Port-au-Prince

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Port-au-Prince
comune
Port-au-Prince – Veduta
Localizzazione
Stato Haiti Haiti
Dipartimento Ovest
Arrondissement Port-au-Prince
Amministrazione
Sindaco Jean-Yves Jason
Territorio
Coordinate 18°32′21″N 72°20′06″W / 18.539167°N 72.335°W18.539167; -72.335 (Port-au-Prince)Coordinate: 18°32′21″N 72°20′06″W / 18.539167°N 72.335°W18.539167; -72.335 (Port-au-Prince)
Altitudine 98 m s.l.m.
Superficie 36,04 km²
Abitanti 897 859[1] (2009)
Densità 24 912,85 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC-5
Cartografia
Mappa di localizzazione: Haiti
Port-au-Prince

Port-au-Prince (in creolo haitiano Pòtoprens) è la capitale di Haiti e anche la sua città più importante. Amministrativamente è anche il capoluogo dell'arrondissement omonimo e del dipartimento dell'Ovest.

Port-au-Prince è il più importante centro culturale, portuale e commerciale del Paese. Vi hanno sede l'Università statale di Haiti (fondata nel 1920), numerose istituzioni nazionali, nonché distillerie, impianti tessili, oleifici, fabbriche alimentari e di lavorazione del tabacco e dello zucchero.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Sorge sul Golfo di Gonâve, sulla costa occidentale dell'isola di Hispaniola. La baia su cui sorge la città sosteneva le attività economiche già dai tempi in cui la civiltà Arawak insediava la zona. L'area urbana di Port-au-Prince è divisa in diversi comuni, a sud-est del centro si trova l'importante città di Petionville, a nord, nelle vicinanze dell'aeroporto sorge Delmas, e infine a sud-ovest Carrefour. Recentemente si è separata da Port-au-Prince anche Cité Soleil, la più grande bidonville della città. Adiacenti al mare si trovano i distretti commerciali, mentre i quartieri residenziali si trovano perlopiù sulle colline che fronteggiano la città.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Il numero dei suoi abitanti è difficile da accertare a causa delle numerose baraccopoli presenti proprio sulle colline, tuttavia recenti stime hanno calcolato una cifra che si aggira tra i 2,5 e i 3 milioni di persone. La maggior parte di queste sono di discendenza africana, ma una rilevante minoranza mulatta controlla molte delle aziende cittadine. C'è inoltre un numero considerevole di residenti ispanici, nonché piccole quantità di caucasici, haitiani arabi e mediorientali.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1706 il capitano De Sainte-Andrè, partito alla volta della baia su un'imbarcazione di nome Le Prince, ribattezzò l'intera area ove sorgeva l'insediamento de L'Hopital Port-au-Prince (Porto del Le Prince). Tuttavia l'intera area continuò a chiamarsi L'Hopital per lungo tempo.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Prima dell'arrivo degli Europei si stima che nell'area vivessero circa 400.000 persone. Tuttavia dopo il 1492 venne instaurato un protettorato spagnolo, ma una forma di governo locale sopravvisse, almeno in un primo momento. In seguito, il governatore Nicolás de Ovando decise di assumere un controllo totale del territorio, eliminando la famiglia di Anacaona, la sovrana taino che dominava quei territori e decimando la popolazione amerindia locale. Per rafforzare il dominio spagnolo sull'isola Ovando decise di creare nuove città, una di esse Santa Maria de la Paz Verdadera, venne subito abbandonata dai suoi nuovi abitanti. Deciso a portare a termine i propri obiettivi il governatore fondò un'altra città: Santa Maria del Puerto. Ma anch'essa non ebbe vita felice, nel 1535 fu bruciata dai Francesi e nel 1592 venne distrutta dagli Inglesi. A causa di questi attacchi gli Spagnoli decisero di abbandonare definitivamente l'area nel 1606. Seguirono quindi cinquant'anni d'oblio, nei quali la popolazione diminuì drasticamente. Solo grazie ai bucanieri ed ai mercanti di cuoio olandesi l'area riprese ad essere popolata e trafficata. Nel 1650 i filibustieri francesi, provenienti dall'isola di Tortuga, si stanziarono presso Trou-Borded e non lontano dalla costa edificarono un ospedale, da qui, tutta la zona circostante venne chiamata l'Hopital. Anche se in zona non vi fossero sue comunità o sue città, la Spagna reclamò come propri quei territori e attaccò i filibustieri francesi dell'Hopital, considerati degli occupanti. Fu un disastro per gli assedianti e nel 1697, col Trattato di Ryswick, la Spagna rinunciò ad ogni rivendicazione sulla zona dell'Hopital che, passò di fatto in mano francese. Venne fondata dunque la nuova città di Ester, dotata di ampie strade, di numerose attività economiche e di un governatore, ma un incendio nel 1711 pose fine all'esistenza di Ester. Ma la presenza francese non cessò di crescere e venne fondata così una nuova città: Léogane. La presenza dei filibustieri, che garantivano all'autorità coloniale una difesa dagli attacchi degli Inglesi, iniziò ad essere sgradita, a causa della loro eccessiva indipendenza e potenza militare. Il governatore Choiseul-Beaupré decise di porre sotto il suo controllo L'Hopital che venne abbandonato dai suoi gestori, i filibustieri, che divennero coltivatori e primi veri coloni della zona. Attorno alla metà del XVIII secolo sorse la necessità di individuare una capitale per Saint-Domingue, Petit-Goâve venne scartata a causa del suo clima malarico, Léogane invece fu scartata per la sua scarsa difendibilità, nacque così Port-au-Prince. Dal 1770 (anno in cui fu devastata da un grave terremoto) al 1804 fu capitale della colonia francese di Saint-Domingue: nella periferia, nel 1803, si combatté lo scontro decisivo per l'indipendenza haitiana dalla Francia. Nel 1804, Haiti ottenne l'indipendenza, e Port-au-Prince fu scelta come capitale, nel 1807 fu aperta al commercio estero. L'importanza storica della città è testimoniata da diversi monumenti, tra cui la basilica di Notre-Dame e il Palazzo del Governo. Nel 1949 Port-au-Prince fu sede dell'esposizione universale per celebrare il bicentenario della fondazione della città.

Il terremoto del 2010[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terremoto di Haiti del 2010.

Il 12 gennaio 2010, alle ore 21:53:09 UTC, un violento terremoto di magnitudo 7,0 M_\mathrm{w}, seguito da numerose repliche di intensità superiore a 5,0 M_\mathrm{w}, ha colpito l'entroterra di Haiti in prossimità della capitale.[2][3]

Il numero di vittime e l'entità dei danni materiali provocati dal sisma sono ancora sconosciuti, ma sono apparsi subito ingenti, con notizie che indicavano un numero di morti compreso tra decine di migliaia e 500.000[4][5]. Secondo la Croce Rossa Internazionale, il terremoto avrebbe coinvolto più di 3 milioni di persone[6] e circa 45.000–50.000 persone sarebbero rimaste uccise.[7] Molti edifici della capitale, compresi i quattro ospedali cittadini[8], il Palazzo presidenziale e la sede del parlamento (Assemblea nazionale di Haiti)[9], la cattedrale[10], il quartier generale della missione ONU di peacekeeping MINUSTAH[11], sono andati distrutti o gravemente danneggiati.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i principali sistemi di trasporto haitiani si trovano vicino o attraversano la sua capitale, comprese le due strade principali del paese che vanno da un capo all'altro del territorio. Oltre all'importante porto, la città è servita dall'Aeroporto Internazionale Toussaint Louverture, ubicato a circa 10 km a nord della città, il quale gestisce la maggior parte dei voli internazionali da e per Haiti.

Persone legate a Port-au-Prince[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Population totale, population de 18 ans et plus menages et densites estimes en 2009 (PDF), IHSI. URL consultato l'8-3-2012.
  2. ^ USGS Magnitude 7.0 – HAITI REGION. URL consultato il 15 gennaio 2010.
  3. ^ ingv.it Magnitudo(Mw) 7 - Haiti - Evento su terraferma, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
  4. ^ Terremoto a Haiti: migliaia i morti, ANSA, 12 gennaio 2010
  5. ^ Leading Haitian senator Youri Latortue said today the death toll could be as high as 500.000, The Sun, gennaio 2010.
  6. ^ Daniel Morel, Red Cross: 3M Haitians Affected by Quake, CBS News. URL consultato il 15 gennaio 2010.
  7. ^ Haiti earthquake death toll 'may be 50,000' in BBC News, BBC, 14 gennaio 2010. URL consultato il 15 gennaio 2010.
  8. ^ Dems' Haiti Fundraising Email: 'Put Politics Aside For A Moment, Talking Points Memo, 14 gennaio 2010. URL consultato il 15 gennaio 2010.
  9. ^ Quake 'levels Haiti presidential palace' in Sydney Morning Herald, 13 gennaio 2010. URL consultato il 15 gennaio 2010.
  10. ^ Keith Fournier, Devastating 7.0 Earthquake Hammers Beleagured Island Nation of Haiti in Catholic Online, 13 gennaio 2010. URL consultato il 15 gennaio 2010.
  11. ^ Briefing by Martin Nesirky, Spokesperson for the Secretary-General, and Jean Victor Nkolo, Spokesperson for the President of the General Assembly in United Nations, 13 gennaio 2010. URL consultato il 15 gennaio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]