Disturbi del comportamento alimentare

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Disturbi del comportamento alimentare
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 307.5
ICD-10 (EN) F50

I disturbi del comportamento alimentare (abbreviato DCA), o disturbi alimentari psicogeni (DAP) sono tutte quelle problematiche, di pertinenza principalmente psichiatrica, che concernono il rapporto tra gli individui e il cibo.

I DCA sono argomento di trattazione non solo in psichiatria, ma anche in endocrinologia, in gastroenterologia e altre branche mediche, in quanto comportano, nei soggetti in cui si instaurano, tutta una serie di alterazioni primarie o secondarie che vanno a colpire numerosi organi e apparati.

Tipologia[modifica | modifica sorgente]

I DCA sono stati didatticamente suddivisi in cinque tipologie principali:

Ogni tipologia ha diverse varianti e sottotipologie. È importante sottolineare che questa classificazione non è rigida, e che i pazienti tendono a muoversi più o meno facilmente da un tipo (o da un sottotipo) a un altro, in relazione alla risposta alla terapia, alla natura del loro carattere etc.

I costumi sociali moderni hanno inoltre portato a nuovi tipi di comportamento legati al cibo, come l'Ortoressia, oggetto di studio, ma non ancora riconosciuti dalla medicina come patologia.

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

I DCA sono molto più diffusi di quanto si pensi: si tratta al giorno d'oggi di problemi ancora parzialmente sommersi, dei quali i pazienti non parlano volentieri o non parlano affatto. La prevalenza è più elevata nei Paesi Industrializzati rispetto ai Paesi in via di sviluppo. L'incidenza è maggiore nelle fasce giovani della popolazione: adolescenti e giovani adulti sono i soggetti più a rischio. Per l'AN e la BN, l'incidenza è maggiore nelle donne, mentre il disturbo da alimentazione incontrollata presenta un'incidenza maggiore negli uomini.

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

L'eziologia sembra essere multifattoriale. Sembra infatti che si stia dimostrando una certa familiarità in questo tipo di disturbi, cosa che dimostra, accanto ad un'importante influenza ambientale, una importanza variabile della predisposizione genetica.

Terapie[modifica | modifica sorgente]

Il trattamento mira soprattutto a migliorare le condizioni nutritive e stabilizzarle, si hanno bisogno di apporti di medici specialistici; il trattamento psichiatrico può essere svolto sia individualmente che con gruppi di persone, ma anche interessando l'intera famiglia della persona ammalata attraverso forme opportune di psicoterapia.

Prognosi[modifica | modifica sorgente]

A seguito di adeguata terapia, si notano miglioramenti per circa l'80% dei casi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.
  • Douglas M. Anderson, A. Elliot Michelle, Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione, New York, Piccin, 2004, ISBN 88-299-1716-8.
  • Research Laboratories Merck, The Merck Manual quinta edizione, Milano, Springer-Verlag, 2008, ISBN 978-88-470-0707-9.
  • Elisa Rasotto, La voce del corpo. Counseling e tecniche espressive corporee nei disturbi del comportamento alimentare, Pavia, Edizioni Altravista, 2010, ISBN 978-88-95458-19-9.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]