Acido acrilico

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Acido acrilico
formula di struttura
Nome IUPAC
acido 2-propenoico
Nomi alternativi
acido acroleico
acido etilencarbossilico
acido vinilformico
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C3H4O2
Massa molecolare (u) 72.06 g/mol
Aspetto liquido incolore
Numero CAS [79-10-7]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1.051
Solubilità in acqua Illimitata (20 °C)
Temperatura di fusione 12 °C (285 K)
Temperatura di ebollizione 139 °C (412 K) (1013 hPa)
Indicazioni di sicurezza
Flash point 46 °C (319 K)
Limiti di esplosione 2 - 13,7 Vol%
Temperatura di autoignizione 396 °C (669 K)
Simboli di rischio chimico
corrosivo pericoloso per l'ambiente infiammabile irritante

pericolo

Frasi H 226 - 332 - 312 - 302 - 314 - 400
Consigli P 280 - 273 - 302+352 - 301+330+331 - 305+351+338 - 309+310 [1]

L'acido acrilico o acido 2-propenoico (CH2=CHCOOH) è il più semplice acido carbossilico insaturo con un gruppo carbossilico ed un doppio legame tra l'atomo di carbonio 2 e l'atomo di carbonio 3, per convenzione l'atomo di carbonio carbossilico assume valore di C1 (ovvero atomo di carbonio 1). Nella sua forma pura (acido acrilico glaciale) si presenta come un liquido limpido ed incolore, con un caratteristico odore acre e sgradevole.

È completamente miscibile con l'acqua ed è inoltre solubile negli alcoli, negli eteri e nel cloroformio. L'acido acrilico viene prodotto prevalentemente dal propilene, un gas ottenuto come sottoprodotto della lavorazione nelle raffinerie.

L'acido acrilico è in grado di dare tutte le comuni reazioni tipiche per gli acidi carbossilici, pertanto, in presenza di un alcol, esso reagirà per produrre il corrispondente estere: gli esteri alchilici più comuni dell'acido acrilico sono il metil-, il butil-, l'etil- ed il 2-etilesil-acrilato.

Al fine di rendere più stabile la sostanza è consigliata l'aggiunta di idrochinone (200 mg per kg)

L'acido acrilico ed i suoi esteri (collettivamente noti come acrilati) sono in grado di reagire a livello del loro doppio legame molto rapidamente, sia l'uno con l'altro, sia con altri monomeri reattivi come amidi, stirene, vinili, butadiene e acrilonitrili, portando alla formazione di omopolimeri o copolimeri. Tali polimeri vengono ampiamente utilizzati dall'industria chimica per la preparazione di varie plastiche, rivestimenti, adesivi, elastomeri, ma anche vernici.

In soluzioni concentrate provoca gravi irritazioni oculari, cutanee e respiratorie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ scheda dell'acido acrilico su IFA-GESTIS