Bulimia
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| Bulimia nervosa | |
| Classificazione e risorse esterne | |
| ICD-9-CM | (EN) 307.51 |
| ICD-10 | (EN) F50.2 |
La bulimia (dal greco βουλιμία, boulimía, composto di βους (bôus) "bue" e λιμός (limós) "fame"; propr. 'fame da bue') è un disturbo del comportamento alimentare. In particolare, la bulimia nervosa è, insiema all'anoressia nervosa, uno dei più importanti disturbi del comportamento alimentare, detti anche Disturbi Alimentari Psicogeni (DAP). Ciò che contraddistingue la bulimia è un problema dell'alimentazione per cui una persona ingurgita una quantità di cibo esorbitante per poi ricorrere a diversi metodi per riuscire a non metabolizzarlo e, quindi, ingrassare (vomito autoindotto, utilizzo di lassativi e purghe).
Indice |
[modifica] Storia
Tale disturbo anche se noto in tempo passato è stato studiato per la prima volta soltanto nel 1979, anno della prima pubblicazione intitolata "Bulimia nervosa". L'incidenza di tale disturbo negli ultimi anni si sta espandendo, arrivando a colpire intorno al 2% della popolazione femminile in età giovanile. L'età in cui si mostra maggiormente è quella intorno alla maggiore età anche se la malattia si manifesta anche a 12 anni.
[modifica] Descrizione e generalità
Clinicamente la bulimia è denotata da episodi in cui il soggetto sente un bisogno compulsivo di ingerire spropositate quantità di cibo, correlati da una spiacevole sensazione di non essere capace di controllare il proprio comportamento.
L'episodio bulimico è caratterizzato dall'atteggiamento compulsivo con cui il cibo è ingerito e non dal desiderio di mangiare un determinato alimento.
È frequente negli adolescenti e nei giovani adulti. Colpisce prevalentemente soggetti di sesso femminile (90%).[1] Generalmente compare attorno ai 12-14 anni (tarda preadolescenza) o nella prima età adulta (18-19 anni).
Si distinguono due tipi di bulimia:
- con condotte di eliminazione, che vede il soggetto ricorrere regolarmente a vomito autoindotto oppure all'uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.
- senza condotte di eliminazione, che vede il soggetto bulimico adottare regolarmente comportamenti compensatori inappropriati, ma non dedicarsi al vomito autoindotto o all'uso di lassativi, diuretici o enteroclismi.
Gli episodi bulimici possono essere scatenati da alterazioni dell'umore, stati d'ansia o stress. In alcuni casi gli episodi bulimici possono anche essere programmati anticipatamente.
Non vengono considerati episodi bulimici quei casi in cui vi è un'elevata assunzione di cibo saltuariamente e in contesti e situazioni particolari, né il continuo "spiluccare" durante la giornata.
[modifica] Diagnosi differenziale
Le cause sono di varia natura, sia psicologica che sociale o biologica. Per la sua natura deve essere differenziato dall'anoressia nervosa, che in una delle sue forme mostra lo stesso desiderio di ingurgitare al momento una smisurata quantità di cibo, nell'altra malattia si assiste più ad un rituale che ad un qualcosa di improvvisato, e la differenzazione maggiore è quella del rapporto dei pazienti verso il loro peso: sottopeso negli anoressici ma peso normale o anche in sovrappeso per quanto riguarda i bulimici.
Il DSM-IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) ne trova le caratteristiche in:
- Ricorrenti abbuffate: dove per abbuffate si intende il mangiare in un determinato periodo di tempo, una quantità di cibo decisamente maggiore a quello che la maggior parte della popolazione mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili. Durante queste abbuffate si ha la sensazione di non poter controllare le proprie azioni (si sente di non riuscire a smettere di mangiare e a controllare cosa e quanto si sta mangiando).
- Atti compensatori ricorrenti ed inappropriati: per evitare l'aumento di peso, vengono utilizzate tecniche come quella del vomito autoindotto (dita in gola), abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo.
- Le abbuffate, assieme alle condotte compensatorie, devono manifestarsi mediamente almeno due volte la settimana per tre mesi.
- Valutazione dell'autostima decisamente influenzata dalla forma e dal peso corporei.
[modifica] Terapie
Per quanto concerne le terapie consigliate per la bulimia si fa riferimento a quelle impiegate per l'anoressia, tranne ovviamente per il regime alimentare. L'approccio terapeutico pluridisciplinare con l'ausilio dello psicoterapeuta, del neuropsichiatra, del nutrizionista, e spesso di altre figure diverse da caso a caso, è attualmente consigliato per contrastare tale patologia. Come farmaci si utilizzano la fluoxetina e in casi particolari la sibutramina. D'ausilio alle varie forme terapeutiche elencate si evidenzia spesso il ricorso ai gruppi di auto-mutuo-aiuto presenti attualmente anche all'interno di alcune strutture ospedaliere.
[modifica] Prognosi
In caso di trattamento della patologia si registrano migliorie anche nel 50% dei casi, di casi studiati anche a distanza di anni dall'avvenuta "guarigione". Da notare che il disturbo è molto incline a recidive. Il 20% dei casi mostra fallimento delle terapie.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- Franco Giberti; Rossi Romolo, Manuale di Psichiatria, Milano, Piccin, 2007. ISBN 978-88-299-1851-5
- Giordano Invernizzi, Manuale di Psichiatria e Psicologia clinica, terza edizione, Milano, McGraw-Hill, 2006. ISBN 88-386-2393-7
[modifica] Note
[modifica] Altri progetti
Wikizionario contiene la voce di dizionario «Bulimia»
[modifica] Collegamenti esterni
- ABA - Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia, la bulimia e i disordini alimentari
- FA.NE.P. - Associazione Famiglie Neurologia Pediatrica
- Associazione e Centro MONDOSOLE per la cura e la prevenzione di anoressia Binge Bulimia e Disturbi alimentari in genere [1]
- Jonas Onlus - Centro di ricerca psicoanalitica per i nuovi sintomi: anoressie-bulimie, dipendenze, attacchi di panico, depressioni
- Video della campagna pubblicitaria contro i disturbi alimentari del governo canadese
- Dipartimento Disturbi Alimentari dell'Istituto di Ricerca Internazionale Disagio e Salute nell'Adolescenza (IRIDSA)