Tifo addominale

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Tifo addominale
Batteri del genere Salmonella
Malattia rara
Codici di esenzione
SSN italiano {{{RaraIT}}}
Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 002
ICD-10 (EN) A01.0
Sinonimi
Eponimi


Il tifo addominale detto anche febbre tifoide o febbre enterica è una malattia infettiva, febbrile, a trasmissione oro-fecale provocata da un batterio del genere Salmonella, detto anche bacillo di Eberth o di Gaffky.

Indice

[modifica] Eziologia e patogenesi

Il microrganismo penetra per via orale, giunge nell'intestino tenue e penetra nell'orletto a spazzola attraversando le cellule epiteliali senza danneggiarle né moltiplicarsi. Raggiunge la lamina propria dove ha luogo la prima moltiplicazione.

I microrganismi penetrano nei vasellini chiliferi e raggiungono i gangli linfatici mesenterici, dove prosegue la loro moltiplicazione. Raggiungono il dotto toracico e vengono immessi nel torrente circolatorio per poi localizzarsi in milza, midollo osseo, placche di peyer e cellule di kupfer del fegato.

Quando la batteriemia è sufficientemente abbondante termina il periodo di incubazione e ha inizio la sintomatologia e si positivizza la emocoltura. Importante per lo sviluppo sintomatologico soprattutto locale, la endotossina che provoca vasocostrizione, ischemia e necrosi.

[modifica] Epidemiologia

Incidenza mondiale della malattia. In rosso i paesi caratterizzati da accentuata endemia.
Incidenza mondiale della malattia. In rosso i paesi caratterizzati da accentuata endemia.

È una malattia ubiquitaria, diffusa nei paesi a basse condizioni igienico sanitarie; il contagio è interumano per via oro-fecale.

[modifica] Anatomia patologica

La lesione caratteristica a livello della mucosa enterica è l'escara che va incontro a successiva caduta con possibile formazione di ulcere tifose con comparsa di enterorragia o di perforazioni. Fegato e milza sono ingrossati.

[modifica] Sintomatologia

Si manifesta con un quadro clinico che viene diviso in settenari con dolori addominali, febbre e ipotensione arteriosa, e possibili compromissioni del sistema sensorio, è quindi consigliabile recarsi nell'ospedale più vicino.

[modifica] Diagnosi

  • Prima settimana dalla comparsa dei sintomi: emocoltura e reazione di Widal (rivela la comparsa di agglutinine anti-O e anti-H).
  • Seconda settimana e terza settimana: coprocoltura e ricerca antigeni nelle feci.

[modifica] Prognosi

Letalità 10% senza terapia e 0,5% con terapia a base di cloramfenicolo per 20 giorni.

[modifica] Storia

  • Prima dell'ottocento il tifo addominale era spesso confuso con il tifo petecchiale, che invece è causato da rickettsie.
  • Nel 1829 il medico francese Pierre Charles Alexandre Louis distinse a Parigi il tifo addominale sulla base dei reperti anatomo-patologici: la linfoadenite mesenterica e il coinvolgimento splenico. Descrisse anche il tipico esantema maculare (la roseola tifosa), le manifestazioni emorragiche e le perforazioni intestinali.
  • Nel 1850, William Jenner avanzò il dubbio che tifo addominale e tifo petecchiale fossero due patologie distinte.
  • Nel 1869, Wilson propose il termine di febbre enterica.
  • Nel 1873, Budd ne dimostrò la trasmissione per via alimentare.
  • Nel 1880, Karl Joseph Eberth, contemporaneamente a Robert Koch , vide e descrisse per primo il bacillo che ritenne l'agente eziologico del tifo addominale. Il bacillo fu chiamato Eberthella typhi.
  • Nel 1884, Georg Theodor August Gaffky per primo isolò una salmonella dal tessuto splenico di un paziente.
  • Nel 1885, Theobald Smith e Daniel Salmon descrissero il bacillo Salmonella choleraesuis isolato dall'intestino di un porco affetto da colera suino (benché il colera suino sia in verità una malattia virale).
  • Nel 1896, Pfeiffer e Kalle svilupparono il primo vaccino anti-tifico composto da batteri inattivati dal calore.
  • Nello stesso anno, Georges Fernand Isidore Widal scoprì la capacità agglutinante i bacilli del siero dei convalescenti. Su tale caratteristica si basano da allora il test sierologico di agglutinazione di Widal e gli studi sui sierotipi condotti da Kauffmann e White negli anni '20 e '40 del Novecento.
  • Nel 1900, il batteriologo francese Joseph Léon Marcel Ligniéres suggerì la creazione del genere Salmonella in onore di Daniel Salmon.
  • Nel 1948, Theodore Woodward impiegò con successo la cloromicetina per la cura di alcuni pazienti malesi.
  • Nello stesso anno, Paul Burkholder scoprì il cloramfenicolo, antibiotico efficace per il trattamento del tifo addominale.

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