Emorroidi

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Sulla parte destra della figura, la normale localizzazione delle emorroidi. Sulla sinistra, le emorroidi, a causa del prolasso della mucosa del retto, sono spinte verso il basso, fuoriuscendo dall'ano. Divengono in questo caso dolorose e possono sanguinare
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Le emorroidi (dal greco haîma , "sangue" e rhéó, "scorrere", col significato di "sanguinamento") sono dei cuscinetti di tessuto vascolare che giocano un importante ruolo nel mantenimento della continenza fecale. Sono un componente normale e fisiologico delle strutture del canale anale e sono composte da tessuto vascolare che contiene un alto numero di strutture artero-venose anostomizzate, da tessuto connettivo con un alto contenuto di fibre elastiche e collagene.[1] In accordo con la letteratura, di diversa origine è il termine malattia emorroidaria, con il quale si intende l'alterazione delle emorroidi interne, sostanzialmente causato dal prolasso della mucosa del retto che fa slittare verso il basso i cuscinetti emorroidari i quali, non più localizzati nella loro sede anatomica normale, possono cominciare a dolere e sanguinare.[2]

Indice

[modifica] Descrizione

Le emorroidi sono cuscinetti di tessuto fortemente vascolarizzato che si trova alla fine del canale anale e vengono suddivise in due tipi, a seconda della localizzazione anatomica:

  • emorroidi interne, che si trovano nell'ambito delle colonne anali, in corrispondenza della linea pettinata. Tributarie della vena porta, sono localizzate nello spazio sottomucoso al di sopra delle valvole di Morgagni, separato, per mezzo del canale anale;
    Sono in numero di 3 e sono poste in posizione anteriore, laterale destra e sinistra. Se idealmente poste su un quadrante di un orologio, si troverebbero a ore 11 (quella anteriore), ad ore 3 (quella destra) a ore 7 (quella sinistra)
  • emorroidi esterne che sono collocate nella parte esterna dell'ano, in comunicazione con le emorroidi interne tributario della vena cava inferiore.

Secondo la definizione proposta dal SICCR (Società Italiana di Chirurgia Colon-Rettale), il tessuto emorroidario è fortemente vascolarizzato e ricco di anastomosi senza, al contrario di quando si crede, l'interposizione di alcun circolo capillare. Vi si trova tessuto connettivo e fibre elastiche e collagene. L'epitelio risulta costituito da cellule cilindriche mai cheratinizzate.

[modifica] Funzione fisiologica

La zona ano-rettale è costituita da una complessa struttura nella quale vengono coordinate le funzioni di diversi tessuti di diversa natura istologica ed embriologica. Tale zona è riccamente innervata sia da fibre sensitive che somatiche nonché la presenza di una ricca irrorazione sanguigna, consente a questi tessuti un'importante funzione fisiologica, che è quella di regolare la continenza. L'attività congiunta della muscolatura dello sfintere e delle emorroidi permette di regolare al meglio la continenza. I tre cuscinetti emorroidali sono costituiti da una fitta rete di vasi anastomizzati che possono velocemente riempirsi e svuotarsi di sangue, aumentando o diminuendo rapidamente di volume. La rapida variazione di volume e di tensione delle emorroidi permette una sinergica attività contenitiva nei confronti del contenuto del retto.

Il tono e l'attività della muscolatura dello sfintere anale condiziona l'attività dei cuscinetti emorroidari, sia attraverso una diretta compressione meccanica esercitata su questi, sia mediante la modulazione del flusso ematico all'interno delle emorroidi. In questo modo i cuscinetti emorroidari perfezionano l'attività contenitiva del tratto finale del retto. La continenza è perciò regolata dall'attività sinergica dello sfintere e delle emorroidi che fungono da guaina per lo sfintere, sigillando l'apertura dell'ano. È per tale motivo che l'ano riesce a trattenere in maniera efficace non solo materiale solido, ma anche liquidi e gas.

Risulta perciò chiaro come il rispetto di tutte le struttura dell'ano risulti fondamentale per non compromettere la funzionalità della continenza.

A causa del prolasso della mucosa del retto, le emorroidi scivolano verso il basso e, non trovandosi più nella localizzazione anatomica fisiologica, possono diventare dolenti. Spesso in passato, ma ancora molto diffuso oggi, era, in caso di presenza di emorroidi dolenti, l'asportazione del tessuto emorroidario, definita emorroidectomia di Milligam Morgan. Tale intervento, lesionando l'anatomia del retto, compromette la sua continenza, oltre che a rappresentare un intervento cruento e doloroso.

[modifica] Patologia

Fino alla metà degli anni '90, anche se ancora molto diffusa tale corrente di pensiero, si pensava che per diverse cause, quali sforzi, una dieta alimentare scorretta, l'utilizzo di cibi speziati o una vita sedentaria, fossero le causa dell'insorgenza della malattia emorroidaria. Secondo tale corrente di pensiero, a causa di questi fattori, la mucosa contenente le emorroidi cominciava a prolassare, i capillari cominciavano a sfiancarsi e, non più trattenuti nell'ano, cominciavano a fuoriuscire. Le emorroidi risultavano congestionate ed infiammate e, se ne veniva compromessa la qualità della vita, dovevano essere asportate. Secondo la teoria di Thomson, il dislocamento distale del canale anale era la causa delle emorroidi. Lo scivolamento delle strutture vascolari, sostenuto dalle fibre muscolari lisce e connettivali, nonché la lassità della muscolaris mucosae, causato da un naturale processo involutivo che ne deteriora la struttura, portandone ad un progressivo assottigliamento, doveva essere alla base della fuoriuscita delle emorroidi che, considerate patologiche, dovevano essere rimosse.

Più recenti studi hanno invece messo in luce che la teoria di Thomson, sebbene possa essere in parte accettata, non sia il fattore scatenante la patologia emorroidaria. Anzi, le emorroidi non vengono più considerate patologiche, non vengono più considerate la causa della patologia, quanto l'effetto di un'altra patologia, che si trova più a monte, ed è il prolasso della mucosa del retto. Alla luce di tale scoperte, le emorroidi non sono più viste come patologiche, ma come l'effetto della patologia, e non è quasi più necessario provvedere con l'emorroidectomia per risolvere il problema.

L'alterazione della mucosa, come descritta da Thomson, è necessaria, ma non sufficiente per causare il prolasso. Perché si verifichi il prolasso è anche necessario il dislocamento della mucosa distale del retto. Tale dislocamento determina l'alterazione della struttura vascolare dei cuscinetti emorroidari. I vasi emorroidari superiori vengono stirati ed allungati, quelli mediani ed inferiori vengono alterati portando alla formazione di strutture definite strutture di Kings, mentre le emorroidi esterne vengono alterate perdendo in parte la loro funzione di coadiuvante della continenza.

Tutte queste modifiche strutturali rappresentano un ostacolo al deflusso venoso, favorendo una stasi del sangue nei tessuti che causa il rigonfiamento del tessuto, con conseguente dolore ed eventuale sanguinamento. Se il prolasso emorroidario è esterno ed il tessuto è ricco di sangue, il prolasso può avere difficoltà a rientrare perché bloccato dallo sfintere. Ne consegue trombizzazione e dolore.

[modifica] Note

  1. ^ SICCR, Società Italiana di Chirurgia Colon-Rettale, Linee guida per il trattamento delle emorroidi
  2. ^ Vanheuverzwyn R, Colin JF, Van Wymersch T, Kartheuser A, Hoang P. (1995). Hemorrhoids. Review. Acta Gastroenterol Belg. 58: 452-464.

[modifica] Bibliografia

  • Renzo Dionigi, Chirurgia basi teoriche e Chirurgia generale, Milano, Elsevier-Masson, 2006. ISBN 978-88-214-2912-5

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