Mannitolo

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Mannitolo
formula di struttura
D-Mannitol 3d space fill.png
Nomi alternativi
D-(-)-mannitolo
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C6H14O6
Massa molecolare (u) 182,17
Aspetto solido bianco
Numero CAS [69-65-8]
PubChem 6251
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1,49 (20 °C)
Solubilità in acqua 213 g/l (25 °C)
Temperatura di fusione 164 °C (437 K)
Temperatura di ebollizione 290 °C (563 K) (4 hPa)
Indicazioni di sicurezza
Frasi H ---
Consigli P --- [1]

Il mannitolo (o D-(−)-mannitolo, o E421), spesso chiamato mannite, è un alditolo chirale, con sei gruppi ossidrilici a livello della catena alifatica composta da sei atomi saturi di carbonio.

A temperatura ambiente si presenta come un solido bianco inodore. Il mannitolo trova ampio impiego nel settore farmaceutico perché ha proprietà diuretiche; in particolare, appartiene alla classe dei diuretici osmotici.

Dal punto di vista alimentare appartiene alla categoria degli stabilizzanti, addensanti, gelificanti ed emulsionanti. In realtà viene usato soprattutto come dolcificante.

Originariamente era un farmaco: infatti, esercitando uno squilibrio osmotico nel lume ove viene immesso (tratto digerente o nel rene in seguito a iniezione) funge da diuretico (forma una soluzione ipertonica e richiama sangue per osmosi entro i tubuli renali, o acqua e sali minerali entro il tubo digerente). Il suo utilizzo è riservato a emergenze di natura tossicologica ove è necessario eliminare in tempi ristretti una sostanza tossica (a meno che sia un acido o una base forte, condizione che proibisce l'uso del mannitolo) o in corso di patologie acute con edemi gravi, ad esempio di edema cerebrale.

È una sostanza che si trova facilmente in natura in alghe e funghi, e il nome deriva dalla manna (la linfa del frassino) da cui si può ottenere.

Anche come dolcificante non è molto diffuso perché appartiene alla categoria dei dolcificanti energetici. Con un potere dolcificante leggermente superiore alla metà di quello del saccarosio (il comune zucchero da cucina), ha un potere calorico che è superiore alla metà di quello del saccarosio stesso.

In altri termini, non si guadagna nulla come rapporto fra potere dolcificante/calorie impiegando mannitolo anziché zucchero normale.

I principali disturbi da un eccesso di mannitolo sono a carattere gastrointestinale (effetto lassativo), tant'è che in Australia è vietato nei cibi per bambini. La dose giornaliera accettabile è di 50 mg/kg di peso, anche se, a prescindere dagli spiacevoli effetti collaterali, non è pericoloso per la salute, essendo un carboidrato a tutti gli effetti, facilmente gestito dal nostro organismo. La dose farmaceutica (per via endovenosa, nei casi di insufficienza renale cronica, ipertensione endocranica, spinale e delle masse cerebrali, ipertensione endoculare, per l'eliminazione renale di sostanze tossiche e per la misurazione del filtrato glomerulare) infatti varia fra i 50 g e i 200 g al giorno.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 03.08.2010

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