Aulo Cornelio Celso

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« C'imbattiamo finalmente in un uomo sovranamente benemerito della scienza, e degno del nome di medico; e questi è Aulo Cornelio Celso »
(Angiolo del Lungo[1], presentazione del De Medicina, pag.XXVI, Sansoni editore, Firenze)
Aulo Cornelio Celso

Aulo Cornelio Celso (14 a.C. circa – 37 d.C. ca.) è stato un enciclopedista e medico romano, probabilmente nativo della Gallia Narbonense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della letteratura latina (14 - 68).

Aulus Cornelius Celsus, questo è il suo nome latino, vissuto probabilmente nel settantennio comprendente l'impero di Augusto e di Tiberio, secondo Plinio non fu medico di professione, ma lui stesso afferma di aver sperimentato tecniche e operazioni di ambito medico e chirurgico. Seguì probabilmente, nell'età giovanile, la scuola dei Sesti, che predicava l'astensione dalla vita pubblica e dalla politica. Profondo conoscitore di Ippocrate ebbe sicuramente contatti con la medicina alessandrina e con alcuni medici greci trasferiti a Roma; in particolare, egli stesso riporta la sua grande stima per il grande chirurgo romano Megete e per l'oculista Evilpiade. Contraddittorio il suo rapporto con Asclepiade e il suo allievo Temisone, medici di origine greca, propugnatori di nuove idee su una medicina estranea a quella ippocratica, basata soprattutto sulla dietetica, ma anche su pratiche poco ortodosse e di dubbia efficacia.

Il De Artibus[modifica | modifica wikitesto]

Opera principale di Celso, il De artibus è un insieme di trattati riguardanti:

  • Agricoltura
  • Zooiatria
  • Giurisprudenza
  • Arte militare
  • Filosofia
  • Storia
  • Medicina

Di tutta questa enciclopedia, è giunto a noi solamente il trattato sulla medicina, che contiene tutte le conoscenze greche e romane dei suoi tempi riguardo quest'ambito.

Il De Medicina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi De Medicina.
De medicina

Esso è considerato il primo trattato completo di medicina in latino[2]. Dopo un proemio sulla mitologia e la storia della medicina romana, Celso tratta in otto libri di diverse aree di interesse, dividendo la scienza medica in tre filoni principali: dietetica, farmacologia e chirurgia. Espone le sue conoscenze di semeiotica e igiene (libri I), dietetica (libro II), medicina interna (libro III e IV), farmacologia (libro V e VI) e chirurgia (libro VII e VIII). Nel testo compaiono numerosi esempi di sintomi, terapie e casi clinici che, sebbene non dimostrino una sua sicura appartenenza alla professione medica, sono prova della sua conoscenza profonda dei testi greci e della sua frequentazione dei valetudinaria[3].

Stile e fortuna[modifica | modifica wikitesto]

« Questi ultimi giorni ho voluto leggere la Medicina di Celso, che m'è piaciuta assai per quella chiarezza e sprezzatura elegante, e facilità a esprimere cose difficilissime a dare a intendere »
(Giacomo Leopardi, Zibaldone, in una lettera a Paolo Giordani, 12 febbraio 1819)

Chiamato anche il “ Cicerone della medicina”[4], Celso utilizza un latino elegante e semplice, lodato anche da Quintiliano[5]. Questa sua caratteristica, unita alla possibilità di apprendere in latino un'arte che tradizionalmente era tramandata in greco, provocò una grande diffusione della sua opera, tanto da dominare con la sua autorità la didattica medica romana fino all'arrivo di Claudio Galeno. Rimasto pressoché ignoto durante il Medioevo, il De Medicina fu trovato da papa Niccolò V e pubblicato nel 1478.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Traduttore pisano del 1807
  2. ^ Dino Pieraccioni, introduzione del "De Medicina", pag.X
  3. ^ Dino Pieraccioni, introduzione del "De Medicina", pag.X
  4. ^ Dino Pieraccioni, introduzione del "De Medicina", pag.VI
  5. ^ Dino Pieraccioni, introduzione del "De Medicina", pag.VIII

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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