "Usi obbedir tacendo e tacendo morir" (versi tratti dal poema La Rassegna di Novara di Costantino Nigra), sebbene si dovette attendere ben oltre dopo la seconda guerra mondiale perché il nuovo riscuotesse sufficiente diffusione[senza fonte].

La Festa[modifica | modifica sorgente]

La data del 5 giugno è stata assunta come festa dell'Arma dei Carabinieri, in celebrazione del 5 giugno 1920, data in cui la Bandiera dell'Arma fu insignita della prima Medaglia d'oro al Valor Militare per la partecipazione dei Carabinieri alla Prima guerra mondiale. La motivazione che ha accompagnato la medaglia è la seguente: "Rinnovellò le sue più fiere tradizioni con innumerevoli prove di tenace attaccamento al dovere e di fulgido eroismo, dando validissimo contributo alla radiosa vittoria delle armi d'Italia".

La festa viene celebrata a Roma con il carosello storico, rievocazione delle battaglie più importanti a cui l'Arma ha partecipato.[41]

La patrona: Virgo Fidelis[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Virgo Fidelis.

La patrona dell'Arma dei Carabinieri è la Virgo Fidelis, appellativo cattolico di Maria, madre di Gesù, scelta quale patrona dell'Arma dei Carabinieri l'11 novembre 1949, data della promulgazione di un apposito Breve apostolico da parte di papa Pio XII.[42]

La ricorrenza della Patrona è stata fissata dallo stesso papa Pio XII per il 21 novembre, giorno in cui cade la Presentazione della Beata Vergine Maria e la ricorrenza della battaglia di Culqualber.

La preghiera[modifica | modifica sorgente]

La preghiera del carabiniere viene recitata nelle cerimonie militari solenni che riguardano l'Arma o i suoi appartenenti. Fu scritta dallo stesso arcivescovo, Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, che nel 1949, come ordinario militare, sollecitò la scelta della Virgo Fidelis come patrona.[43]

L'inno[modifica | modifica sorgente]

L'inno alla Virgo Fidelis fu composto dal Professor Mario Scotti per quanto è relativo al testo, mentre la musica ed il relativo spartito sono del Maestro Domenico Fantini.[44]

Sport nell'Arma[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Centro Sportivo Carabinieri.

L'Arma dei Carabinieri promuove tra i militari l'attività sportiva a ogni livello, il mantenimento dell'efficienza fisica e partecipa alle principali competizioni italiane e internazionali con i propri atleti.[45]

Influenza nella società[modifica | modifica sorgente]

I carabinieri arrestano Pinocchio - Illustrazione di Carlo Chiostri

Per tradizione i Carabinieri costituiscono storicamente un importante modello comportamentale all'interno della cultura italiana e godono di un grande rispetto e affetto largamente diffusi tra la popolazione[8]. Ne è prova l'annuale Rapporto Italia dell'Eurispes che vede l'Arma come l'istituzione più amata dagli italiani[46]. Negli ultimi decenni, i Carabinieri sono coinvolti come protagonisti di numerose barzellette, mentre un secolo fa, la prima apparizione in un romanzo dei carabinieri nel Pinocchio di Carlo Collodi aveva rappresentato uno scandalo[senza fonte] (essendo la prima opera letteraria "leggera" in cui venissero rappresentati).

Da allora molte sono state le opere cinematografiche e le serie televisive, per ultime le fiction, in cui i Carabinieri sono presenti o protagonisti: I due marescialli, I racconti del Maresciallo, I due carabinieri, La tenda nera, Il Maresciallo Rocca, Carabinieri, R.I.S. - Delitti imperfetti, Don Matteo, Angeli e demoni sono solo alcuni dei titoli che sono stati realizzati negli ultimi anni.

Tra i vari nomignoli con cui i Carabinieri sono apostrofati, ricorderemo quelli del Linguaggio CB: i Neri (ovvio riferimento all'uniforme ordinaria) e i Charlie Charlie (doppia C nell'Alfabeto fonetico NATO).

Una curiosità: sino a qualche anno fa, il liquore Galliano veniva posto in commercio con una caratteristica bottiglia a forma di carabiniere in alta uniforme, con feluca e pennacchio posto quale tappo di chiusura.

Pubblicistica[modifica | modifica sorgente]

Negli anni l'Arma dei Carabinieri ha pubblicato libri, cartoline, francobolli, schede telefoniche, monete e cofanetti musicali[47]. Sono periodici dell'ente:

L'Arma dei Carabinieri vanta anche un celebre calendario storico illustrato.[50]

Nel 2010 l'Arma ha pubblicato su iTunes una propria applicazione per iOS, iCarabinieri, con cui è possibile localizzare le stazioni più vicine alla propria posizione GPS, avere informazioni sugli indirizzi e i numeri telefonici, trovare l'itinerario più breve per una stazione selezionata. L'applicazione si avvale delle mappe di Google Maps.[51] Nel 2012 è seguita la versione per Android, iCarabinieri.

Denominazione nelle lingue minoritarie d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Nelle regioni italiane che beneficiano di un regime di bilinguismo, la denominazione Carabinieri è stata resa:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Carabinieri.it 112. URL consultato il 1 maggio 2012.
  2. ^ Ecco tutto quello che dicevano le Regie Patenti dal sito ufficiale dell'Arma dei Carabinieri
  3. ^ Carabinieri.it Storia: Da Cavour a Garibaldi - Paragrafo "ARMA PER ANTONOMASIA". URL consultato il 1 maggio 2012.
  4. ^ Archivio Storico Corriere - Piano «Solo», fu vero golpe? De Lorenzo divide ancora
  5. ^ Delega al Governo in materia di riordino dell'Arma dei Carabinieri, del Corpo forestale dello Stato, del Corpo della Guardia di finanza e della Polizia di Stato. URL consultato il 29-09-2009.
  6. ^ Il capo di stato maggiore della Difesa - Configurazione della carica in difesa.it. URL consultato il 29-09-2009.
  7. ^ a b Camera.it Decreto Legislativo 5 ottobre 2000, n. 297. URL consultato il 1 maggio 2012.
  8. ^ a b Storiain.net I Carabinieri: nei secoli fedeli in www.storiain.net/.
  9. ^ Carabinieri.it I Reparti - Compiti istituzionali (artt. 89, 90, 91, 156 e 157 del D. Lgs. n. 66/2010. URL consultato il 2 maggio 2012.
  10. ^ lo stemma araldico precedente all'attuale, riportava però una fiamma a dodici punte (vedi Stemma araldico CC)
  11. ^ Carabinieri.it Reclutamento Ufficiali (a seguire gli altri gradi). URL consultato il 9 maggio 2012.
  12. ^ Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 144 del 22 giugno 1999 Serie Generale
  13. ^ [1]
  14. ^ Vedasi ad esempio artt. 702 e 703 d.lgs 15 marzo 2010 n. 66
  15. ^ Bando di concorso del 2° IST (Sottufficiali ruolo ispettori). URL consultato il 9 maggio 2012.
  16. ^ a b La denominazione "sottufficiali" non esiste più ed è stata sostituita dagli attuali Ispettori e Sovrintendenti, che però rappresentano due categorie ben distinte.
  17. ^ La denominazione "graduati di truppa" è stata sostituita dalla denominazione "appartenenti al ruolo appuntati e carabinieri".
  18. ^ Decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, articolo 800, in materia di "Codice dell'ordinamento militare."
  19. ^ Decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, articoli 826, 827, 828 e 829, in materia di Codice dell'ordinamento militare
  20. ^ difesa.it - Nota Aggiuntiva allo stato di previsione per la Difesa per l'anno 2011.
  21. ^ Coisp.it Rassegna Stampa - CARABINIERI: GALLITELLI, MANCANO RISORSE PER AUTO E CASERME PERSONALE SOTTO DI 12 MILA UNITA'
  22. ^ SenatoItaliano YouTube - Audizione del Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri - Video integrale
  23. ^ a b Carabinieri.it Armamento. URL consultato il 2 maggio 2012.
  24. ^ Carabinieri.it Armamento di reparto motovedetta classe S500. URL consultato l'11 maggio 2012.
  25. ^ Carabinieri.it Armamento di reparto motovedetta classe 600. URL consultato l'11 maggio 2012.
  26. ^ a b Carabinieri.it I Mezzi - Dal cavallo alla "gazzella".. URL consultato il 2 maggio 2012.
  27. ^ Articolo recente che indica il tipo esatto- (-P) spesso aggiunto informalmente per la versione dedicata alle forze dell'ordine. URL consultato il 28-03-2009.
  28. ^ Carabinieri.it I mezzi: l'Arma decolla. URL consultato il 2 maggio 2012.
  29. ^ Carabinieri.it Servizio Aereo. URL consultato il 2 maggio 2012.
  30. ^ Carabinieri.it I mezzi: l'Arma naviga. URL consultato il 2 maggio 2012.
  31. ^ Carabinieri.it Battello "STHINGER". URL consultato il 2 maggio 2012.
  32. ^ La doppia "C" indica il plurale del termine (come la sigla VVF per i Vigili del Fuoco), e non "Corpo Carabinieri" come, a volte, è erroneamente riportato
  33. ^ Carabinieri.it I Reparti. URL consultato il 2 maggio 2012.
  34. ^ Ministro dell'Interno - decreto 28 aprile 2006.
  35. ^ Carabinieri.it Elenco dei Comandanti Generali dal 1814 a oggi.
  36. ^ UNUCI.org Stemma araldico CC
  37. ^ Regio Decreto del 25 febbraio 1894
  38. ^ Va precisato che ordinativamente la Legione Allievi di oggi -erede della X Brigata Scuole e della Brigata Appuntati e Carabinieri - è di rango superiore alla Legione Allievi che nel 1894 ricevette in custodia la Bandiera dell'Arma. Infatti nel 1894 la Legione allievi era l'equivalente della Scuola allievi di Roma prima della costituzione dell'odierna Legione allievi (cfr. sezione Cenni storici)
  39. ^ Carabinieri.it Carabinieri Aviatori (2^ frase). URL consultato il 9 maggio 2012.
  40. ^ Carabinieri.it Stemma araldico del 1935. URL consultato il 9 maggio 2012.
  41. ^ Carabinieri.it Carosello. URL consultato il 1 maggio 2012.
  42. ^ Carabinieri.it La Patrona. URL consultato il 9 maggio 2012.
  43. ^ Carabinieri.it Testo della preghiera
  44. ^ Carabinieri.it Inno alla Virgo Fidelis
  45. ^ Carabinieri.it Centro Sportivo CC. URL consultato il 7 luglio 2012.
  46. ^ Eurispes.it - Rapporto Italia 2012.
  47. ^ carabinieri.it Pubblicazioni.
  48. ^ carabinieri.it Arte In Ostaggio - Bollettino Delle Opere D'Arte Trafugate.
  49. ^ carabinieri.it Attività operativa.
  50. ^ Carabinieri.it Calendario Storico.
  51. ^ Carabinieri.it Applicazione iCarabinieri.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Atti normativi[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]