Dolcificante

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Un dolcificante (o edulcorante) è una sostanza usata per addolcire alimenti o altri prodotti destinati all'uso orale (ad esempio un collutorio o farmaci altrimenti amari). Alcuni tipi si trovano in natura, altri vengono prodotti in laboratorio.

Il potere dolcificante, a parità di quantità, può variare molto fra le diverse sostanze. Oltre a questa caratteristica, possono essere accomunati per capacità conservative e lassative.

Dolcificanti naturali[modifica | modifica wikitesto]

Estratti da piante con eventuali filtraggi, senza processo di lavorazione chimica:

  • Melassa
  • Succo di mela concentrato
  • Succo di uva concentrato
  • Stevioside
  • Miele, con un alto carico glicemico (Pari a 50, 0 negli altri dolcificanti)
  • Sciroppo di riso, acero, sorgo.
  • Succo di agave. È un dolcificante fra quelli con più basso indice glicemico (15-25). Se non si ottiene dalla linfa della yucca o dalla pianta d’agave ma dal bulbo amidaceo della radice, contiene un 70% di carboidrati, la metà dei quali è inulina, fibra (o meglio carboidrato complesso formato da catene di fruttosio) dal sapore piccante non digeribile e tossica.


Estratti da piante:

Dolcificanti artificiali[modifica | modifica wikitesto]

Effetti fisiologici dei dolcificanti[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

In generale i dolcificanti nell'uomo e in diversi altri mammiferi, stimolano il pancreas a sintetizzare insulina. L'insulina è l'ormone che stimola le cellule corporee ad assorbire glucosio. Di conseguenza la concentrazione di glucosio nel sangue (la glicemia) diminuisce.

I dolcificanti artificiali stimolano la produzione di insulina (a causa del gusto del dolce) in persone sane e abbassano quindi la loro glicemia. La conseguente iperinsulinemia stimola l'appetito.

In diabetici che li usano normalmente non varia la glicemia, perché o non producono più abbastanza insulina (Diabete mellito di tipo 1) oppure le loro cellule sono diventate insensibili all'insulina (Diabete mellito di tipo 2).

Questo effetto di “stimolazione dell'appetito” veniva usato (quando i maiali dovevano ancora essere grassi) per l'allevamento di suini, aggiungendo al cibo un po' di saccarina.

Chi intende perdere chili consumando prodotti "light" o surrogati di zucchero, ingerisce sicuramente meno calorie, ma deve tener presenti:

I dolcificanti a zero calorie sono tali perché non vengono digeriti e normalmente vengono espulsi con le urine, così da impedire un effetto accumulo nell'organismo. Tale fenomeno si può facilmente constatare tramite un computo delle quantità introdotte e di quelle rinvenute nelle urine (dove arrivano senza subire trasformazioni). Questi dolcificanti hanno pertanto un apporto nullo di carboidrati, grassi e proteine, sono chimicamente stabili e poco reattivi, e non seguono il metabolismo ordinario dei glucidi.[senza fonte]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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