Isocianati

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Struttura del gruppo isocianato

L'isocianato è il gruppo funzionale –N=C=O (1 azoto, 1 carbonio, 1 ossigeno) che non deve essere confuso con il gruppo funzionale cianato –O–C≡N. Ogni composto organico che contiene un gruppo isocianato è detto isocianato. Un isocianato può contenere anche più di un gruppo isocianato. Le molecole con due gruppi isocianati sono conosciuti come diisocianati. La principale applicazione di questi ultimi è la produzione di poliuretano per reazione con i polioli.


Sintesi[modifica | modifica sorgente]

La reazione chimica usata su scala industriale per la produzione di isocianati è stata scoperta da Hentschel nel 1884[1]e consiste nella reazione fra una molecola con un gruppo funzionale amminico e il fosgene. La reazione sostituisce il gruppo amminico con il gruppo isocianato.

R-NH2 + Cl2CO -> R-N=C=O + 2 HCl

Metodi comuni per la sintesi degli isocianati in laboratorio (ove il fosgene non è tipicamente disponibile) sono:


Chimica[modifica | modifica sorgente]

Il carbonio del gruppo isocianato possiede una parziale carica positiva, visualizzabile con le formule di risonanza, che lo rende suscettibile di attacco nucleofilo.

R-N--C+=O <-> R-N=C=O <-> R-N=C+-O-

Il gruppo isocianato reagisce con il gruppo funzionale ossidrile per formare un legame uretanico. Un diisocianato posto a reagire con un poliolo con due o più gruppi ossidrile forma un polimero a catena lunga noto come poliuretano.

Un gruppo isocianato reagisce anche con il gruppo amminico per formare il legame ureico. La reazione tra un diisocianato e un composto con due o più gruppi amminici forma un polimero a catena lunga noto come poliurea.

I gruppi isocianati possono anche reagire con loro stessi formando trimeri (detti biureti) o ciclizzare.

Composti comuni[modifica | modifica sorgente]

Più di 270 isocianati diversi sono stati sintetizzati fra il 1934 e il 1949[2] tuttavia solo alcuni fra questi hanno trovato applicazioni su larga scala.

Il mercato mondiale per i diisocianati nell'anno 2000 era valutato in 4,4 milioni di tonnellate, così ripartito: 61,3 % difenilmetano diisocianato (MDI), 34,1 % toluendiisocianato (TDI), 3,4 % esametilendiisocianato (HDI) e isoforondiisocianato (IPDI) e il restante 1,2 % altri prodotti. Fra gli altri si distingue un isocianato monofunzionale noto come metilisocianato (MIC) utilizzato nella fabbricazione dei pesticidi.

Pericoli e tossicità[modifica | modifica sorgente]

Gli isocianati sono irritanti[3] per inalazione e contatto con la pelle. Il contatto con gli isocianati produce sensibilizzazione e asma. Dallo studio del metabolismo di certi chemioterapici si è notato come la maggior parte degli isocianati è citotossica e può essere cancerogena.

Le nitrosouree, usate largamente nel campo dei tumori ematologici e cerebrali, possono parzialmente originare isocianati dal loro metabolismo. Ad esempio, la carmustina (BCNU) genera il cloroetil-isocianato (Cl-CH2-CH2-N=C=O), che è risultato inibire molti gruppi sulfidrilici delle proteine, tra cui quello della DNA polimerasi (necessaria alla sintesi del DNA). La carmustina è anche un veleno della glutatione reduttasi, enzima dipendente dal NADPH+ che riduce il glutatione ossidato e contribuisce alle difese intracellulari contro l'attacco dei radicali liberi dell'ossigeno (RLOs). Esiste l'evidenza che oltre ad inibire l'enzima direttamente, il cloroetil-isocianato prodotto dal suo metabolismo abbia azione analoga[4].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ W.Hentschel, Chem. Ber. 17 (1884) 1284
  2. ^ Ullmann's encyclopedia of industrial chemistry
  3. ^ NIOSH Safety and Health Topic: Isocyanates, dal sito del National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH)
  4. ^ Chemioterapici Antineoplastici

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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