Stirene
| Stirene | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| stirene | |
| Nomi alternativi | |
| stirolo vinilbenzene feniletilene |
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| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C8H8 |
| Massa molecolare (u) | 104,15 |
| Aspetto | liquido incolore |
| Numero CAS | [] |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 0,906 |
| Solubilità in acqua | 0,24 g/l a 293 K |
| Temperatura di fusione | −31 °C (242 K) |
| Temperatura di ebollizione | 145 °C (418 K) |
| Proprietà termochimiche | |
| ΔfH0 (kJ·mol−1) | 103,8 |
| C0p,m(J·K−1mol−1) | 182 |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Flash point | 36,7 °C (309,9 K) |
| Limiti di esplosione | 1,1 - 8,9% vol. |
| Temperatura di autoignizione | 480 °C (753 K) |
| Simboli di rischio chimico | |
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attenzione |
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| Frasi H | 226 - 302 - 319 - 315 |
| Consigli P | 210 - 241 - 302+352 - 303+361+353 - 305+351+338 - 501 [1][2] |
Lo stirene (noto anche come stirolo, feniletilene o vinilbenzene) è un idrocarburo aromatico. La presenza di un doppio legame carbonio-carbonio sulla catena laterale conferisce allo stirene anche la reattività tipica degli alcheni.
A temperatura ambiente è un liquido oleoso trasparente dal caratteristico odore dolciastro; è tossico e infiammabile. Insolubile in acqua, si scioglie nei più comuni solventi organici.
Indice |
[modifica] Produzione
Lo stirene viene prodotto dall'etilbenzene o per deidrogenazione catalitica condotta temperature comprese tra i 600 °C e i 650 °C, in presenza di ossido ferrico o di idrossido di potassio e di vapore acqueo, secondo la reazione:
[modifica] Utilizzi
Data la facilità con cui polimerizza, al punto che è necessario stabilizzarlo con sostanze capaci di bloccare la formazione di radicali liberi, il suo principale impiego è come monomero per la produzione di numerose materie plastiche, tra cui:
- il polistirene (o polistirolo);
- l'ABS, ovvero il polimero acrilonitrile-butadiene-stirene;
- la gomma SBR, ovvero butadiene-stirene-rubber;
- il copolimero stirene-divinilbenzene.
che trovano applicazione in innumerevoli prodotti e applicazioni - plastiche, gomme, schiume isolanti, fibre, eccetera.
[modifica] Effetti tossici sull'uomo
Effetti a breve termine e intossicazione cronica:
L'esposizione a concentrazioni superiori (200-400 ppm) causa irritazione transitoria delle mucose congiuntivali e nasali e frequentemente cefalea, vertigini, sonnolenza, turbe della memoria diminuzione dei riflessi; a 500 ppm è costante l'irritazione congiuntivale delle prime vie aeree ed è frequente la tosse.
Una sintomatologia irritativa a carico delle congiuntive si manifesta per un'esposizione a 800ppm; la permanenza a queste concentrazioni causa svogliatezza, sonnolenza, astenia muscolare e depressione.
Lo stirene liquido, essendo una sostanza molto irritante, può causare eritema, xerosi e delle fissurazioni; l'insorgenza di dermatiti può essere facilitata dal contemporaneo uso di altri solventi.
Lo stirene può determinare alterazioni a carico del sangue caratterizzate da riduzione dei globuli bianchi con linfocitosi relativa, alterazioni della funzionalità epatica e talvolta sono state evidenziate in alcuni soggetti esposti a turbe digestive, nausea, vomito, perdita di appetito e stanchezza.
Lo stirene è stato riconosciuto ufficialmente come cancerogeno dal XII rapporto sui cancerogeni, pubblicato il 10 giugno 2011 dal Dipartimento Statunitense di salute, Programma Tossicologico Nazionale.[3]
[modifica] Note
- ^ Smaltire il prodotto e il contenitore in accordo alle leggi vigenti.
- ^ scheda dello stirene su IFA-GESTIS
- ^ 12th Report on Carcinogens (RoC) - National Toxicology Program
[modifica] Bibliografia
- Klaus Weissermel; Hans-Jürgen Arpe, Charlet R. Lindley, Industrial organic chemistry, 4 (in inglese), Wiley-VCH, 2003, pp. 341-344. ISBN 3-527-30578-5
[modifica] Voci correlate
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