Michel Foucault

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Paul Michel Foucault (Poitiers, 15 ottobre 1926Parigi, 25 giugno 1984) è stato un sociologo, filosofo, psicologo e storico francese.

Filosofo, archeologo dei saperi, saggista letterario, professore al Collège de France, tra i grandi pensatori del XX secolo Foucault fu l'unico che realizzò il progetto storico-genealogico propugnato da Friedrich Nietzsche allorché segnalava che, nonostante ogni storicismo, continuasse a mancare una storia della follia, del crimine e del sesso.

I lavori di Foucault si concentrano su un argomento simile a quello della burocrazia e della connessa razionalizzazione trattato da Max Weber. Egli studiò lo sviluppo delle prigioni, degli ospedali, delle scuole e di altre grandi organizzazioni sociali. Sua è la teorizzazione che vide il modello del Panopticon, ideato da Jeremy Bentham come paradigma della società moderna.

Importanti sono anche gli studi di Foucault sulla sessualità, che egli crede non sia sempre esistita così come la conosciamo oggi e così come soprattutto ne discutiamo. In particolare negli ultimi due secoli la sfera del sesso è stata oggetto di una volontà di sapere, di una pratica confessionale che prosegue in maniera blanda ma comunque diffusa la volontà di potere e di sapere istituita con la modernità dalle istituzioni prima religiose e poi secolari.

Altro tema ampiamente trattato dal filosofo francese è quello della cura di sé, un principio filosofico rintracciabile nel periodo ellenistico greco e nell'età tardo imperiale romana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

1926-1953: La famiglia e la formazione[modifica | modifica sorgente]

Paul-Michel Foucault nasce il 15 ottobre del 1926 a Poitiers, in Francia. Era il secondo di tre figli di una famiglia della media borghesia francese. Suo padre era chirurgo, proprio come i suoi nonni. Sua madre, Anne Malapert in Foucault, giocò un ruolo attivo nell’educazione del piccolo Michel.
Dopo aver frequentato una scuola cattolica alle primarie, studia la filosofia presso Louis Girard[1] e entra nel prestigioso Lycée Henri-IV di Parigi. Nel 1946 Foucault viene ammesso all’École Normale Supérieure classificandosi tra i primi quattro. Qui studia presso la cattedra degli eminenti studiosi Maurice Merleau-Ponty e Louis Althusser.
Nel 1948 riceve il diploma di laurea in filosofia, nel 1950 quello in psicologia.
In gioventù Foucault tenta più volte di suicidarsi, abusa di alcolici, e per un breve periodo va in analisi. La propria omosessualità è vissuta in maniera complessa. Negli anni cinquanta egli studia i testi di Nietzsche e di Heidegger.
Nel 1950 aderisce al Partito Comunista Francese, che lascia due anni dopo. Nel 1952 è psicologo al servizio psichiatrico del professor Jean Delay a l’hopital Sainte-Anne a Parigi.

1954-1962: La libera docenza, l’incontro con Daniel Defert e l’esperienza tunisina[modifica | modifica sorgente]

Dal 1954 al 1958 Foucault insegna francese nelle università di Uppsala (Svezia, dove ha una relazione con il compositore Jean Barraqué), Varsavia e Amburgo. Nel 1955 diventa direttore dell'Istituto francese di Uppsala. Nel 1961 presenta Storia della follia nell'età classica come tesi principale diretta da Georges Canguilhem e l'Introduzione all'«Antropologia» di Kant sotto la direzione di Jean Hyppolite. Nel 1960 Foucault incontra Daniel Defert, uno studente di filosofia, che diventerà il suo compagno per venticinque anni. L’attivismo politico di Defert avrà una grande influenza sul filosofo francese. In un’intervista del 1981 Foucault dirà: «Ho vissuto per 18 anni in uno stato di passione verso qualcun altro. In certi momenti, questa passione ha preso la forma dell’amore. Ma in verità, è tutta una questione di passione tra noi due»[2]. Quando Defert è costretto a trasferirsi in Tunisia per gli obblighi di leva, Foucault rinuncia ad una prestigiosa posizione in un’università giapponese e si trasferisce a Tunisi. Qui si espone spesso nella difesa di alcuni studenti, procurando loro avvocati dalla Francia. Dal 1966 al 1968 la Tunisia è agitata da numerosi scontri di piazza in seguito alla Guerra dei sei giorni tra i paesi arabi e lo stato di Israele.

1963-1971: Dalla Nascita della clinica all’Archeologia del sapere[modifica | modifica sorgente]

Nel 1963 viene pubblicato Nascita della clinica: un’archeologia dello sguardo medico (Naissance de la clinique. Une archéologie du regard médical). Nel 1965 inizia un viaggio per alcune lezioni in Brasile, dove incontra alcuni oppositori alla giunta militare (con i quali terrà un legame costante)[senza fonte]. Nel 1966 Foucault cura insieme a Gilles Deleuze l’opera omnia di Nietzsche in Francia. Sempre nel 1966 esce Le parole e le cose (Les Mots et les Choses ) che diventa un best-seller. Ritorna in Francia durante gli sconvolgimenti del 1968 e appoggia il movimento studentesco. Gli viene chiesto di dirigere il dipartimento di filosofia della neonata università sperimentale di Vincennes, nata proprio sulla spinta del movimento studentesco del ’68. Esce nel 1969 L’archeologia del sapere (L’Archéologie du savoir). Insieme a Daniel Defert nel febbraio del 1971, Foucault partecipa alla creazione del Gruppo di Informazione sulle prigioni (Groupe d’Information sur les Prisons), indagando più da vicino la condizione del carcere e fornendo ai reclusi un mezzo di comunicazione verso l’esterno ed un’occasione per elaborare pubblicamente la condizione della carcerazione.

1970: I corsi al Collège de France[modifica | modifica sorgente]

Il 12 aprile 1970 viene eletto professore al Collège de France alla cattedra di Storia dei Sistemi di Pensiero. In questa posizione, presso la più prestigiosa istituzione accademica francese, Foucault è ormai considerato un filosofo di capitale importanza nel panorama internazionale. Qui terrà i suoi corsi fino all’anno della sua morte e si dedicherà soprattutto alla ricerca.
Tutti i professori del Collège de France hanno l’obbligo di impartire 26 ore di insegnamento all'anno (che possono essere svolte in forma di seminari di 13 ore al massimo). I docenti devono presentare ogni anno una ricerca originale, e ciò li costringe a rinnovare ogni volta il contenuto del loro insegnamento. La partecipazione ai corsi e ai seminari è del tutto libera; non richiede né iscrizione né titoli di studio. Ma nemmeno gli insegnanti ne rilasciano alcuno. Nel vocabolario del Collège de France si dice che i professori non hanno studenti ma solo degli uditori. Nei corsi Foucault lavora sia con i materiali teorici che porteranno alla creazione di Sorvegliare e punire, sia con quel concetto di biopotere (a cominciare dal corso del 1976, Bisogna difendere la società (Il faut défendre la société) che sarà il lascito più scottante per la teoria critica a venire.

1975-1984: Sorvegliare e punire e La volontà di sapere[modifica | modifica sorgente]

Nel 1975, Foucault pubblica Sorvegliare e punire. Nascita della prigione (Surveiller et punir. Naissance de la prison), il suo lavoro più noto e influente, che avrà ripercussioni in un numero svariato di campi disciplinari. Nello stesso anno sperimenta l'LSD nel Parco Nazionale della Death Valley, un'esperienza che definirà "la migliore della mia vita".[3] Nel 1976 esce il primo capitolo sulla “Storia della sessualità”, La volontà di sapere (La volonté de savoir). Nel 1978 racconta sulle pagine del Corriere della Sera la rivoluzione iraniana. Il filosofo francese mantiene un atteggiamento non distaccato dagli eventi, simpatizza per gli studenti, sottolinea la potenza popolare di una ribellione “a mani basse”, forte di una “spiritualità politica” sconosciuta nel mondo occidentale. Alla fine della sua corrispondenza egli paventa come la costellazione islamica potesse diventare «una gigantesca polveriera, formata da centinaia di milioni di uomini». Aggiunge inoltre Foucault che «Da ieri ogni stato musulmano può essere rivoluzionario dall’interno, a partire dalle sue tradizioni secolari»[4]. Nel 1984 Foucault pubblica gli altri due volumi sulla Storia della sessualità: L’uso dei piaceri (L'usage des plaisirs ) e La cura di sé (Le souci de soi). A proposito dell'attenzione posta sulla questione sessuale all’interno del pensiero occidentale Foucault dirà: «Dobbiamo capire che con i nostri desideri, attraverso i nostri desideri, si creano nuove forme di relazione, nuove forme d’amore, nuove forme di creazione. Il sesso non è una fatalità; è possibilità di una vita creativa»[5].

Foucault muore a Parigi a causa di una malattia legata all’AIDS, il 25 giugno 1984.

Opere[modifica | modifica sorgente]

La sua produzione può essere divisa generalmente in due periodi: il primo relativo alle teorie raccolte nelle opere Storia della follia nell'età classica, Nascita della clinica, Le parole e le cose e L'archeologia del sapere. In queste opere Foucault propone un'analisi ch'egli definisce "archeologica", dei processi di costituzione e di formazione del 'sapere' di un certo momento, in un certo luogo, per una certa disciplina. In particolare Foucault analizza il formarsi del campo di studi delle "scienze umane".

Per la realizzazione di quest'analisi egli introdurrà, tra gli altri, il concetto di "episteme", col quale indicherà l'insieme delle formazioni discorsive performanti per i sistemi concettuali di una determinata epoca storica, in un determinato contesto geografico e sociale. A partire dall'episteme, secondo Foucault, diviene possibile che solo certi "giochi di verità" abbiano luogo e non altri. Un esempio di disciplina che, nella nostra epoca e cultura, fornisce epistemi, è la psicoanalisi freudiana che ricorre spesso nell'opera dell'autore oltre che come esempio di scienza in grado di produrre conoscenza, anche come fonte di esercizio di potere nel limitare la libertà critica, sfruttando la propria autorità di disciplina consolidata.

Il secondo periodo della sua produzione è invece direttamente interessato all'esercizio del potere e al suo funzionamento. Visse il '68 fuori dalla Francia, ma partecipò alla temperie culturale seguente, come pensatore di prestigio oltre che accademico riconosciuto. Risente della cultura marxista, ma ribalta completamente il discorso sul soggetto della storia, non riconoscendo una classe repressa portatrice inevitabile di sviluppo, come in Marx. Foucault elabora piuttosto una "microfisica del potere", nella quale il potere "non è qualcosa che si divide tra coloro che lo possiedono o coloro che lo detengono esclusivamente e coloro che non lo hanno o lo subiscono. Il potere deve essere analizzato come qualcosa che circola, o meglio come qualcosa che funziona solo a catena. Non è mai localizzato qui o lì, non è mai nelle mani di alcuni, non è mai appropriato come una ricchezza o un bene. Il potere funziona, si esercita attraverso un'organizzazione reticolare"[6].

Il concetto di potere espresso da Foucault è profondamente attuale, essendo una sorta di campo relazionale mai gestito da qualcuno (il capitalista, il prete...). È prima di tutto un discorso (una proliferazione di discorsi) portato verso una direzione in seguito a stratificazioni di un senso piuttosto che un altro. Qualcosa che condiziona ma che lascia margini di gioco, di distorsione, di sviluppo.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cura di sé.

Il tema della conoscenza è centrale nel pensiero di Foucault, che ad essa lega la storia stessa della cultura dell'Occidente con riferimenti all'esercizio del potere tramite la gestione della verità effettuati ad esempio dalla Chiesa o dalla scienza positiva. Una rivoluzione della conoscenza e della "verità" porta inevitabilmente dei cambiamenti forti nella essenza stessa della società e della sua cultura. Cosicché la storia si viene a delineare come costituita da momenti di grave crisi delle "verità" seguiti da periodi di relativa stabilità in cui una serie di "discorsi" domina su altri. Il "discorso", quindi, si viene a delineare come una costruzione basata su degli epistemi tramite il quale viene esercitato un potere e rispetto al quale, per la difesa di questo discorso, esistono una serie di tecniche e procedure, tra cui l'interdetto ossia il divieto di trattare certi argomenti: la creazione dei tabù, oppure il rapporto con i discorsi dei folli, che in quanto tali non vengono presi in considerazione oppure caricati di valori misteriosi, ma mai trattati.

Analitica del potere e storia della sessualità[modifica | modifica sorgente]

Importanti sono anche gli studi di Foucault sulla sessualità, secondo il quale non è sempre esistita così come la conosciamo noi oggi e così come soprattutto ne discutiamo. Gli studi sono raccolti nell'opera Storia della sessualità. Solo con la modernità, la sessualità ci appare come una caratteristica intrinseca al sé, a tal punto da sentire il bisogno di dichiarare una "identità sessuale" e addirittura le proprie scelte sessuali.

Per Foucault è errata la visione di una sessualità repressa nei secoli che solo ora, attraverso lotte di emancipazione, viene ad esprimersi. Egli anzi mette in guardia proprio da questa esigenza discorsiva: si tratterebbe in realtà di una pratica confessionale che prosegue in maniera blanda ma comunque diffusa la volontà di potere e di sapere istituita con la modernità dalle istituzioni prima religiose e poi secolari. Secondo il pensatore francese infatti, il sapere è anche un mezzo per sorvegliare la gente e controllarla. Con una precisa evoluzione, però. Dapprima il potere è stato disciplinare e repressivo, potere di controllare, estirpare fino a dare la morte. Poi però è divenuto qualcosa di più funzionale, riproduttivo e pervasivo. Ecco allora che Foucault arriva a elaborare l'attualissimo concetto di biopotere, potere cioè che costruisce corpi, desideri, i modi fondamentali della stessa vita.

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Secondo Diedrich Diederichsen i suoi scritti nella Germania riunificata, a differenza che in America, attuarono, nei casi migliori, una depoliticizzazione e, nei peggiori, una riabilitazione delle posizioni di destra[7].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "iniziato a la filosofia con Louis Girard, autore del L'Argument ontologique chez Saint Anselme et chez Hegel ", in Bodream ou rêve de Bodrum, Jean-Pierre Thiollet, Anagramme Ed., Parigi, 2010, p.111
  2. ^ Dits et écrits, 1954-1988, a cura di D. Defert e F Ewald, Gallimard, Paris1994
  3. ^ David Macey, The Lives of Michel Foucault: A Biography', Vintage, 1995 ISBN 0679757929.
  4. ^ Michel Foucault, L’Islam e la rivoluzione iraniana, Mimesis, 2006.
  5. ^ Dits et écrits 1954-1988, a cura di D. Defert e F. Ewald, Gallimard, Paris 1994.
  6. ^ Microfisica del potere. Interventi politici, Einaudi, Torino 1977, p. 184.
  7. ^
    (EN)
    « In Germay, unlike in America, Bataille and Foucault have not been authors whose work have been socially grounded and fruitful for "emancipatory movements," or whatever one wants call them. Their reception made possible, in favorable cases, a depoliticization, and in the unfavorable one [...] a rehabilitation of right-wing positions. »
    (IT)
    « In Germania, a differenza che in America, Bataille e Foucault non sono stati autori le cui opere sono state un terreno socialmente fruttuoso per i "movimenti d'emancipazione", o in qualsiasi modo uno voglia chiamarli. La loro ricezione rese possibile, nei casi favorevoli, una depoliticizzazione, e in quelli sfavorevoli [...] una riabilitazione delle posizioni di destra »
    ( Diedrich Diederichsen, trad. Peter Chametzky,, Spiritual Reactionaries after German Reunification: Syberberg, Foucalt and Others in October, vol. 62, Cambridge, MIT Press, 1992, pp. pag.82. URL consultato il 9 marzo 2013.)

    Vedi anche:
    - (EN) (EN) David Ashley Hughes, Reinventing the left: radical responses to German reunification., Commissione di dottorato: James L. Rolleston (relatore), Fredric Jameson, Kristine Stiles, Michael Hardt, Duke University - Department of German Languages and Litterature, 2006, pp. 234-235. URL consultato il 9 marzo 2013.

Corsi tenuti al Collège de France[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Opere di Michel Foucault[modifica | modifica sorgente]

Raccolte e antologie[modifica | modifica sorgente]

  • Conversazioni con Claude Lévi-Strauss, Michel Foucault e Jacques Lacan, a cura di Paolo Caruso, Mursia, Milano 1969.
  • Scritti letterari, trad. Cesare Milanese, Feltrinelli Milano 1971 (contiene: Che cos'è un autore? - Il linguaggio all'infinito - Il pensiero del di fuori - Introduzione ai dialoghi di Rousseau - La follia, l'opera assente - La prosa di Atteone - Prefazione alla trasgressione - Un fantastico da biblioteca - Un sapere così crudele)
  • Il pensiero del fuori, trad. Vincenzo Del Ninno, con uno scritto di Federico Ferrari, SE, Milano 1998 (anche in Scritti letterari).
  • Due risposte sull'epistemologia, trad. Mario De Stefanis, Lampugnani Nigri, Milano 1971; poi come Il sapere e la storia, introduzione di Maurizio Ciampa, Savelli, Roma, 1979; poi a cura di Antonella Cutro, Il sapere e la storia: sull'archeologia delle scienze e altri scritti, Ombre corte, Verona 2007.
  • Il potere e la parola, a cura di Paolo Veronesi, Zanichelli, Bologna 1978 (antologia di testi già pubblicati).
  • La legge del pudore, conversazione radiofonica, 1978.
  • Dalle torture alle celle, trad. Gianfranco Perni, Lerici, Cosenza 1979.
  • Colloqui con Foucault a cura di Duccio Trombadori, Cooperativa 10/17, Salerno 1981.
  • Lezioni al Collège de France, trad. Mario Bertani, Ponte alle Grazie, Firenze 1990.
  • Tecnologie del sé. Un seminario con Michel Foucault, a cura di Luther H. Martin, Huck Gutman e Patrick H. Hutton, trad. Saverio Marchignoli, Bollati Boringhieri, Torino 1992.
  • Poteri e strategie. L'assoggettamento dei corpi e l'elemento sfuggente, trad. Pierre Dalla Vigna, Mimesis, Milano 1994.
  • Eterotopia: luoghi e non-luoghi metropolitani, Mimesis, Milano 1994.
  • Resumé des cours: 1970-1982, a cura del Centro Sociale Occupato Autogestito "Godzilla", Biblioteca Franco Serantini, Pisa 1994.
  • La verità e le forme giuridiche, introduzione di Lucio d'Alessandro, La città del sole, Napoli 1994.
  • Discorso e verità nella Grecia Antica, a cura di Adelina Galeotti, introduzione di Remo Bodei, Donzelli, Roma 1996.
  • Archivio Foucault - Interventi, colloqui, interviste:
    • Volume I. 1961-1970, trad. Gioia Costa, a cura di Judith Revel, Feltrinelli, Milano 1996.
    • Volume II. 1971-1977, trad. Agostino Petrillo, a cura di Alessandro Dal Lago, Feltrinelli, Milano 1997.
    • Volume III. 1978-1985, trad. Sabina Loriga, a cura di Alessandro Pandolfi, Feltrinelli, Milano 1998.
  • Illuminismo e critica, a cura di Paolo Napoli, Donzelli, Roma 1997.
  • Taccuino persiano, a cura di Renzo Guolo e Pierluigi Panza, Guerini, Milano 1998.
  • I Corsi al Collège de France. I Résumés (1989), a cura di Alessandro Pandolfi e Alessandro Serra, Feltrinelli, Milano 1999.
  • Il discorso, la storia, la verità, a cura di Mauro Bertani, Einaudi, Torino 2001.
  • Biopolitica e liberalismo: detti e scritti su potere ed etica, 1975-1984, a cura di Ottavio Marzocca, Medusa, Milano 2001.
  • Spazi altri: i luoghi delle eterotopie, trad. Tiziana Villani e Pino Tripodi, a cura di Salvo Vaccaro, Mimesis, Milano 2002.
  • Il sogno, trad. Maria Colò, prefazione di Fabio Polidori, Raffaello Cortina, Milano 2003 (già come introduzione a Ludwig Binswanger, Sogno ed esistenza, trad. Lucia Corradini e Carlotta Giussani, SE, Milano 1993).
  • L’Islam e la rivoluzione iraniana (con altri), Mimesis, Milano 2005.
  • La pittura di Manet, a cura di Francesco Paolo Adorno, introduzione di Angelo Trimarco, La città del sole, Napoli 1996; trad. Simona Paolini, a cura di Maryvonne Saison e con uno scritto di Carole Talon-Hugon, Abscondita, Milano 2005.
  • Antologia: l'impazienza della libertà, a cura di Vincenzo Sorrentino, Feltrinelli, Milano 2005.
  • Interviste, a cura di Roger-Pol Droit, trad. Fabio Polidori, Mimesis, Milano 2007.
  • Follia e psichiatria: Detti e scritti (1957-1984), trad. Deborah Borca e Valeria Zini, a cura di Mauro Bertani e Pier Aldo Rovatti, Raffaello Cortina, Milano 2006
  • Discipline, poteri, verità: detti e scritti 1970-1984, a cura di Mauro Bertani e Valeria Zini, Marietti, Genova 2008.
  • Il corpo, luogo di utopia, trad. Gloria Origgi, Nottetempo, Roma 2008.
  • La strategia dell'accerchiamento. Conversazioni e interventi 1975-1984, trad. Andrea L. Carbone e Andrea Inzerillo, a cura di Salvo Vaccaro, con una postfazione di Michel Senellart, :duepunti, Palermo 2009.
  • La prosa del mondo, prefazione di Maurizio Ferraris, Rizzoli, Milano 2009 (parte di Le parole e le cose).
  • Je suis un artificier, in Antasofia 4, Mimesis, Milano 2005.
  • La vita degli uomini infami, Il Mulino, Bologna, 2009.
  • Il bel rischio. Conversazione con Claude Bonnefoy, Cronopio, Napoli, 2013.

Opere sul pensiero di Michel Foucault[modifica | modifica sorgente]

  • Jean Baudrillard, Dimenticare Foucault (1977), a cura di Pietro Bellasi, Cappelli, Bologna 1977.
  • Vittorio Cotesta, Linguaggio potere individuo: saggio su Michel Foucault, Dedalo, Bari 1979.
  • Hubert L. Dreyfus e Paul Rabinow, La ricerca di Michel Foucault (1983), trad. Daniele Benati, Mauro Bertani, Ivan Levrini, Ponte alle Grazie, Firenze 1989 (con un'intervista e due saggi di Michel Foucault).
  • Pier Aldo Rovatti (a cura di), Effetto Foucault, Feltrinelli, Milano 1986.
  • John Rajchman, Michel Foucault: la libertà della filosofia, Armando, Roma 1987.
  • Maurice Blanchot, Michel Foucault come io l'immagino (1986), trad. Viana Conti, Costa & Nolan, Genova 1988. ISBN 88-7648-276-8 ISBN 88-7648-066-8
  • Gilles Deleuze, Foucault (1986), trad. Pier Aldo Rovatti e Federica Sossi, Feltrinelli, Milano 1987; Cronopio, Napoli 2002. ISBN 88-85414-77-X
  • James Miller, La passione di Michel Foucault (1993), trad. Elena Campominosi, Longanesi, Milano 1994. ISBN 88-304-1192-2.
  • Jeannette Colombel, Michel Foucault. La clarté de la morte, Editions Odile Jacob, Paris 1994. ISBN 2-7381-0261-1.
  • Didier Eribon, Michel Foucault, trad. Andrea Buzzi, Leonardo, Milano 1994.
  • Judith Revel, Foucault, le parole e i poteri, Manifestolibri, Roma 1996.
  • Paul Veyne, Michel Foucault: la storia, il nichilismo e la morale, trad. Massimiliano Guareschi, Ombre corte, Verona 1998. ISBN 88-87009-07-4.
  • Pierre Billouet, Foucault, Les Belles Lettres, Paris 1999. ISBN 2-251-76017-2.
  • Claudia Dovolich, Singolare e molteplice: Michel Foucault e la questione del soggetto, Franco Angeli, Milano 1999. ISBN 88-464-1355-5.
  • Francesco Barani, Michel Foucault: diritto, potere, follia, ETS, Pisa 2000. ISBN 88-467-0259-X ISBN 978-88-467-0259-3.
  • Hinrich Fink-Eitel, Foucault, trad. Barbara Agnese, Carocci, Roma 2002. ISBN 88-430-2260-1
  • François Boullant, Michel Foucault et les prisons, Presses Universitaires de France, Paris 2003. ISBN 2-13-052438-9.
  • Stefano Catucci, Introduzione a Foucault, Laterza, Roma-Bari 2001. ISBN 88-420-5968-4.
  • Philippe Chevallier, Michel Foucault. Le pouvoir et la bataille, Pleins Feux, Nantes 2004. ISBN 2-84729-013-3.
  • numero speciale di «aut aut», Michel Foucault e il potere psichiatrico, n. 323, 2004. ISBN 88-428-1215-3.
  • Sandro Luce, Fuori di sé. Poteri e soggettivazioni in Michel Foucault, Mimesis, Milano 2009. ISBN 978-88-8483-858-2.
  • Salvatore Natoli, La verità in gioco: scritti su Foucault, Feltrinelli, Milano 2005. ISBN 88-07-81839-6.
  • numero speciale di «aut aut», Michel Foucault e la storia della sessualità, n. 331, 2006. ISBN 88-428-1370-2.
  • Yves Cusset, Habermas et Foucault: parcours croisés, confrontations critiques, CNRS, Paris 2006. ISBN 2-271-06401-5.
  • Ottavio Marzocca, Perché il governo? Il laboratorio etico-politico di Foucault, Roma, Manifestolibri, 2007.
  • Andrea Ruini, Michel Foucault. Un ritratto critico, Clinamen, Firenze 2007. ISBN 88-8410-113-1.
  • Laura Cremonesi, Michel Foucault e il mondo antico, Edizioni ETS, Pisa 2008.
  • Lorenzo Bernini, Le pecore e il pastore: critica, politica, etica nel pensiero di Michel Foucault, Liguori, Napoli 2008. ISBN 978-88-207-4495-3.
  • Miriam Iacomini, Le parole e le immagini: saggio su Michel Foucault, Quodlibet, Macerata 2008. ISBN 978-88-7462-209-2.
  • Gianvito Brindisi, Potere e giudizio. Giurisdizione e veridizione nella genealogia di Michel Foucault, Editoriale Scientifica, Napoli 2010. ISBN 978-88-6342-179-8.
  • Enrico Redaelli, L'incanto del dispositivo. Foucault dalla microfisica alla semiotica del potere, Edizioni Ets, Pisa 2011. ISBN 978-88-4672-969-9.
  • Giuseppe Gagliano, L'intellettuale in rivolta. L'antagonismo politico nelle riflessioni di Michel Foucault, Michel Onfray, Herbert Marcuse, Noam Chomsky, Howard Zinn, Colin Ward, David Graeber, Rubbettino, Soveria Mannelli 2012. ISBN 978-88-4983-575-5.
  • Aa.Vv., Gli animali di Foucault. n. 4/2013 Animal Studies. Rivista italiana di antispecismo, Novalogos, Aprilia 2013. ISBN 978-88-97339-22-9.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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