Malattia da reflusso gastroesofageo

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Malattia da reflusso gastroesofageo
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Malattia rara
Codici di esenzione
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Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 530.81
ICD-10 (EN) K21
Sinonimi
Eponimi

La malattia da reflusso gastroesofageo, spesso abbreviata come MRGE (in inglese GERD, Gastro-Esophageal Reflux Disease o GORD, Gastro-Oesophageal Reflux disease), è una malattia di interesse gastroenterologico che viene causata dal reflusso nell'esofago del contenuto dello stomaco.

Indice

[modifica] Eziologia

L'acido cloridrico e la bile che vengono a contatto in questo modo con la mucosa dell'esofago ne provocano l'infiammazione con la conseguente insorgenza di dolori cronici. Anche se occasionali piccoli reflussi sono considerati fisiologici, in alcuni casi la frequenza e l'intensità dei reflussi può assumere valenza patologica. Col tempo l'infiammazione può evolvere in danni al tessuto dell'esofago, sotto forma di erosioni e piccole ulcere, e si parla quindi di esofagite.

La causa del reflusso è in genere una diminuzione del tono del cardias (lo sfintere esofageo inferiore - SEI/LES), cioè la valvola che separa l'esofago dallo stomaco, in seguito all'assunzione di sostanze diverse, come cibi grassi, nicotina, caffeina, agrumi, alcolici ed anche alcuni tipi di farmaci; in casi più rari è dovuta al prolungato ristagno del bolo nello stomaco, per via di discinesie (disturbi motori) che rallentano il normale svuotamento dello stesso; altre volte la causa è da ricercare nell'assunzione di pasti troppo abbondanti; infine sono predisponenti tutte quelle condizioni che determinano un aumento della pressione gastrica, come l'obesità e la gravidanza. Nei bambini affetti da MRGE una possibile complicanza è la sindrome di Sandifer, caratterizzata da anomali movimenti della testa e/o del tronco. Si ritiene che tali movimenti si verificano per favorire il passaggio del contenuto esofageo nello stomaco.

[modifica] Sintomatologia

Nei casi più gravi, il danno tissutale evolve verso forme di metaplasia dell'epitelio cellulare interno, provocando la condizione detta di Epitelio di Barrett (o Esofago di Barrett), che è a sua volta considerato un possibile fattore facilitante dello sviluppo di carcinomi esofagei. Nei lattanti, il sintomo più frequente di MRGE è il rigurgito patologico che provoca arresto dell'accrescimento. Nei casi più gravi, nei primi mesi di vita, può anche essere causa di morte improvvisa. Negli adulti, il sintomo tipico è la pirosi, mentre viene considerata atipica, ma non è infrequente, la comparsa di dolori restrosternali che possono erroneamente far pensare a un problema di origine cardiovascolare. Nei bambini e negli adulti, la MRGE può essere causa di asma bronchiale.

[modifica] Esami

La diagnosi di reflusso gastroesofageo patologico si effettua con la ph-metria esofagea 24 ore che consente di differenziare i reflussi fisiologici da quelli patologici. In alcuni casi, anche reflussi "fisiologici" possono provocare sintomi: "esofago irritabile o ipersensibile".

[modifica] Terapia

La terapia della MRGE è solitamente basata su alcune norme igienico-dietetiche di base, e sull'assunzione (per periodi più o meno prolungati) di farmaci appartenenti alle classi degli inibitori di pompa protonica/IPP (che inibiscono notevolmente la produzione acida nello stomaco), degli anti-H2 (in gran parte però soppiantati dai più moderni e potenti IPP), degli antiacidi, degli alginati e dei procinetici.

Con l'avvento della chirurgia laparoscopica o mini-invasiva si è andata sempre più sviluppando la chirurgia del reflusso gastroesofageo. essa consiste nella creazione di una neo-valvola attraverso la plicatura del fondo dello stomaco. Tale plicatura può essere più o meno estesa ed assumere definizioni eponimiche differenti (Nissen, Toupet, Dor). L'intervento chirurgico trova la sua applicazione ideale nei pazienti che recidivino dopo il trattamento medico o che non vogliano sottoporsi a trattamento medico per tutta la vita. Altra indicazione alla chirurgia sono i sintomi extradigestivi, primi tra tutti la tosse o le manifestazioni broncospastiche. Indicazioni al trattamento chirurgico sono anche l'esofago di Barret ed il reflusso alcalino. I pazienti descrivono un quadro sintomatologico caratterizzato da vera e propria difficoltà ad alimentarsi.

Per quanto riguarda la terapia il primo passo riguarda una modificazione della dieta e dello stile di vita, vanno infatti evitati i cibi grassi, così come l’alcool, la cioccolata, gli agrumi, il pomodoro, inoltre si consigliano al paziente pasti piccoli e frequenti, va evitato di coricarsi nelle prime 2-3 ore dopo i pasti. E' utile anche la cessazione del fumo Attraverso la dieta si vanno a ridurre le complicanze del reflusso legate alla mobilità esofagea, attraverso la riduzione del bolo alimentare e l’esclusione dei cibi irritanti. Il secondo passo è la terapia farmacologica e solo in casi estremi si interviene chirurgicamente. In realtà il diffondersi della chirurgia laparoscopica ha cambiato l'atteggiamento e le indicazioni della chirurgia del reflusso. Questa era indicata solo nei casi con coesistente ernia iatale di cospicue dimensioni. attualmente le linee guida più accreditate propongono il trattamento chirurgico laparoscopico anche per i pazienti che rispondono alla terapia medica ma che abbiano recidive dopo la sospensione della stessa o che siano giovani e non vogliano sottoporsi ad una terapia medica cronica. Analogamente i pazienti con sintomatologia extradigestiva come tosse od asma cronica, episodi broncopneumonici ricorrenti, esofago di Barrett sono candidati idonei al trattamento chirurgico. Quest'ultimo, in centri ad alto flusso, viene eseguito con minimi effetti collaterali ed in regime di day surgery od addirittura ambulatoriale. La complicanza principale della chirurgia laparoscopica del reflusso è la disfagia postoperatoria, che attualmente, con una corretta applicazione di alcuni espedienti tecnici, è ridotta e del tutto transitoria.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

  • [1]reflusso.info
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