Forze armate italiane

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Forze armate italiane
Stemma araldico dello stato maggiore della Difesa
Descrizione generale
Attiva 4 maggio 1861 (costituzione dell'esercito del Regno d'Italia) - oggi
Nazione Italia Italia
Alleanza NATO NATO
Dimensione c.a. 174.000 effettivi (c.a.278.000 sommando i carabinieri) [1]
Motto Una Vis
Anniversari 4 novembre[2]
Reparti dipendenti
Comandanti
Comandante in Capo Giorgio Napolitano presidente della Repubblica
Simboli
Logo esteso dell'Esercito Italiano Logo Esercito Italiano - esteso.svg
Bandiera della Marina Militare Naval Ensign of Italy.svg
Coccarda dell'Aeronautica Militare Roundel of the Italian Air Force.svg
Fregio distintivo dell'Arma dei Carabinieri Fiamma dei carabinieri.svg
Stellone d'Italia Stellette Italia2.jpg

Fonti citate nel testo

Voci su unità militari presenti su Wikipedia
« La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.

Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l'esercizio dei diritti politici.

L'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica. »

(Testo dell' art. 52 della Costituzione della Repubblica Italiana)

Le forze armate italiane (spesso, abbreviato FF.AA.) sono l'insieme delle componenti militari della Repubblica Italiana.

Il personale che presta servizio armato presso le forze armate, nella posizione di servizio o in congedo delle forze armate e dei corpi armati dello stato, assume la denominazione di "militare".[3] Le forze armate italiane costituiscono il 12° esercito più potente del mondo.[4]

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Con d.lsg. cps 4 gennaio 1947, n. 17, fu disposta la riunione in un unico dicastero dei precedenti Ministeri della Guerra, della Marina e dell'Aeronautica che, con propri ordinamenti ed in modo autonomo, avevano fino ad allora presieduto ai compiti organizzativi della difesa militare dello stato.

I provvedimenti che hanno poi dato luogo all'effettiva unificazione del Ministero della difesa sono stati la legge 12 dicembre 1962, n. 1862 ("Delega al Governo per il riordinamento del Ministero della Difesa e degli stati maggiori per la revisione delle leggi sul reclutamento dei militari e la legge 2 ottobre 1964, n. 1058, con cui tale delega fu rinnovata ed estesa al personale civile per adeguare i ruoli alle esigenze derivanti dall'organizzazione degli uffici dei servizi centrali e periferici, nonché degli stabilimenti ed arsenali militari.

Al momento dell'unificazione del Ministero della difesa, le forze armate si articolavano in tre differenti settori tradizionali, ciascuno dei quali costituiva una forza armata: l'Esercito Italiano[5] (che annoverava prima fra i suoi corpi l'Arma dei Carabinieri), la Marina Militare[6] (con alle dipendenze il Corpo delle capitanerie di porto) e l'Aeronautica Militare.[7] Dall'anno 2000, alle tre forze armate è stata affiancata con il rango di "forza armata autonoma" l'Arma dei Carabinieri, che ha comunque mantenuto pressoché inalterati struttura, compiti e la tradizionale duplice dipendenza dal Ministro della Difesa e dal Ministro dell'Interno.[8][9]

Con la legge 23 agosto 2004, n. 226 (c.d. legge Martino) si poi provveduto alla sospensione, in tempo di pace, delle chiamate al servizio militare in Italia, che per anni aveva costituito l'ossatura principale dell'esercito, nell'ambito del fenomeno della professionalizzazione delle forze armate.

Le forze armate della repubblica operano oggi sia nel territorio nazionale che in altri paesi del mondo, in quest'ultimo caso sotto egida dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, della NATO (di cui l'Italia fa parte dal 1949), dell'Unione europea, o nell'ambito di missioni multinazionali (assieme ad altre forze armate straniere) o nazionali (dirette cioè dalla sola Italia in concerto con il paese beneficiario).

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Le forze attualmente sono:

A queste si aggiungono i corpi di polizia, ad ordinamento militare:

Le forze armate italiane impiegano inoltre anche personale civile, essenzialmente con ruoli e compiti amministrativi. L'inserimento inoltre di varianti organizzative tipiche delle grandi aziende civili, infatti, hanno reso quella delle forze armate una struttura organizzativa cosiddetta "line and staff", in cui, accanto ai tipici e storici rapporti di dipendenza gerarchica ("line"), verticali, che si traducono essenzialmente nella natura dell'ordine militare, si sono progressivamente inserite nuove e moderne modalità organizzative "di staff", che affiancano i responsabili delle varie entità organizzative (i "comandanti") come organismi di elaborazione delle informazioni e di consulenza tecnica specifica, con l'applicazione dei moderni principi di processo decisionale.

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gerarchia militare italiana.
Le stellette a cinque punte, simbolo delle forze armate italiane
La cerimonia di avvicendamento tra Biagio Abrate, ex capo di stato maggiore della difesa sulla sinistra, e il suo predecessore Vincenzo Camporini

Il Presidente della Repubblica, come sancisce l'articolo 87 della costituzione della Repubblica Italiana, "ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere".[11] In tale ruolo, derivante dalla sua caratterizzazione come "Capo dello Stato e rappresentante dell'unità nazionale", egli presiede il Consiglio supremo di difesa, organo di indirizzo generale per la difesa dello Stato, e si avvale di appositi consiglieri militari per le questioni inerenti alle forze armate.[12] L'indirizzo tecnico-politico delle forze armate viene, però, dal Ministro della Difesa che "è preposto all'amministrazione militare e civile della Difesa", di cui è il "massimo organo gerarchico e disciplinare".[13]

Dal Ministro della difesa dipende l'ufficio di gabinetto, due sottosegretari, due uffici centrali, il capo di stato maggiore della difesa (che rappresenta il "vertice" dell'organizzazione tecnico-operativa e, sulla base delle direttive impartite dal ministro, pianifica, predispone ed impiega le forze armate nel loro complesso; ed il segretario generale della difesa che è anche direttore nazionale degli armamenti (al vertice dell'organizzazione tecnico-amministrativa).[14]

Il capo di stato maggiore della difesa (supportato da una speciale struttura direzionale denominata "stato maggiore della difesa", diretta dal sottocapo di stato maggiore della difesa) è gerarchicamente superiore a tutto il personale militare italiano e da lui dipendono i capi di stato maggiore delle singole forze armate, il comandante generale dell'Arma dei carabinieri (limitatamente ai compiti militari) e, per le attribuzioni tecnico-operative, il segretario generale della difesa.[14] Egli pianifica, predispone e dirige le operazioni nonché le esercitazioni interforze e multinazionali e le attività connesse attraverso il Comando operativo di vertice interforze.[15]

Ogni forza armata a sua volta si articola in ulteriori "elementi" diversamente denominati aventi ciascuno proprie finalità e struttura ordinativa, raggruppati talora in organi centrali e di vertice, organi territoriali, organi scolastici, di istruzione, addestramento e di formazione, organi operativi e organi logistici con compiti tecnici, giuridici, amministrativi, di sostegno e sperimentazione.

Dal punto di vista gerarchico, i comandanti nelle forze armate italiane sono:

Personale[modifica | modifica sorgente]

Sino alla fine del XX secolo, l'alimentazione delle forze armate è avvenuta essenzialmente tramite il meccanismo del servizio militare coatto che, attuando il principio di cui all'articolo 52 della Costituzione,[16] rendeva obbligatorio il servizio per tutti i cittadini italiani maschi dichiarati fisicamente idonei, da prestare in uno degli enti militari nazionali per un certo periodo di tempo, più volte modificato nel corso degli anni.

Bandiere di guerra delle Forze armate e della Guardia di Finanza
235º Reggimento fanteria "Piceno", con estese componenti femminili, in sfilata per la Festa della Repubblica Italiana il 2 giugno 2007

Dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989, a partire dagli anni '90 si è avviato un processo di ridimensionamento e di riqualificazione del personale militare. Le 3 forze armate (escludendo i Carabinieri e la Guardia di Finanza) ammontavano complessivamente a circa 350.000 unità nel 1990.[17]

Il 3 settembre 1999, il Consiglio dei ministri approvò il disegno di legge proposto dall'allora Ministro della difesa Carlo Scognamiglio che doveva avviare il processo per giungere al superamento della coscrizione obbligatoria. Il provvedimento fu presentato al Senato l'8 ottobre 1999 quale disegno di legge n. 6433 ("Delega al Governo per la riforma del servizio militare") e, dopo essere stato approvato con modificazioni il 14 giugno 2000, passò alla Camera dei deputati per diventare successivamente legge 14 novembre 2000 n. 331.[18]

Nella relazione di accompagnamento si legge:[19]

« Le forze militari [...] oltre al tradizionale e perdurante ruolo di difesa della sovranità ed integrità nazionale, sono chiamate ad una funzione più dinamica per garantire la stabilità e la sicurezza collettiva con operazioni di gestione delle crisi e di supporto della pace. Ciò implica la necessità di trasformare lo strumento militare dalla sua configurazione statica ad una più dinamica di proiezione esterna, con più rapidi tempi di risposta all'insorgere dell'esigenza ed una più completa e complessa preparazione professionale.

Il modello interamente volontario è quello che meglio risponde a questa nuova connotazione e funzione dello strumento militare. (...) Non si tratta, peraltro, di abolire la coscrizione obbligatoria, ma solo di prevederla in casi eccezionali, quali quelli di guerra o di crisi di particolare rilevanza, che richiedano interventi organici.

Tra l'altro non è possibile sottacere che il rilevante calo demografico in atto in Italia unito all'incremento del fenomeno dell'obiezione di coscienza rende sempre più difficile raggiungere contingenti di leva idonei a soddisfare le esigenze qualitative e quantitative delle forze armate. Difficoltà acuite sia dalla spinta alla regionalizzazione sia dalla riduzione a dieci mesi della durata del servizio militare che ha ridotto il periodo di reale operatività dei militari di leva, insufficiente per determinati settori o particolari sistemi d'Arma.

Per procedere alla trasformazione dello strumento militare, occorre innanzitutto definire le nuove dimensioni delle forze armate professionali, ovvero il punto di arrivo della connessa contrazione.

Pur tenendo ferma l'esigenza di rispettare gli impegni operativi assunti, il passaggio da un modello misto ad uno tutto professionale, composto da personale maschile e femminile, potrà permettere di conseguire una ulteriore riduzione quantitativa per il più alto coefficiente di utilizzo del personale tutto volontario e per il recupero discendente dal riordino del settore del reclutamento e della componente addestrativa e formativa. Partendo dall'attuale (anno 1999) livello di circa 270 mila uomini, l'insieme di questi fattori fa ritenere perseguibile, pur rispettando gli attuali impegni operativi assunti, una riduzione dello strumento militare interamente professionale a 190 mila unità, ovvero di ben 80 mila unità in meno della consistenza attuale. »

Agli inizi degli anni 2000 si è quindi passati per le 3 forze armate a un organico di circa 250.000 unità.[20] con un modello misto volontari/leva. Il Libro Bianco della Difesa 2002 prevedeva quindi il passaggio ad un modello di soli volontari/professionisti per un totale delle 3 forze armate previsto di 190.000 unità. Tuttavia, il modello a 190.000 unità si è poi rivelato inapplicabile, sia per la situazione economica complessiva del paese, sia per la mancanza di strumenti efficaci di transizione ad altri incarichi/professioni del personale militare in esubero.[senza fonte]

Successivamente, con l'emanazione della legge 23 agosto 2004, n. 226 le forze armate italiane sono costituite, in tempo di pace, soltanto da personale volontario, ponendo in questo modo maggiore attenzione alla specializzazione delle truppe.[21]

La riforma promossa nel 2012 da Giampaolo Di Paola - ministro della difesa durante il governo Monti - ha previsto una ulteriore diminuzione del personale militare delle 3 forze armate a 150.000 unità.[22] Tuttavia nel 2014 la situazione reale vede circa 53.000 Marescialli su un totale di circa 174.000 unità (anche se il citato Libro Bianco poneva il 2020 come traguardo in cui riordinare la categoria).[1]

Ecco una tabella riassuntiva del personale in servizio al 2014 (escludendo allievi delle scuole militari):

Categoria Libro Bianco 2002 Consistenza reale 2014 Differenza %
Ufficiali 22.250 22.554 + 1%
Sottufficiali (marescialli) 25.000 52.756 + 111%
Sottufficiali (sergenti) 38.500 17.268 - 45%
Truppa 104.000 81.465 - 22%
Totale 190.000 174.043 - 9%

Sempre per quel che riguarda il 2014[1][23] la situazione reale (non a pianta organica) del personale militare, diviso per arma per un totale delle 3 forze armate, ammonta a circa 174.000 unità (circa 337.000 sommando anche Carabinieri e Guardia di Finanza). Nello specifico:

Categoria Esercito Marina Aeronautica Carabinieri Guardia di Finanza
Ufficiali 12.179 4.543 5.832 3.765 2.852
Sottufficiali (marescialli) 16.711 12.722 23.323 27.748 22.516
Sottufficiali (sergenti) 7.758 4.276 5.234 13.737 9.116
Truppa 64.348 9.954 7.163 58.237 24.851
Allievi Scuole 798 494 565 406  ?
Totale 101.794 31.989 42.117 103.893 59.335

Arruolamento[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Centro addestramento reclute, Centro di selezione e reclutamento nazionale dell'esercito, Centro di selezione VFP1 e Servizio militare di leva in Italia.

Dopo la sospensione delle chiamate al servizio militare di leva in Italia, l'arruolamento in tempo di pace è divenuto esclusivamente a carattere volontario, nel ruolo dei volontari in ferma prefissata. In tal caso esso avviene per espletamento di concorso pubblico per titoli (nel caso di VFP1) o per titoli ed esemi (VFP4) secondo quanto stabilito dalla legge.

I requisiti per l'arruolamento volontario furono ridefiniti dalla legge 23 agosto 2004, n. 226 (legge Martino) sia per gli VFP1[24] che per gli VFP4.[25] Essi sono:

  • cittadinanza italiana;
  • età non inferiore a 18 anni compiuti e non superiore a 25 anni;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • diploma di istruzione secondaria di primo grado;
  • assenza di sentenze penali di condanna ovvero di procedimenti penali in corso per delitti non colposi, di procedimenti disciplinari conclusi con il licenziamento dal lavoro alle dipendenze di pubbliche amministrazioni, di provvedimenti di proscioglimento, d'autorità o d'ufficio, da precedenti arruolamenti, ad esclusione dei proscioglimenti per inidoneità psicofisica;
  • idoneità fisio-psicoattitudinale per l'impiego nelle Forze armate in qualità di volontario in ferma prefissata di un anno;
  • esito negativo agli accertamenti diagnostici per l'abuso di alcool, per l'uso, anche saltuario od occasionale, di sostanze stupefacenti, nonché per l'utilizzo di sostanze psicotrope a scopo non terapeutico;
  • requisiti morali e di condotta previsti dall'articolo 35, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

La disciplina è oggi contenuta nel d.lgs 15 marzo 2010 n. 66 ("Codice dell'ordinamento militare"), che prevede anche riserva in posti nei casi tassativamente indicati dalla legge.[26] I volontari in ferma prefissata (anche gli ufficiali quindi) possono essere prosciolti dalla ferma a domanda, non prima però di aver espletato il periodo di ferma previsto per l'obbligo di leva.[27] (che ammonta ad un periodo di 10 mesi). Disposizioni particolari sono previste per alcune armi, come ad esempio la Guardia di Finanza.

Lo status giuridico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Servizio militare di leva in Italia, Rappresentanza militare e Volontari in ferma prefissata.

Lo status militare è riferito a fonti normative di vario livello che definiscono:

  • le modalità di arruolamento;
  • lo stato giuridico;
  • le procedure di impiego;
  • le modalità di avanzamento di carriera.

L'arruolamento può essere coatto, ricorrendo al servizio militare di leva, oppure volontario; nel primo caso a chiamata diretta, nel secondo attraverso concorso; entrambe le modalità sono disciplinate dal d.lgs. 15 marzo 2010 n. 66 (codice dell'ordinamento militare). Secondo quanto previsto dalla legge 11 luglio 1978 n. 382 ("Norme di principio sulla disciplina militare ed istituzione della Rappresentanza Militare") successivamente integrata dal D.P.R. 18 luglio 1986 n. 545 ("Regolamento di Disciplina Militare"), i militari sono cittadini che, in base ad un giuramento militare di fedeltà alla Repubblica Italiana prestato in forma solenne, si impegnano a difenderla, osservandone la Costituzione della Repubblica Italiana e le leggi secondo i diritto ed i doveri imposti. Al personale è rilasciata la Carta multiservizi della Difesa, che funge da documento di riconoscimento in Italia.

Per quanto concerne, in particolare, lo stato giuridico, di particolare importanza è il concetto di "posizione di Stato", che definisce, appunto, la situazione di servizio in cui il militare si trova. In particolare, il militare può essere in "servizio effettivo", in "aspettativa", in "ausiliaria" e in "quiescenza" (la cosiddetta "pensione"). Tuttavia il loro particolare stato giuridico limita alcune libertà che la Costituzione garantisce per tutti gli altri cittadini. A titolo di esempio, è da ricordare che i militari non hanno diritto di sciopero e che la legge prevede alcune limitazioni alla loro libertà di espressione, di associazione e di movimento. In tema di rappresentanza vigono particolari disposizioni, relative all'istituto della rappresentanza militare. L'avanzamento di carriera avvinene diversamente a seconda del ruolo; generalmente per anzianità di servizio relativamente alla categoria dei militari di truppa, previa valutazione di idoneità da parte di apposite commisisoni), mentre per la categoria ufficiali avviene per concorso interno per titoli e/o esami. In particolare, la disciplina è contenuta nel libro IV - titolo VIII del d.lgs. n. 66/2010.

Ai sensi del decreto legge 23 maggio 2008 n. 92 ("Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica")[28] - convertito in legge 24 luglio 2008, n. 125 ha stabilito che agli appartenenti delle forze armate italiane impegnati in operazioni di tutela dell'ordine pubblico e contrasato alla microcriminalità[29] sia attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza con l'attribuzione delle facoltà di cui all'art. 4 della legge 22 maggio 1975, n. 152 (legge Reale).[30]

Il segno distintivo che caratterizza in modo univoco il personale militare italiano, anche ai fini dell'applicazione del diritto internazionale umanitario, è la stella a cinque punte, che viene indossata su tutti gli indumenti di ordinanza[31]. Tale segno distintivo è applicato anche sulla prua delle navi militari.
Il militare mantiene il grado conseguito durante il servizio effettivo per tutta la vita. Nel caso in cui, però, si trovi in posizione di quiescenza o ausiliaria, il militare è tenuto a specificarlo quando si presenti utilizzando il grado.[32] I militari sono tenuti ad improntare la loro condotta all'etica militare italiana, e sono sottoposti alla disciplina militare (che definisce, fra l'altro, le sanzioni da irrogare nel caso di violazioni e le menzioni da attribuire nel caso di comportamenti particolarmente meritori). La giurisdizione su di essi è competenza dell'ordinamento giudiziario militare italiano.

Dipendenza gerarchica in casi particolari[modifica | modifica sorgente]

Contingenti di forze armate possono essere utilizzati, per la sorveglianza di obiettivi istituzionali e di altri ritenuti sensibili, in tal caso sono posti a disposizione dei da parte dei prefetti, da parte delle autorità militari ex articolo 13 della legge 1º aprile 1981, n. 121.[33] Elementi delle forze armate possono poi, in determinate situazioni, trovarsi alle dipendenze di autorità diverse da quelle militari: così il personale della Guardia di Finanza e dell'Arma dei Carabinieri talora è impiegato in attività alle dipendenze dell'autorità di pubblica sicurezza ovvero dall'autorità giudiziaria (in particolare delle procure della Repubblica)[34], ovvero dei titolari di ambasciata italiana all'estero. Oppure, il personale del Corpo delle capitanerie di porto - Guardia Costiera quando opera alle dipendenze del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell'esercizio delle funzioni amministrative attinenti alla navigazione ed al traffico marittimo.

Altra situazione è quella nella quale si trovano i militari quando impiegati in ruolo di ordine pubblico alle dipendenze di funzionari di corpi armati non ad ordinamento militare (per esempio, la Polizia di Stato). In tal caso, limitatamente al periodo ed alle condizioni di impiego, i militari, che devono essere sempre affiancati da appartenenti all'Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza o alla Polizia di Stato, assumono anche la funzione (che, normalmente non ricoprono) di agente di polizia giudiziaria.

I corpi[modifica | modifica sorgente]

Aeronautica Militare[modifica | modifica sorgente]

Un EF 2000 in volo.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeronautica Militare.

Nata come Regia Aeronautica, l'Aeronautica Militare è la terza forza armata dello Stato (in ordine di anzianità, ossia di anno di fondazione), con un organico di 44.000 effettivi nel 2012. Ad essa sono devolute le operazioni di difesa aerea del territorio e degli interessi nazionali, nonché quelle di trasporto aereo.

In passato si è anche occupata del controllo del traffico aereo nello spazio aereo nazionale. Per lo svolgimento del ruolo di Difesa aerea, l'Aeronautica Militare ha a disposizione un centinaio di Eurofighter Typhoon. Per quanto riguarda, invece, le missioni di attacco e ricognizione, ha in dotazione i Tornado, gli AMX e gli Aermacchi MB-339, a cui si aggiungeranno, nel prossimo futuro, i nuovissimi Lockheed Martin F-35 Lightning II. Per il trasporto aereo, infine, ricorre ai C-130J Hercules, ai C-27J Spartan ed ai nuovi Boeing KC-767A, nel doppio ruolo di cargo e aerocisterna.

L'Aeronautica Militare ha in dotazione anche diversi velivoli non pilotati UAV per la ricognizione delle aree di operazioni ed è responsabile anche del soccorso aereo.

L'unità di forze speciali dell'Aeronautica Militare è il 17º Stormo incursori.

Arma dei Carabinieri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arma dei Carabinieri e Storia dell'Arma dei Carabinieri.
Una Alfa Romeo 159 dei carabinieri

Nata come corpo dei Reali Carabinieri, l'Arma dei Carabinieri è la quarta forza armata dello Stato per data di creazione ma la prima per numero di personale (previste per legge 118.000 unità).[35] Ha fatto parte dell'esercito italiano sino al 2000, quando il decreto legislativo 5 ottobre 2000 n. 297 l'ha elevata al rango di forza armata autonoma.

La dipendenza dal capo di stato maggiore della difesa riguarda però solo gli aspetti di polizia militare e quelli riguardante il personale impiegato in operazioni militari fuori area. Per i rimanenti compiti di istituto, l'Arma dipende da altri dicasteri dello Stato (Ministero dell'Interno, in primis, e funzionalmente da quei ministeri preso i quali operano i militari dell'organizzazione speciale dell'Arma, quali NAS, NOE RIS TPC ecc.).
A differenza delle altre forze armate, l'Arma dei Carabinieri non è comandata da un capo di stato maggiore,[36] ma da un comandante generale, carica comunque equipollente a quella di capo di stato maggiore.

A compiti esclusivamente militari sono dedicati meno di 5.000 carabinieri, anche se all'assolvimento di tali compiti concorre l'intera organizzazione territoriale.[37] All'interno di essa è presente anche una unità facente pare del novero delle forze speciali italiane: il Gruppo Intervento Speciale (G.I.S.).

Esercito Italiano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Esercito Italiano.

Nato come Regio Esercito, dall'unificazione dell'Armata sarda con gli altri eserciti degli stati preunitari italiani, per decreto del 4 maggio 1861,[38] l'Esercito Italiano contava nel 2009 su un organico di 111.233 unità, numero sceso nel 2010 a 108.360 unità[39]. Suo corpo ausiliario è il Corpo militare dell'ACISMOM.

Dispone di carri armati, autoblindo, veicoli da combattimento della fanteria e semoventi d'artiglieria, inoltre ha una sola specialità che racchiude le forze aeree: l'Aviazione dell'Esercito. La formazione del personale è affidata al Comando per la formazione e Scuola di applicazione. L'unità di forze speciali dell'Esercito è il 9º Reggimento d'assalto paracadutisti "Col Moschin".

Guardia di Finanza[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guardia di Finanza.
Stemma del corpo della Guardia di Finanza.

La Guardia di Finanza è il corpo militare più antico dello Stato italiano, traendo le sue origini dalla legione truppe leggere del XVIII secolo, reparto di fanteria leggera dell'esercito sabaudo.[40]
Ai sensi della legge 23 aprile 1959 n. 189, che ne definisce l'ordinamento, il corpo fa parte integrante delle forze armate della Repubblica Italiana dipende direttamente dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.[41]

Ha anche funzioni di polizia tributaria, finanziaria e concorre anche ai servizi di polizia marittima, in particolare alcuni suoi compiti sono:

  • prevenire, ricercare e denunciare l'evasione fiscale e le violazioni finanziarie;
  • eseguire la vigilanza in mare per fini di polizia finanziaria e concorrere ai servizi di polizia marittima, di assistenza e di segnalazione;
  • vigilare sull'osservanza delle disposizioni di interesse politico-economico;
  • concorrere alla difesa politico-militare delle frontiere e, in caso di guerra, alle operazioni militari.
  • concorrere al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica.
  • polizia militare nel proprio ambito.

Marina Militare[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Marina Militare e Corpo delle capitanerie di porto - Guardia Costiera.

Nata come Regia Marina dalla fusione della Marina del Regno di Sardegna, della Real Marina del Regno delle Due Sicilie con le altre marine preunitarie, la Marina Militare contava 32.000 effettivi nel 2012. Ad essa sono affidati il controllo e la condotta delle operazioni navali nelle acque territoriali ed internazionali.

Ad essa è devoluto, inoltre, il compito di pattugliamento delle coste tramite il Corpo delle capitanerie di porto - Guardia Costiera. La sua flotta è composta da circa 75 unità principali più altre 11 navi scuola, 1 nave oceanografica, 7 navi cisterna, 2 navi per esperienze e tecnologiche, 3 navi idrografiche e oceanografiche, 5 navi servizio fari, 1 nave salvataggio, 6 navi costiere da trasporto e 32 rimorchiatori.

L'unità di forze speciali della Marina Militare è il G.O.I. - Gruppo Operativo Incursori del COMSUBIN - Raggruppamento Subacquei ed Incursori "Teseo Tesei".

Il Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana e Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana.

Il Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana è entrato ufficialmente nel novero delle forze armate con la concessione della bandiera di guerra avvenuta con legge 25 giugno 1985 n. 342. In virtù delle convenzioni di Diritto Internazionale Umanitario ed in forza delle leggi vigenti in Italia, il Corpo Militare volontario può essere impiegato sia in tempo di pace che in tempo di guerra.

In tempo di guerra o comunque in caso di conflitto armato il Corpo Militare della CRI:

  • provvede allo sgombero ed alla cura dei feriti e dei malati;
  • svolge i compiti di carattere sanitario ed assistenziale connessi con l'attività di difesa civile;
  • gestisce le incombenze connesse con la ricerca e l'assistenza dei prigionieri di guerra, degli internati e dei dispersi, dei profughi, dei deportati e dei rifugiati.

In tempo di pace il Corpo Militare della CRI è tenuto ad attendere, secondo le direttive e sotto la vigilanza del Ministero della Difesa, alla preparazione del personale, dei materiali, dei mezzi e delle strutture di pertinenza, al fine di assicurare costantemente l'efficienza dei relativi servizi in qualsiasi circostanza (artt. 10 e 11 del DPR 31 luglio 1980 n. 613).

Il sovrano militare ordine di Malta[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Corpo militare dell'ACISMOM.

Il corpo militare dell'associazione dei cavalieri italiani dell'ordine di Malta (ACISMOM) speciale ausiliario dell'Esercito italiano nacque il 20 marzo 1876 con la prima convenzione per la “cooperazione” con il servizio sanitario dell’esercito con l'obiettivo di provvedere all’assistenza sanitaria e spirituale dei malati e feriti in guerra. Nel 1940 venne creato il corpo delle infermiere volontarie dell'associazione dei cavalieri italiani del sovrano militare ordine di Malta.

Dalla fine della seconda guerra mondiale il corpo militare si è dedicato essenzialmente all'assistenza delle popolazioni colpite da catastrofi naturali e calamità, sia in Italia che in nord Africa. Dal 1991 il Corpo militare dello SMOM partecipa alle attività di polizia internazionale nei territori della ex Jugoslavia, successivamente è entrato ufficialmente nel novero dei corpi armati dello Stato con la concessione della bandiera di guerra avvenuta durante il governo D'Alema I con la legge 2 agosto 1999 n. 27.

A partire dal 2004, alcuni ufficiali medici del Corpo militare sono stati integrati nelle strutture sanitarie al seguito delle forze armate italiane presenti nei Balcani per lo svolgimento di varie operazioni umanitarie e di assistenza.

Ordinariato Militare[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ordinariato militare in Italia.

L'ordinariato militare italiano è una diocesi con caratteristiche peculiari, non essendo il territorio ma il servizio a caratterizzare questa realtà. È guidato da un "arcivescovo ordinario militare per l'Italia". Appartengono all’O.M.I.: i fedeli militari; i civili al servizio delle forze armate, le loro famiglie (coniuge e figli anche maggiorenni se conviventi); i parenti e le persone di servizio conviventi; gli allievi delle Scuole e delle Accademie militari, i degenti, gli addetti ad ospedali militari, le case per anziani e simili; tutti i fedeli che svolgono stabilmente compiti loro affidati dall’Ordinario militare o con il suo consenso.

Il mondo militare ha proprie regole e tradizioni: dalla “militarità” costitutiva di questo mondo non va escluso il Clero. Perciò la Chiesa Italiana ha voluto che i Cappellani militari (CC.MM.) fossero inquadrati militarmente, equiparati di rango ai gradi di ufficiali, e vivessero con i militari.

Le forze speciali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Forze speciali italiane e 1º Reggimento "San Marco".

Nell'ambito della Forze Armate sono stati nel tempo designati alcune unità per condurre operazioni speciali, coordinati dal Comando interforze operazioni Forze Speciali - CO.F.S.. Sono così suddivise:

Le forze da sbarco costituiscono la componente anfibia delle Forze Armate, che è composta da due reggimenti di fucilieri di Marina (San Marco e Carlotto), da un reggimento di lagunari dell'Esercito (Serenissima) e dal Gruppo Mezzi da sbarco.

Spesa per la difesa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Spesa per la Difesa.

Nel Documento Programmatico Difesa 2014-2016 [1] , come da prassi consolidata del Ministero, si pone attenzione nel separare le principali tipologie di spesa. Quelle a funzioni puramente militari, sono accomunate sotto la voce "Funzione Difesa". Quelle dell'Arma dei Carabinieri sotto la voce "Funzione Sicurezza del Territorio". Le restanti voci sotto "Funzioni esterne" (a titolo di esempio il rifornimento idrico delle isole).

La tabella sottostante riporta in milioni di euro i dati delle Leggi di Bilancio relative. Non sono comprese le spese straordinarie per le missioni, e soprattutto i contributi (non irrilevanti) del Ministero dello Sviluppo a programmi di sviluppo italiani di tipo militare.

Tipologia 2009 2014
Funzione Difesa 14.339 14.076
Funzione Sicurezza Territorio 5.592 5.687
Funzioni Esterne 116 99
Pensioni provvisorie Ausiliaria  ? 449
Totale Ministero  ? 20.312

Il dato delle pensioni provvisorie per l'anno 2009 non è riportato, ma per il 2012 assommavano a 356: in due anni sono quindi aumentate del 26%.

Un altro dato che viene enfatizzato è la suddivisione della Funzione Difesa nei tre aspetti principali, come consuetudine nei bilanci militari internazionali.

Suddivisione Funzione Difesa 2009 2014
Personale 9.566 9.511
 % su funzione Difesa 66% 68%
Esercizio 1.888 1.344
 % su funzione Difesa 13% 10%
Investimento 2.885 3.220
 % su funzione Difesa 20% 23%

Il Documento Programmatico Difesa 2014-2016 afferma inoltre che:

« La suddivisione delle spese del settore Personale, di Esercizio e Investimento, è ancora lontana dalla ripartizione rispettivamente del 50%, 25% e 25%, ritenuta ottimale per assicurare un bilanciato sostegno dei vari settori di spesa.[1] »

Operazioni[modifica | modifica sorgente]

Italia[modifica | modifica sorgente]

Le forze armate italiane vengono impiegate nel territorio italiano per far fronte a situazioni particolari (come ad esempio il terremoto dell'Aquila del 2009) o per aiutare le forze di polizia italiane nel mantenimento dell'ordine pubblico e della pubblica sicurezza.

Missioni in corso
Nome missione Inizio Luogo Unità partecipante Militari impiegati
Operazione Strade Sicure[42] 4 agosto 2008 Centri di prima accoglienza, Roma, Milano, Napoli, Crotone, Padova, Verona, Bari, Torino, Palermo, Catania, provincia di Caserta EI, CC inizialmente 3.000, dal 1º luglio 2009 4.250[43]
Operazione Gran Sasso[44] 6 aprile 2009 Abruzzo EI, ~ 1.300[45]
Operazione Strade Pulite[46] 29 novembre 2010 Campania EI, ~ 400
Missioni terminate
Nome missione Durata intervento Luogo Unità partecipante Militari impiegati
Operazione Giotto 2009[47] prima del G8 dell'Aquila - 11 luglio 2009 principalmente L'Aquila EI, AM, MM ~ 2.500[48]

Ambito internazionale[modifica | modifica sorgente]

Dal secondo dopoguerra le forze armate italiane sono state impegnate, prevalentemente sotto l'egida dell'Unione europea, in operazioni di tipo PSO (peace support operations). Fra esse, da citare quelle di peace enforcement, attuate secondo il cap. VII della carta delle Nazioni Unite, e quelle di peacekeeping, previste, invece, nel cap. VI della stessa carta.

Dal 1952 ad oggi sono più di 100 i militari italiani caduti in missione di pace, nell'adempimento del loro dovere durante operazioni che si svolgevano fuori dai confini nazionali. Al 2010, le forze armate italiane partecipavano a 30 missioni che si svolgono in 20 paesi del mondo situati in quattro continenti.[49] sempre secondo i dati relativi allo stesso anno, i militari italiani impegnati nelle missioni all'estero ammontavano a 7.811 unità.[49]

Nell'ambito dell'ONU[modifica | modifica sorgente]

Missioni in corso
Nome missione Inizio intervento italiano Luogo Unità partecipante Militari impiegati[49][50]
UNTSO[51] 1958 Israele, Egitto, Siria e Libano EI 8
UNMOGIP[52] 1959 Confine indo-pakistano  ? 8
MINURSO[53] 1991 Sahara Occidentale EI 5
UNFICYP[54] luglio 2005 Cipro CC 4
UNAMID[55] maggio 2008 Sudan  ? 3
Missioni terminate
Nome missione Durata intervento italiano Luogo Unità partecipante Militari impiegati
UNIKOM[56] aprile 1991 - 6 ottobre 2003 Confine iraqeno-kuwaitiano  ? 1[56]
UNMIBH[57] 21 dicembre 1995 - 31 dicembre 2002 Bosnia-Erzegovina  ? 22[58]
UNMIK[59] giugno 1999 - 29 gennaio 2009 Kosovo  ?, GdF, PS  ?
UNMEE[60] 31 luglio 2000 - dicembre 2005 Etiopia ed Eritrea AM e MM (fino dicembre 2002), CC Prima 140, poi 65 ed infine 25[61]
UNOWA[62] novembre 2004 - novembre 2005 Dakar EI 1[63]
UNMIS (operazione Nilo)[64] 24 marzo 2005 - 5 luglio 2005 (osservatori rimasti fino al 5 luglio 2006) Khartum, Sudan  ? ~ 210[64]
Operazione White Crane[65] 19 gennaio 2010 - ? Muggiano, Civitavecchia, Haiti EI, MM, AM, CC, C.R.I. ~ 900[66]
Operazione Caravella[67] 25 maggio 2010 - ? Port-au-Prince, Haiti CC, AM 110[68]

Nell'ambito della NATO[modifica | modifica sorgente]

Missioni in corso
Nome missione Inizio intervento italiano Luogo Unità partecipante Militari impiegati[49][50]
Operazione Active Endeavour[69] ottobre 2001 Mar Mediterraneo MM 85
ISAF[70] agosto 2003 Afghanistan EI, AM, MM, GdF, CC 3.790 (comprensivo della missione EUPOL Afghanistan)
Nato Training Mission Iraq[71] agosto 2004 Iraq EI, CC 73
Operazione Joint Enterprise[72] aprile 2005 Balcani EI, AM, MM, CC, CM C.R.I., EI-SMOM 1.125 (comprensivo della missione EULEX e del NATO Security Force Training Plan)
Operazione Ocean Shield[69] agosto 2009 Somalia MM 271 (comprensivo dell'EUNAVFOR Atalanta)
Operazione Unified Protector[73] marzo 2011 Libia e mar Mediterraneo MM, AM 12 velivoli e 4 navi
Missioni terminate
Nome missione Durata intervento italiano Luogo Unità partecipante Militari impiegati
MONUC[74] 24 febbraio 2000 - ?  ?  ?
Operazione Allied Harmony[75] 15 dicembre 2002 - 31 marzo 2003 Repubblica di Macedonia  ? 42[76]
Operazione Sparviero[77] 9 ottobre - 6 novembre 2004 Afghanistan EI ~ 500[78]
Operazione Indus[79] 20 novembre 2005 - 1º febbraio 2006 Kashmir pakistano AM, EI ~ 250

Nell'ambito dell'UE[modifica | modifica sorgente]

Missioni in corso
Nome missione Inizio intervento italiano Luogo Unità partecipante Militari impiegati[49][50]
EUPM[80] gennaio 2003 Bosnia ed Erzegovina CC, PdS, personale del Ministero della Giustizia 13
EU BAM Rafah[81] novembre 2005 Striscia di Gaza CC, GdF (dalla seconda metà del 2007) 1
UNIFIL - operazione Leonte[82] settembre 2006 Libano EI, CC, MM 1.780
EUPOL RD Congo[83] giugno 2007 RDC CC 4
EUPOL Afghanistan[84] giugno 2007 Afghanistan GdF 3.790 (comprensivo della forza ISAF)
EULEX[85] febbraio 2008 Kosovo CC, GdF, personale del Ministero della Giustizia, PdS 1.125 (comprensivo della forza impiegata nell'operazione Joint Enterprise e della NATO Security Force Training Plan)
EUMM Georgia[86] settembre 2008 Georgia MM 15
EUNAVFOR Atalanta[87] dicembre 2008 Somalia MM 271 (comprensivo dell'operazione Ocean Shield)
EUTM Somalia[88] gennaio 2010 Uganda e Kenya  ? 19
Missioni terminate
Nome missione Durata intervento italiano Luogo Unità partecipante Militari impiegati
Operazione Joint Forge[89] 24 aprile 1998 - 2 dicembre 2004 Bosnia-Erzegovina EI, CC ~ 1.140[90]
EUMM Balcani[91] 1º gennaio 2001 - 18 ottobre 2006 Balcani EI  ?
Processo di pace in Sudan[92] 18 luglio 2002 - 10 agosto 2005 Sudan EI, ? 6 (2 sotto mandato ONU)
EUFOR Concordia[93] 1 aprile - 15 dicembre 2003 Repubblica di Macedonia  ?  ?
EUFOR Althea[94] 2 dicembre 2004 - 21 dicembre 2010 Bosnia EI, CC  ?
EUPOL Kinshasa[95] 7 aprile 2005 - 30 giugno 2007 Kasangulu, Repubblica Democratica del Congo CC 4[96]
AMIS II[97] luglio 2005 - dicembre 2007 Darfur  ? 4
EUPAT[98] 14 dicembre 2005 - 14 giugno 2006 Repubblica di Macedonia CC, PdS  ?
EUFOR Congo[99] 17 luglio - 30 novembre 2006 Repubblica Democratica del Congo AM, CC ~ 65[100]
Operazione Nicole[101] 25 settembre 2007 - 15 marzo 2009 Ciad e Repubblica Centrafricana  ? 105[102]

Missioni multinazionali[modifica | modifica sorgente]

Missioni in corso
Nome missione Inizio intervento italiano Luogo Unità partecipante Militari impiegati[49][50]
MFO[103] 1982 Egitto e Israele MM 81
TIPH 2[104] 1996 Hebron CC 13
Missioni terminate
Nome missione Durata intervento italiano Luogo Unità partecipante Militari impiegati
Operazione Enduring Freedom[105] 7 ottobre 2001 - 3 dicembre 2006 Mar Arabico MM 380
Operazione Nibbio[106] marzo - settembre 2003 Khowst EI, CC, AM ~ 1.000[107]
Operazione Antica Babilonia[108] agosto 2003 - 1 dicembre 2006 Iraq EI, AM, MM, CC  ?
Operazione Mare Sicuro[109] 6 agosto - 25 novembre 2005 Corno d'Africa MM ~ 180[110]

Missioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Per missioni nazionali si intendono quelle operazioni oltremare frutto di accordi bilaterali fra l'Italia ed i beneficiari dell'attività.[111]

Missioni in corso
Nome missione Inizio intervento italiano Luogo Unità partecipante Militari impiegati[49][50]
Delegazione Italiana Esperti (DIE)[112] agosto 1997 Albania EI, CC 27
Missione Italiana di Assistenza Tecnico-Militare (MIATM)[113] 1988 Malta EI, MM, AM, CC 35
Missioni terminate
Nome missione Durata intervento italiano Luogo Unità partecipante Militari impiegati
Operazione Albania 2[114] 15 aprile 1997 - 25 febbraio 2009 Albania MM  ?
Operazione ALBIT[115] 16 marzo 2000 - ? Albania AM  ?

Festività[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate.

Il 4 novembre è la Festa delle Forze Armate a ricordo della data di emissione del "Bollettino della Vittoria" con il quale venne annunciata nel 1918 la resa dell'Impero austro-ungarico all'Italia che poneva fine alla prima guerra mondiale.

Il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, si tiene tradizionalmente una parata militare a Roma, nel corso della quale reparti delle diverse forze armate sfilano, lungo via dei Fori Imperiali, alla presenza del Presidente della Repubblica.

A Roma, presso l'Altare della Patria, si trova la tomba del Milite Ignoto, tomba simbolica per tutti i caduti delle Forze Armate, soggetta a sorveglianza perenne. La tomba conserva i resti di un caduto della Grande Guerra.

Decorazioni e onorificenze[modifica | modifica sorgente]

La Repubblica Italiana ha diverse onorificenze e decorazioni, divise a loro volta in varie classi o gradi[116]. Quelle più importanti per le forze armate italiane sono le decorazioni al Valor militare, che includono la medaglia d'oro al valor militare (massimo riconoscimento finora ottenuto da 2.136 persone[117]), d'argento, di bronzo e la Croce di guerra al valor militare[118].

Le singole forze armate e la Guardia di Finanza poi hanno decorazioni al valore conferibili unicamente al proprio personale: si tratta della Medaglia al valore di Marina, della Medaglia al valore dell'esercito, della Medaglia al valore aeronautico, della Medaglia al valore dell'arma dei carabinieri e della Medaglia al Valore della Guardia di Finanza.

L'onorificenza più alta di cui può essere insignito un militare italiano è l'Ordine al merito della Repubblica Italiana[119], seguito dall'Ordine militare d'Italia.

Gradi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Distintivi di grado e di qualifica italiani.
Scala gerarchica dei gradi delle forze armate italiane
Ruolo Esercito Italiano Marina Militare Aeronautica Militare Arma dei Carabinieri
ufficiali generali generale[120] ammiraglio[120] generale[120] grado equivalente non previsto
generale di corpo d'armata con incarichi speciali[121] ammiraglio di squadra con incarichi speciali[122] generale di squadra aerea con incarichi speciali[123] generale di corpo d'armata con incarico di comandante generale
generale di corpo d'armata ammiraglio di squadra generale di squadra aerea generale di corpo d'armata
generale di divisione ammiraglio di divisione generale di divisione generale di divisione
generale di brigata contrammiraglio generale di brigata aerea generale di brigata
ufficiali superiori colonnello capitano di vascello colonnello colonnello
tenente colonnello capitano di fregata tenente colonnello tenente colonnello
maggiore capitano di corvetta maggiore maggiore
ufficiali inferiori primo capitano primo tenente di vascello primo capitano primo capitano
capitano tenente di vascello capitano capitano
ufficiali subalterni tenente sottotenente di vascello tenente tenente
sottotenente guardiamarina sottotenente sottotenente
allievo ufficiale aspirante guardiamarina aspirante allievo ufficiale
sottufficiali marescialli

ispettori
primo maresciallo luogotenente primo maresciallo luogotenente primo maresciallo luogotenente maresciallo aiutante sups luogotenente
primo maresciallo primo maresciallo primo maresciallo maresciallo aiutante sups
maresciallo capo capo di prima classe maresciallo di prima classe maresciallo capo
maresciallo ordinario capo di seconda classe maresciallo di seconda classe maresciallo ordinario
maresciallo capo di terza classe maresciallo di terza classe maresciallo
sottufficiali sergenti

brigadieri/sovrintendenti
sergente maggiore capo secondo capo scelto sergente maggiore capo brigadiere capo
sergente maggiore secondo capo sergente maggiore brigadiere
sergente sergente sergente vice brigadiere
graduati VSP

appuntati e carabinieri
caporale maggiore capo scelto sottocapo di prima classe scelto primo aviere capo scelto appuntato scelto
caporale maggiore capo sottocapo di prima classe primo aviere capo appuntato
caporale maggiore scelto sottocapo di seconda classe primo aviere scelto carabiniere scelto
primo caporal maggiore sottocapo di terza classe aviere capo carabiniere
truppa VFP1 e VFP4 caporale maggiore sottocapo primo aviere I VFP non sono previsti nell'Arma dei Carabinieri
caporale comune di prima classe aviere scelto
soldato comune di seconda classe aviere

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Documento programmatico Difesa 2014 in Ministero della Difesa. URL consultato il 14 agosto 2014.
  2. ^ Bollettino della Vittoria al termine della Grande Guerra, 4 novembre 1918
  3. ^ art. 2 regio decreto 8 luglio 1938 n. 1415, ora abrogato e confluito nell'art. 621 del decreto legislativo 10 marzo 2010 n.66
  4. ^ (EN) Italy Military Strenght in globalfirepower.com. URL consultato il 23 maggio 2014.
  5. ^ Il cui ordinamento è stato stabilito con la legge 9 maggio 1940, n. 368, riferita al vecchio Regio Esercito. Vedasi Regio Esercito - Le Specialità in regioesercito.it. URL consultato il 9 febbraio 2011.
  6. ^ La legge fondamentale sul cui ordinamento è quella dell'8 luglio 1926, n. 1178. Vedi Legge 8 luglio 1926, n. 1178 in infoleges.it. URL consultato il 9 febbraio 2011. (cliccare sui vari articoli per scorrere la legge)
  7. ^ Il cui ordinamento è regolato dal R.D.L. 22 febbraio 1937, n. 220. Vedi Le Radici Storiche in aeronautica.difesa.it. URL consultato il 9 febbraio 2011. (con successive modifiche)
  8. ^ Carabiniere in sapere.it. URL consultato il 9 febbraio 2011.
  9. ^ Già la legge n. 121 del 1º aprile 1981 (nuovo ordinamento dell'Amministrazione della pubblica sicurezza) con l'art. 16 ebbe a definire l'Arma dei Carabinieri "forza armata in servizio permanente di pubblica sicurezza". Vedasi Legge n.121 1 aprile 1981. Nuovo ordinamento dell'Amministrazione della pubblica sicurezza in uilps.org. URL consultato il 9 febbraio 2011.
  10. ^ Prima dell'emanazione del decreto infatti il corpo era collocato nell'Esercito Italiano per l'espletamento di compiti militari e di polizia, con duplice dipendenza dai dicasteri della Difesa e dell'Interno
  11. ^ La Costituzione della Repubblica Italiana in governo.it. URL consultato il 9 febbraio 2011.
  12. ^ Il Consiglio supremo di difesa in quirinale.it. URL consultato il 9 febbraio 2011.
  13. ^ Legge 18 febbraio 1997, n. 25 in parlamento.it. URL consultato il 9 febbraio 2011. (art. 1)
  14. ^ a b Organigramma in difesa.it. URL consultato il 9 febbraio 2011.
  15. ^ Comando Operativo di vertice Interforze (COI) in difesa.it. URL consultato il 9 febbraio 2011.
  16. ^ La Costituzione - Articolo 52 in senato.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  17. ^ Libro Bianco della Difesa 2002 in Ministero della Difesa. URL consultato il 28 dicembre 2013.
  18. ^ Atto Camera n. 6433 in senato.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  19. ^ Riforma del Servizio Militare in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  20. ^ Libro Bianco della Difesa 2002 in Ministero della Difesa. URL consultato il 28 dicembre 2013.
  21. ^ La norma, pur non modificando l'articolo 52 della Costituzione, rendeva ripristinabile il servizio militare di leva in Italia solo in particolari ipotesi, oggi contenute oggi nell'art. 1929 del d.lgs 15 marzo 2010 n. 66. ("Codice dell'ordinamento militare.")
  22. ^ Approvata Riforma Di Paola in Analisi Difesa. URL consultato il 28 dicembre 2013.
  23. ^ Rapporto 2013 Guardia di Finanza in Guardia di Finanza. URL consultato il 28 dicembre 2013.
  24. ^ Art. 4 comma 1 legge 23 agosto 2004, n. 226
  25. ^ Art. 11 comma 1 lett. a) e b); art. 2 legge 23 agosto 2004, n. 226
  26. ^ Vedasi ad esempio artt. 702 e 703 d.lgs 15 marzo 2010 n. 66
  27. ^ Art. 933 d.lgs 15 marzo 2010 n. 66
  28. ^ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 122 del 26 maggio 2008
  29. ^ Art. 7 comma 1 decreto legge 23 maggio 2008 n. 92
  30. ^ Art. 7 bis legge 24 luglio 2008, n. 125
  31. ^ Regio decreto 13 dicembre 1871, n. 571: "Tutte le persone soggette alla giurisdizione militare, a mente dell'articolo 323 del Codice penale militare per l'esercito, e dell'art. 362 di quello per la Regia Marina, porteranno, come segno caratteristico della divisa militare, comune all'Esercito ed all'Armata, le stellette a cinque punte sul bavero dell'abito della rispettiva divisa". Il termine "Armata" indicava allora la Marina Militare. Vedi Le stellette militari in infinito.it. URL consultato il 9 febbraio 2011.
  32. ^ Tale aspetto assume particolare rilevanza per tutti gli "ex" militari che svolgono attività professionale nei media (opinionisti, meteorologi, ecc.) dopo il termine del servizio effettivo, che, nella maggior parte dei casi, omettono di specificare la loro posizione di Stato
  33. ^ Art. 18 comma 1 legge 6 marzo 2001 n. 128
  34. ^ Se facenti parte delle sezioni di polizia giudiziaria
  35. ^ Reclutamento in carabinieri.it. URL consultato il 1º gennaio 2014.
  36. ^ Incarico che pure esiste nell'organizzazione dell'Arma, ma che configura solo i capi di stato maggiore) del Comando Generale e delle grandi unità in cui è articolata l'istituzione
  37. ^ Libro Bianco 2002 in Ministero della Difesa. URL consultato il 1º gennaio 2014.
  38. ^ La Storia > 1861 - 1914 in esercito.difesa.it. URL consultato il 7 ott 2010.
  39. ^ Andrea Nativi, Bilancio 2010 Difesa: Se potessi avere...un miliardo all'anno!, Rivista Italiana Difesa, gennaio 2010, p. 36
  40. ^ Si veda Gianfranco Novello - La legione Truppe Leggere del Regno Sardo Piemontese. Le origini della Guardia di Finanza ed. 2009 ed. Ananke - Torino.
  41. ^ Art. 1 comma 1 legge 23 aprile 1959 n. 189
  42. ^ Operazione Strade Sicure - Generalità in difesa.it. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  43. ^ Operazione Strade Sicure - Contributo delle Forze Armate in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  44. ^ Operazione Gran Sasso - Generalità in difesa.it. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  45. ^ Operazione Gran Sasso - Contributo delle Forze Armate in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  46. ^ Operazione Strade Pulite - Generalità in difesa.it. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  47. ^ Operazione Giotto 2009 - Generalità in difesa.it. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  48. ^ Operazione Giotto 2009 - Contributo delle Forze Armate in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  49. ^ a b c d e f g Le Operazioni Militari in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011. (documento ZIP scaricabile aggiornato al 31 dicembre 2010, pagina 1)
  50. ^ a b c d e Numero non comprensivo degli uomini appartenenti al Sovrano Militare Ordine di Malta, alla Guardia di Finanza, alla Polizia di Stato e al Ministero della Giustizia. Vedasi Le Operazioni Militari in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011. (documento ZIP scaricabile, pagina 1, 3ª nota)
  51. ^ Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  52. ^ UNMOGIP in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  53. ^ MINURSO in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  54. ^ Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  55. ^ Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  56. ^ a b UNIKOM - Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  57. ^ UNMIBH (IPTF) in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  58. ^ UNMIBH (IPTF) - Missione in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  59. ^ UNMIK - Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  60. ^ UNMEE in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  61. ^ UNMEE - Contributo nazionale in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  62. ^ Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  63. ^ Il contributo nazionale in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  64. ^ a b Partecipazione italiana alla missione ONU "UNMIS" in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  65. ^ Haiti - Operazione White Crane - Missione in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  66. ^ Haiti - Operazione White Crane - Partecipazione nazionale in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  67. ^ STATO MAGGIORE DELLA DIFESA - Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore - Ufficio Pubblica Informazione - PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA MISSIONE ONU - OPERAZIONE “CARAVELLA” in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  68. ^ Haiti - Operazione Caravella - Contributo nazionale in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  69. ^ a b Forze Navali permanenti della NATO: "Active Endeavour" e "Ocean Shield" in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  70. ^ Afghanistan - ISAF in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  71. ^ Nato Training Mission Iraq - Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  72. ^ Comprensiva di Kosovo Force e dei quartier generali di Skopje, Tirana, Sarajevo. Vedasi Bosnia Erzegovina - NATO HQ Sarajevo in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  73. ^ Operazione "Unified Protector" in difesa.it. URL consultato il 1º aprile 2011.
  74. ^ MONUC in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  75. ^ ALLIED HARMONY in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  76. ^ ALLIED HARMONY - Partecipazione italiana in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  77. ^ Operazione Sparviero in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  78. ^ Operazione Sparviero - contributo nazionale in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  79. ^ PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA MISSIONE NATO “OPERAZIONE INDUS” in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  80. ^ Bosnia Erzegovina - EUPM in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  81. ^ Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  82. ^ UNIFIL - Operazione "Leonte" in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  83. ^ AVVIO DELLA MISSIONE EUPOL RD CONGO in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  84. ^ European Union Police Mission in Afghanistan in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  85. ^ Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  86. ^ Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  87. ^ Oceano Indiano - EUNAVFOR ATALANTA in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  88. ^ EUTM Somalia - Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  89. ^ JOINT FORGE in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  90. ^ JOINT FORGE - Partecipazione italiana in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  91. ^ EUMM - Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  92. ^ Processo di pace per il Sudan in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  93. ^ CONCORDIA - Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  94. ^ European Union Force "Althea" - EUFOR Althea in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  95. ^ Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  96. ^ Contributo Nazionale in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  97. ^ Partecipazione italiana alla missione UE in supporto di "AMIS II" in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  98. ^ European Union Police Mission (EUPOL) - PROXIMA in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  99. ^ EUFOR Congo - Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  100. ^ Contributo nazionale in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  101. ^ EUROPEAN UNION FORCE "CIAD/RCA" - Operazione "Nicole" - Task Force "Ippocrate" in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  102. ^ Contributo Nazionale in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  103. ^ Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  104. ^ TIPH 2 in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  105. ^ STATO MAGGIORE DELLA DIFESA - Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore - Ufficio Pubblica Informazione PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLE INIZIATIVE CONTRO IL TERRORISMO INTERNAZIONALE - “ENDURING FREEDOM” in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  106. ^ Task Force NIBBIO in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  107. ^ STATO MAGGIORE DELLA DIFESA - Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore - Ufficio Pubblica Informazione - Task Force Nibbio in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011. (pag. 4)
  108. ^ STATO MAGGIORE DELLA DIFESA - Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore - Ufficio Pubblica Informazione - PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLA OPERAZIONE MULTINAZIONALE “ANTICA BABILONIA” in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  109. ^ Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  110. ^ Contributo nazionale in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  111. ^ Missioni Nazionali in esercito.difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  112. ^ Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  113. ^ Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  114. ^ Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  115. ^ Generalità in difesa.it. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  116. ^ Le Onorificenze in quirinale.it. URL consultato il 4 marzo 2011.
  117. ^ Medaglia d'oro al valor militare in quirinale.it. URL consultato il 4 marzo 2011.
  118. ^ Medaglia e Croce di Guerra al Valor Militare in quirinale.it. URL consultato il 4 marzo 2011.
  119. ^ Ordine al Merito della Repubblica Italiana in quirinale.it. URL consultato il 4 marzo 2011.
  120. ^ a b c riservato a: Capo di Stato Maggiore della Difesa
  121. ^ riservato a:
  122. ^ riservato a:
  123. ^ riservato a:

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]