Fobia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il termine fobia (dal greco φόβος "paura") è un'irrazionale e persistente paura e repulsione di certe situazioni, oggetti, attività o persone, che può, nei casi più gravi, limitare l'autonomia del soggetto.[1]

Indice

[modifica] Descrizione della fobia

La fobia è una manifestazione psicopatologica riguardante a stati dell'io non pienamente inserito con l'ambiente che lo circonda.

Il sintomo principale di questo disturbo è l'irrefrenabile desiderio di evitare l'oggetto che incute timore.

Pur essendo spesso legata, apparentemente, a un oggetto o una situazione concreta, il contenuto psicologico che è alla base della fobia non coincide con quell'oggetto, che svolge semplicemente il ruolo di motivazione occasionale della crisi fobica.

Il fobico tende a fuggire da quelle rappresentazioni che creano in lui un senso di angoscia; questo significa che sposta inconsciamente su oggetti esterni e su situazioni fobizzate, caricati simbolicamente di valenze negative, le sue preoccupanti relazioni con elementi interni che, in questo modo, vengono rifiutati.[2]

L'individuo fobico non può sottrarsi volontariamente alla sua paura, sebbene il suo insight sia sufficientemente buono da rendersi conto dell'irrazionalità e della sproporzionalità di questo vissuto, che permane per un determinato periodo di tempo e determina un disadattamento del soggetto al suo ambiente.

[modifica] Tipologia

Le fobie possono essere classificate come segue:

[modifica] Le origini della fobia

In generale le cause delle fobie si riteneva fossero imputabili alla rimozione di contenuti inconsci (vedi psicoanalisi) che manifestano il loro effetto portando l'individuo ad evitare una certa situazione che attraverso un fenomeno di spostamento può essere ricondotta ad un evento traumatico avvenuto sia durante l'infanzia che l'età adulta.

Le interpretazioni sono varie, a seconda delle modalità di indagine e di approccio. Per la psicanalisi la fobia è una rimozione di un'idea, di un desiderio o di un impulso inaccettabile.[3]

L'interpretazione psicoanalitica freudiana restringe il ventaglio di ipotesi, in quanto definisce la sindrome fobica come una conseguenza del mancato superamento del complesso di Edipo (isteria di angoscia) e dell'angoscia di castrazione.[4]

Nel comportamentismo, invece, l'origine della fobia va ricercata nell'associazione con una esperienza spiacevole precendentemente provata, rievocata dall'oggetto della fobia.[5]

Anche le relazioni interpersonali del momento, possono instaurare un particolare collegamento, rappresentato dalla fobia stessa, tra il malato e l'ambiente.

Attualmente, la più moderna psicoterapia cognitivo-comportamentale sostiene che il disturbo derivi da un cattivo apprendimento che può avvenire per condizionamento classico (Preparedness Theory di Seligman) o per apprendimento sociale (Bandura).

Il disturbo si viene poi a mantenere per condizionamento operante tramite l'evitamento, dove il rinforzo negativo è rappresentato dalla sensazione di diminuzione dell'ansia per effetto dell'allontanamento dalla situazione fobica.

[modifica] Note

  1. ^ "D&T Diagnosi & Terapia" - Mensile di informazione medica - Anno XVII N. 2 20 febbraio 1998 - (alla pag. 5 "Fobie - comportamenti fobici cosa sono e come risolverli" del Psicoteraupeuta Sergio Sabatini)
  2. ^ "D&T Diagnosi & Terapia" - Mensile di informazione medica - Anno XVII N. 9 9 novembre 1998 - (alla pag. 24 "La nevrosi - quadri clinici della nevrosi" del Psicoteraupeuta Roberto Vincenzi)
  3. ^ "D&T Diagnosi & Terapia" - Mensile di informazione medica - Anno XVII N. 2 20 febbraio 1998 - (alla pag. 5 "Fobie - comportamenti fobici cosa sono e come risolverli" del Psicoteraupeuta Sergio Sabatini)
  4. ^ "D&T Diagnosi & Terapia" - Mensile di informazione medica - Anno XVII N. 9 9 novembre 1998 - (alla pag. 24 "La nevrosi - quadri clinici della nevrosi" del Psicoteraupeuta Roberto Vincenzi)
  5. ^ "D&T Diagnosi & Terapia" - Mensile di informazione medica - Anno XVII N. 2 20 febbraio 1998 - (alla pag. 5 "Fobie - comportamenti fobici cosa sono e come risolverli" del Psicoteraupeuta Sergio Sabatini)

[modifica] Voci correlate

Strumenti personali