Delirio

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In psichiatria, il termine delirio indica una varietà di stati mentali confusionali in cui l'attenzione, la percezione e la cognizione del soggetto appaiono significativamente ridotti. Di per sé il delirio non è una patologia quanto una sindrome (un complesso di sintomi) che può presentarsi in diverse forme, essere acuta o cronica, e avere molteplici cause. Il termine «delirio» deriva dal latino lira, "solco", per cui delirare significa etimologicamente "uscire dal solco", ovvero dalla dritta via della ragione.[1]

Le forme croniche di delirio sono spesso basate sull'elaborazione, razionale e lucida, di un sistema di credenze errate; in questo caso si parla in particolare di disturbo delirante o paranoia.

Il delirio è una sindrome piuttosto comune; per esempio, è stato stimato che una percentuale compresa fra il 10% e il 20% degli adulti ospedalizzati si trovino almeno sporadicamente in questa condizione. La percentuale sale al 30%-40% del caso dei pazienti ospedalizzati anziani.

Indice

[modifica] Tipi di delirio

Le numerose forme di delirio possono essere classificate da diversi punti di vista, per esempio in funzione della causa fisiologica scatenante, della durata, o della sintomatologia. Fra le specificazioni del termine delirio si possono citare le seguenti:

  • delirio da collasso: condizione transitoria che si verifica frequentemente nelle malattie acute, in concomitanza con la cessazione di stati febbrili;
  • delirio di influenzamento o delirio di riferimento: il paziente attribuisce un significato speciale a oggetti, eventi o persone a lui prossime;
  • delirio da toccamento: consiste nella mania eccessiva di toccare alcuni oggetti;
  • delirio nichilista: si riscontra nelle depressioni melanconiche, ed è costituito da un ammasso incoerente di idee negative;
  • delirio onirico: consiste in un perturbamento della coscienza che conduce a emozioni simili a quelli presenti nella fase onirica; la coscienza del perturbato entra in una fase tale da non riuscire a distinguere la realtà dal profilo onirico di essa stessa.
  • delirio professionale o di occupazione: consiste nel ricreare, da parte del paziente, le condizioni e i luoghi abituali di lavoro;
  • delirio residuale: rappresentato dal perdurare di rappresentazioni deliranti a livello del pensiero, anche dopo la cessazione del perturbamento;
  • delirio interpretativo: il soggetto interpreta fatti casuali come fatti a lui legati, sentendosi l'attore principale o sentendosi indicato come parte in causa;
  • delirio di persecuzione: il paziente ritiene di essere oggetto di una persecuzione (situazione spesso identificata anche col termine paranoia);
  • delirio bizzarro: il paziente aderisce a un sistema di credenze totalmente non plausibili (nella cultura di riferimento);
  • delirio di controllo: il paziente è convinto che i propri pensieri o le proprie emozioni siano sotto il controllo di qualche forza esterna;
  • delirio di inserimento: simile al precedente; il paziente è convinto che alcuni dei suoi pensieri gli vengano imposti da una forza esterna;
  • delirio erotomanico o erotomania: il paziente è convinto che una certa persona (spesso una celebrità) sia segretamente innamorata di lui;
  • delirio di gelosia: il paziente ha la convinzione infondata e ossessiva di essere tradito dal proprio partner;
  • delirio di grandezza: il paziente ha la convinzione di essere estremamente importante, per esempio di essere stato prescelto da Dio per compiere una missione di fondamentale importanza, o di essere l'unico detentore di conoscenze o poteri straordinari;
  • delirio somatico: il paziente è convinto che il proprio corpo abbia qualche cosa di inusuale, come una rara malattia, qualche tipo di parassita o un odore sgradevole;
  • delirio di trasmissione del pensiero: il paziente è convinto di esprimere inconsapevolmente i propri pensieri a voce alta, o comunque che gli altri possano percepirli.

[modifica] Interpretazione psicoanalitica

La psicanalisi spiega determinate forme di delirio come l'emergere a livello di pensiero cosciente, in forma metaforica, di contenuti inconsci. Il delirio di persecuzione è spiegabile in termini di un conflitto fra l'io del soggetto, fissato in una fase narcisistica (e spesso megalomaniaca) e il super io critico, che il soggetto identifica patologicamente con gli altri (sentendosi quindi giudicato e osteggiato dal prossimo).[2]

[modifica] Note

  1. ^ Questa spiegazione etimologica fu proposta già nel Dictionnaire universel de médicine di Robert James (1746-48)
  2. ^ Un meccanismo di questo genere è stato descritto da Sigmund Freud in Lutto e melanconia.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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