Ematemesi

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Ematemesi
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 578.0
ICD-10 (EN) K92.0

L'ematèmesi è il termine che indica emesi emorragica, costituita da presenza di sangue, proveniente dallo stomaco, dall'esofago o dal duodeno.

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Le cause si possono far risalire a:[1]

  • traumi;
  • alcolismo con rottura dell'esofago;
  • gastrite indotta da farmaci;
  • ulcera gastroduodenale;
  • varici esofagee;
  • neoplasie esofagee.

Clinica[modifica | modifica sorgente]

Qualora l'emorragia riguardi la porzione più alta del canale alimentare e il sanguinamento sia di una entità tale da venire espulso con l'emesi prima di venire ossidato dal pH acido dello stomaco, il sangue appare di colore rosso vivo, come avviene in corso di varici esofagee, ulcera peptica, esofagite con ulcerazioni, carcinomi come l'adenocarcinoma duodenale, gastrico ed esofageo e del carcinoma squamocellulare dell'esofago.


Se il tempo di emorragia si prolunga e la perdita non è di entità tale da stimolare immediatamente l'emesi per stiramento delle pareti gastriche, l'emoglobina presente nello stomaco viene degradata ad ematina ad opera dell'acido cloridrico e il sangue assume un colorito più scuro, simile alla colorazione del caffè (vomito caffeano).

Segni associati a ematèmesi possono essere enterorragia (sanguinamenti importanti, il sangue stimola la peristalsi intestinale) e melena. La melena associata ad ematemesi indica un sanguinamento che si protrae anche da diverse ore, tenendo conto che il tempo medio di transito intestinale è 72 ore.

Trattamento[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Dizionario dei sintomi", di Giancarlo De Mattia, Editori Riuniti, Roma, 1997, pag.54

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Harrison, Principi di medicina interna, 16ª ed., Milano, McGraw-Hill, 2005. ISBN 88-386-2999-4.
  • Nuti, Caniggia, Metodologia clinica, Torino, Minerva Medica, 2005. ISBN 88-7711-410-X.
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