Museo Galileo

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Coordinate: 43°46′03.92″N 11°15′21.44″E / 43.767756°N 11.255956°E43.767756; 11.255956

Museo Galileo
La facciata con l'ingresso del museo
La facciata con l'ingresso del museo
Tipo museo storico-scientifico
Indirizzo Piazza dei Giudici 1 - 50122 Firenze, Italia
Direttore Paolo Galluzzi
Sito www.museogalileo.it

Il Museo Galileo (già Istituto e Museo di Storia della Scienza) di Firenze si trova in piazza dei Giudici, vicino alla Galleria degli Uffizi, nella sede di Palazzo Castellani, un edificio di antichissime origini (fine sec. XI), noto ai tempi di Dante come Castello d'Altafronte. Il Museo Galileo conserva una delle raccolte di strumenti scientifici più rilevanti al mondo, testimonianza materiale dell'importanza attribuita alla scienza e ai suoi protagonisti da parte degli esponenti della dinastia medicea e dei granduchi lorenesi.

Il 10 giugno 2010, dopo una chiusura di due anni per lavori di ristrutturazione, il Museo di Storia della Scienza ha riaperto al pubblico con il nuovo nome di "Museo Galileo". L’inaugurazione ha coinciso con il 400º anniversario della pubblicazione del Sidereus Nuncius (marzo 1610), l'opera con la quale Galileo Galilei divulgò le sensazionali novità celesti mostrategli dal cannocchiale.

Il Museo[modifica | modifica sorgente]

Il museo raccoglie i preziosi strumenti scientifici provenienti dalle collezioni medicee, che erano esposte nello Stanzino delle Matematiche della Galleria degli Uffizi e che furono in seguito trasferite nel Museo di Fisica e Storia Naturale, fondato dal granduca Pietro Leopoldo nel 1775. In epoca lorenese le collezioni scientifiche vennero arricchite da importanti acquisizioni di nuovi strumenti. Nel 1929 fu organizzata a Firenze la Prima Esposizione Nazionale di Storia della Scienza. In seguito a questa mostra, nel 1930, l'Università di Firenze decise di inaugurare nella sede di Palazzo Castellani l'Istituto di Storia della Scienza con annesso Museo, al quale affidò la collezione degli strumenti mediceo-lorenesi.

Panoramica di strumenti per la misura del tempo

Il percorso espositivo si articola secondo criteri cronologici e tematici.[1]

Collezioni Medicee[modifica | modifica sorgente]

Il primo piano, suddiviso in nove sale, è dedicato alle collezioni medicee, che coprono un arco temporale dal XV al XVIII secolo. Oltre a raffinati strumenti matematici, sono esposti gli strumenti originali di Galileo (tra i quali gli unici due cannocchiali esistenti), gli strumenti dell'Accademia del Cimento e l'eccezionale collezione di globi terrestri e celesti, fra cui spicca la monumentale sfera armillare di Antonio Santucci.

Collezioni Lorenesi[modifica | modifica sorgente]

Nelle nove sale del piano superiore si trovano gli apparati scientifici dell'età lorenese (XVIII-XIX secolo), che testimoniano il notevole contributo toscano e italiano allo sviluppo dell'elettricità, dell'elettromagnetismo e della chimica. Tra gli oggetti in mostra, le cere ostetriche dell'Arcispedale di Santa Maria Nuova, il banco chimico del granduca Pietro Leopoldo e le bellissime macchine per la dimostrazione dei principi fisici fondamentali, costruite dall'officina del Museo di Fisica e Storia Naturale. 

Le attività di ricerca e documentazione[modifica | modifica sorgente]

Il Museo Galileo svolge attività di ricerca e documentazione nel campo della storia della scienza e della tecnologia, oltre che della conservazione e valorizzazione del patrimonio museale. Le risorse della biblioteca e la vasta collezione di opere digitalizzate, accessibile dal sito internet, sono a disposizione degli studiosi. Il Museo partecipa a numerosi progetti di ricerca in collaborazione con importanti istituzioni internazionali, come la Reale Accademia delle Scienze di Svezia, la Nobel Foundation, gli istituti della Max-Planck-Gesellschaft e la Harvard University. Inoltre organizza e partecipa a numerosi convegni sulla museologia scientifica e sulla storia delle scienze e delle tecniche. 

Le mostre[modifica | modifica sorgente]

Il Museo Galileo da molti anni promuove la diffusione della cultura scientifica; nell'ambito di questo impegno organizza esposizioni su temi di storia della scienza e sui rapporti tra scienza, tecnologia e arte, in Italia e nel mondo[2]. Tra le più importanti: Gli ingegneri del Rinascimento. Da Brunelleschi a Leonardo da Vinci, La mente di Leonardo, I Medici e le scienze, Il telescopio di Galileo. Lo strumento che ha cambiato il mondo, Galileo. Immagini dell’universo dall’antichità al telescopio, Vinum Nostrum. Arte, scienza e miti del vino nelle civiltà del Mediterraneo antico, Archimede. Arte e scienza dell’invenzione.

Le pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Il Museo promuove la pubblicazione di opere di argomento storico-scientifico. In particolare cura due riviste: Nuncius, che si occupa di storia della scienza, e Galilaeana, che tratta studi galileiani. A queste sono collegate due collane di studi (Biblioteca di Nuncius e Biblioteca di Galilaeana) cui si aggiungono l’Archivio della corrispondenza degli scienziati italiani, la Biblioteca della scienza italiana ed altre pubblicazioni varie.[3]

Il Museo pubblica cataloghi relativi alle proprie collezioni e alle mostre temporanee di cui è promotore.

La Biblioteca[modifica | modifica sorgente]

Parte dell'Istituto fin dalla sua fondazione, la biblioteca del Museo è ora situata al terzo piano nella vecchia altana del Palazzo Castellani. L'inaugurazione nella nuova veste architettonica, che le ha valso il premio Bibliocom Biblioteche in vetrina[4], è stata celebrata nel 2002 dall'allora presidente Carlo Azeglio Ciampi[5]. Specializzata in storia della scienza, conserva circa 150.000 opere, di cui circa 5.000 appartenenti ai fondi antichi. Di particolare interesse il fondo Mediceo-Lorenese che comprende i testi scientifici, inerenti per lo più alle scienze fisico-matematiche, raccolti nel corso dei secoli dalle due dinastie toscane. La biblioteca conserva inoltre fondi archivistici risalenti ai secoli XVIII-XX e un archivio fotografico attinente alla storia delle collezioni del Museo, antichi strumenti e luoghi della scienza. Il fondo moderno, implementato annualmente di circa 1.800 nuove acquisizioni, copre la produzione editoriale in italiano e nelle maggiori lingue europee[6].

Tutto il materiale è catalogato analiticamente ed è ricercabile nell’opac della banca dati cumulativa.

All'interno delle attività della biblioteca, si inseriscono la redazione di bibliografie (in particolare la Bibliografia internazionale galileiana) e più in generale la segnalazione in catalogo di documenti di interesse storico-scientifico anche se non posseduti[7].

Nel 2004 è nata la biblioteca digitale concepita come un sistema informativo che conserva e pubblica collezioni digitali tematiche di interesse storico scientifico[8].

Il Laboratorio Multimediale[modifica | modifica sorgente]

Consapevole dell’importanza delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, nel 1991 il Museo Galileo si è dotato di un Laboratorio Multimediale. Il Laboratorio si occupa della produzione di applicazioni interattive offline e online per le attività divulgative e di documentazione del Museo, relative sia alle collezioni permanenti sia a mostre o altri eventi, e della costruzione di archivi digitali per la ricerca storico-scientifica.

Breve bibliografia sul Museo Galileo[modifica | modifica sorgente]

Museo Galileo. Capolavori della scienza, a cura di F. Camerota, Firenze, Giunti Editore, 2010, ISBN 978-88-09-74881-1

Museo Galileo. Guida ai tesori della collezione, a cura di F. Camerota, Firenze, Giunti Editore, 2010, ISBN 978-88-09-74884-2

Galileo e la misura del tempo. Sezione interattiva, a cura di F. Camerota, Firenze, Giunti Editore, 2012, ISBN 978-88-09-77606-7

Oggi scopro… il Museo Galileo di Firenze, Milano, Touring Junior, 2009, ISBN 978-88-365-5120-0

Displaying Scientific Instruments: From the Medici Wardrobe to the Museo Galileo, a cura di F. Camerota, Milano, Goppion, 2012, ISBN 978-88-88714-17-2

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sito web del Museo Galileo, Museo Virtuale.
  2. ^ Sito web del Museo Galileo, Elenco delle mostre.
  3. ^ Sito web del Museo Galileo, Elenco delle pubblicazioni.
  4. ^ Bibliocom 2002. URL consultato l'11 febbraio 2014.
  5. ^ Stefano Casati, The new library of the Institute and Museum of history of science, Florence in Nuncius, vol. 17, nº 2, 2002, pp. 3-8.
  6. ^ Alessandra Lenzi, The Library and the Museum in Annali del Laboratorio museotecnico, vol. 5, Displaying scientific instruments: from the Medici wardrobe to the Museo Galileo, 2012, pp. 331-339.
  7. ^ Alessandra Lenzi, Attività bibliografica dell'Istituto e Museo di storia della scienza: lo spoglio dei periodici in Nuncius, vol. 17, nº 1, 2002, pp. 331-336.
  8. ^ Stefano Casati, The Digital library in Annali del Laboratorio museotecnico, vol. 5, Displaying scientific instruments: from the Medici wardrobe to the Museo Galileo, 2012, pp. 341-347.

Altri musei scientifici a Firenze[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]