Acido benzoico

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Acido benzoico
Formula di struttura dell'acido benzoico
Ione benzoato
Nome IUPAC
acido benzoico
Nomi alternativi
acido benzencarbossilico
acido fenilcarbossilico
acido benzenmetanoico
carbossibenzene
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C7H6O2
Massa molecolare (u) 122,13
Aspetto polvere bianca cristallina
Numero CAS [65-85-0]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1,3
Costante di dissociazione acida a 295 K 6,45 · 10-5 
Temperatura di fusione (K) 395 (122 °C)
Temperatura di ebollizione (K) 522 (249 °C)
Proprietà termochimiche
ΔfH0 (kJ·mol−1) -385,2
S0m(J·K−1mol−1) 167,6
C0p,m(J·K−1mol−1) 146,8
Indicazioni di sicurezza
Flash point (K) 394 (121 °C)
Temperatura di autoignizione (K) 843 (570 °C)
Simboli di rischio chimico
irritante

attenzione

Frasi H 302 - 319
Consigli P 305+351+338 [1]

L'acido benzoico è un acido carbossilico e ha formula C6H5COOH.

È un solido bianco in forma pulverulenta o granulare. L'acido benzoico è un acido carbossilico aromatico, leggermente solubile in acqua e solubile in etanolo, molto solubile in benzene ed acetone. La sua soluzione acquosa è debolmente acida. Si può trovare naturalmente in alcune piante o resine ed è stato addirittura trovato in alcuni animali. Essendo un toluenato secondario i suoi sali, usati spesso come conservanti, sono altamente tossici e cancerogeni.

Indice

[modifica] Produzione

L'acido benzoico è principalmente prodotto facendo reagire il toluene con ossigeno ad una temperatura di 200 °C e usando sali di cobalto e manganese come catalizzatori; anche altri agenti ossidanti possono essere impiegati, quali il permanganato di potassio, l'acido nitrico o l'anidride cromica.

Altri metodi sono quelli di ossidare l'alcol benzilico, la benzaldeide o l'acido cinnamico; oppure idrolizzando il benzonitrile.

In laboratorio può essere prodotto per reazione tra cloruro di fenilmagnesio (un reattivo di Grignard) o fenillitio con anidride carbonica.

Si può ottenere anche partendo dall' acetofenone in ambiente basico utilizzando NaClO ottenendo quindi acido benzoico e cloroformio

[modifica] Usi

Il 90% dell'acido benzoico in commercio è convertito in fenolo e caprolattame usato nella produzione di glicol-benzoati nell'industria della plastica. È usato anche come attivatore e ritardante nella polimerizzazione della gomma.

L'acido benzoico (siglato come E 210) ed i suoi sali o esteri (siglati come E 211, E 212, E 213) sono usati come additivi alimentari. Il benzoato di sodio, il sale sodico dell'acido benzoico, è uno dei principali agenti anti-microbiotici usato nei cibi e nelle bevande poiché è 200 volte più solubile dell'acido benzoico; è tuttavia velenoso e quindi la sua concentrazione è limitata al massimo allo 0,1%. L'accumulo di acido benzoico è quasi nullo nel corpo umano in quanto viene eliminato nelle urine sotto forma di acido ippurico. La sua attività antimicrobica è volta soprattutto alla parte cellulare, all'inibizione degli enzimi ossoglutarato deidrogenasi e succinato deidrogenasi del ciclo di Krebs e di alcuni enzimi coinvolti nella fosforilazione ossidativa. Colpisce principalmente lieviti e muffe e, solo in maniera secondaria, batteri. Una ampia gamma dei suoi esteri è invece usata come solventi, additivi disinfettanti, agenti penetranti e come pesticidi.

[modifica] Note

  1. ^ scheda dell'acido benzoico su IFA-GESTIS

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