Vincenzo Galilei

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Vincenzo Galilei (Santa Maria a Monte, 3 aprile 1520Firenze, 2 luglio 1591) è stato un compositore e teorico musicale italiano, nonché il padre del famoso astronomo e fisico Galileo Galilei e del liutista Michelangelo Galilei con il quale viaggerà spesso all'estero.

Liutista, insegnante e teorico musicale – aveva fatto parte della Camerata fiorentina dei Bardi – era entrato in conflitto con la tradizione classica sostenuta dal suo maestro Zarlino, che attribuiva la consonanza tra tutti i suoni al controllo delle proporzioni numeriche e, con il suo Discorso intorno all'Opera di Messer Gioseffo Zarlino da Chioggia e il Dialogo della musica antica e della moderna, aveva proposto di ritornare alla melodia monodica contro l'imperante polifonia contrappuntistica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu una delle figure più importanti nella vita musicale del tardo Rinascimento e contribuì in maniera significativa alla rivoluzione musicale che porterà alla nascita della musica barocca.

Galilei fu un valente suonatore di liuto e presto catturò l'attenzione di potenti e ben introdotti mecenati. Incontrò Gioseffo Zarlino, il più importante teorico musicale del XVI secolo, a Venezia, ed iniziò a studiare con lui. Successivamente si interessò al tentativo di recupero della musica dell'antica Grecia e del teatro classico, come componente della Camerata de' Bardi (un gruppo di poeti, musicisti ed intellettuali guidati dal conte Giovanni Bardi e di cui faceva parte l'insigne studioso di musica della Grecia antica Girolamo Mei).

Il 9 luglio 1563 Vincenzo prende in locazione una casa in Via dei Mercanti a Pisa da Giuseppe Bocca mentre, tra coloro con cui era in affari, spicca il nome del patrizio pisano Iacopo della Seta,[1] membro dell'Accademia degli Svegliati.

Negli anni dal 1570 al 1580 si occupò di teoria musicale; i suoi studi si svilupparono sul trattamento delle consonanze e dissonanze. Questi studi furono le basi fondamentali su cui si sviluppò poi la musica barocca.

Fece altresì scoperte, nel campo della fisica acustica, sulla vibrazione delle corde e delle colonne d'aria. È possibile che egli, stabilendo la relazione esistente fra la tensione di una corda e la frequenza della sua vibrazione, sia stato il primo a scoprire la legge fisica della non linearità.

Ma in quel tempo, l'espressione da noi ben conosciuta come "legge della fisica" fu la chiave del problema. Se Galilei fece questa scoperta e la espresse usando il linguaggio della matematica, questa sarebbe un'importante generalizzazione dell'antica scoperta dei pitagorici sul fatto che i numeri interi (matematica) determinino le scale armoniche. E se tutte le relazioni musicali e le misurazioni fisiche negli strumenti potessero essere definite matematicamente, l'assunto enunciato da suo figlio Galileo, che tutte le relazioni fisiche di ogni tipo possono essere definite matematicamente, seguirebbe come la più naturale conseguenza.

Galilei compose due libri di madrigali, musica per liuto e numerosi brani per voce e liuto; quest'ultimo genere è considerato come un'anticipazione del futuro stile della musica barocca.

Aiuto
Vincenzo Galilei (info file)
Ricercari: da uno a duodecimo tuono

Molti studiosi ritengono che egli abbia influito sugli studi del figlio Galileo, spingendolo a allontanarsi dalla matematica pura e astratta e a interessarsi alla sperimentazione, usando una descrizione quantitativa dei risultati attraverso le scienze matematiche, una direzione che è da considerarsi della massima importanza nella storia delle scienze.

Nel 1562, sposò Giulia Venturi degli Ammannati di Pescia, con 100 scudi d'oro di dote, con la quale si trasferì a Pisa, dove nel 1564 nacque il primogenito Galileo. [senza fonte] Archivio di Stato Pistoia: nel Comune di Serravalle Pistoiese risiedeva un parente di Vincenzo, Pietro Galilei, che certamente Vincenzo visitava; il che, data la vicinanza con Villa Basilica, gli diede modo di conoscere Giulia degli Ammannati.

Nel 1581 pubblicò a Venezia il Fronimo. Dialogo nel quale si contengono le vere et necessarie regole del intavolare la musica nel liuto, che include anche due composizioni polifoniche di Giovanni Andrea Dragoni.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Intavolatvre de lavto di Vincenzo Galileo [sic] fiorentino, madrigali, e ricercate, libro primo, in Roma, per M. Valerio Dorico, l'anno MLXIII (ma 1563)
  • Fronimo. Dialogo di Vincentio Galilei fiorentino, nel quale si contengono le vere, Et necessarie regole del Intauolare la Musica nel Liuto, Posto nuouamente in luce, & da ogni errore emendato, in Vinegia, appresso Girolamo Scotto, MDLXVIII (1568)[2]
  • Il primo libro de madrigali a quatro at cinque voci di Vincentio Galilei Novamente composti, stampati et dati in luce, Venetia, figliuoli di Antonio Gardano (1574)
  • Dialogo di Vincentio Galilei nobile fiorentino della musica antica, et della moderna, in Fiorenza MDLXXXI, appresso Giorgio Marescotti (1581) (liberamente consultabile e scaricabile da Google libri)
  • Contrapunti a due voci, Firenze (1584)
  • Fronimo. Dialogo di Vincentio Galilei nobile fiorentino, sopra l'arte del bene intavolare, et rettamente sonare la musica Negli strumenti artificiali si di corde come di fiato, & in particolare nel Liuto. Nuovamente ristampato, & dall'Autore istesso arrichito, & ornato di nouità di concetti, & d'essempi, in Vineggia, appresso l'Herede di Girolamo Scotto, MDLXXXIIII (1584)
  • Il secondo libro de madrigali a quatro et cinque voci di Vincentio Galilei nobile fiorentino, Venetia, Angelo Gardano (1587)
  • Discorso di Vincentio Galilei nobile fiorentino, intorno all'opere di Messer Gioseffo Zarlino da Chioggia, et altri importanti particolari attenenti alla musica. Et al medesimo Messer Gioseffo dedicato, in Fiorenza, appresso Giorgio Marescotti, MDLXXXIX (1589)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fondazione Galileo Galilei – Mostre – Galileo e Pisa.
  2. ^ I due interlocutori fittizi nel Fronimo sono (appunto) Frónimo ed Eumátio, entrambi nomi di derivazione greca: il primo, dall'aggettivo φρόνιμος (phrónimos), che significa "perspicace, saggio"; il secondo, dal nome Εὐμάθιος (Eumáthios), di epoca bizantina (529-1453), connesso con l'aggettivo εὐμαθήϛ (eumathés), il quale significa "che impara facilmente". Vedi, p. es.: Lorenzo Rocci, Vocabolario Greco-Italiano, 7ª ed., Roma-Città di Castello, Soc. Dante Alighieri-S. Lapi, 1952; F. Schenkl, F. Brunetti, Dizionario greco-italiano italiano-greco (a cura di D. Meldi), La Spezia, F.lli Melita, 1991, ISBN 88-403-6693-8 .

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Articolo Vincenzo Galilei, in Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti - Le Biografie, vol. III, Torino, Utet, 1986, p. 98. ISBN 88-02-04041-9
  • Articolo Vincenzo Galilei, in The New Grove Dictionary of Music and Musicians, ed. Stanley Sadie. 20 vol. Londra, Macmillan Publishers Ltd., 1980. ISBN 1-56159-174-2
  • The Concise Edition of Baker's Biographical Dictionary of Musicians, 8th ed. Revised by Nicolas Slonimsky. New York, Schirmer Books, 1993. ISBN 0-02-872416-X
  • Gustave Reese, Music in the Renaissance. New York, W.W. Norton & Co., 1954. ISBN 0-393-09530-4 ; trad. it.: La musica nel Rinascimento, Firenze, Le Lettere, 1990. ISBN 88-7166-030-7
  • Annibale Gianuario et al., Discorso di Vincentio Galilei intorno all'uso delle dissonanze; Vincenzo Galilei, la dissonanza e la seconda pratica (ms. di Firenze), 2ª ed., Sezze Romano, Fondazione Centro studi rinascimento musicale, 2002.
  • Vincenzo Galilei, Il Fronimo, Sala Bolognese, Arnaldo Forni, 1988 [facsimile dell'ed. 1584]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 22407196 LCCN: n86119914