Cattolici tradizionalisti

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Messa tridentina

Per cattolico tradizionalista si intende chi, di fede cattolica, è legato alle forme liturgiche, alle devozioni e agli insegnamenti della Chiesa cattolica presenti prima del Concilio Vaticano II.[1]

I cattolici tradizionalisti preferiscono definirsi o semplicemente "cattolici" o "cattolici tradizionali".

Posizioni tradizionaliste[modifica | modifica sorgente]

Alcuni cattolici tradizionalisti rifiutano o sono molto critici sul Concilio Vaticano II e sulle riforme che ne sono seguite: la riforma liturgica, l'ecumenismo e la collegialità.[2] Sono molto rispettosi di tutti i dogmi cattolici e danno del dogma extra ecclesiam nulla salus, un'interpretazione strettamente tradizionale, che rifugge tanto dalla sua messa da parte, quanto meno pratica, quanto meno tollerata dalle autorità cattoliche del Post-Vaticano II, quanto dalla condannata interpretazione ultra-restrittiva di esso, che ne diedero negli anni quaranta i gesuiti americani Leonard Feenney e Kerry.

Altri cattolici tradizionalisti, più moderati, considerano la riforma liturgica come una forzatura o un disattendimento delle tesi conciliari. In particolare, la costituzione dogmatica Sacrosanctum Concilium, pur invocando più spazio per le lingue nazionali, prescriveva di mantenere il latino come lingua liturgica; e non faceva menzione alcuna della celebrazione "verso il popolo" che sarebbe stata poi introdotta sotto il pontificato di Paolo VI, insieme con altre norme liturgiche dissonanti, basate più che sul dettato del Concilio sul cosiddetto "spirito del Concilio". Secondo i tradizionalisti lo "spirito del Concilio", che manca di una definizione, è stato usato come paravento per introdurre riforme moderniste.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Intervento Ottaviani.

Il movimento tradizionalista è abbastanza eterogeneo. Vi si possono distinguere diverse correnti:

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fraternità Sacerdotale San Pio X.
La comunità tradizionalista più nota e numerosa è la Fraternità Sacerdotale San Pio X, fondata dal vescovo francese Marcel Lefebvre costoro vengono comunemente detti "lefebvriani" (o, più italianamente, lefevriani). Secondo i dati diffusi dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X, nel novembre del 2008, la fraternità è presente in 31 Paesi e esercita il proprio apostolato in altre 32 nazioni. Annovera 510 sacerdoti (fra i quali 4 vescovi), 215 seminaristi, 41 preseminaristi, 117 frati, 164 suore, 80 oblate, 5 conventi di carmelitane, 6 seminari (Ecône, Flavigny, Goulburn, La Reja, Winona, Zaitzkofen), 6 case di formazione, 14 distretti, 3 case autonome, 159 priorati, 725 chiese, cappelle e centri di Messa, 2 istituti universitari, 88 scuole, 7 case di riposo; a questi dati vanno aggiunti i 30 sacerdoti e seminaristi della Fraternità San Giosafat di rito orientale in Ucraina (fondata nel 2000 e postasi sotto la guida della Fraternità Sacerdotale San Pio X) e 27 “comunità amiche”, delle quali 18 femminili e 9 maschili.[3][4] I suoi centri di Messa sono frequentati regolarmente da circa duecentomila fedeli, e saltuariamente da persone che, pur non considerandosi suoi fedeli in senso stretto, vi si recano perché hanno difficoltà a trovare liturgie tridentine e/o insegnamenti tradizionali al di fuori di essi centri. Quest'ultimo gruppo di "utenti del sacro" è, per forza di cose, difficile da censire, ma è stimato intorno al paio di milioni. Nonostante l'entrata in vigore del motu proprio Summorum Pontificum nel 2007, contrariamente alle presumibili speranze vaticane al riguardo, il numero dei fedeli che frequentano la Fraternità di San Pio X viene rivendicato in costante aumento[3][4].
Nel 2009 il Papa Benedetto XVI, che già aveva abolito i provvedimenti punitivi attuati da Giovanni Paolo II nel 1988 contro la Fraternità, ha avviato colloqui dottrinali con la stessa, che nell'intenzione del Pontefice dovrebbero portare nel lungo periodo a una normalizzazione giuridica e canonica della situazione.
  • I sedevacantisti, che non riconoscono l'autorità dei papi del postconcilio.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sedevacantisti e Istituto Mater Boni Consilii.
Tra questi ultimi si possono fare ulteriori distinzioni: alcuni, sebbene accettino i cambiamenti del Concilio Vaticano II, sperano in un rovesciamento della situazione; altri gruppi li ritengono invece inaccettabili se non addirittura eretici.

Inoltre, mentre "indultisti"[5] e "lefebvriani" in genere accettano il titolo di "tradizionalisti", gli altri gruppi solitamente lo respingono, preferendo farsi chiamare "Cattolici integristi" (piuttosto che "integralisti"). Ciò sia come atto di protesta e presa di distanza dall'eterogeneità delle posizioni che si trovano indicate con il termine "tradizionalista", sia per evitare confusioni con il condannato "tradizionalismo" del XIX secolo di Louis de Bonald, che svalutava la ragione umana, reputando che l'uomo possa giungere alla verità ben di rado, se non è inserito in una "tradizione".

Pratiche dei tradizionalisti[modifica | modifica sorgente]

La pratica più conosciuta dei tradizionalisti è la messa di rito tridentino, la cosiddetta "messa in latino" o "messa di San Pio V". Collegata a questa è l'osservanza del calendario liturgico tridentino.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Messa tridentina.

Altre pratiche di pietà tradizionale sono l'astensione dalle carni di animali a sangue caldo il venerdì, il digiuno di tre ore (possibilmente dalla mezzanotte) prima di ricevere la Comunione, inginocchiarsi quando si riceve dal sacerdote la Comunione (anche ove la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti abbia approvato norme che stabiliscano che si stia in piedi per la Santa Comunione, secondo gli adeguamenti ammessi alla Conferenza Episcopale dall'Istituto Generalis Missalis Romani 160, comma 2, è stato fatto con la clausola per cui su tale base non si potrà negare la Santa Comunione ai comunicandi che sceglieranno di inginocchiarsi) e l'applicazione delle norme dettate da san Paolo circa l'obbligo per le donne di indossare un copricapo o, preferibilmente, un velo, durante la Messa o, quanto meno, al momento di ricevere la Comunione.

Presso i tradizionalisti di ogni posizione, sono tenuti in grande onore gli Esercizi spirituali di Ignazio di Loyola, in particolare nella forma "condensata", elaborata nel XX secolo da padre Françisco Vallet.

Inoltre, è diffusa la pratica di organizzare, nei periodi delle vacanze estive e natalizie, campi per ragazzi e ragazze (rigorosamente separati). Tali campi sono articolati, oltre che sul rispetto dei momenti di spiritualità (Messa, preghiere comunitarie, etc.) su pellegrinaggi a famosi santuari, rappresentazioni teatrali, gare di catechismo, eventi sportivi e quant'altro previsto dalle prassi tradizionali cattoliche in campo pedagogico-educativo.

Presso i fedeli tradizionalisti è diffuso il ripudio non solo della contraccezione artificiale, ma anche profonda diffidenza verso quella cosiddetta "naturale" o, più esattamente dell'astinenza periodica.[senza fonte]Ciò in osservanza del magistero tradizionale della Chiesa, su tale tema, ribadito da Pio XI (nell'enciclica Casti Connubii), da Pio XII (il discorso alle ostetriche) e, persino, dall'enciclica Familiaris consortio di Giovanni Paolo II. Ne consegue che non è infrequente che i cattolici tradizionalisti abbiano famiglie numerose, con molti figli.[senza fonte]

Esercizio del culto[modifica | modifica sorgente]

Mentre alcuni tradizionalisti celebrano le messe in rito latino, anche se a certe condizioni dettate dalla circolare del 1984 Quattuor abhinc annos, con l'autorizzazione delle gerarchie ecclesiastiche, altri vivono in una situazione di "scisma", come la Fraternità Sacerdotale San Pio X.

In Italia, e in tutto il mondo, funzioni di rito romano antico vengono celebrate in varie città, sotto l'egida dei lefebvriani, dell'Istituto Mater Boni Consilii o di comunità di cattolici tradizionalisti in comunione con la Chiesa cattolica.

Validità dell'ordine sacro dei tradizionalisti[modifica | modifica sorgente]

In un documento della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”, una lettera firmata dal prelato Camille Perl del 27 settembre 2002, viene ribadita la validità dei sacramenti amministrati dai sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X, con il messale del 1962. Camille Perl afferma inoltre che coloro che partecipano alla Messa tridentina nelle chiese o cappelle della Fraternità Sacerdotale San Pio X non cadono in stato di scomunica se l'intenzione dei fedeli è solo quella di assistere a una messa tridentina e non quella di manifestare il desiderio di separarsi dalla comunione con il Romano Pontefice.[6]

Simile discorso dovrebbe valere anche per l'Istituto Mater Boni Consilii, di cui alcuni sacerdoti erano stati ordinati validamente da Marcel Lefebvre.

Riguardo alle consacrazioni conferite senza mandato papale che fecero nel 1988 gli arcivescovi Marcel Lefebvre, fondatore della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ed Antonio de Castro Mayer, esse sono considerate valide, ma i vescovi furono automaticamente scomunicati per infrazione della disciplina canonica. Al riguardo, taluni punti del Codice di Diritto Canonico del 1983 aprono la strada a un dibattito su tale tema. La commissione Ecclesia Dei ha stabilito che il servizio offerto da questi preti è "illecito", ma che la frequenza alla messa non può essere motivo di scomunica.[7] Il papa Benedetto XVI annullò nel 2009 la scomunica dei quattro vescovi, senza tuttavia attribuire loro alcun incarico canonico.

Relazione con la Santa Sede[modifica | modifica sorgente]

Il Vaticano considera scismatici o sedevacantisti coloro che non riconoscono l'autorità del papa; riconosce come legittime invece le posizioni dei tradizionalisti che non discutono della sua autorità, come ad esempio la Fraternità Sacerdotale San Pietro.

L'Istituto Mater Boni Consilii non riconosce il papa come legittima autorità per cui il suo nome, e anche quello del vescovo locale, vengono omessi nel canone della messa di San Pio V celebrate dai loro sacerdoti.[8]
Gli aderenti della Fraternità Sacerdotale San Pio X vengono considerati in una situazione di "separazione", non di un vero e proprio scisma. La Fraternità infatti riconosce l'autorità del papa e cita il suo nome nelle messe celebrate dai suoi sacerdoti.

Il 16 maggio 2007, parlando alla Quinta Conferenza Generale dei Vescovi d'America Latina e dei Caraibi[9], il cardinale Darío Castrillón Hoyos presentò la Commissione Ecclesia Dei, che presiede come fondatore, per la cura di quei tradizionalisti, i quali, pur scontenti delle riforme del Concilio Vaticano II, si vogliono separare dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X «perché essi non accettano la sua azione scismatica, in quanto ordina vescovi senza l'autorizzazione papale»[10]. Aggiunse anche che al momento l'attività della Commissione non è limitata al servizio e nemmeno agli "sforzi intrapresi per porre fine alla situazione spiacevole di scisma e assicurare il ritorno dei fratelli appartenenti alla Società San Pio X alla piena comunione. Si estende anche, al soddisfacimento delle aspirazioni delle persone non legate ai suddetti gruppi che, data la loro specifica sensibilità, vogliono tenere viva la liturgia latina durante la celebrazione dell'Eucarestia e negli altri sacramenti.
Disse inoltre che papa Benedetto XVI, che fu per anni membro della Commissione, voleva che questa diventasse un organo della Santa Sede per la specifica proposta di mantenere e preservare il valore della tradizione della liturgia latina. Aggiunse il commento: «Ma deve essere chiaro che non si ritorna indietro rispetto alle riforme del 1970. La questione è piuttosto una generosa offerta del Vicario di Cristo, come una sua espressione del suo volere pastorale, di ricollocare la liturgia latina che per secoli nutrì la vita spirituale di molte generazioni di fedeli. Il Santo Padre vuole preservare l'immenso tesoro spirituale, culturale ed estetico legato alla vecchia liturgia. Il recupero di queste ricchezze va insieme alle altre preziose ricchezze della liturgia attuale».[11]

Motu proprio Summorum Pontificum[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Summorum Pontificum.

Con il motu proprio Summorum pontificum, pubblicato il 7 luglio 2007 da papa Benedetto XVI, è stata liberalizzata la messa tridentina secondo il messale del 1962, anteriore alle riforme conciliari. Benedetto XVI afferma che i due messali non contengono due diversi riti, ma due usi diversi dello stesso rito romano. Quella contenuta nel messale di papa Paolo VI è la forma ordinaria di celebrazione; quella del 1962 è una forma extra-ordinaria. Viene eliminato il principale motivo di contrasto con i cattolici tradizionalisti obbedienti alla gerarchia.

Vari gruppi tradizionalisti apprezzarono la Summorum Pontificum: la Latin Mass Society of England and Wales applaudì la decisione papale,[senza fonte] mentre la Latin Mass Society of Ireland espresse la sua gratitudine.[senza fonte] Anche la Fraternità Sacerdotale di San Pio X ringraziò il Papa, benché venisse ribadito che il motu proprio non fosse del tutto soddisfacente, facendo presente alcune dispute dottrinali e il problema delle scomuniche.[senza fonte]

La petizione di Agatha Christie[modifica | modifica sorgente]

Non appena entrò in vigore la riforma liturgica, in Gran Bretagna cinquantasette intellettuali, non solo cattolici ma anche protestanti (tra questi spiccava il nome di Agatha Christie), ebrei ed atei, presentarono alla Santa Sede ed alle autorità cattoliche inglesi una petizione affinché, dato l'alto valore culturale e poetico della liturgia tridentina in genere e di quella funebre in particolare, fosse concesso a tutti i fedeli il diritto di poterne chiedere l'uso, quanto meno per le esequie.
Aderirono alla petizione Harold Acton, Vladimir Ashkenazy, John Bayler, Lennox Berkeley, Maurice Bowra, Agatha Christie, Kenneth Clark, Nevill Coghill, Cyril Connolly, Colin Davis, Hugh Delargy, Robert Exeter, Miles Fitzalan-Howard, Constantine Fitzgibbon, William Glock, Magdalen Goffin, Robert Graves, Graham Greene, Ian Greenlees, Joseph Grimond, Harman Grisewood, Colin Hardie, Rupert Hart Davies, Barbara Hepworth, Auberon Herbert, John Jolliffe, David Jones, Osbert Lancaster, F.R. Leavis, Cecil Day Lewis, Compton Mackenzie, Georgie Malcolm, Max Mallowan, Alfred Marnau, Yehudi Menuhin, Nancy Mitford, Raymond Mortimer, Malcolm Muggeridge, Iris Murdoch, John Murray, Sean O'Faolain, E. J. Oliver, Oxford and Asquith, William Plomer, Kathleen Raine, William Rees-Moog, Ralph Richardson, John Ripon, Charles Russell, Rivers Scott, Joan Sutherland, Philip Toynbee, Martin Turnell, Bernard Wall, Patrick Wall. E. I. Watkin, R. C. Zaehner.[12]

Da allora, le Isole Britanniche hanno tale permesso per i funerali; il provvedimento che lo concesse è popolarmente conosciuto come "L'indulto di Agatha Christie".[senza fonte] È da notare che la versione del Messale prevista dal provvedimento per le Isole Britanniche è quella del 1965, a differenza dei successivi atti che hanno riguardato il Messale del 1962. Simili iniziative in altri paesi, tra i quali l'Italia, (tra coloro che firmarono la relativa petizione, si ricordano il latinista Ettore Paratore, l'omeopata professor Antonio Negro, il filosofo Augusto del Noce, la poetessa e scrittrice Cristina Campo) ebbero minor fortuna.[senza fonte]

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Alla Chiesa contemporanea da parte dei cattolici tradizionalisti[modifica | modifica sorgente]

  • Molti gruppi danno grande valore alla data del 7 dicembre 1965, quando, con la promulgazione del documento Dignitatis humanae, sembra essere stato riconosciuto come diritto (e non come, al massimo, concessione) la libertà religiosa in foro esterno[13]: concetto che il magistero precedente, aveva sempre unanimemente condannato;
  • Le critiche di ordine liturgico mosse ai vertici ecclesiastici del post-concilio sono di aver sostituito, attraverso la riforma liturgica, la Messa tridentina in lingua latina (detta "Messa di San Pio V") con quella cosiddetta del Novus Ordo Missae in lingua vernacolare, diversamente strutturata, con molte aggiunte e sostituzioni rispetto alle vecchie liturgie: per esempio, l'Offertorio, sostituito dal rito della Presentazione dei doni, e le nuove Preghiere Eucaristiche in aggiunta all'antico Canone romano.Nel pensiero sedevacantista, pur non sottovalutandole (alla commissione Consilium ad exsequendam Constitutionem de Sacra Liturgia del 1969 presero parte attiva sei pastori protestanti, chiamati per l'occasione da papa Paolo VI;[14][15][16] Max Thurian, della Comunità di Taizé, affermò senza mezzi termini: «Uno dei frutti del nuovo Ordo sarà forse che le comunità non cattoliche potranno celebrare la santa cena con le stesse preghiere della Chiesa cattolica. Teologicamente è possibile»[17]), tali riforme rivestono un ruolo secondario. Le autorità romane non sarebbero diventate "cattive" per aver fatto una liturgia "cattiva", ma tale liturgia sarebbe "cattiva" e di efficacia sacramentale perlomeno dubbia, perché realizzata e/o approvata da persone che credevano, più o meno in buona fede, di avere l'autorità per farlo, ma in realtà, non l'avrebbero avuta. Infine essi obiettano anche che il Novus Ordo missae contraddirebbe la bolla pontificia Quo primum tempore di papa Pio V, in cui si vieta in perpetuo di apportare modifiche al Missale Romanum.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi La Massoneria alla conquista della Chiesa.

Ai cattolici tradizionalisti[modifica | modifica sorgente]

Chi si contrappone ai cattolici tradizionalisti ritiene:

  • che le loro accuse siano false, esagerate, o manchino di considerare il carattere organico della Tradizione. Si argomenta, ad esempio, che la Dignitatis Humanae non contraddica gli insegnamenti precedenti della Chiesa sulla libertà religiosa e che la revisione del rito della Messa rappresenti un legittimo sviluppo della liturgia preesistente piuttosto che una pericolosa rottura rispetto al passato;
  • che i tradizionalisti manchino di distinguere tra le pratiche pastorali modificabili (come la liturgia della Messa) e i principî immodificabili della Fede cattolica (come i dogmi che accompagnano la Messa).
  • che i tradizionalisti i quali non solo disubidiscano e oppongano resistenza alle autorità della Chiesa, ma in effetti dichiarino le loro decisioni incompatibili con la Tradizione immodificabile della Chiesa, stiano agendo contro gli insegnamenti di Pio XII sul Magistero della Chiesa, secondo il quale «ad esso Cristo Signore ha affidato il deposito della fede (cioè la Sacra Scrittura e la Tradizione divina) per essere custodito, difeso ed interpretato»;[28]

Tradizionalisti in Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia i tradizionalisti sono presenti con la Fraternità Sacerdotale San Pio X, con i priorati di Albano Laziale, Spadarolo di Rimini e Montalenghe (TO). Le Messe vengono celebrate periodicamente in varie città italiane nelle cappelle della Fraternità.[29] In alcuni casi i luoghi di culto sono stati concessi in uso dagli ordinari diocesani.

L'Istituto Mater Boni Consilii ha la sua sede e un seminario a Verrua Savoia in provincia di Torino. Sante Messe sono celebrate regolarmente in varie località italiane dai sacerdoti dell'istituto[30]. L'Istituto organizza altresì colonie estive per bambini e ragazzi ed esercizi spirituali per uomini e donne[31], nonché un celebre pellegrinaggio a piedi da Osimo a Loreto[32] per sottolineare la propria devozione mariana. È inoltre attivamente impegnato nel campo dell'editoria,[33], la rivista Sodalitium,[34] la rivista Opportune importune,[35] delle conferenze, delle commemorazioni e negli incontri culturali.

Inoltre sono celebrate sante Messe secondo il Messale di san Pio V, periodicamente o saltuariamente, in diverse città italiane con l'autorizzazione dell'ordinario diocesano, prima sulla base dell'indulto concesso da Giovanni Paolo II nel 1984[36] e riaffermato nel 1988 e poi con riferimento al motu proprio del 2007.

Sacerdoti della Chiesa cattolica che celebrano messe tridentine senza essersi mai appellati né all'indulto, né al motu proprio sono frequenti all'estero.[senza fonte] Sono pubblicamente risaputi almeno tre casi: uno a Spinga (provincia di Bolzano[37]), un altro in provincia di Caserta ed uno in provincia di Avellino.

È da notare l'influenza mediatica della rivista Chiesa viva, diretta da don Luigi Villa.[38][39]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Francesco Saverio Venuto, Introduzione al dibattito. Il Sinodo Straorinario dei Vescovi del 1985. 2.3 La posizione "tradizionalista" in La recezione del Concilio Vaticano II nel dibattito storiografico dal 1965 al 1985. Riforma o discontinuità?, Effatà Editrice, 2011, p. 105. : «(Nota 102) Con il termine "tradizionalisti" intendiamo riferirci a coloro che non solo considerano gli abusi e le degenerazioni del periodo post-conciliare l'esito di un'interpretazione seplicemente ridottiva del Vaticano II, ma che ritenerro anche gli insegnamenti del Concilio, per la sua natura, avverso irrimedialmente compromesso la Tradizione della Chiesa»
  2. ^ Francesco Saverio Venuto, Introduzione al dibattito. Il Sinodo Straorinario dei Vescovi del 1985. 2.3 La posizione "tradizionalista" in La recezione del Concilio Vaticano II nel dibattito storiografico dal 1965 al 1985. Riforma o discontinuità?, Effatà Editrice, 2011, p. 105. : «(Nota 103) Presso i movimenti tradizionalisti era molto diffuso paragonare il Concilio Vaticano II alla Rovoluzione francese ed alle sue fasi sucessive. Come nel 1789, attraverso la Dichiarazione dei diritti universali dell'uomo, nella storia furono introdotti principi di Libertà, di Fraternità, di Ugualianza, allo stesso modo dal 1962 al 1965, con il principio della Libertà religiosa, con l'Ecumenismo e con il concetto di Popolo di Dio, fecero ingresso nella Chiesa gli stessi principi rivoluzionari. Come in seguito Napoleone istitunializzò la Rivoluzione e la fondazione dell' Impero Francese, allo stesso modo Giovanni Paolo II fece con il Vaticano II pubblicando il nuovo Codice di diritto canonico.»
  3. ^ a b Sito ufficiale della Fraternità Sacerdotale San Pio X
  4. ^ a b Consistenza e distribuzione della Fraternità Sacerdotale San Pio X nel mondo
  5. ^ Breve storia dell'indulto
  6. ^ Documento della commissione Ecclesia Dei in cui si afferma la validità delle ordinazioni dei sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X e delle S. Messe da questi officiate.
  7. ^ Nota esplicativa sulla scomunica per scisma in cui incorrono gli aderenti al movimento del Vescovo Marcel Lefebvre
  8. ^ Opportune importume anno 2005 (Supplimento al numero 3 di Sodalitium - maggio 2005) Dal punto di vista della Fede, non cambia nulla. B.XVI, come Paolo VI, G.P.I. e G.P.II, aderisce al Vaticano II (che contraddisce il Deposito della Fede) e accetta la riforma liturgica (che ha introdotto un rito di natura protestante). Questi errori rappresentano un ostacolo per ricevere dalla SS.Trinità l'autorità suprema. B.XVI potrebbe in qualsiasi momento rimuovere l'ostacolo con un atto pubblico di condanna del Concilio e del Novus Ordo Missae: in quel caso diventerebbe Papa formalmente, e non solo materialmente. Senza questo atto non può essere considerato formalmente legittimo Vicario di Cristo e il suo nome non può essere citato al Canone della Messa.
  9. ^ Fifth General Conference of the Bishops of Latin America and the Caribbean
  10. ^ Intervención sobre Ecclesia Dei-16 de mayo de 2007
  11. ^ Intervención sobre Ecclesia Dei-16 de mayo de 2007
  12. ^ http://www.corrispondenzaromana.it/lindulto-di-agathe-christi-di-gianfranco-amato/
  13. ^ Con testi di Mons.Guérard des Lauriers, Intervista a Mons.Guérard des Lauriers in Il problema dell'autorità e dell'episcopato nella Chiesa, Centro Librario Sodalitium, 2005, pp. 35,36. : «Ora, il 7 dicembre 1965, il Cardinal Montini ha prolungato, impegnando almeno [cf.(3)] il Magistero ordinario universale, una proposizione concernente la "libertà religiosa" che sostiene l'opposizione di contraddizione con la dottrina infallibilmente definita da Pio IX nell'enciclica "Quanta cura legata al "Syllabus" [08 XII 1864]»
  14. ^ [1] Articolo sulla liturgia di Anthony CeKada.
  15. ^ Aimé Georges Martimort (ed.), La Chiesa in preghiera. Introduzione alla Liturgia, I: Principi della Liturgia, Brescia, Queriniana, 1987, 2009, p. 99.
  16. ^ Xavier Basurko, Historia de la liturgia, Barcellona, Centre de Pastoral Litúrgica, 2006, p. 565.
  17. ^ La Croix, 30 maggio 1969.
  18. ^ Sodalitium N.56 Numero Speciale: risposta al Dossier sul Sedevacantismo anno 2003 pag.16 «La rivista Itinèraires (diretta da Jeam Madiran) era la più prestigiosa rivista francese che avesse preso posizione contro i nuovi catechismi e contro la nuova messa».
  19. ^ Sodalitium N.56 Numero Speciale: risposta al Dossier sul Sedevacantismo anno 2003 pag.27 «L'abbè de Nantes e P. Barbara nel 1968 a Parigi ad un conferenza sul nuovo catechismo».
  20. ^ Cattolicesimo integrale - Gli interventi del Magistero e al condanna della cremazione, (url consultato 05 aprile 2014)
  21. ^ Sodalitium N.60 anno 2007 pag.53 (Nota)«Naturalmente, i cremazionisti citano (per convincere i cattolici) le parole con le quali vien detto che la cremazione non è cattiva in sé, e non è più proibita in ogni caso. Omettendo invece le altre parole del testo dove viene ancora ricordato che la Chiesa si è sempre studiata di inculcare la inumazione dei cadaveri, sia circondando tale atto con riti destinati a mettere in risalto il significato simbolico e religioso, sia comminando pene canoniche contro coloro che agissero contro una sì salutare prassi (...). Deve essere usata ogni cura perché sia fedelmente mantenuta la consuetudine di seppellire i cadaveri dei fedeli; perciò gli ordinari con opportune istruzioni ed ammonimenti cureranno che il popolo cristiano rifugga dalla cremazione dei cadaveri (...)". Parole al vento, e lo si poteva e doveva prevedere! Tutto quello che è rimasto del decreto del 1963, è, come si dice, che 'la Chiesa non proibisce più la cremazione'! Il colpo era preparato da tempo: ne dà testimonianza una lettera del vescovo Bruno B. Heim, collaboratore a suo tempo del nunzio Angelo Giuseppe Roncalli (futuro Giovanni XXIII) alla nunziatura di Parigi, il quale scrive che il barone Marsaudon, amico di Mons. Roncalli, "venne (a trovarlo) per proporre la soppressione del divieto della cremazione; a suo dire ciò non aveva più nulla a che vedere con l'ideologia massonica (in Controrivoluzione, n°67-68/2000, p. 28). Ah, peccato che Marsaudon fosse Ministro di Stato del Supremo Consiglio di Francia del Rito Scozzese Antico e Accettato...
  22. ^ Documento della Chiesa Cattolica preconciliare in cui condanna la cremazione
  23. ^ - Capitolo VI in La "Nuova Chiesa" di Paolo VI, Editrice Civiltà - Brescia, 2003, p. 268. : «Esempi di scandalose chiese post-conciliari. La chiesa di Emmaus di Wöls, in Tirolo. La nuova chiesa, che è vicina a quella vecchia, manca di un qualsiasi segno di riconoscimento del sacro».
  24. ^ Si veda voce "Chiese postconciliari"
  25. ^ Guèrard des Lauries, Introduzione al problema dell'autorità don Francesco Ricossa - Il nuovo Codice di Diritto Canonico in Il problema dell'Autorità e dell'episcopato, Centro Librario Sodalitium, 2005, p. 17. :« La Riforma del codice di diritto canonico, preparato sotto Pio X e prolungato nel 1917 da Benedetto XV, fu annunciata da Giovanni XXIII il 25 gennaio 1959 assieme alla convocazione di un sinodo romano e del futuro Concilio Ecumenico. Dopo il Vaticano II si applicano alle leggi le decisioni prese fintantoché, con la Costituzione Apostolica "Sacrae disciplinae leges" del 25 gennaio 1983, Giovanni Paolo II non "prolungò" il nuovo codice di diritto canonico che, secondo una sua stessa espressione nella Costituzione appena citata, doveva tradurre in linguaggio canonistico l'ecclesiologia conciliare.Si possono fare pertanto sul nuovo codice le stesse osservazioni rivolte al Vaticano II e tirare le stesse conclusioni. Mi basti attirare l'attenzione del lettore su alcuni punti in contrasto con l'insegnamento tradizionale: - l'attribuzione della suprema e piena potestà sulla Chiesa universale, anche al di fuori del Concilio Ecumenico, non solo al Papa ma anche al collegio episcopale (collegialità): can.336.- L'attribuzione a tutto il "popolo di Dio" (cioè a tutti i fedeli) della missione data da Dio ai suoi Apostoli ed ai loro successori (cioè la Gerarchia) di santificare, insegnare e governare: can. 204.- La soppressione della distinzione (se non l'inversione) tra fine primario e fini secondari del Matrimonio: can. 1055 da confrontare col Can. 1013 del Codice del 1917.- L'autorizzazione, in certi casi, a dare i sacramenti di penitenza, eucarestia ed estrema unzione ai non-cattolici ed a riceverli da essi: can. 844 par. 2,3,4; il che è oggettivamente un orribile sacrilegio (conforme col can. 731 del codice del 1917). Non oltrepassiamo i limiti del nostro studio!»
  26. ^ Sodalitium N.64 Il puzzole ecumenico anno 2010 pag.2-3«Innanzitutto, Ratzinger non ha corretto ma ha anzi portato avanti - fedele a questa nuova ortodossia e nuova tradizione conciliare - il dialogo interreligioso approvato dal concilio nella dichiarazione Nostra Ætate. Non è stato sconfessato "lo spirito di Assisi", come lo dimostrano tra l'altro le visite compiute da Ratzinger alle moschee maomettane come alle sinagoghe israelite. [...] In secondo luogo, Razinger ha confermato e persino accelerato il movimento ecumenico nato nel protestantesimo, condannato dall'enciclica Mortalium animos di Papa Pio XI, e fatto proprio dal Vaticano II.»
  27. ^ Sodalitum N.54 anno 2002 pag.5 «La Chiesa degli Stati Uniti: il defunto card. O'Connor tra due "fratelli massoni" con tanto di grembiolino massonico.»
  28. ^ Humani Generis 8
  29. ^ Capelle della Fraternità Sacerdotale San Pio X con orari delle messe, consultato dall'url il 01-01-2014
  30. ^ Messe dell'Istituto Mater Boni Consilii, consultato dall'url il 01-01-2014
  31. ^ Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio di Loyola secondo il metodo di Padre Vallet a Verrua Savoia (TO), consultato dall'url il 01-01-2014
  32. ^ Pellegrinaggio Osimo Loreto, consultato dall'url il 01-01-2014
  33. ^ Libri del Centro Librario Sodalitium,consultato dall'url il 01-01-2014
  34. ^ Le riviste Sodalitium, consultato dall'url il 01-01-2014
  35. ^ Opportune importune elenco delle riviste dirette da don Ugo Carandino della Casa di San Pio X a San Martino dei Mulini (RN), consultato dall'url il 01-01-2014
  36. ^ Breve storia dell'indulto
  37. ^ La tradizione cattolica N.56 anno 2004 retro copertina
  38. ^ Sito di Chiesa Viva
  39. ^ Altro sito di Chiesa Viva

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Brunero Gherardini, Quod et tradidi vobis. La tradizione, vita e giovinezza della Chiesa, Frigento, Casa Mariana, 2010 ISBN 978-88-901770-7-1
  • Brunero Gherardini, Quaecumque dixero vobis. Parola di Dio e Tradizione a confronto con la storia e la teologia, Torino, Lindau, 2011 ISBN 978-88-7180-897-0
  • Giovanni Miccoli, La Chiesa dell'anticoncilio. I tradizionalisti alla riconquista di Roma, Bari, Laterza, 2011
  • Roberto de Mattei, Apologia della Tradizione, Torino, Lindau, 2011 ISBN 978-88-7180-950-2

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Discussioni liturgiche e dottrinali
Figure di rilievo
Istituzioni ecclesiastiche tradizionaliste riconosciute dalla Santa Sede
Associazioni tradizionaliste di fedeli in comunione con la Santa Sede
Associazioni tradizionaliste di fedeli al limite della comunione con la Santa Sede
Organizzazioni tradizionaliste considerate irregolari dalla Santa Sede

Collegamenti esterni dei vari siti di cattolici tradizionalisti nel mondo[modifica | modifica sorgente]