Polioli

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Con polioli o polialcoli ci si riferisce a composti chimici che contengono più gruppi ossidrile. I polioli rivestono una grande importanza nelle scienze dell'alimentazione e nella chimica dei polimeri.

Polioli nella scienza dell'alimentazione[modifica | modifica sorgente]

I polioli sono carboidrati idrogenati usati come dolcificanti in sostituzione allo zucchero. Recentemente è aumentato l'interesse nel loro consumo per via dei loro potenziali benefici per la salute. Sono non-cariogenici o acariogeni, hanno un basso indice glicemico e indice insulinico (utile nell'obesità e diabete), hanno un basso valore energetico, vengono digeriti più lentamente (di utilità per il colon), e hanno proprietà osmotiche (idratazione del colon, con lassativo e depurativo).

Gli alditoli, una classe di polioli ottenuti a partire dai monosaccaridi per riduzione del carbonile ad ossidrile, sono comunemente aggiunti al cibo per il loro inferiore valore calorico rispetto allo zucchero; tuttavia sono normalmente meno dolci e quindi spesso uniti a dolcificanti. Sono spesso aggiunti alle gomme da masticare perché non sono metabolizzati dai batteri della bocca e non favoriscono le carie. Maltitolo, sorbitolo e isomalto sono tra i più comuni.

Anche se i polioli non sono nutrienti essenziali, contribuiscono al mantenimento e al funzionamento clinicamente riconosciuto di un ambiente sano per il colon. Un ruolo dei polioli e gli alimenti contenenti polioli ormai riconosciuto dai medici è quello di idratare il colon e favorire l'effetto lassativo. I polioli favoriscono la formazione degli organismi anaerobi saccarolitici e acidurici nel colon, purificano il colon dagli organismi endotossici, in putrefazione e patologici, il che ha rilevanza clinica. I polioli contribuiscono anche formare acidi grassi a catena corta favorevoli per la salute del colon[1].

Polioli e indice glicemico e insulinico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Indice glicemico e Indice insulinico.

La letteratura scientifica (Livesey, 2003) ha analizzato le risposte glicemiche e insulinemiche a seguito dell'ingestione dei polioli avvalendosi dell'indice glicemico (IG) e dell'indice insulinico (II). Il primo misura i valori della glicemia, mentre il secondo i valori dell'insulinemia.

Cibo Indice glicemico (glucosio 100) Indice insulinico (glucosio 100)
Eritritolo 0 2
Xilitolo 13 11
Sorbitolo 9 11
Mannitolo 0 0
Maltitolo 35 27
Isomalto 9 6
Lattitolo 6 4
Poliglicitolo 39 23

Questi valori sono più bassi del saccarosio (65, 43) o del glucosio (100, 100). I valori dell'IG in sostituzione al saccarosio sono indipendenti dall'assunzione (fino a 50 grammi) e dallo stato di salute del metabolismo del carboidrati (normale, diabete mellito di tipo 1 e 2). I valori dell'indice glicemico sono considerati: (alto > 70), intermedio (> 55-70), basso (> 40-55), molto basso (< 40). I polioli spaziano da valori bassi a molto bassi. È stata condotta un'analisi dei fattori dietetici che influenzano l'IG dei polioli e dei cibi. I valori del GI dei polioli e di altri alimenti potrebbe essere utilizzato per stimare l'IG di alimenti dalle componenti miste contenenti polioli senza sottostima. Tra i cibi e i polioli è stata osservata una differenza tra II di GI a causa del fatto che i lipidi elevaano l'II e riducono l'GI. I lipidi esercitano un'influenza negativa aggiuntiva sul GI, presumibilmente a causa di un ridotto tasso di svuotamento gastrico. Tra gli alimenti esaminati, l'interazione era prominente con gli snack, questa insulinemia potenzialmente dannosa potrebbe essere ridotta utilizzando polialcoli. In uno studio di 12 settimane che utilizzava l'emoglobina glicata come marcatore del controllo glicemico, è stato trovato che pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2 che consumavano polioli, in aggiunta ad altri studi, ha mostrato che il controllo glicemico è migliorato con l'ingestione di carboidrati a basso indice glicemico. In generale, un certo miglioramento sul controllo glicemico a lungo termine era visibile sulla riduzione del carico glicemico tramite l'IG da un minimo di 15-20 g al giorno. Tali quantità possono essere normalmente accettabili.[1]

Tra i vari polialcoli il maltitolo ha il maggiore valore glicemico e insulinico assieme al poliglicitolo. Alcune ricerche segnalano che il maltitolo sia in grado di innalzare la glicemia come il glucosio, se usato in prodotti come la cioccolata[2].

Polioli nella chimica dei polimeri[modifica | modifica sorgente]

Nella chimica dei polimeri i polioli sono polimeri o monomeri con gruppo funzionale ossidrile disponibile per le reazioni organiche. Polioli polimeri possono essere polieteri, come il glicole polietilenico, il glicole polipropilenico o il politetraidrofurano, oppure poliesteri. Una classe speciale di polioli è costituita dai polibutadieni idrossi-terminati.
Tutti questi polioli sono utilizzati nella preparazione dei poliuretani. I polioli monomerici includono la glicerina e pentaeritritolo.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Livesey G. Health potential of polyols as sugar replacers, with emphasis on low glycaemic properties. Nutr Res Rev. 2003 Dec;16(2):163-91.
  2. ^ Sandrou DK, Arvanitoyannis IS. Low-fat/calorie foods: current state and perspectives. Crit Rev Food Sci Nutr. 2000 Sep;40(5):427-47.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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