Loggia del Grano

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Coordinate: 43°46′6.73″N 11°15′25.40″E / 43.7685361°N 11.257056°E / 43.7685361; 11.257056

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La Loggia del Grano

La Loggia del Grano di Firenze si trova in piazza del Grano, all'angolo tra via de' Neri e via de' Castellani, sul retro della Galleria degli Uffizi e a pochi passi da piazza della Signoria.

Indice

[modifica] Storia e architettura

Busto di Cosimo II

[modifica] Il Seicento

Fu iniziata nel 1619 dell'architetto Giulio Parigi su commissione del granduca Cosimo II, come mercato del grano, un ruolo che in passato era stato ricoperto anche dalla chiesa di Orsanmichele.

I magazzini alimentari si trovavano ai piani superiori, sopra il loggiato, nel quale si svolgeva invece il mercato del grano e dei cereali vari. Tutti i giorni non festivi al riparo delle ampie arcate, si svolgeva la compra-vendita del grano, alla presenza e sotto la diretta sorveglianza degli "Ufficiali della Grascia". Questi cosiddetti "grascini" controllavano la qualità e la quantità del grano e delle biade, le regolarità dei prezzi e delle contrattazioni che iniziavano all'ora nona dietro il segnale degli stessi ufficiali. Si aveva molta cura che il mercato del grano non subisse alterazioni di sorta in quanto il pane, alimento base per eccellenza almeno per i ceti meno abbienti sul quale ruotava l'intera organizzazione dei pasti, fosse assicurato a tutti. Ai fornai che avessero "artefatto e guastato" il pane era comminato addirittura il carcere o il bando dalla città.

Legato al ricordo della Loggia è il vecchio detto fiorentino "a tutto spiano" che indica un'azione compiuta con totale abbondanza, cioè al massimo della misura. E lo "spiano" era appunto la misura della quantità del grano che ogni mese gli Ufficiali della Grascia o dell'Abbondanza assegnavano ai fornai per la panificazione: se non c'erano carestie o particolari scarsità del prodotto la quantità erogata con profusione era appunto quella a "tutto spiano", mentre in caso contrario veniva ridotta a mezzo spiano o anche di meno.

[modifica] La decorazione

La Fontana del Mascherone

Sotto la loggia furono posti gli antichi stemmi di Firenze e della Croce del Popolo, attorno alla Torre dell'arme degli Ufficiali della Torre che presiedevano ai pubblici servizi economici e edilizi.

Un busto di Cosimo II è posto al centro dell'arcata centrale su via de' Neri ed è opera di Chiarissimo Fancelli, autore anche della fontana con il mascherone all'angolo della costruzione, ispirata alla Fontana dello Sprone in Oltrarno. L'ingegnoso scalpello dell'artista, ha connotato l'opera con un vivacissimo atteggiamento beffardo della grossa faccia deforme, dando alle fluenti linee che convergono verso la sottostante tazza di raccolta dell'acqua, una forma di barba fra l'immaginario fantastico e quello reale.

[modifica] Nuove funzioni

Già nel 1690 però la loggia perse il suo ruolo in favore del nuovo Granaio dell'Abbondanza in Oltrarno, e da allora subì spesso trasformazioni e cambi di uso. Vi fu aperta una tipografia e fu la sede della redazione del giornale Il Monitore Toscano.

Inglobata in un palazzo di dimensioni più grandi (l'ex-Cinema Capitol), nella seconda metà dell'Ottocento vi fu aperto un teatro, voluto dall'attore Tommaso Salvini e detto appunto delle Logge, al quale lavorò l'architetto friulano Andrea Scala. Nel 1910 divenne il teatro di varietà Folies Bergères, poi dal 1935 fu trasformato nel Cinema Varietà Imperiale, ristrutturato negli anni 1953-57 dagli architetti Nello Baroni e Maurizio Tempestini, assumendo il nome di Cinema Edison e poi Capitol.

Per un certo periodo la loggia, nei primi anni novanta, ha ospitato un mercatino etnico, poi un ristorante, poi una libreria su bancarelle all'aperto.

[modifica] Bibliografia

  • Luciano Artusi, Tante le acque che scorrevano a Firenze, itinarario tra i giochi d'acqua delle decorative fontane fiorentine, Semper, Firenze 2005.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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