Helleborus
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Elleboro |
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Ordine | Ranunculales |
| Famiglia | Ranunculaceae |
| Genere | Helleborus L. |
| Specie | |
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Helleborus L. è un genere della famiglia delle Ranunculaceae, noto col nome comune di elleboro; originario dell'Europa, Caucaso e Asia Minore.
Indice |
[modifica] Descrizione
I fiori dell'elleboro sono formati da 5 sepali che sono diversamente colorati ed assumono spesso un aspetto petaloide. Questi sepali circondano e proteggono dei nettari che derivano dalla trasformazione dei veri petali. I sepali rimangono persistenti dopo l'impollinazione e studi condotti in Spagna suggeriscono che il calice persistente possa contribuire allo sviluppo dei semi [1].
[modifica] Sistematica
Il genere, che da il nome a una delle tribù delle Ranuncolaceae, quella delle Helleboreae, comprende circa 30 specie erbacee perenni (di cui una decina sono spontanee sul nostro territorio), alcune con radici rizomatose, con fioritura invernale o ai primi tepori primaverili, con fiori di vari colori.
[modifica] Specie
- Helleborus abchasicus A. Braun 1853
- Helleborus argutifolius Viv. , origine Corsica
- Helleborus bocconei subsp. siculus (Schiffner) Merxm. & Podl.
- Helleborus caucasicus A. Braun 1853
- Helleborus chinensis Maxim. 1889
- Helleborus cyclophyllus Boiss.
- Helleborus dumetorum Waldst. & Kit.
- Helleborus dumetorum subsp. dumetorum
- Helleborus foetidus L. , origine Europa centro-meridionale
- Helleborus guttatus A. Br. & Sauer
- Helleborus hyemalis L. 1753 (= Eranthis hyemalis (L.) Salisb.)
- Helleborus lividus var. corsicus
- Helleborus niger L. 1753 , origine Europa centrale
- Helleborus odorus Waldst. & Kit.
- Helleborus odorus var. istriacus Schiffner
- Helleborus orientalis Lam. 1789 , origine Balcani
- Helleborus polychromus Kolak.
- Helleborus purpurascens Waldst. & Kit.
- Helleborus ranunculinus Smith
- Helleborus serbicus Adam.
- Helleborus thibetanus Franch. 1886
- Helleborus trifolius L. 1753
- Helleborus vesicarius Aucher. 1841
- Helleborus viridis L. 1753 , origine Europa centro-occidentale
- Helleborus viridis subsp. viridis
- Helleborus viridis subsp. istriacus (Schiffner) G. Cristofolini & A.L. Zanotti 1994
- Helleborus viridis var. thibetanus (Franch.) Finet & Gagnep. 1904
Inoltre esistono diversi ibridi tra cui:
- Helleborus x ballardiae B. Mathew 1993
- Helleborus x ericsmithii B. Mathew 1988
In Italia sono spontanee le seguenti specie [2]:
- Helleborus foetidus L. diffuso in luoghi sassosi e cespugliosi, dal fusto ramoso alto oltre i 50 cm, foglie lungamente picciolate, con una decina di segmenti lanceolati dal margine seghettato, le brattee sono ovali e di colore verde pallido, i fiori campanulati, pendenti, sono di colore verdastro marginati di rosso-brunastro, la pianta emana un odore nauseabondo. È il più utilizzato per la coltivazione in vaso e nei luoghi molto ombrosi.
- Helleborus lividus Aiton: presente in Sardegna
- Helleborus viridis L. noto anche con il nome di Elleboro verde o Elleboro falso, velenosa, emana un odore fetido, spontanea dei luoghi cespugliosi ed erbosi dalle zone collinari fino a quella alpina al martgine dei boschi, pianta erbacea perenne rizomatosa alta 20-50 cm, ha grandi foglie basali, presenti fino alla cima degli scapi florali come brattee, pedate divise cioè in 3 segmenti principali, di cui il mediano libero e intero mentre i 2 laterali sono al loro volta divisi in segmenti lanceolati, i fiori odorosi, sono grandi di colore verde o rossiccio, con sepali patenticon fioritura invernale-primaverile i frutti sono follicoli oblunghi, uniti alla base in gruppi di 3-8 e muniti di rostri, contengono numerosi semi di forma allungata
- Helleborus odorus W.& K.elleboro profumato
- Helleborus bocconei Ten. una specie diffusa nel Sud Italia
- Helleborus niger L. noto anche con il nome di Rosa di Natale, Elleboro nero e Erba rocca, pianta erbacea perenne alta 8-35 cm, velenosa, emana un odore acre, ha un rizoma corto e ingrossato di colore nerastro, ricco di radici, le foglie sono basali, lungamente picciolate, di grandi dimensioni, da oblungo-cuneate a lanceolate, coriacee a margine seghettato, di colore verde scuro, scapi florali di colore rossiccio, con brattee ovali, sessili, i fiori sono singoli o a coppie, grandi apicali a forma di coppa, di colore bianco, rosa o rosso-porpora, con piccoli petali, tubulosi, e numerosi stami, con fioritura da gennaio ad aprile, i frutti sono follicoli rigonfi, muniti di rostri, e contenengono numerosi semi oblunghi; vive nei luoghi erbosi e boscosi delle Alpi e dell'Appennino, ormai raro in natura e intensamente coltivato, da non confondere con l'elleboro bianco che si riferisce a specie di un altro genere il Veratrum album.
[modifica] Uso
Come pianta ornamentale per decorare roccaglie e giardini spontanei, in vaso per gli appartamenti, e per la produzione industriale del fiore reciso.
[modifica] Proprietà medicinali
Pianta molto velenosa, sia per ingestione che per uso esterno, molto difficile da dosare, se ne sconsiglia vivamente l'uso
- La polvere ricavata dalle radici e dai rizomi raccolti in primavera o in autunno, e fatti essiccare rapidamente ha proprietà cardiotoniche, narcotiche, emetiche e curative degli edemi, è anche un purgante drastico
- Per uso esterno si usa come revulsivo in alcune malattie della pelle
- L'estratto fluido delle radici e rizoma dell'Helleborus viridis ha proprietà sedative e irritanti dell'intestino con effetto purgativo drastico
[modifica] Metodi di coltivazione
La coltivazione non presenta molte difficoltà. Il luogo prescelto per la coltivazione non dovrà essere eccessivamente soleggiato. Il terreno dovrà essere fertile, ben drenato, con concimazioni periodiche, preferibilmente organiche.
La messa a dimora avviene in settembre-ottobre a 30-40cm di distanza, avendo cura di non interrare la sommità degli apparati radicali a più di 2-3cm di profondità.
Se lasciati indisturbati, con le giuste condizioni, si possono riprodurre spontaneamente. In generale gli ellebori mal sopportano i trapianti.
La specie Helleborus foetidus è quella che meglio si adatta alle posizioni più ombreggiate.
La semina non è complicata, ma richiede cura e soprattutto tempo. I primi risultati non si vedranno prima di tre anni. Risultati più immediati si hanno con la divisione dei cespi.
[modifica] Note
- ^ Herrera, C. M. (2005). Post-floral perianth functionality: contribution of persistent sepals to seed development in Helleborus foetidus (Ranunculaceae). Amer. J. Bot. 92: 1486-1491
- ^ Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982. ISBN 8850624492
[modifica] Bibliografia
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982. ISBN 8850624492
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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