Digiuno

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Il digiuno è uno stato di privazione degli alimenti, volontaria o imposta.

Il digiuno in medicina[modifica | modifica sorgente]

La medicina considera dannoso e pericoloso per la salute un digiuno prolungato, tanto da portare ad anoressia nervosa[senza fonte].

Effetti fisiologici del digiuno[modifica | modifica sorgente]

Un digiuno eccessivamente protratto nel tempo innesca il fenomeno della gluconeogenesi. Ossia, l'impiego delle proteine per ottenere il glucosio necessario per mantenere i valori glicemici nella norma; le scorte di glicogeno verrebbero esaurite in meno di 24 ore, pertanto un digiuno troppo rigido non purifica l'organismo, ma al contrario lo danneggia.

La "massa magra" viene "intaccata" per convertire i muscoli in energia (con conseguente sovraccarico epatico) e per il calore verrebbe utilizzato anche il tessuto adiposo (effetto dimagrante), con conseguente accumulo di scorie chetoniche.

I pareri nella medicina complementare[modifica | modifica sorgente]

Secondo alcune ipotesi della medicina alternativa, il digiuno prolungato avrebbe effetto benefico su diversi stati patologici.

Ad esempio, l'ipotesi igienista di Herbert Shelton teorizza un rinnovo dei tessuti interni tramite il digiuno; autore di numerosi libri e ricerche, la sua opera maggiore fu "Il digiuno può salvarvi la vita" nel quale riporta le sue esperienze e casistiche nel suo studio sul digiuno fra i suoi pazienti, nell'arco di numerosi anni. Anche Arnold Ehret, in una teoria, ipotizzava l'utilità di digiuni e diete disintossicanti per ripulire l'organismo da tutti gli impedimenti, i depositi di materiali fermentati, le tossine, i veleni, le sostanze chimiche estranee, il muco e tutto quanto non appartiene alla composizione naturale del corpo. I germi, batteri o virus che siano, non attecchirebbero in un "terreno" fisiologico pulito, semplicemente transiterebbero.[senza fonte]

Le trasformazioni organiche durante il digiuno[modifica | modifica sorgente]

Secondo diverse ricerche, il digiuno determinerebbe una progressiva selezione di grassi, come carburanti corporei; cosicché l'utilizzo degli aminoacidi provenienti dalle proteine muscolari (precursori della gluconeogenesi) termina abbastanza rapidamente, venendo questi sostituiti dagli acidi grassi da cui derivano i corpi chetonici o chetoacidi.

Dopo la prima settimana il livello di corpi chetonici nel sangue diviene elevato e il cervello comincia ad utilizzare preferenzialmente questi come carburante, al posto del glucosio.[1]

La sovrapproduzione di chetoacidi, acido beta-idrossibutirrico e acido acetoacetico, per sostituire il glucosio come principale fonte di carburante per il cervello dell'uomo a digiuno, rappresenta, dunque, la chiave di volta per il risparmio proteico in tali condizioni.[2]

La chetosi, in definitiva, è il principale meccanismo chiamato in causa per la sopravvivenza dell'uomo a digiuno, in quanto i chetoni, soprattutto il D-beta-idrossibutirrato, rappresentano substrati energetici cerebrali alternativi al glucosio, ed il loro impiego da parte del cervello protegge i muscoli dalla degradazione causata dalla sintesi del glucosio dalle loro proteine, che si verifica inizialmente.[3]

Il digiuno come pratica religiosa[modifica | modifica sorgente]

Il digiuno (l'astinenza dal mangiare e dal bere) viene praticato in diverse religioni e culture per ragioni di fede e/o morali. Le prescrizioni religiose quanto al digiuno variano molto, a partire dallo Zoroastrismo che lo proibisce, fino al Giainismo che insegna come l'obiettivo principale del credente nella vita sia il distacco dalle passioni che, idealmente, culminerebbe nel lasciarsi volontariamente morire di fame. Quasi ogni religione promuove o sanziona, in un modo o in un altro, il digiuno. Nelle religioni primitive è spesso un mezzo per controllare o soddisfare le divinità, un modo per favorire la virilità o per prepararsi ad osservanze cerimoniali.

Il digiuno era usato dagli antichi greci quando essi consultavano gli oracoli, dagli indiani d'America per acquisire il loro totem privato, e dagli sciamani africani per contattare gli spiriti. Molte religioni usano il digiuno per acquisire chiarezza di visione ed introspezioni mistiche. Il Giudaismo, diversi rami del Cristianesimo, e l'Islam hanno giorni fissi di digiuno, di solito associato a disciplina della carne o con il ravvedimento dal peccato. L'Islam lo pratica nel periodo denominato del Ramadan, un mese intero in cui i Musulmani adulti sono obbligati ad astenersi da ogni cibo ed acqua dall'alba al tramonto.

Il digiuno può essere completo o parziale, per un determinato periodo di tempo o ad intermittenza.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Digiuno ecclesiastico.

Il digiuno nella Bibbia[modifica | modifica sorgente]

Fra gli israeliti, occasione principale per un digiuno pubblico era la festa annuale delle espiazioni[4]. In tutto l'Antico Testamento troviamo diversi digiuni speciali, sia individuali che pubblici[5]. L'Antico Testamento lo accompagna spesso alla preghiera, per esprimere il cordoglio[6], come segno di ravvedimento e rimorso[7], o per dimostrare la serietà degli impegni presi verso Dio[8]. Un digiuno, però, che non fosse accompagnato da autentico ravvedimento e opere giuste, era denunciato dai profeti come una vuota osservanza legale[9].

Gesù Cristo pratica un digiuno prolungato subito dopo il suo Battesimo per prepararsi al suo ministero[10], ma non sembra avere espresso alcuna approvazione o disapprovazione del digiuno in quanto tale. Egli mette in evidenza come, se si vuole praticare il digiuno, questo debba essere fatto per la sola gloria di Dio, non per mettersi in mostra ed esserne lodati[11]. Quando una volta gli chiedono espressamente un'opinione sul digiuno religioso, egli risponde che il digiuno sarà appropriato solo quando egli se ne sarà andato[12].

Vi sono evidenze della pratica del digiuno nella Chiesa antica[13]. Pare inoltre che i cristiani d'origine israelita continuassero comunque ad osservare le loro antiche usanze di digiunare e pregare il lunedì ed il giovedì, non oltre, però, la fine del primo secolo quando, forse in reazione ai giudaizzanti i giorni di digiuno erano stati spostati al mercoledì ed al venerdì. In ogni caso tali digiuni terminavano nel primo pomeriggio e non erano obbligatori.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Digiuni ebraici.

Il digiuno nella storia della Chiesa[modifica | modifica sorgente]

A partire dal II secolo due giorni di digiuno erano osservati in preparazione della Pasqua.[senza fonte] Nel IV secolo, quando il Cristianesimo si impone come religione dell'Impero romano e viene istituzionalizzato, la Chiesa mette un particolare accento sull'aspetto formale e cerimoniale della pratica religiosa. La pratica del digiuno diventa sempre di più legata ad una teologia legalistica ed al concetto di opere meritorie. Verso il X secolo, in Occidente, diventa obbligatorio il digiuno in tempo di Quaresima

Il digiuno, inoltre diventa elemento comune della disciplina del movimento monastico e lo stile di vista monastico sostituisce il martirio come il più alto atto di devozione della vita cristiana e particolarmente valutato.

Durante il Medioevo, la Chiesa cattolica aggiunge al calendario ecclesiastico un certo numero di giorni obbligatori di digiuno. In Italia e anche altrove li collega ai momenti più importanti della vita degli agricoltori e istituisce le Quattro tempora. Erano giorni di digiuno il mercoledì, il venerdì ed il sabato seguenti la prima domenica di Quaresima, Pentecoste e l'Esaltazione della Santa Croce (14 settembre). Una quarta stagione di digiuno decorreva dal 13 di dicembre a Natale. Pure durante il Medioevo la Chiesa ortodossa orientale aggiunge come giorni di digiuno obbligatorio a cominciare dal 15 di novembre, durante l'Avvento, dalla domenica della Trinità al 29 giugno, e due settimane prima del 15 di agosto.

I riformatori protestanti del XVI secolo, con l'eccezione degli Anglicani respingono l'obbligatorietà dei giorni di digiuno, insieme a gran parte dei riti e delle cerimonie della Chiesa cattolica romana. Gli anabattisti, più di qualsiasi altro movimento riformatore di questo periodo, relega ancora una volta il digiuno alla sfera privata, lasciando al singolo credente di determinare se è appropriato per promuovere l'autodisciplina e la preghiera.

La Chiesa cattolica conserva i suoi giorni di digiuno obbligatori fino al XX secolo, quando essi vengono modificati da diversi atti magisteriali che fanno seguito al Concilio Vaticano II, in particolare dalla Costituzione apostolica Paenitemini di Paolo VI (17 febbraio 1966) e che introducono una nuova normativa del digiuno ecclesiastico, limitandolo a due giorni dell'anno (il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo).

Inoltre, l'approccio cattolico moderno associa la pratica del digiuno alla vocazione d'amare il prossimo ed a considerarlo come simbolo dell'identificazione del cristiano con i poveri e gli affamati del mondo. In alcuni circoli cristiani (cattolici e non cattolici, evangelici e non evangelici) vi è l'usanza crescente di incontrarsi con un pasto frugale dando poi il denaro corrispondente al costo di un intero pranzo per combattere la fame nel mondo ("cena di condivisione"). I Pentecostali/Carismatici del XX secolo, come pure i mormoni, hanno una vasta letteratura sui benefici del digiuno, collegandolo alla preghiera come mezzo per approfondire la vita spirituale e/o per ottenere favori da Dio. Alcuni leader carismatici affermano persino che la pratica sistematica del digiuno e della preghiera possa cambiare il corso della storia.

Il digiuno come pratica politica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sciopero della fame.

Come forma di protesta, il digiuno venne utilizzato già nell'antichità. Nei primi anni del XX secolo lo riscoprirono le suffragette inglesi incarcerate e gli irredentisti irlandesi; a rendere nota in tutto il mondo la pratica dello sciopero della fame fu però Gandhi che ne teorizzò le ragioni ed i metodi, incardinandolo nel pensiero nonviolento.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ G. F. Cahill Jr. Starvation in man. Clin. Endocrinol. Metab. 1976 Jul, 5(2), 397-415.
  2. ^ T. T. Aoki. Metabolic adaptations to starvation, semistarvation, and carbohydrate restriction. Prog. Clin. Biol. Res. 1981, 67, 161-77.
  3. ^ R. L. Veech; B. Chance; Y. Kashiwaya; H. A. Lardy; G. F. Cahill Jr. Ketone bodies, potential therapeutic uses. Unit on Metabolic Control, LMMB/NIAAA, Rockville, Maryland, USA IUBMB Life. 2001 Apr, 51(4):241-7; G. F. Cahill Jr.; R. L. Veech. Ketoacids? Good medicine?. Unit on Metabolic Control, LMMB/NIAAA, Rockville, Maryland, USA Trans Am Clin Climatol Assoc. 2003, 114: 149-61.
  4. ^ Levitico 16:29,31; 23:27,29,36; Numeri 29:7
  5. ^ Giudici 20:26; 1 Samuele 14:24: 31:13; 2 Samuele 1:12; 12:16-23; 1 Re 21:27; 2 Cronache 20:3
  6. ^ 1 Samuele 31:13; 2 Samuele 1:12
  7. ^ 2 Samuele 12:15-23; 1 Re 21:27-29; Neemia 9:1,2; Gioele 2:12,13
  8. ^ 2 Cronache 20:1-4; Salmi 35:13; 69:10; 109:24; Daniele 9:3
  9. ^ Isaia 58; Geremia 14:11,12
  10. ^ Matteo 4:1,2; Luca 4:1,2
  11. ^ Matteo 6:16-18
  12. ^ Matteo 9:14,15
  13. ^ Atti 13:2,3; 14:23

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • C. Brown, "Dictionary of New Testament Theology" (1960) Paternoster
  • R.D. Chatham, "Fasting" (1987)
  • E. Harrison, "Baker's Dictionary of Theology" (1960) Baker
  • G. Kittle, "Theological Dictionary of the New Testament" (1978 Vol. IV) Eerdmans
  • A. Wallis, "God's Chosen Fast" (1979) Kingsway
  • H.A. Waltke, "Theological Word Book of the Old Testament" (1980 Vol. II) Moody
  • H. Shelton, "Il Digiuno può salvarti la Vita"

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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