Demenza frontotemporale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Demenza frontotemporale
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 331.19
Sinonimi
FTD

La locuzione demenza frontotemporale identifica un eterogeneo gruppo di demenze neurodegenerative non-Alzheimer che si caratterizzano per la presenza di alterazioni in senso degenerativo-atrofico dei lobi cerebrali frontale e temporale.[1][2]

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

La demenza frontotemporale è una demenza primaria (che, ovvero, non riconosce una condizione morbosa preesistente come momento causale) che comprende le seguenti entità clinico-patologiche:[3]

Profilo clinico e criteri diagnostici[modifica | modifica wikitesto]

A differenza della malattia di Alzheimer, le demenze frontotemporali si caratterizzano per la precoce insorgenza (quarta, quinta decade di vita) e per una spiccata familiarità, talora intorno al 50% dei casi.[2] Benché l'utilizzo di metodiche di neuroimmagine sempre più raffinate possa fornire dati suggestivi per identificare una malattia in un quadro di demenza frontotemporale, l'unico elemento in grado di fornire dati dirimenti è un contesto anamnestico che identifichi le precipue alterazioni di questo gruppo di malattie. In particolare, si deve tener conto che i quadri di demenza progressiva frontotemporale non sono dominati dalle turbe cognitive e della memoria, costanti invece nella malattia di Alzheimer. L'orientamento diagnostico verso una demenza frontotemporale viene suggerito da:

  • disinteresse per la cura della persona
  • atteggiamenti stereotipati, perseverativi
  • cristallizzazione del pensiero, delirio
  • bulimia, iperoralità, disinibizione, ipersessualità
  • disfasia, afasia
  • amimia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Neary, Overview of frontotemporal dementias and the consensus applied in Dement Geriatr Cogn Disord, 10 Suppl 1, 1999, pp. Pagine 6-9, PMID 10436333.
  2. ^ a b C. Loeb, E. Favale, Neurologia di Fazio Loeb, Roma, Società Editrice Universo, 2003, pagine 1049-1053, ISBN 88-87753-73-3.
  3. ^ Lechner H, Bertha G, Ott EO: Results of a five year prospective study of 94 patients with vascular and multi-infarct dementia, in Meyer JS, Lechner H, Marshall J, Toole JF (eds): Vascular and Multi-infarct Dementia. Mount Kisco, NY, Futura Publishing Co Inc, 1988, pagine 101-111

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • C. Loeb, E. Favale, Neurologia di Fazio Loeb, Roma, Società Editrice Universo, 2003, ISBN 88-87753-73-3.
  • B. Bergamasco, R. Mutani, La neurologia di Bergamini, Torino, Cortina, 2007, ISBN 88-8239-120-5.
  • Allan H. Ropper, Robert H. Brown, Adams & Victor - Principi di neurologia, McGraw-Hill Companies, 2006, ISBN 88-386-3909-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina