Tromboflebite

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Tromboflebite
Great saphenous vein thrombosis 05091312009.jpg
Trombosi della vena safena grande
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 451
ICD-10 (EN) I80, I82.1

Con il termine tromboflebite ci si riferisce alla infiammazione di vene superficiali con conseguente trombosi.

In alcuni casi si utilizza più semplicemente il termine flebite, sebbene sia un sinonimo meno preciso.

Tutti i distretti venosi possono essere colpiti. Tuttavia si manifesta con maggiore frequenza negli arti inferiori, soprattutto se le vene sono varicose. Meno frequentemente le flebiti possono coinvolgere gli arti superiori. In questo caso la causa predominante è rappresentata dai microtraumatismi indotti dalle iniezioni.

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Con grande frequenza la tromboflebite è conseguente ad un intervento chirurgico ma a volte può risultare difficile stabilirne le cause, sovente connesse alla presenza di varicosi. La tromboflebite è quasi invariabilmente legata alla presenza di un trombo nella vena. I fattori di rischio includono:

  • Prolungata posizione seduta
  • Disordini legati alla coagulazione del sangue.

Disturbi specifici associati con la tromboflebite comprendono la tromboflebite superficiale (colpisce le vene vicino alla superficie della pelle) e la trombosi venosa profonda (interessa le vene profonde e più grandi). La tromboflebite migrante può essere una manifestazione non-metastatica di una neoplasia, come ad esempio il carcinoma pancreatico (segno di Trousseau di malignità).

Segni e sintomi[modifica | modifica sorgente]

Trombosi venosa della gamba destra. Si noti il gonfiore e l'arrossamento.

I sintomi consistono spesso in:

  • Rigonfiamento (edema) dell'arto interessato, in particolare di caviglia e piede.
  • Arrossamento della cute ed innalzamento della temperatura del derma circostante.
  • Dolore e sensazione di sofferenza nel segmento corporeo colpito.[1]

Prevenzione[modifica | modifica sorgente]

Cambiare di routine la posizione dell'ago o del catetere di una linea infusiva e.v. aiuta a prevenire le flebiti correlate a questo tipo di eziologia. Per altre forme di misure preventive si vedano gli specifici disturbi associati con la tromboflebite.

Trattamento[modifica | modifica sorgente]

In generale, il trattamento può includere i seguenti presidi:[2]

  • Farmaci
    • Analgesici per via orale, per il controllo del dolore
    • Anticoagulanti. Molto frequentemente si ricorre ad un trattamento anticoagulante sistemico con eparina sodica. Per evitare che il coagulo progredisca, l'eparina deve essere somministrata a dosaggi sufficienti da inibire la coagulazione. L'efficacia del trattamento anticoagulante può essere determinata dal monitoraggio del tempo di tromboplastina parziale (PTT).
    • Trombolitici facilitano lo scioglimento di un coagulo esistente, ad esempio rt-PA ed altre sostanze della stessa classe per via endovenosa.
    • Farmaci anti-infiammatori (FANS) come l'ibuprofene ed altri per ridurre l'infiammazone ed il dolore.
    • Antibiotici (ovviamente se in concomitanza di un processo infettivo) a seconda dell'agente eziologico.
    • Calze elastiche e bendaggi per ridurre il disagio

Al paziente può essere consigliato di effettuare le seguenti operazioni:

  • Elevare la zona colpita per ridurre il gonfiore.
  • Mantenere una compressione sulle zone circostanti l'area interessata per ridurre il dolore e diminuire il rischio di ulteriori danni.
  • Applicare impacchi caldo-umidi per ridurre l'infiammazione e il dolore.

Interventi chirurgici di rimozione o stripping (asportazione per strappamento) sono raramente necessari, ma possono essere indicati in alcune situazioni. Non tutte le tromboflebiti superficiali sono benigne[3]

Prognosi[modifica | modifica sorgente]

La tromboflebite delle vene superficiali è una patologia ad evoluzione benigna e che tende a rispondere in modo soddisfacente alle terapie mediche prescritte. Diverso il discorso quando il processo interessa le vene profonde. In questo caso comunque un 30% dei pazienti va incontro a risoluzione spontanea. In un ulteriore 50% il processo tende a mantenersi localizzato nella sede iniziale di insorgenza. Purtroppo il restante 20% dei pazienti se non è sottoposta ad adeguata terapia con eparina mosterrà una propagazione del coagulo con rischio elevato di complicanze maggiori (tromboembolia polmonare).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Thrombophlebitis. MedlinePlus Medical Encyclopedia. Public domain text. Update Date: 4/19/2004. Updated by: Brian F. Burke M.D., Department of Internal Medicine, Munson Medical Center, Traverse City, MI. Review provided by VeriMed Healthcare Network.
  2. ^ Di Nisio M, Wichers IM, Middeldorp S. Treatment for superficial thrombophlebitis of the leg. Cochrane Database of Systematic Reviews 2007, Issue 2. Art. No.: CD004982. DOI: 10.1002/14651858.CD004982.pub3
  3. ^ Venous Review The Official Journal of Center for Vein Restoration

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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