Malattia di Hirschsprung

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Malattia di Hirschsprung
Hirschsprung acetylcholine.jpg
Microscopia ottica di mucosa del colon in un caso di malattia di Hirschsprung
Malattia rara
Codici di esenzione
SSN italiano RN0200
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 751.3
ICD-10 (EN) Q43.1
Sinonimi
Megacolon congenito agangliare
Eponimi
Harald Hirschsprung
Giuseppe Mya
Frederik Ruysch

La malattia di Hirschsprung, o megacolon congenito agangliare, è una malattia congenita dell'intestino caratterizzata dall'assenza, per un tratto del canale alimentare, del plesso mioenterico e del plesso sottomucoso, che garantiscono la coordinazione dei movimenti peristaltici intestinali[1][2].

Deve il suo nome al medico danese Harald Hirschsprung che per primo la descrisse nel 1886. Tuttavia è nota anche come malattia di Mya, da Giuseppe Mya, e come malattia di Ruysch, da Frederik Ruysch[3].

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

Ha una incidenza di circa 1 caso ogni 5000 nati vivi e dimostra un'evidente predilezione per il sesso maschile, con un rapporto tra maschi e femmine pari a 4:1[1]. Nel sesso femminile la malattia è presente soprattutto a segmento lungo, ovvero coinvolge un ampio tratto di intestino, mentre nel maschio a segmento corto, ovvero limitato al retto-sigma. Il 10% dei casi si manifesta in pazienti con sindrome di Down[1].

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di una malattia multigenica[4] malattia genetica, osservata inizialmente in pazienti affetti da trisomia 21[5]. Successivamente sono state dimostrate correlazioni con delezioni dei geni EDNRB, situato sul cromosoma 13 (-q22)[6][7], RET, sul cromosoma 10 (-q11.2)[8], e ZFHX1B, sul cromosoma 2 (-q22)[9][10]. Nel 70% delle forme lunghe di affezione è il gene coinvolto è RET[11][12].

È stato osservato che la mutazione alla base del male di Hirschsprung, a carico del gene RET, è di tipo loss-of-function; essa è correlata ad una mutazione di tipo gain-of-function nel medesimo locus, che a sua volta provoca la patologia MEN2 (neoplasie endocrine multiple di tipo 2). Ciò è un tipico esempio di eterogeneità allelica.

La malattia è dovuta ad anomalie di sviluppo e maturazione del sistema nervoso enterico a partire dalle creste neurali. Ne consegue l'assenza di gangli dei plessi mioenterico di Auerbach e sottomucoso di Meissner per un'estensione variabile, che si manifesta clinicamente con un'assenza di peristalsi nel tratto agangliare[1].

È sempre interessato il retto e solitamente anche il colon sigmoideo. Meno frequentemente è interessato l'intero colon, mentre in casi del tutto eccezionali tutto l'intestino[1].

Clinica[modifica | modifica sorgente]

Si manifesta in età molto precoce, generalmente nei primi giorni di vita, e si presenta quasi costantemente con ritardata emissione del meconio[2]. È tuttavia generalmente riconosciuto che il quadro clinico di presentazione della malattia di Hirschsprung può risultare molto variabile per forma e severità. Spesso l’emissione di meconio risulta parziale, piuttosto che ritardata[13]. Paradossalmente, diarrea cronica, associata a segni e sintomi di proctite, possono costituire la prima manifestazione[14].

Possono individuarsi quattro quadri clinici principali[15]:

  1. occlusione neonatale persistente: ben presto l’accumulo di feci e gas nel colon dilatato, al di sopra del segmento agangliare, diviene estremo, e non è più possibile un'attività motoria compensatoria a carico del colon normale. Il quadro clinico è caratterizzato da assenza di evacuazioni spontanee, distensione addominale ingravescente e vomito. La sovradistensione del colon ed il danno della parete possono tragicamente evolvere nell'embolismo gassoso del sistema portale. Questo quadro necessita di una precoce colostomia derivativa sul segmento di colon normogangliare (colostomia di livello);
  2. costipazione cronica progressiva: quando i segni iniziali, legati alla ritardata emissione di meconio, si risolvono spontaneamente o con la semplice stimolazione rettale, e subentra un quadro di stipsi cronica progressiva, che risponde ai normali clisteri di pulizia o a determinati lassativi. I pazienti di questo gruppo, quando correttamente diagnosticati, giungono all'intervento chirurgico radicale senza la necessità di eseguire un intervento colostomico d’urgenza;
  3. esordio sfumato con evoluzione ostruttiva: quando i pazienti presentano per settimane o mesi segni lievi di malattia, seguiti da un periodo di stipsi ostinata,che evolve in ostruzione cronica. Questi bambini manifestano una grave distensione gassosa dell’addome; all’impossibilità di emissione di gas per la sovradistensione colica, si associano aumentati processi di crescita batterica. È comune il riscontro di segni di distrofia generale con anoressia, episodi infettivi ricorrenti, eventuale anemia ipocromica ed ipoproteinemia. Se non trattato chirurgicamente il quadro evolve verso gravi crisi subocclusive o verso l’enterocolite secondaria;
  4. enterocolite precoce secondaria[16]: quando compare “diarrea paradossa”[17], con feci liquide, maleodoranti, miste a muco. Il quadro è il risultato delle alterazioni della mucosa colica legate alla stasi fecale, alla sovracrescita batterica, al reflusso fecale cieco-ileale. Questo tipo di presentazione non può trovare completa spiegazione nelle sole ragioni meccaniche, sono state infatti documentate complesse alterazioni immunitarie nella mucosa dei soggetti che manifestano enterocolite associata a HSCR. La perdita di liquidi ed elettroliti può evolvere verso l'acidosi metabolica, o persino morte per shock settico.

Diagnostica[modifica | modifica sorgente]

La diagnosi della malattia di Hirschsprung non è difficile e solitamente anche la sola clinica può essere sufficiente; essa entra in diagnosi differenziale con la stipsi ostinata secondaria a fecaloma, ma se ne differenzia per l'età d'insorgenza. Nel primo caso questa si manifesta precocemente e, all'esplorazione rettale, l'ampolla risulta vuota; nel secondo caso l'insorgenza è verso i 4-5 anni e l'ampolla risulta piena di feci[2].

La diagnosi può essere effettuata tramite l'esecuzione di un clisma opaco dell'intestino, di una biopsia rettale[18] e di una manometria anorettale, se si tratta di bambini più grandicelli o adulti.[2].

In particolare alla biopsia, che rappresenta lo standard di riferimento per la diagnosi, si osserva l'assenza di gangli nervosi nella tonaca muscolare e nella sottomucosa, associata ad incremento di fibre nervose positive alla tecnica di colorazione della acetilcolinesterasi[19] (vedi Illustrazione sezione bioptica colorata) . Quasi costantemente si assiste a dilatazione e ipertrofica del tratto di colon normale posizionato a monte di quello affetto. La mucosa può risultare infiammata e può ulcerarsi. La diagnosi di certezza è raggiunta, tuttavia, solo tramite colorazione per l'acetilcolinesterasi dei campioni di sottomucosa[1].

Trattamento[modifica | modifica sorgente]

Il trattamento della malattia di Hirschsprung è chirurgico e prevede la rimozione del tratto agangliare di intestino, successivamente alla riduzione del diametro del megacolon a monte tramite lavaggi rettali o il confezionamento di una colostomia temporanea. Quest'ultima è preferibilmente da evitarsi, per via dell'alta incidenza di infezioni. L'intervento deve preferenzialmente essere effettuato il prima possibile, ovvero nei primi giorni-settimane di vita[2].

Sono state descritte tre tecniche chirurgiche principali[2]:

  • Tecnica di Swenson[20][21] (1948): consiste nella resezione del tratto sprovvisto di gangli e dell'abbassamento del tratto a monte fino all'ano;
  • Tecnica di Duhamel[22] (1956): è simile alla precedente, ma prevede la conservazione del retto, dietro al quale viene abbassato il colon funzionale;
  • Tecnica di Soave[23] (1960): questo intervento, facilmente eseguibile anche per via laparoscopica, prevede la rimozione della mucosa intestinale e l'abbassamento, all'interno del retto, del colon funzionale.

Prognosi[modifica | modifica sorgente]

La mortalità della malattia di Hirschsprung è solitamente inferiore al 3%, ma può raggiungere il 10% nei casi di enterocolite e nei casi in cui il tratto agangliare raggiunga l'ileo[2]. Complicanza principale dell'intervento chirurgico può essere la costipazione post-operatoria persistente (7%-13% dei casi).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f Robbins, op. cit., pp. 830-1, 2006.
  2. ^ a b c d e f g Dionigi, op. cit., pp. 1190-2, 2006.
  3. ^ (EN) Ole Daniel Enersen, Malattia di Hirschsprung in Who Named It?.
  4. ^ Lantieri F. et al. (2008).In: “ Hirschsprung’s disease and Allied Disorders” Holschneider AM and Puri P Ed.,Sprinter-Verlag Berlin
  5. ^ GeneRewiev
  6. ^ Lamont MA, Fitchett M, Dennis NR, Interstitial deletion of distal 13q associated with Hirschsprung's disease in J. Med. Genet., vol. 26, n. 2, febbraio 1989, pp. 100–4. PMC 1015558, PMID 2918536.
  7. ^ Shanske A, Ferreira JC, Leonard JC, Fuller P, Marion RW, Hirschsprung disease in an infant with a contiguous gene syndrome of chromosome 13 in Am. J. Med. Genet., vol. 102, n. 3, agosto 2001, pp. 231–6. PMID 11484199.
  8. ^ G. Martucciello G, M. P. Bicocchi MP, P. Dodero P et al., Total colonic aganglionosis associated with interstitial deletion of the long arm of chromosome 10 in Ped. Surg. Int., vol. 7, n. 4, 1992, pp. 308-310. DOI:10.1007/BF00183991.
  9. ^ Lurie IW, Supovitz KR, Rosenblum-Vos LS, Wulfsberg EA, Phenotypic variability of del(2) (q22-q23): report of a case with a review of the literature in Genet. Couns., vol. 5, n. 1, 1994, pp. 11–4. PMID 8031530.
  10. ^ Mowat DR, Croaker GD, Cass DT, et al., Hirschsprung disease, microcephaly, mental retardation, and characteristic facial features: delineation of a new syndrome and identification of a locus at chromosome 2q22-q23 in J. Med. Genet., vol. 35, n. 8, agosto 1998, pp. 617–23. PMC 1051383, PMID 9719364.
  11. ^ Romeo G,Ronchetto P, Luo Y, Barone V, Seri M, Ceccherini I, Pasini B, Bocciardi R, Lerone M, Kääriäinen H & Martucciello G (1994). "Point mutations affecting the tyrosine kinase domain of the RET proto-oncogene in Hirschsprung's disease". Nature 367 (6461): 377–378. doi:10.1038/367377a0
  12. ^ Martucciello G, Ceccherini I, Lerone M. (2000). "Pathogenesis of Hirschsprung's disease". Journal of Pediatric Surgery 35 (7): 1017–1025
  13. ^ Martucciello G. (2008 Jun) "Hirschsprung's disease, one of the most difficult diagnoses in pediatric surgery: a review of the problems from clinical practice to the bench". Eur J Pediatr Surg. ;18(3):140-9. Review. PubMed PMID: 18493886
  14. ^ Burnard ED.(1950) Br Med J 1:151
  15. ^ Puri P, Montedonico S. (2008). In: “ Hirschsprung’s disease and Allied Disorders” Holschneider AM and Puri P Ed.,Sprinter-Verlag Berlin
  16. ^ Murphy E, et al. (2008). In: “ Hirschsprung’s disease and Allied Disorders” Holschneider AM and Puri P Ed.,Sprinter-Verlag Berlin
  17. ^ Puri P, Montedonico S. (2008). In: “ Hirschsprung’s disease and Allied Disorders” Holschneider AM and Puri P Ed.,Sprinter-Verlag Berlin
  18. ^ Kelleker J, Blake N (2008). In: “ Hirschsprung’s disease and Allied Disorders” Holschneider AM and Puri P Ed.,Sprinter-Verlag Berlin
  19. ^ Meier-Ruge W, Bruder E. (2008).In: “ Hirschsprung’s disease and Allied Disorders” Holschneider AM and Puri P Ed.,Sprinter-Verlag Berlin
  20. ^ Shim WK, Swenson O, Treatmentof congenital megacolon in 50 infants in Pediatrics, vol. 38, n. 2, agosto 1966, pp. 185–93. PMID 5944153.
  21. ^ Swenson O, Congenital megacolon in Pediatr. Clin. North Am., vol. 14, n. 1, febbraio 1967, pp. 187–96. PMID 6016070.
  22. ^ Steichen FM, Talbert JL, Ravitch MM, Primary side-to-side colorectal anastomosis in the Duhamel operation for Hirschsprung's disease in Surgery, vol. 64, n. 2, agosto 1968, pp. 475–83. PMID 5691680.
  23. ^ Soave F, Extramucosal endorectal pull through in Curr Probl Surg, vol. 15, n. 6, giugno 1978, pp. 77–93. PMID 401426.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Research Laboratories Merck, The Merck Manual quinta edizione, Milano, Springer-Verlag, 2008. ISBN 978-88-470-0707-9.
  • Robbins & Cotran, La basi patologiche delle malattie, Milano, Elsevier Italia, 2006. ISBN 88-85675-53-0.
  • Harrison, Principi di medicina interna, 16ª ed., Milano, McGraw-Hill, 2005. ISBN 88-386-2999-4.
  • Renzo Dionigi, Chirurgia, Milano, Masson - Elsevier, 2006. ISBN 88-214-2912-1.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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