Colelitiasi

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Colelitiasi
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 574
ICD-10 (EN) K80
Calcoli biliari
Cistifellea piena di calcoli
Calcoli biliari

La colelitiasi o calcolosi biliare è una malattia consistente nella presenza di calcoli nei dotti biliari o nella cistifellea o colecisti.

Il 75-80% dei calcoli della colecisti hanno il colesterolo come componente base ("calcoli colesterinici"); solo nel 20% dei casi i calcoli contengono colesterolo per meno di un terzo e sono formati prevalentemente da carbonati e fosfati di calcio - soprattutto bilirubinato di calcio - ("calcoli pigmentari").

Manifestazioni cliniche[modifica | modifica wikitesto]

  • Forme asintomatiche. Nell'80% dei casi la semplice colelitiasi è asintomatica e tale può rimanere per diversi anni (spesso la diagnosi è occasionale durante un'ecografia dell'addome eseguita per altri motivi).
  • Forme paucisintomatiche. Si caratterizzano per la comparsa di dispepsia post prandiale associata a lieve dolenzia in ipocondrio destro, eruttazioni frequenti, nausea e più raramente vomito. Può essere positivo il segno di Murphy.
  • Forme francamente sintomatiche. Si manifestano con il tipico quadro della colica biliare.

Fattori di rischio[modifica | modifica wikitesto]

La colelitiasi è detta, in inglese, malattia delle quattro F: Female, Fat, Fertility, Fourty. Sono le donne in età fertile (intorno ai 40 anni) ad essere più a rischio. Altri fattori che aumentano la probabilità di sviluppo della patologia sono: ipertensione, dislipidemia, diabete, terapia con estrogeni e fibrosi cistica. Sebbene le cause precise non siano note, pare che più fattori eziologici possano portare a disfunzioni metaboliche del fegato e ad una conseguente alterazione nella composizione della bile. Recentemente è stata scoperta anche una relazione tra colelitiasi e assunzione di inibitori di pompa protonica.[1]

Patogenesi[modifica | modifica wikitesto]

I calcoli pigmentati si formano per l'aumentata produzione di bilirubina insolubile non coniugata nella bile che precipita sotto forma di bilirubinato di calcio. Per questo tipo di calcoli sono fattori di rischio:

  • anemia emolitica cronica;
  • cirrosi etilica;
  • infezione cronica delle vie biliari e infezione parassitaria;
  • età avanzata.[2]

Complicanze[modifica | modifica wikitesto]

Se il calcolo è piccolo può andare frequentemente ad incunearsi nel coledoco e incastrarsi a livello della papilla del Vater causando ittero ostruttivo con conseguente pancreatite. Altra complicanza frequente è la colecistite, idrope e epatite, ileo biliare, carcinoma della colecisti.[3]

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

L'esame di prima scelta per la colelitiasi è l'ecografia dell' addome: il calcolo appare calcifico e iperecogeno con cono d'ombra a valle.

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

La terapia risolutiva è chirurgica, colecistectomia normalmente per via laparoscopica. In alcuni casi vengono utilizzate terapie alternative:

  • medico-farmacologica con acido ursodesossicolico per calcoli di diametro minore di 15-20 mm e di colesterolo puro o fango biliare.
  • onde d'urto (litotrissia) (non si utilizza quasi più)
  • solvente per via percutanea.

L'intervento laparoscopico dura 20 minuti circa, richiede 2 giorni di degenza e il giorno seguente il paziente riprende a mangiare. Dopo la terapia i sintomi scompaiono nel 91% dei casi.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cahan MA, Proton pump inhibitors reduce gallbladder function in Surg. Endosc., vol. 20, nº 9, Sept 2006, pp. 1364–1367, DOI:10.1007/s00464-005-0247-x, PMID 16858534.
  2. ^ Claudio Rugarli, Medicina interna sistematica, 5 edizioneª ed., 2005, p. 610, ISBN 978-88-214-2792-3.
  3. ^ Colelitiasi | Laparoscopia Roma

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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