Acidi carbossilici

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Modello molecolare di un acido carbossilico R=gruppo alchilico Nero=carbonio Rosso=ossigeno Bianco=idrogeno

Gli acidi carbossilici (o acidi organici) sono composti organici che contengono il gruppo carbossilico o carbossile (-COOH), ovvero un gruppo ossidrilico (-OH) legato ad un gruppo carbonilico (C=O).[1]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Sono composti che manifestano un comportamento acido debole, per via della stabilizzazione per risonanza dell'anione che viene a formarsi (uno ione carbossilato) per dissociazione dello ione H+ del gruppo idrossile. La costante di dissociazione acida degli acidi carbossilici è generalmente inferiore a 10−4, sono quindi più acidi dei fenoli.
La presenza nella molecola di gruppi capaci di stabilizzare l'anione disperdendone o attenuandone la carica negativa (sia per risonanza che per effetto induttivo) tende ad aumentare la forza dell'acido; gruppi che invece de-stabilizzano l'anione intensificandone la carica negativa hanno l'effetto opposto di diminuire l'acidità della molecola.

I più leggeri tra gli acidi carbossilici, fino a 3 atomi di carbonio, sono composti solubili in acqua; i successivi sono liquidi oleosi con un alto punto di ebollizione, derivante dai legami idrogeno che i gruppi -COOH di molecole diverse si scambiano vicendevolmente. Al crescere del peso molecolare, gli acidi carbossilici diventano solidi cerosi bassofondenti.

Nomenclatura[modifica | modifica wikitesto]

La nomenclatura IUPAC si basa sul conteggio degli atomi di carbonio della catena principale e assegna al composto il nome di acido...-oico. Secondo la IUPAC l'acido acetico, con due atomi di carbonio, si chiama acido etanoico.
Oltre alla nomenclatura IUPAC, molti acidi carbossilici possiedono anche un nome tradizionale, spesso legato alla fonte biologica o naturale da cui sono stati isolati le prime volte. Alcuni acidi carbossilici alifatici sono:

Acidi carbossilici saturi a catena lineare
Atomi di carbonio Nome comune Nome IUPAC Formula molecolare Dove si trova
1 Acido formico Acido metanoico HCOOH Pungiglioni degli insetti
2 Acido acetico Acido etanoico CH3COOH Aceto
3 Acido propionico Acido propanoico CH3CH2COOH Latte
4 Acido butirrico Acido butanoico CH3(CH2)2COOH Burro rancido
5 Acido valerico Acido pentanoico CH3(CH2)3COOH Valeriana officinalis
6 Acido caproico Acido esanoico CH3(CH2)4COOH Grasso della capra

Gli acidi carbossilici alifatici aventi catena lineare (satura o insatura) con un numero di almeno 8 atomi di carbonio vengono genericamente detti anche acidi grassi, dato che alcuni possono essere ricavati per saponificazione dei grassi animali e vegetali.

Produzione degli acidi carbossilici[modifica | modifica wikitesto]

Gli acidi carbossilici si preparano principalmente per ossidazione di alcoli primari e aldeidi (con reattivi ossidanti più o meno energici a seconda del substrato), oppure per idrolisi di esteri, ammidi, anidridi, alogenuri acilici e nitrili.

Produzione per ossidazione di alcol e aldeidi[modifica | modifica wikitesto]

RCH2OH (alcol 1) + CrO3(aq) → RCOH (aldeide) + KMnO4 → RCOOH (acido carbossilico)

Come ossidante è preferibile utilizzare l'acido nitrico HNO3 in quanto è meno costoso di CrO3 e KMnO4.

Produzione per addizione di anidride carbonica ad un reattivo di Grignard[modifica | modifica wikitesto]

Un altro metodo di preparazione è quello che fa uso dei reattivi di Grignard e anidride carbonica:

RMgX + CO2 → R-COO'[MgX]+ (carbossilato di magnesio)
R-COO'[MgX]+ + HCl(aq) → RCOOH + Mg++

La carbonatazione di un reattivo di Grignard rappresenta una via molto conveniente per ottenere acidi carbossilici a partire da un alogenuro alchilico (R-X) o arilico (Ar-X); inoltre l'anidride carbonica è facilmente reperibile (il che è un aspetto non trascurabile dal punto di vista economico).

Proprietà chimico-fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Gli acidi carbossilici sono molecole polari e presentano una solubilità simile (o superiore) a quella dei relativi alcoli: i primi termini della serie sono solubili in acqua; sono abbastanza solubili anche in alcoli, eteri e benzene.
Sono molecole caratterizzate dalla formazione di legami a idrogeno, e per questo motivo presentano punti di ebollizione elevati.

Reazioni tipiche[modifica | modifica wikitesto]

Gli acidi carbossilici subiscono principalmente reazioni di sostituzione del gruppo idrossile con altri gruppi, formando alogenuri, esteri, anidridi e ammidi. Alcuni loro sali possono essere de-carbossilati per riscaldamento, con conseguente perdita di biossido di carbonio.

Dalla disidratazione di un acido carbossilico si ottiene la corrispondente anidride organica, simile agli ossidi acidi inorganici solo nel comportamento, dato che come questi ultimi liberano l'acido in presenza di acqua. Infatti, secondo la IUPAC il termine anidride deve essere riservato agli acidi organici. La reazione tipica che porta alla formazione di un'anidride è:

RCOOH + RCOOH → RCOOCOR + H2O

Gli acidi carbossilici, danno forma a reazioni di addizione di H+ e CN- cioè un'azione radicalica nucleofila perché il carbonio è positivizzato. I nucleofili più importanti sono i gruppi ROH-.

Successivamente si ha una reazione di sostituzione dove avviene una delocalizzazione degli elettroni e la formazione di una molecola d'acqua, dando forma ad un estere se il reagente è un alcol o un'ammide se il reagente è un'ammina.

Decarbossilazione degli acidi e alogenazione[modifica | modifica wikitesto]

In condizioni particolari gli acidi carbossilici possono perdere una molecola di CO2. La reazione di Hunsdiecker, per esempio, si basa su un processo di decarbossilazione seguito da un'alogenazione:

CH3CH2CH2COOH + Pb4+ + Br2 → CH3CH2CH2Br + CO2 (solvente CCl4)

Un'altra reazione, particolarmente interessante per le implicazioni biochimiche, è la decarbossilazione a carico dei β-chetoacidi, se riscaldati sopra i 100 °C:

CH3COCH2COOH + Q → CH3COCH3 + CO2

Riduzione[modifica | modifica wikitesto]

La reazione di riduzione degli acidi carbossilici con più resa è data da BH3 in tetraidrofurano con ambiente acido.

CH3COOH + BH3 → CH3CH2OH (catalizzatore: tetraidrofurano in ambiente acido)

Derivati degli acidi carbossilici[modifica | modifica wikitesto]

Cloruri acilici[modifica | modifica wikitesto]

La trasformazione diretta del carbossile in cloruro acilico è una reazione che si realizza con i seguenti agenti cloruranti: SOCl2, PCl3, PCl5. Attraverso analoghi alogenuri è possibile ottenere anche i bromuri e ioduri di acile.

CH3COOH + SOCl2 → CH3COCl + SO2↑ + HCl↑ (solvente CHCl3)

Anidridi[modifica | modifica wikitesto]

La preparazione diretta delle anidridi dagli acidi non è agevole anche se praticabile in presenza di un disidratante a elevata temperatura.

2CH3COOH + P2O5 + Q → CH3COOCOCH3 + H2O

Più facile è la realizzazione con un alogeno acilico e un sale dell'acido carbossilico:

CH3COO- Na+ + CH3COCl → CH3COOCOCH3 + Na+Cl-

Esteri[modifica | modifica wikitesto]

Molteplici sono i metodi di preparazione degli esteri. I tre metodi più comuni svolgono il meccanismo tetraedrico.

  • Gli esteri si ottengono dalla reazione fra i cloruri o bromuri acilici e gli alcoli o i fenoli (in presenza di una base).
CH3COCl + CH3CH2OH → CH3COOCH2CH3 + HCl (catalizzatore: piridina)
  • Altro metodo di preparazione comporta la reazione di un'anidride un alcol o un fenolo.
CH3OH + CH3COOCOCH3 → CH3OCOCH3 + CH3COOH
  • Più interessante è la preparazione degli esteri da acidi carbossilici e alcol catalizzati da una piccola dose di acido (H2SO4, H3PO4, HCl). La reazione è conosciuta come esterificazione di Fischer (Nobel per la fisica nel 1902) e risale al 1895.
CH3COOH + CH3CH2OH → CH3COOC2H5 + H2O

Ammidi[modifica | modifica wikitesto]

Le ammidi si preparano dagli alogenuri acilici e dalle anidridi, principalmente, secondo le reazioni di sostituzione nucleofila acilica. Ad esempio:

  • Dagli alogenuri acilici:
CH3COCl + NH3 → CH3CONH2 + HCl
  • Dalle anidridi:
CH3COOCOCH3 + CH3NH2 → CH3NHCOCH3 + CH3COOH

Alcuni acidi carbossilici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) IUPAC Gold Book, "carboxylic acids"

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • T. W. Graham Solomons, Chimica organica, 2ª ed., Bologna, Zanichelli, 2001, pp. 57-58, ISBN 88-08-09414-6.

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