Esercitazione militare

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« L'ordine dell'architettura, che libera al sommo figure di danza, impone al suolo le sue regole e la sua geometria ad uomini disciplinati. Le colonne del potere. "Bene, — diceva un giorno il granduca Michele, davanti al quale erano state fatte eseguire delle manovre alle truppe, — solamente, respirano." »
(Michel Foucault[1])
La USS Kitty Hawk (CV-63)[2] dà l'avvio all'esercitazione Valiant Shield, la più grande esercitazione della United States Navy dopo la guerra del Vietnam.
Soldati tedeschi nel corso dell'esercitazione Joint Resolve 26[3] in Bosnia.

Un' esercitazione militare (detta anche war game, "gioco di guerra", nella prassi Stati Uniti), è l'impiego di risorse militari in preparazione per attività operativa, sia esplorando gli effetti di tecniche di combattimento, sia provando strategie senza praticare effettivo combattimento. Le esercitazioni del XX secolo sono state spesso identificate con un nome in codice univoco, proprio come le operazioni militari.

Tipi di esercitazione[modifica | modifica sorgente]

Esercitazioni campali

Il tipo più canonico di esercitazione è quella campale, la sperimentazione in scala reale di manovre militari come addestramento pratico per la guerra. Nel Commonwealth, i nomi storici delle esercitazioni comprendono gli "schemi". Nelle esercitazioni sul campo è prassi chiamare le due parti contendenti come "blu" e "rossa", per evitare di nominare un (potenziale) nemico specifico.[4]

Simulazioni

Altri tipi di esercitazione annoverano la TEWT (Tactical Exercise Without Troops),[5][6] conosciuta pure come esercitazione al "tavolo della sabbia", "sulla mappa" o "sul drappo". Questo tipo di esercitazione (negli anni recenti assistita da simulazione al computer) consente ai comandanti di manovrare modelli nell'ambito di scenari probabili dal punto di vista della pianificazione militare. L'attività in parola è detta anche "simulazione di guerra" (warfare simulation) o anche campo di battaglia virtuale (virtual battlefield),[7] qualche tempo fa pure con la denominazione di wargames. Oggi invece si preferisce riservare quest'ultima parola ai giochi di strategia come passatempo, sia su un tavolo di gioco con pedine fisiche a rappresentare le unità "combattenti", sia praticati con miniature, o in qualche forma di videogioco. Fra gli esempi di moderni wargames militari ricorderemo DARWARS,[8] un serious game sviluppato dal 2003 dall'agenzia americana DARPA con BBN Technologies,[9] un defense contractor[10][11] che si era occupato anche della commutazione di pacchetto — usata per ARPANET — e che sviluppò il primo modem nel 1963.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'uso moderno delle esercitazioni trae origine e causa dall'esigenza militare di studiare la guerra e di "rimettere in scena" le battaglie del passato per scopi didattici. Durante il periodo della Kabinettskriege,[12][13] Federico II di Prussia, che regnò dal 1740 al 1786, "mise insieme i suoi eserciti come un meccanismo ben oliato i cui componenti erano guerrieri simili a robot. Ai soldati di Federico non era concessa alcuna iniziativa individuale; il loro esclusivo ruolo era cooperare alla creazione di muri di proiettili attraverso una potenza di fuoco sincronizzata."[14] Tale dottrina, ovviamente, tendeva ad ottenere un esercito più efficiente, e siffatta prassi agevolò una visione della guerra da una prospettiva top down. Truppe disciplinate avrebbero reagito prevedibilmente, permettendo alla tattica di concentrarsi sui problemi in termini di manovra e comando.[15]

La sbalorditiva vittoria prussiana sul Secondo impero francese nella guerra franco-prussiana (1870-71) è talora in parte considerata una favorevole conseguenza della pratica (da parte degli ufficiali prussiani) del gioco denominato Kriegspiel, inventato intorno al 1811 e diffusosi ampiamente tra gli ufficiali del Kaiser. Questi primi wargames erano giocati con i dadi, rappresentanti la "frizione", ovvero il manifestarsi di circostanze non propriamente ideali (tra cui il cosiddetto "morale", la meteorologia, la "nebbia di guerra",[16] e così via).

Camp Lejeune[17] (North Carolina), 13 maggio 1996. Un reparto Gurkha inglese si prepara a fare irruzione in un immobile nel corso di un'esercitazione contro i marines, che svolgono il ruolo di OPFOR.

I militari del XXI secolo usano ancora i wargames per simulare le guerre future e modellare la loro reazione. Secondo Manuel de Landa,[18] dopo la seconda guerra mondiale la funzione Command, Control, Communications, Computers[19] è stata trasferita dalla gerarchia militare alla RAND Corporation, il primo think tank. John von Neumann fu un dipendente della RAND Corporation, e la sua teoria dei giochi fu usata nelle simulazioni per "modellizzare" la dissuasione nucleare durante la Guerra fredda. Pertanto, la strategia nucleare[20] fu definita con simulazioni in cui Sam rappresentava gli USA e Ivan l'Unione Sovietica. La prima forma di teoria dei giochi comprendeva solo il caso di gioco a somma zero, il che significa che quando un giocatore vinceva, l'altro automaticamente aveva perso. Il dilemma del prigioniero — che ipotizza la situazione di due prigionieri a ciascuno dei quali è data la scelta di tradire o non tradire il suo compagno — prospetta tre possibili esiti del "gioco":

  • Nessun prigioniero tradisce, ed entrambi subiscono la stessa condanna lieve;
  • Un prigioniero tradisce, e viene rilasciato, mentre l'altro (tradito) subisce una condanna gravosa;
  • Ciascun prigioniero tradisce l'altro, e tutti patiscono una medesima condanna "media".

La prima soluzione sarebbe quella obiettivamente preferibile nel complesso, ma nessuno dei due prigionieri può essere certo che l'altro non tradisca (in tal caso, lucrando il rilascio, a fronte di una severa punizione a carico del tradito). Ne consegue che il tradimento è da considerarsi la mossa più razionale perché minimizza le perdite (fa sì che la possibile perdita si riduca al valore ponderatamente minimo). Questo modello teorico fornì il fondamento della dottrina nucleare della ritorsione su larga scala. La fallacia dei giochi a somma zero[21] e i giochi cooperativi furono teorizzati solo in seguito, mentre parallelamente l'evoluzione della tecnologia nucleare[22] e missilistica rese obsoleta la dottrina della ritorsione su larga scala.[23]

Ne scaturì un affinamento graduale delle simulazioni di cui parliamo, anche se a parere di De Landa la materia soffre ancora di un pregiudizio sistemico tale da avvantaggiare il conflitto rispetto al comportamento cooperativo. I dadi, che erano un modo razionale di rappresentare il caos, presso i prussiani furono sostituiti dalle tavole di tiro per l'artiglieria, e poi dalla valutazione della letalità di ciascun arma, e così via.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sorvegliare e punire, pag.206
  2. ^ Official website
  3. ^ Körting lehnt Bundeswehr im Innern ab… « “Die Dreckschleuder”
  4. ^ In Italia, il politicamente corretto arrivava al punto di chiamare "Partito arancione" (invece che "rosso") la squadra che rappresentava i nemici delle forze armate nazionali, soprattutto negli anni in cui la minaccia sembrava potesse pervenire esclusivamente dal confine con l'Ex Jugoslavia.
  5. ^ Esercitazione tattica senza truppe
  6. ^ Tactical Exercise Without Troops
  7. ^ Marines take on virtual battlefield to sustain real-world combat ...
  8. ^ Official DARWARS Site
  9. ^ BBN Technologies
  10. ^ The British Library - finding information on the defence industry
  11. ^ Defense News
  12. ^ Die Kabinettskriege
  13. ^ In lingua tedesca: "guerra di gabinetto" (nel senso di cancelleria)
  14. ^ Manuel de Landa, War in the Age of Intelligent Machines, p.127, Swerve Editions, New York, 1991
  15. ^ Understanding Command and Control
  16. ^ The Fog of War and Friction in Current Conflicts: Fundamental Aspects of the Management of Modern Conflicts- article by LCdr (Brazilian Navy) Caninas, Osvaldo P.
  17. ^ Camp Lejune official website
  18. ^ Manuel DeLanda Annotated Bibliography with links to articles
  19. ^ C4ISTAR ACHIEVING INFORMATION SUPERIORITY
  20. ^ Bibliografia in punto:
    • Baylis, John, and John Garnett. Makers of Nuclear Strategy. London: Pinter, 1991. ISBN 1-85567-025-9.
    • Brodie, Bernard. The Absolute Weapon. Freeport, N.Y.: Books for Libraries Press, 1946.
    • Brodie, Bernard. Strategy in the Missile Age. Princeton: Princeton University Press, 1959.
    • Dunn, Lewis A. Deterrence Today - Roles, Challenges, and Responses Paris: IFRI Proliferation Papers n° 19, 2007.
    • Freedman, Lawrence. The Evolution of Nuclear Strategy. 2nd ed. New York: St. Martin's Press, 1989. ISBN 0-333-97239-2 .
    • Kahn, Herman. On Thermonuclear War. 2nd ed. Princeton, N.J.: Princeton University Press, 1961.
    • Kaplan, Fred M. The Wizards of Armageddon. New York: Simon and Schuster, 1983. ISBN 0-671-42444-0.
    • Kissinger, Henry A. Nuclear Weapons and Foreign Policy. New York: Harper, 1957.
    • Rai Chowdhuri, Satyabrata. Nuclear Politics: Towards A Safer World, Ilford: New Dawn Press, 2004.
    • Rosenberg, David. "The Origins of Overkill: Nuclear Weapons and American Strategy, 1945-1960." International Security 7, 4 (Spring, 1983): 3-71.
    • Schelling, Thomas C. The Strategy of Conflict. Cambridge: Harvard University Press, 1960.
    • Schelling, Thomas C. Arms and Influence. New Haven: Yale University Press, 1966.
    • Smoke, Richard. National Security and the Nuclear Dilemma. 3rd ed. New York: McGraw-Hill, 1993. ISBN 0-07-059352-3.
    • Wohlstetter, Albert. "The Delicate Balance of Terror." Foreign Affairs 37, 211 (1958): 211-233.
  21. ^ Collegamenti esterni in punto:
  22. ^ Nuclear Technology
  23. ^ Anche sull'uso militare delle simulazioni, si veda Manuel de Landa, War in the Age of Intelligent Machines, Pubblicato da Zone Books, 1991, ISBN 0942299760, 9780942299762

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • The first drills, or Elementary principles of military exercise: adapted to the modern system of tactics, By John Hollinshead, Printed by James J. Wilson, 1811
  • The Military exercise of the Independent Company of Cadets, Independent Company of Cadets, Printed by Russell and Gardner, 1818
  • Encyclopedia of U.S. Foreign Relations: 4 Volume Set, Di Bruce W. Jentleson, Thomas G. Paterson, Nicholas X. Rizopoulos, Council on Foreign Relations, Collaboratore Bruce W. Jentleson, Pubblicato da Oxford University Press, 1997, Annotazioni sull'elemento: vol. 1, ISBN 0195110552, 9780195110555
  • The Military Exercise: A Bibliography of Periodical Articles, Di Lester L Miller, Morris Swett Library, Okla. Field Artillery School (Fort Sill), 1985

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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