Forze armate italiane

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Forze Armate
Immagine:Stemma SMD.jpg
Stemma araldico dello Stato Maggiore della Difesa
Attiva 4 maggio 1861
(costituzione dell'Esercito del Regno d'Italia)
Nazione bandiera Italia
Alleanza NATO
Servizio
Tipo
Ruolo
Dimensione c.a. 308.000 effettivi
c.a. 13.791.000 coscrivibili


(età di abilità alle armi: 15–49 anni)
(stime 2005)

Parte di
Guarnigione/QG
Equipaggiamento
Soprannome
Patrono
Motto Una Vis
Colori
Marcia
Mascotte
Battaglie/guerre
Anniversari 4 novembre Bollettino della Vittoria al termine della Grande Guerra, 4 novembre 1918
Decorazioni
Onori di battaglia
Forze armate
Sito internet
Comandanti
Capo delle Forze Armate
Stendardo del Presidente della Repubblica.
Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica
Ministro della Difesa
Bandiera distintiva del Ministro della Difesa.
on. Ignazio La Russa
Capo di Stato Maggiore della Difesa
Bandiera distintiva del Capo di Stato Maggiore della Difesa.
gen. Vincenzo Camporini
Comandante corrente
Capo cerimoniale
Colonnello del reggimento
Comandanti degni di nota
Simboli
Bandiera --
Stellette
Simbolo
Progetto:Guerra
« La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino [...] L'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica »

Con la locuzione forze armate italiane o, più semplicemente, Forze armate (abbreviato FF.AA.) si indica l'insieme delle forze militari della Repubblica Italiana.

Le Forze Armate sono composte da:

Ad esse si è affiancata l'Arma dei Carabinieri, con compiti di polizia militare, che il Decreto Legislativo 5 ottobre 2000 n. 297 ha "elevato al rango di Forza Armata", rendendola autonoma nell'ambito del Ministero della Difesa.[1].

Sono parte integrante delle Forze Armate anche il Corpo della Guardia di Finanza (inserito organicamente nell'ambito del Ministero dell'Economia e delle Finanze con compiti di polizia economico-finanziaria, di polizia doganale,giudiziaria e pubblica sicurezza), il Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, le Infermiere Volontarie, il Corpo Militare dell'Esercito Italiano e del Sovrano Militare Ordine di Malta e l'Ordinariato Militare. Il personale appartenente alle Forze armate ed ai Corpi armati dello Stato assume la denominazione di "militare".

Indice

[modifica] Struttura organizzativa

Una riunione del Consiglio Supremo di Difesa.

L'organizzazione delle Forze Armate è sempre stata caratterizzata da una rigida struttura gerarchica. Negli ultimi anni, però, numerosi ed importanti mutamenti legislativi hanno introdotto varie novità che, di fatto, hanno modificato profondamente tale caratteristica. L'inserimento di varianti organizzative tipiche delle grandi aziende civili, infatti, hanno reso quella delle Forze Armate una struttura organizzativa cosiddetta "line and staff", in cui, accanto ai tipici e storici rapporti di dipendenza gerarchica ("line"), verticali, che si traducono essenzialmente nella natura dell'"ordine militare", si sono progressivamente inseriti nuove e moderne modalità organizzative "di staff", che affiancano i responsabili delle varie entità organizzative (i "Comandanti") come organismi di elaborazione delle informazioni e di consulenza tecnica specifica, con l'applicazione dei moderni principi del "decision making process".

[modifica] Cenni storici

Con Decreto del Capo Provvisorio dello Stato 4 gennaio 1947, n. 17, fu disposta la riunione in un unico dicastero dei precedenti Ministeri della Guerra, della Marina e dell'Aeronautica che, con propri ordinamenti ed in modo autonomo, avevano fino ad allora presieduto ai compiti organizzativi della difesa militare della Patria. I provvedimenti che hanno poi dato luogo all'effettiva unificazione del Ministero della Difesa sono stati la legge 12 dicembre 1962, n. 1862 ("delega al Governo per il riordinamento del Ministero della Difesa e degli Stati Maggiori e per la revisione sulle leggi sul reclutamento e le circoscrizioni dei Tribunali Militari") e la legge 2 ottobre 1964, n. 1058, con cui tale delega fu rinnovata ed estesa al personale civile per adeguare i ruoli alle esigenze derivanti dall'organizzazione degli uffici dei servizi centrali e periferici, nonchè degli stabilimenti ed arsenali militari.

Al momento dell'unificazione del Ministero della Difesa, le Forze Armate si articolavano in tre differenti settori tradizionali, ciascuno dei quali costituiva una forza armata: l'Esercito[2] (che annoverava prima fra i suoi corpi l'Arma dei Carabinieri), la Marina militare[3] (con alle dipendenze il Corpo delle Capitanerie di Porto) e l'Aeronautica militare[4]. Dall'anno 2000, alle tre Forze Armate è stata affiancata con il rango di Forza Armata autonoma l'Arma dei Carabinieri, che ha comunque mantenuto pressochè inalterati struttura, compiti e la tradizionale duplice dipendenza dal Ministro della Difesa e dal Ministro dell'Interno[5] .

La Guardia di Finanza, come detto, non fa parte dell'Organizzazione del Ministero della Difesa, ma è alle dirette dipendenze del Ministero dell'Economia e delle Finanze. In tal senso, il Comandante Generale della Guardia di Finanza dipende gerarchicamente dal Ministro delle Finanze.

[modifica] I vertici delle Forze Armate

Il Presidente della Repubblica, come sancisce l'articolo 87 della costituzione della Repubblica Italiana, "ha il comando delle Forze Armate". In tale ruolo, derivante dalla sua caratterizzazione come "Rappresentante dell'Unità Nazionale", egli presiede il Consiglio Supremo di Difesa, organo di indirizzo generale per la difesa dello Stato, e si avvale di appositi consiglieri militari per le questioni inerenti le Forze Armate.
L'indirizzo tecnico - politico delle Forze Armate viene, però, dal Ministro della Difesa che "è preposto all'amministrazione militare e civile della Difesa", di cui è il "massimo organo gerarchico e disciplinare".[6]
Dal Ministro della Difesa dipende il Capo di Stato Maggiore della Difesa (che rappresenta il "vertice" dell'organizzazione tecnico-operativa del Ministero della Difesa, che in ambito anglosassone viene contraddistinto con l'acronimo CHOD, Chief of Defense) ed il Segretario Generale della Difesa / Direttore Nazionale degli Armamenti (al vertice dell'organizzazione tecnico-amministrativa).
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, sulla base delle direttive impartite dal Ministro, pianifica, predispone ed impiega le Forze Armate nel loro complesso. Egli (supportato da uno speciale "staff" denominato Stato Maggiore della Difesa, diretto dal Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa) coordina l'organizzazione, la preparazione e l'impiego dello strumento militare nel suo complesso, ha rango gerarchico prevalente su tutto il personale militare italiano e da lui dipendono i Capi di Stato Maggiore delle Forze Armate, il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri (limitatamente ai "compiti militari"[7]) e, per le attribuzioni tecnico - operative, il Segretario Generale della Difesa.
Egli detiene il Comando Operativo delle Forze Armate (in ambito anglosassone, per tale ruolo si usa l'acronimo CINC, Commander in Chief), che, in tempo di pace, viene delegato al Comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze (COI).
Ogni Forza Armata a sua volta si articola in ulteriori "elementi" diversamente denominati aventi ciscuno proprie finalità e struttura ordinativa, raggruppati talora in organizzazioni territoriali, con compiti tecnici, giuridici, amministrativi ed in organizzazioni operative, destinate all'impiego delle operazioni militari, a compiti di addestramento e di sperimentazione.

Per approfondire, vedi la voce Organica.

[modifica] I militari

L'organizzazione delle Forze Armate si designa come organizzazione militare e tra le persone fisiche ad essa appartenenti hanno preminenza coloro che sono incardinati nell'istituzione con un particolare rapporto di servizio, ovvero il servizio militare, e che genericamente si indicano con il nome di militari.

Il segno distintivo che caratterizza in modo univoco il personale militare italiano, anche ai fini dell'applicazione del Diritto Internazionale Umanitario, è la stella a 5 punte, che viene indossata su tutti gli indumenti di ordinanza[8]. Tale segno distintivo è applicato anche sulla prua delle navi militari.
Secondo quanto previsto dalla Legge 382/78 "Norme di Principio sulla disciplina militare", successivamente integrata dal D.P.R. 18 luglio 1986 n. 545 "Regolamento di Disciplina Militare", i militari sono cittadini che, in base ad un giuramento di fedeltà alla Repubblica Italiana prestato in forma solenne, si impegnano a difenderlo, osservandone la Costituzione e le Leggi e ad adempiere "con disciplina ed onore" a tutti i doveri connessi con uno status giuridico che limita in modo sensibile alcune libertà che la Costituzione garantisce per tutti gli altri cittadini. A titolo di esempio, è da ricordare che i militari non hanno diritto di sciopero e che la Legge prevede forti limitazioni alla loro libertà di espressione, di associazione e di movimento.
Lo status militare è riferito a fonti normative di vario livello che definiscono:

  • le modalità di ingresso del Cittadino italiano nelle Forze Armate, attraverso bandi di arruolamento ed i pubblici concorsi;
  • lo stato giuridico;
  • le procedure di impiego;
  • le modalità di avanzamento di carriera.

Per quanto concerne, in particolare, lo stato giuridico, di particolare importanza è il concetto di "posizione di Stato", che definisce, appunto, la situazione di servizio in cui il militare si trova. In particolare, il militare può essere in servizio effettivo, in aspettativa, in Ausiliaria e in quiescenza (la cosiddetta "pensione"). Il militare mantiene il grado conseguito durante il servizio effettivo per tutta la vita. Nel caso in cui, però, si trovi in posizione di quiescenza o Ausiliaria, il militare è tenuto a specificarlo quando si presenti utilizzando il grado.[9] Il Cittadino "militare" riferisce i suoi comportamenti all'Etica militare, è sottoposto ad una disciplina militare (che definisce, fra l'altro, le sanzioni da irrogare nel caso di violazioni e le menzioni da attribuire nel caso di comportamenti particolarmente meritori) e ad una legge penale militare.

[modifica] Dipendenza gerarchica e caratterizzazione dei militari in determinate situazioni

Elementi delle Forze Armate possono, in determinate situazioni, trovarsi alle dipendenze di autorità diverse da quelle militari: così il personale della Guardia Di Finanza e dell'Arma dei Carabinieri talora è impiegato in attività alle dipendenze dell'autorità di pubblica sicurezza ovvero dall'Autorità Giudiziaria (in particolare delle procure della Repubblica)[10], ovvero dei titolari di ambasciata italiana all'estero. Oppure, il personale del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera quando opera alle dipendenze del Ministero delle Infrastrutture nell'esercizio delle funzioni amministrative attinenti alla navigazione ed al traffico marittimo.
Altra situazione è quella nella quali si trovano i militari quando impiegati in ruolo di ordine pubblico alle dipendenze di Funzionari di Corpi Armati non militari (per esempio, la Polizia di Stato). In tal caso, limitatamente al periodo ed alle condizioni di impiego, i militari, che devono essere sempre affiancati da appartenenti all'Arma dei Carabinieri alla Guardia Di Finanza o alla Polizia di Stato, assumono anche la funzione (che, normalmente non ricoprono) di Agente di Polizia Giudiziaria.

[modifica] Esercito Italiano

Per approfondire, vedi la voce Esercito Italiano.

Nato come Regio Esercito, dall'unificazione dell'Armata sarda con gli altri eserciti preunitari, per decreto del 4 maggio 1861, l'Esercito Italiano è la prima forza armata dello Stato e contava, nel 2006 su un organico di 114.400 unità (di queste 85.000 fanno parte delle forze operative, mentre 27.000 sono assegnate alle unità di sostegno). Dispone di 200 carri armati Ariete, 120 Leopard I, 300 Centauro, 200 Dardo, 249 Freccia (in acquisto), 70 Pzh 2000, 192 M109, 22 MLRS.

[modifica] Marina Militare

Per approfondire, vedi le voci Marina Militare e Corpo delle capitanerie di porto - Guardia Costiera.
La portaerei Cavour.

Nata come Regia Marina dall'unificazione della Marina sarda con le altre marine preunitarie, la Marina Militare è la seconda forza armata dello Stato, con un organico di 34.000 effettivi nel 2003. Ad essa sono affidati il controllo e la condotta delle operazioni navali nelle acque territoriali ed internazionali.

Ad essa è devoluto, inoltre, il compito di pattugliamento delle coste tramite il Corpo delle capitanerie di porto - Guardia Costiera. La sua flotta è composta da 2 portaerei, 4 cacciatorpediniere, 12 fregate, 8 corvette, 4 unità veloci da combattimento, 7 sottomarini, 3 navi da sbarco, 3 navi da rifornimento.

Nel suo organico ha anche un reparto di forze speciali, il Comando subacquei ed incursori (COMSUBIN).

[modifica] Aeronautica Militare

Un EF 2000 al decollo.
Per approfondire, vedi la voce Aeronautica Militare.

Nata come Regia Aeronautica, l'Aeronautica Militare è la terza forza armata dello Stato (in ordine di anzianità, ossia di anno di fondazione), con un organico di 48.000 effettivi nel 2003. Ad essa sono devolute le operazioni di difesa aerea del territorio e degli interessi nazionali, nonché quelle di trasporto aereo. In passato si è anche occupata del controllo del traffico aereo nello spazio aereo nazionale. Per lo svolgimento del ruolo di Difesa aerea, l'Aeronautica Militare ha a disposizione una trentina di F-16 e un centinaio di Eurofighter Typhoon. Per quanto riguarda, invece, le missioni di attacco e ricognizione, ha in dotazione i Tornado (in varie versioni), gli AMX e gli Aermacchi MB-339, a cui si aggiungeranno, nel prossimo futuro, i nuovissimi Joint Strike Fighters. Per il trasporto aereo, infine, ricorre ai C-130J "Hercules", ai neo-arrivati c27J "spartan" ed ai nuovissimi Boeing KC-767, nel doppio ruolo di cargo e aerorifornitore. L'Aeronautca Militare ha in dotazione anche diversi velivoli non pilotati UAV per la ricognizione delle Aree di Operazioni ed è responsabile anche del Soccorso Aereo (Search and Rescue - SAR). Nel suo organico ha anche un Reparto di Forze Speciali per Operazioni di Combat-SAR.

[modifica] Arma dei Carabinieri

Per approfondire, vedi la voce Arma dei Carabinieri.

Nata come corpo dei Reali Carabinieri, l'Arma dei Carabinieri è la quarta forza armata dello Stato. Ha fatto parte dell'Esercito Italiano fino all'5 ottobre 2000, data di pubblicazione del Decreto Legislativo n. 297 che l'ha elevata al rango di forza armata. La dipendenza dal Capo di Stato Maggiore della Difesa riguarda, però solo gli aspetti di Polizia Militare e quelli riguardante il personale impiegato in operazioni militari fuori area. Per i rimanenti compiti di istituto, attuati dalla maggior parte dei circa 112.000 Carabinieri, l'Arma dipende da altri dicasteri dello Stato (Ministero dell'Interno,in primis, e funzionalmente da quei Ministeri preso i quali operano i militari dell'organizzazione speciale dell'Arma, quali NAS, NOE, Politiche agricole e alimentari, ecc.). A differenza delle altre Forze armate, l'Arma dei Carabinieri non è comandata da un Capo di Stato Maggiore[11], ma da un Comandante Generale, carica comunque equipollente a quella di Capo di SM delle Forze armate.

[modifica] I Corpi Armati dello Stato

[modifica] La Guardia di Finanza

Per approfondire, vedi la voce Guardia di Finanza.
Stemma del corpo della Guardia di Finanza.

Secondo quanto riportato dalla Legge 23 aprile 1959, n. 189, che ne definisce l'ordinamento, il Corpo della Guardia di Finanza dipende direttamente ed a tutti gli effetti dal Ministro delle Finanze, fa parte integrante delle Forze Armate dello Stato e della Forza pubblica ed ha il compito di:

Il Comandante Generale della Guardia di Finanza è un Ufficiale generale che proviene dai ruoli dell'Esercito Italiano.

[modifica] Il Corpo Militare della Croce Rossa Italiana Ausiliario delle FF.AA.

Per approfondire, vedi le voci Corpo Militare della Croce Rossa Italiana e Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana.

Il Corpo è entrato ufficialmente nel novero dei Corpi Armati dello Stato con la concessione della Bandiera di Guerra avvenuta con legge 25.06.1985 n. 342. In virtù delle convenzioni di Diritto Internazionale Umanitario ed in forza delle leggi vigenti in Italia, il Corpo Militare può essere impiegato sia in tempo di pace che in tempo di guerra.

In tempo di guerra o comunque in caso di conflitto armato il Corpo Militare della CRI: - provvede allo sgombero ed alla cura dei feriti e dei malati; - svolge i compiti di carattere sanitario ed assistenziale connessi con l'attività di Difesa Civile; - gestisce le incombenze connesse con la ricerca e l'assistenza dei prigionieri di guerra, degli internati e dei dispersi, dei profughi, dei deportati e dei rifugiati;

In tempo di pace il Corpo Militare della CRI è tenuto ad attendere, secondo le direttive e sotto la vigilanza del Ministero della Difesa, alla preparazione del personale, dei materiali, dei mezzi e delle strutture di pertinenza, al fine di assicurare costantemente l'efficienza dei relativi servizi in qualsiasi circostanza (artt. 10 e 11 del DPR n. 613/1980).

[modifica] Il Corpo Speciale Ausiliario dell'Esercito Italiano - Sovrano Militare Ordine di Malta

Per approfondire, vedi la voce Corpo militare dell'ACISMOM.

Il Corpo Militare, facente parte del soggetto autonomo di Diritto Internazionale denominata "Sovrano Militare Ordine di Malta" (SMOM) nasce il 20 marzo 1876 con la prima convenzione per la “cooperazione” con il Servizio Sanitario dell’Esercito con l'obiettivo di provvedere all’assistenza sanitaria e spirituale dei malati e feriti in guerra. Il Corpo è entrato ufficialmente nel novero dei Corpi Armati dello Stato con la concessione della Bandiera di Guerra avvenuta per mano del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con Legge 2 Agosto 1999 n. 27. Dalla fine della 2a Guerra Mondiale il Corpo Militare si dedica essenzialmente all'assistenza delle popolazioni colpite da catastrofi naturali e pubbliche calamità, sia in Italia che in nord Africa. Dal 1991 il Corpo Militare dello SMOM partecipa alle attività di Polizia Internazionale nei territori della ex Jugoslavia e, a partire dal 2004, alcuni Ufficiali Medici del Corpo Militare sono integrati nelle strutture sanitarie al seguito delle Forze Armate Italiane presenti nei Balcani per lo svolgimento di varie Operazioni umanitarie e di assistenza. Il Corpo militare dell' Associazione dei cavalieri italiani dell'Ordine di Malta (ACISMOM) speciale ausiliario dell'Esercito italiano nasce il 20 marzo 1876 con la prima convenzione per la “cooperazione” con il Servizio Sanitario dell’Esercito con l'obiettivo di provvedere all’assistenza sanitaria e spirituale dei malati e feriti in guerra.

[modifica] Ordinariato Militare

Per approfondire, vedi la voce Ordinariato militare.

L’Ordinariato Militare Italiano è una Diocesi con caratteristiche peculiari, non essendo il territorio ma il servizio a caratterizzare questa realtà. Appartengono all’O.M.I.: i fedeli militari; i civili al servizio delle Forze Armate (FF.AA.), le loro famiglie (coniuge e figli anche maggiorenni se conviventi); i parenti e le persone di servizio conviventi; gli allievi delle Scuole e delle Accademie militari, i degenti, gli addetti ad ospedali militari, le case per anziani e simili; tutti i fedeli che svolgono stabilmente compiti loro affidati dall’Ordinario Militare o con il suo consenso. Il mondo militare ha proprie regole e tradizioni: dalla “militarità” costitutiva di questo mondo non va escluso il Clero. Perciò la Chiesa Italiana ha voluto che i Cappellani Militari (CC.MM.) fossero inquadrati militarmente, equiparati di rango ai gradi di ufficiali, e vivessero con i militari.

[modifica] Alimentazione delle forze armate

Sino alla fine del XX secolo, l'alimentazione delle forze armate è avvenuto tramite il meccanismo della leva militare, che, attuando alla lettera il citato articolo 52 della Costituzione, rendeva obbligatorio per tutti i cittadini italiani maschi fisicamente idonei il servizio militare, da prestare in uno degli enti militari nazionali per un periodo di dodici mesi.

[modifica] La sospensione della leva obbligatoria

Bandiere di guerra delle Forze Armate e della Guardia Di Finanza
235º Reggimento di fanteria “Piceno”, con estese componenti femminili, in sfilata per la festa del Repubblica il 2 giugno 2007

Il 3 settembre 1999, il Consiglio dei Ministri approvò il disegno di legge che doveva avviare il processo per giungere alla fine della coscrizione obbligatoria.

Il provvedimento fu presentato alla Camera dei deputati l'8 ottobre 1999 quale disegno di legge n. 6433 "Delega al Governo per la riforma del servizio militare".

Nella relazione di accompagnamento si legge:

« Le forze militari [...] oltre al tradizionale e perdurante ruolo di difesa della sovranità ed integrità nazionale, sono chiamate ad una funzione più dinamica per garantire la stabilità e la sicurezza collettiva con operazioni di gestione delle crisi e di supporto della pace. Ciò implica la necessità di trasformare lo strumento militare dalla sua configurazione statica ad una più dinamica di proiezione esterna, con più rapidi tempi di risposta all'insorgere dell'esigenza ed una più completa e complessa preparazione professionale.

Il modello interamente volontario è quello che meglio risponde a questa nuova connotazione e funzione dello strumento militare. (...) Non si tratta, peraltro, di abolire la coscrizione obbligatoria, ma solo di prevederla in casi eccezionali, quali quelli di guerra o di crisi di particolare rilevanza, che richiedano interventi organici.

Tra l'altro non è possibile sottacere che il rilevante calo demografico in atto in Italia unito all'incremento del fenomeno dell'obiezione di coscienza rende sempre più difficile raggiungere contingenti di leva idonei a soddisfare le esigenze qualitative e quantitative delle forze armate. Difficoltà acuite sia dalla spinta alla regionalizzazione sia dalla riduzione a dieci mesi della durata del servizio militare che ha ridotto il periodo di reale operatività dei militari di leva, insufficiente per determinati settori o particolari sistemi d'Arma.

Per procedere alla trasformazione dello strumento militare, occorre innanzitutto definire le nuove dimensioni delle forze armate professionali, ovvero il punto di arrivo della connessa contrazione.

Pur tenendo ferma l'esigenza di rispettare gli impegni operativi assunti, il passaggio da un modello misto ad uno tutto professionale, composto da personale maschile e femminile, potrà permettere di conseguire una ulteriore riduzione quantitativa per il più alto coefficiente di utilizzo del personale tutto volontario e per il recupero discendente dal riordino del settore del reclutamento e della componente addestrativa e formativa. Partendo dall'attuale (anno 1999) livello di circa 270 mila uomini, l'insieme di questi fattori fa ritenere perseguibile, pur rispettando gli attuali impegni operativi assunti, una riduzione dello strumento militare interamente professionale a 190 mila unità, ovvero di ben 80 mila unità in meno della consistenza attuale»

Il processo che prese il via dal citato provvedimento normativo è stato completato. Adesso, le forze armate italiane sono costituite soltanto da personale volontario contraddistinto da alti livelli di specializzazione ed il personale femminile è ormai diventato parte integrante dello strumento militare, ricoprendo non solo ruoli logistici ma anche operativi, partecipando direttamente alle operazioni fuori area che, nel frattempo, hanno avuto luogo.

[modifica] Spesa per la difesa

Per approfondire, vedi la voce Spesa per la Difesa.

Come riportato nel Bilancio dello Stato, le spese per la Difesa dello Stato ammontano, per l'anno 2009, a 20.299.000.852€, così ripartiti: Uffici di diretta dipendenza del Ministro: 25M€, spese di Bilancio ed Affari Finanziari: 998M€, Segretariato Generale della Difesa: 5.663M€, Esercito Italiano: 4.185M€, Marina Militare: 1.549M€, Aeronautica Militare: 2.342M€, Arma dei Carabinieri: 5.504M€.[12]

[modifica] NATO

Per approfondire, vedi la voce NATO.

Dal 4 aprile 1949 l'Italia è parte della NATO (qui il sito ufficiale), Organizzazione del Trattato Nord Atlantico, alleanza che compende 26 Stati, dei quali 21 sono membri anche dell'Unione Europea. Far parte dell'Alleanza Atlantica significa, fra l'altro, per lo Stato Membro:

  • mettere a fattor comune le necessità di Difesa dello Stato con quelle degli altri Paesi aderenti alla NATO, in un'ottica di "difesa comune degli spazi euro-atlantici". Secondo questo approccio, in base all'Art. 5 del Trattato, ogni attacco portato al territorio di uno degli Stati membro della NATO provoca la reazione immediata degli altri, che mettono in atto a difesa dello Stato attaccato le azioni (militari, politiche e diplomatiche) che avrebbero trovato luogo nel caso di attacco diretto al loro territorio;
  • tenere in considerazione, oltre alle esigenze di Difesa relative al territorio nazionale ed agli interessi nazionali, anche le esigenze legate all'adesione dello Stato alla NATO, in termini di contributo militare (truppe e mezzi) e finanziario alle attività dell'Alleanza. Ciò ha riflessi non solo nell'ambito della pianificazione strategica dello strumento militare italiano, ma anche per quanto concerne la redazione del bilancio dello Stato, che deve prevedere adeguati fondi "di partecipazione" all'Alleanza.

[modifica] Operazioni

La bandiera dell'ONU.
La bandiera della NATO.
La bandiera dell'Unione Europea.

Dal secondo dopoguerra le forze armate italiane sono state impegnate, prevalentemente sotto l'egida dell'ONU, in operazioni di tipo PSO (peace support operations). Fra esse, da citare quelle di peace enforcement, attuate secondo il cap. VII della carta delle Nazioni Unite, e quelle di peace keeping, previste, invece, nel cap. VI della stessa carta. Dal 1952 ad oggi sono più di 100 i militari italiani caduti in missione di pace, nell'adempimento del loro dovere durante operazioni che si svolgevano fuori dai confini nazionali. Le forze armate italiane attualmente partecipano a 25 missioni che si svolgono in 18 paesi situati in tre continenti. Fra queste:

Sono circa 7.600 i militari italiani impegnati nelle missioni e, più precisamente:

  • Teatro balcanico: circa 2.250;
  • Afghanistan: circa 2.100;
  • Libano: circa 2.450;
  • Bosnia: circa 550
  • rimanenti missioni: circa 260

[modifica] Festa delle Forze Armate, Festa della Repubblica e tomba del Milite Ignoto

Il 4 novembre è la Festa delle Forze Armate a ricordo della data di emissione del Bollettino della Vittoria con il quale venne annunciata nel 1918 la resa dell'Impero Austro-ungarico all'Italia che poneva fine alla prima guerra mondiale.

Il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, si tiene tradizionalmente una parata militare a Roma, nel corso della quale reparti delle diverse forze armate sfilano, lungo la via dei Fori Imperiali, alla presenza del Presidente della Repubblica.

A Roma, presso l'Altare della Patria al Vittoriano, si trova la tomba del Milite Ignoto, tomba simbolica per tutti i caduti delle Forze Armate, soggetta a sorveglianza perenne. La tomba conserva i resti di un caduto della Grande Guerra.

[modifica] I decorati di Medaglia d'Oro al valor Militare

nastrino indicante la Medaglia d'oro al valor militare

Le decorazioni al Valor Militare vengono concesse per stigmatizzare particolari atti di eroismo compiuti durante Operazioni militari. Tra queste, le medaglie d'Oro assumono particolare rilevanza per l'eccezionalità degli atti a riferimento. Dal 1860 ad oggi, sono 2581 i decorati di Medaglia d'Oro al Valor Militare. Qui [1] , nel sito Ufficiale del Quirinale si può trovare l'elenco ufficiale completo.
Particolarmente dense di significato sono le sottonotate onorificienze:

  • Enrico Toti 1916
  • Flottiglia MAS Alto Adriatico 1917
  • Gabriele D'Annunzio 1919
  • Nazario Sauro 1919
  • 77° Reggimento "Lupi di Toscana" (2)- 1920
  • Reggimento Granatieri Brigata "Granatieri di Sardegna" (3) 1860, 1920
  • Giulio Cesare Graziani 1941
  • Amedeo di Savoia Duca d'Aosta 1941
  • Junio Valerio Borghese 1941
  • Brigata Alpina Julia (4)
  • Divisione "Acqui" (4) 1943)
  • Sommergibile "Scirè" 1943
  • X Flottiglia "MAS" (2) 1943
  • Alberto Li Gobbi 1944
  • Città di Napoli 1944
  • Corpo Volontari della Libertà 1945
  • Città di Firenze 1945
  • Università di Padova 1945
  • Battaglione Universitario Toscano 1948
  • Aeronautica Militare Italiana 1949
  • 185°, 186° e 187° Reggimento Paracadutisti "Folgore" 1963
  • Disperso ignoto della campagna di Russia 1992
  • Comune di Stazzema 1970
  • Gianfranco Paglia 1994.

[modifica] Note

  1. ^ con l'ordinamento previgente, l'Arma dei Carabinieri era collocata nella Forza armata Esercito per l'espletamento di compiti militari e di polizia, con duplice dipendenza dai dicasteri della Difesa e dell'Interno
  2. ^ Il cui ordinamento è stato stabilito con la legge 9 maggio 1940, n. 368
  3. ^ la legge fondamentale sul cui ordinamento è quella dell'8 luglio 1826, n. 1178
  4. ^ il cui ordinamento è regolato dal R.D.L. 22 febbraio 1937, n. 220
  5. ^ Già la legge 121/1981 di riforma della Polizia di Stato con l'art. 16 ebbe a definire l'Arma dei Carabinieri "forza armata in servizio permanente di pubblica sicurezza"
  6. ^ Legge 18 febbraio 1997, n. 25
  7. ^ Capo II del Decreto Legislativo 5 ottobre 2000, n. 297
  8. ^ La stella a cinque punte indica il Cittadino italiano che, in caso di guerra, può avvalersi della caratterizzazione come "legittimo combattente", tutelata dalle Convenzioni internazionali. In mancanza di tale segno distintivo (che, come detto, lo identifica come appartenente alle Forze Armate italiane "regolari"), il soggetto combattente non può avvalersi di tale tutela.
  9. ^ Tale aspetto assume particolare rilevanza per tutti gli "ex" militari che svolgono attività professionale nei media (opinionisti, previsori meteo, ecc.) dopo il termine del servizio effettivo, che, nella maggior parte dei casi, omettono di specificare la loro posizione di Stato
  10. ^ se facenti parte delle Sezioni di polizia giudiziaria
  11. ^ incarico che pure esiste nell'Organizzazione dell'Arma, ma che configura solo i Capi degli Staff (Stato Maggiore) del Comando Generale e delle Grandi Unità in cui è articolata l'istituzione
  12. ^ Ministero della Difesa - Bilancio per Capitoli - Decreto 30 dicembre 2008

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni


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