Mannitolo
| Mannitolo | |
|---|---|
| Nomi alternativi | |
| D-(-)-mannitolo | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C6H14O6 |
| Massa molecolare (u) | 182,17 |
| Aspetto | solido bianco |
| Numero CAS | [] |
| PubChem | |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 1,49 (20 °C) |
| Solubilità in acqua | 213 g/l (25 °C) |
| Temperatura di fusione | 164 °C (437 K) |
| Temperatura di ebollizione | 290 °C (563 K) (4 hPa) |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Frasi H | --- |
| Consigli P | --- [1] |
Il mannitolo (o D-(−)-mannitolo, o E421), spesso chiamato mannite, è un alditolo chirale, con sei gruppi ossidrilici a livello della catena alifatica composta da sei atomi saturi di carbonio.
A temperatura ambiente si presenta come un solido bianco inodore. Il mannitolo trova ampio impiego nel settore farmaceutico perché ha proprietà diuretiche; in particolare, appartiene alla classe dei diuretici osmotici.
Dal punto di vista alimentare appartiene alla categoria degli stabilizzanti, addensanti, gelificanti ed emulsionanti. In realtà viene usato soprattutto come dolcificante.
Originariamente era un farmaco, essendo un leggero diuretico (forma una soluzione ipertonica e richiama sangue per osmosi entro i tubuli renali). È una sostanza che si trova facilmente in natura in alghe e funghi, e il nome deriva dalla manna (la linfa del frassino) da cui si può ottenere.
Anche come dolcificante non è molto diffuso perché appartiene alla categoria dei dolcificanti energetici. Con un potere dolcificante leggermente superiore alla metà di quello del saccarosio (il comune zucchero da cucina), ha un potere calorico che è superiore alla metà di quello del saccarosio stesso.
In altri termini, non si guadagna nulla come rapporto fra potere dolcificante/calorie impiegando mannitolo anziché zucchero normale.
I principali disturbi da un eccesso di mannitolo sono a carattere gastrointestinale (effetto lassativo), tant'è che in Australia è vietato nei cibi per bambini. La dose giornaliera accettabile è di 50 mg/kg di peso, anche se, a prescindere dagli spiacevoli effetti collaterali, non è pericoloso per la salute, essendo un carboidrato a tutti gli effetti, facilmente gestito dal nostro organismo. La dose farmaceutica (per via endovenosa, nei casi di insufficienza renale cronica, ipertensione endocranica, spinale e delle masse cerebrali, ipertensione endoculare, per l'eliminazione renale di sostanze tossiche e per la misurazione del filtrato glomerulare) infatti varia fra i 50 g e i 200 g al giorno.
Spesso viene utilizzato come terapia antiedemigena, serve a richiamare l'acqua dai tessuti, per ridurre l'edema.
Note [modifica]
- ^ Sigma Aldrich; rev. del 03.08.2010
Collegamenti esterni [modifica]
- Mannitolo nel Nuovo Soggettario della BNCF