Stitichezza

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Stitichezza
Constipation.JPG
Stitichezza in un bambino vista mediante radiografia dell'addome. I cerchi rappresentano le aree materia fecale (le feci sono bianche opaco circondate da gas intestinali neri).
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 564.0
ICD-10 (EN) K59.0

La stitichezza o stipsi è un disturbo della defecazione consistente nella difficoltà di svuotare in tutto o in parte l'intestino espellendone le feci.

Sarebbe stato definito dagli stessi pazienti, secondo criteri soggettivi, in termini di ridotta frequenza dell’alvo e disturbi addominali imputati ad una difficoltosa ed insufficiente evacuazione (stitichezza quantitativa). Secondo alcuni studiosi sarebbe di 3 evacuazioni per settimana (il 98° percentile della frequenza dell’alvo statisticamente riportata dalla popolazione adulta) la frequenza minima per non considerarsi affetti dal disturbo. Per quanto evacuare ogni 2-3 giorni sia considerato normale, il 60% di coloro che si definiscono stitici hanno un'attività più regolare della norma (una volta al giorno), accusando i sintomi di una stitichezza fisiologica sulla base di un malessere esclusivamente soggettivo.[1]

Classificazione e fisiopatologia[modifica | modifica sorgente]

La stipsi può essere primitiva o secondaria.

Nella maggior parte dei casi la stipsi è primitiva o idiopatica, rappresenta cioè un’entità autonoma che, in assenza di lesioni organiche o biochimiche, è ricollegabile a patologia cosiddetta «funzionale» della motilità del viscere. Nella pratica clinica si distingue nelle forme di stipsi idiopatica, la stipsi idiopatica cronica semplice, che risponde ai comuni trattamenti medici, e la stipsi cronica idiopatica intrattabile, che non risponde ai comuni presidi terapeutici di tipo medico ed è suscettibile di approccio chirurgico. Quest’ultima, tuttavia, rappresenta meno dell’1% di tutte le stipsi idiopatiche.[senza fonte]

La stipsi può essere secondaria a numerose condizioni morbose, nosologicamente determinate, in cui il sintomo è quindi ciò che si manifesta di una patologia organica gastrointestinale o extraintestinale. La stipsi è il risultato di un’alterazione nella propulsione del bolo fecale e/o della evacuazione dello stesso. I disturbi della progressione possono essere correlati ad una ridotta massa fecale (diete incongrue, scarso introito di fibre, alterazioni elettrolitiche), ad affezioni organiche del colon che meccanicamente impediscono il passaggio del bolo fecale, oppure ad alterazioni funzionali intestinali, quali la stipsi cronica a lento transito o l’atonia coli. I disturbi della evacuazione sono anche correlabili ad alterazioni organiche della regione ano-rettale (ragadi, fistole, emorroidi, neoplasie ano-rettali, m. di Hirschsprung, tubercolosi intestinale) o ad alterazioni funzionali, quali la dischezia rettale o la sindrome del perineo discendente. La malattia celiaca può presentarsi con stipsi (i primi lavori inglesi sulla malattia celiaca evidenziarono che il sintomo più frequente di questa malattia era la stipsi e non la diarrea). Nei bambini una causa frequente di stipsi è l'intolleranza alimentare. La stitichezza dà sintomi locali, come modesti dolori locali o diffusi, che possono riacutizzarsi fino a diventare una colica, alcune volte possono portare a modificazioni dell'alvo con encopresi. La stitichezza può influire sullo stato generale: mal di testa, cardiopalmo, insonnia, alitosi. Possono comparire difficoltà digestive e una diminuzione dell'appetito. Sono frequenti le dermatosi (orticaria, eczema, acne), causate probabilmente da autointossicazione dovuta all'assorbimento di sostanze che avrebbero dovuto essere eliminate, ma che invece permangono troppo a lungo nell'intestino. Le persone che soffrono del disturbo possono inoltre essere affette frequentemente da flatulenze, a causa dell'aria presente non eliminata. Le dosi fecali sono scarse e spesso hanno un aspetto molto secco e duro; la defecazione non è mai completa e il soggetto ha una sensazione di gonfiore. Come esame complementare si può usare la manometria colica delle 24 ore e clisma opaco ed eventualmente la defecografia.

Può essere utile per monitorizzare nel tempo la consistenza delle feci e i miglioramenti ottenuti con la terapia l'uso della Bristol stol scale.[2]

Secondo recenti ed importanti statistiche su un campione consistente di soggetti attenzionati il 40 % della popolazione mondiale soffre o ha sofferto di stipsi almeno una volta nella vita.

Cause[modifica | modifica sorgente]

La stipsi è causata dal movimento troppo lento del materiale digerito attraverso il colon, che determina una eccessiva quantità di acqua assorbita dall'intestino, o a volte addirittura da una insufficiente assunzione di liquidi. Talvolta la causa della stipsi risiede in una disbiosi intestinale, curabile mediante l'assunzione di probiotici, o più spesso da una carenza di fibre alimentari. L'assunzione di fibra consigliata è di 25-30 grammi al giorno.[senza fonte]

Primarie[modifica | modifica sorgente]

Funzionali[3][modifica | modifica sorgente]

Ostruttive[modifica | modifica sorgente]

Ginecologiche[modifica | modifica sorgente]

Rectocele; Rilassamento pelvico.

Secondarie[modifica | modifica sorgente]

Malattie connettivali[modifica | modifica sorgente]

Amiloidosi; Sclerosi sistemica.

Malattie batteriche[modifica | modifica sorgente]

tubercolosi intestinale;

Stile di vita[modifica | modifica sorgente]

Disidratazione; Scarsa assunzione di fibre alimentari; Sedentarietà; Soppressione o posposizione volontaria della defecazione.

Farmaci[modifica | modifica sorgente]

Antiacidi; Anticolinergici; Anticonvulsivanti o Antiepilettici; Antidepressivi; Antistaminici; Antiparkinson; Antipsicotici; Calcio Antagonisti; Calcio supplementi; Diuretici; Terapia marziale; Lassativi per usi cronici (specie con gli stimolanti/irritanti p.e.: Antrachinonici); FANS; Oppiodi Maggiori; Oppiodi minori; Antitussigeni; Codeino simili;

Malattie Metaboliche[modifica | modifica sorgente]

Diabete Mellito; Avvelenamento da metalli pesanti; Ipercalcemia; Ipokaliemia; Ipotiroidismo; Ipomagniesemia; Porfiria; Uremia.

Malattie Neurologiche[modifica | modifica sorgente]

Neuropatia Autonomica; Sclerosi multipla; Neuropatie paraneoplastiche; Malattia di Parkinson.

Disturbi Psichiatrici[modifica | modifica sorgente]

Disturbi del comportamento alimentare; Stress situazionale.

Rimedi[modifica | modifica sorgente]

Escludendo i casi in cui la stitichezza dipende da fattori patologici gravi, nei casi normali si indicano le seguenti misure:

  • Camminare di più o realizzare un'altra attività che ponga in movimento il corpo. Normalmente aiutano 20 minuti di movimento al giorno a ritmo accelerato e per tonificare la muscolatura addominale e stimolare quella intestinale; svolgere, lontano dai pasti, qualche esercizio ginnico.
  • In determinati casi maggior quantità di fibre alimentari: legumi, verdura cotta e soprattutto cruda, cereali, e in generale tutti gli alimenti ricchi di fibre vegetali: psillio, crusca.
  • Assumere maggior quantità di liquidi: acqua (a digiuno), brodo, latte, succo di frutta.
  • Può anche essere di aiuto la ginnastica perianale.[senza fonte]
  • Evitare invece di assumere fibre nei casi in cui la stipsi sia dovuta da patologie funzionali come morbo di Hisprhung, da problemi motori come la pseudo ostruzione intestinale oppure da problemi anatomici come le stenosi.[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Harrison 2006
  2. ^ SJ. Lewis, KW. Heaton, Stool form scale as a useful guide to intestinal transit time. in Scand J Gastroenterol, vol. 32, nº 9, Sep 1997, pp. 920-4, DOI:10.3109/00365529709011203, PMID 9299672.
  3. ^ http://www.aosp.bo.it/rad2/Download/Colon%202012/Imaging%20dal%20punto%20di%20vista%20del%20Chirurgo.pdf.
  4. ^ Microsoft PowerPoint - Imaging dal punto di vista del Chirurgo.ppt [modalità compatibilità ]

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