Baraccopoli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – "Slum" rimanda qui. Se stai cercando l'album de Il Parto delle Nuvole Pesanti, vedi Slum (album).
bussola Disambiguazione – "Bidonville" rimanda qui. Se stai cercando la fiera, vedi Bidonville (evento).
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Slum (Delhi, 1973)

Una baraccopoli o bidonville (dal francese bidon, bidone, e ville, città) è un assemblamento più o meno vasto di baracche e casupole, costruite per lo più con materiali di recupero, alla periferia di grandi agglomerati urbani. Insediamenti di questo tipo si trovano in numerose aree del mondo e le denominazioni locali sono spesso entrate nell'uso comune per indicare le baraccopoli di una determinata regione geografica. Per esempio, il portoghese favelas si riferisce in genere alle baraccopoli brasiliane, l'inglese slum viene usato tipicamente per le baraccopoli delle ex colonie britanniche (come India e Kenya); in Sudafrica si usa il termine township, e così via. Questi non sono comunque da considerarsi sinonimi, in quanto ciascuno di essi ha una diversa origine e diverse implicazioni specifiche.
Alcune di queste denominazioni hanno una intrinseca connotazione dispregiativa (ad es. slum), e sono di conseguenza di uso esclusivamente informale.

Le baraccopoli sono in genere illegali e non riconosciute come insediamenti autorizzati; di conseguenza esse mancano spesso di infrastrutture primarie (approvvigionamento di acqua potabile, eliminazione dei rifiuti, distribuzione dell'elettricità e servizi igienici), sono spesso edificate su terreni instabili.

Dalla baraccopoli allo slum[modifica | modifica sorgente]

L'esatto termine usato nel rapporto menzionato, redatto in lingua inglese, è la parola slum [slʌm], che sta a dire "quartiere povero"

Cos'è uno slum[modifica | modifica sorgente]

Il termine inglese slum2 comprende il significato tradizionale di aree residenziali che in passato erano rispettabili o persino desiderabili, ma che col tempo si sono deteriorate a causa dell'abbandono degli abitanti originali che si sono trasferiti verso nuove e migliori aree della città.
-La condizione delle vecchie case è decaduta e le unità abitative sono state progressivamente suddivise e affittate a gruppi a basso reddito.
Comunque, il significato di questo termine è venuto ad includere anche i vasti insediamenti informali che stanno rapidamente divenendo l'espressione più manifesta della povertà urbana. La qualità delle abitazioni in questi insediamenti varia da semplici baracche a strutture permanenti, mentre l'accesso all'acqua, elettricità, servizi igienici ed altre infrastrutture e servizi di base tendono ad essere limitati.

Chi è l'abitante di uno slum[modifica | modifica sorgente]

Allo scopo di monitorare adeguatamente il settimo degli Obiettivi del Millennio per lo sviluppo (Millennium Development Goals o MDG) la UN-HABITAT ha sviluppato, nel 2002, una definizione operativa per l'unità familiare di uno slum.
Essa è definita come un gruppo di individui i quali, vivendo sotto lo stesso tetto, mancano di uno o più dei seguenti elementi:

  1. accesso all'acqua (accesso ad una quantità sufficiente di acqua potabile per l'uso familiare, ad un prezzo sostenibile, disponibile per i membri della famiglia senza che siano soggetti a sforzi estremi);
  2. accesso a servizi igienici (accesso ad un sistema di eliminazione degli escrementi, o nella forma di bagno privato o di bagno pubblico condiviso con un numero ragionevole di persone);
  3. spazio vitale sufficiente (meno di tre persone per stanza di un minimo di 4 metri quadri);
  4. qualità/durata delle abitazioni (strutture adeguate e permanenti edificate in luoghi non pericolosi);
  5. garanzie del possesso (esistenza di documentazioni attestanti la garanzia dello stato di possesso o la percezione o l'esistenza di fatto di una protezione contro gli sfratti).

Questa definizione è operativa nel senso che può essere applicata per estrapolare informazioni utili dai dati raccolti periodicamente a livello nazionale o sub-nazionale nella maggior parte dei paesi attraverso censimenti ed indagini. Nella definizione, perciò, il concetto di abitante di uno slum è stato esplicitamente ridotto, mettendo da parte le condizioni socio-economiche in cui vivono questi abitanti informali, come gli standard di vita, gli aspetti culturali, l'impiego, il reddito ed altre caratteristiche relative all'individuo o alla famiglia.

Qualche numero[modifica | modifica sorgente]

Di seguito è riportata la proiezione della popolazione negli slum nell'intervallo 1990-2020 (basata sulla crescita annuale del periodo 1990-2001)3

a. Popolazione negli slum (migliaia)
1990 2001 2005 2010 2015 2020
Regioni sviluppate
Europa 32.234 33.124 33.368 33.756 34.147 34.543
Altre 18.723 20.934 21.903 23.079 24.318 25.623
Regioni in sviluppo
Africa Settentrionale 21.719 21.345 21.224 21.062 20.901 20.741
Africa Sub-Sahariana 100.973 166.126 199.231 249.885 313.418 393.104
America Latina e Regione Caraibica 110.837 127.404 134.257 143.116 152.56 162.626
Asia Orientale 150.761 194.078 212.368 238.061 266.863 299.15
Asia Centro-Meridionale 207.501 262.441 285.713 317.858 353.62 393.405
Asia Sud-Orientale 48.986 56.799 59.913 64.073 68.521 73.279
Asia Occidentale 29.524 41.356 46.709 54.426 63.418 73.896
Oceania 350 499 568 668 786 924
Totale 721.608 924.107 1.015.255 1.145.984 1.298.552 1.477.291
b. Distribuzione della popolazione negli slum (%)
1990 2001 2005 2010 2015 2020
Regioni sviluppate
Europa 4,47 3,58 3,29 2,95 2,63 2,34
Altre 2,59 2,27 2,16 2,01 1,87 1,73
Regioni in sviluppo
Africa Settentrionale 3,01 2,31 2,09 1,84 1,61 1,40
Africa Sub-Sahariana 13,99 17,98 19,62 21,81 24,14 26,61
America Latina e Regione Caraibica 15,36 13,79 13,22 12,49 11,75 11,01
Asia Orientale 20,89 21,00 20,92 20,77 20,55 20,25
Asia Centro-Meridionale 28,76 28,40 28,14 27,74 27,23 26,63
Asia Sud-Orientale 6,79 6,15 5,90 5,59 5,28 4,96
Asia Occidentale 4,09 4,48 4,60 4,75 4,88 5,00
Oceania 0,05 0,05 0,06 0,06 0,06 0,06
Totale 100,00 100,00 100,00 100,00 100,00 100,00

La vita in uno slum[modifica | modifica sorgente]

Il rapporto The Challenge of Slums mostra come questi luoghi impongono ai loro abitanti la sopportazione di alcune delle più intollerabili condizioni di vita, che frequentemente includono la condivisione di bagni con centinaia di persone, la convivenza in quartieri sovraffollati ed insicuri e la costante minaccia degli sfratti. Gli abitanti di uno slum sono più soggetti a contrarre malattie dovute all'inquinamento dell'acqua, come il colera e la febbre tifoide o quelle opportunistiche che accompagnano l'AIDS.Inoltre negli slums c'è moltissima criminalità.
-Sebbene gli slum non siano degli obbiettivi politici desiderabili in alcuna città, nel rapporto si mostra che la loro esistenza in molte città può avere dei benefici involontari.
-La maggior parte degli abitanti di uno slum guadagna da vivere in attività informali ma cruciali per molte città, fornendo quindi dei servizi che non potrebbero essere facilmente disponibili dalle attività formali.

[modifica | modifica sorgente]

Gli slum sono in gran parte una manifestazione fisica della povertà urbana, un fatto questo che, secondo il rapporto, non è sempre stato ben riconosciuto dalle passate linee di condotta rivolte esclusivamente o all'estirpazione fisica o all'ammodernamento delle abitazioni. Per questa ragione le future azioni devono andare, secondo il rapporto, oltre la dimensione fisica dello slum, rivolgendosi ai problemi che sono alla base della povertà urbana.
Le tradizionali linee di condotta per gli slum dovrebbero essere perciò integrate con altre più ampie di riduzione della povertà urbana focalizzate sulle persone, che affrontino i vari aspetti della povertà, includendo occupazione, redditi, ricovero, cibo, salute, educazione e l'accesso alle infrastrutture e i servizi urbani di base: fornitura di acqua e di servizi igienici, elettricità, strade d'accesso, gestione dei rifiuti.
L'efficacia di queste linee di azione può essere migliorata attraverso un pieno coinvolgimento dei poveri delle città e di quelle persone tradizionalmente responsabili per la fornitura di alloggi in quelle aree.

Studi monografici[modifica | modifica sorgente]

In rete è disponibile una serie di studi monografici, commissionati da UN-Habitat, che approfondiscono la situazione degli slum di alcune città del mondo. La scelta di queste città campione è stata fatta, secondo i promotori, nel tentativo di ottenere una distribuzione rappresentativa in termini di posizione geografica, estensione e "livello di sviluppo" delle città.
Di seguito è riportato l'elenco delle città prese in considerazione:


Note[modifica | modifica sorgente]


Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dominique Lapierre. La città della gioia. Mondadori, Milano, 1996, ISBN 88-04-41677-7
  • Fabrizio Floris, Eccessi di città: baraccopoli, campi profughi e periferie psichedeliche, Paoline, Milano, 2007 ISBN 88-315-3318-5

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]