Acido aspartico
| Acido aspartico | |
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| Nome IUPAC | |
| acido 2(S)-ammino-1,4-butandioico | |
| Abbreviazioni | |
| D ASP |
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| Nomi alternativi | |
| acido L-aspartico
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| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C4H7NO4 |
| Massa molecolare (u) | 133,10 |
| Aspetto | solido cristallino bianco |
| Numero CAS | [] |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Costante di dissociazione acida a 293 K | pK1: 1,99 pK2: 9,90 |
| Punto isoelettrico | 2,85 |
| Solubilità in acqua | 4 g/l a 293 K |
| Temperatura di fusione (K) | 543 (270 °C) |
| Proprietà termochimiche | |
| ΔfH0 (kJ·mol−1) | -973,3 |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Frasi H | --- |
| Consigli P | ---[1] |
L'acido aspartico (dal francese aspartique, che risale al latino aspăragus, "asparago") è un amminoacido polare; la sua molecola è chirale.
L'enantiomero L è uno dei 20 amminoacidi ordinari, il suo gruppo laterale reca un carbossile, che gli conferisce il comportamento acido da cui prende il nome.
Nei mammiferi è un amminoacido non essenziale e nel cervello agisce come un neurotrasmettitore eccitatorio. È coinvolto anche nel ciclo dell'urea e nella gluconeogenesi.
Insieme all'asparagina, è stato per la prima volta isolato dall'ortaggio da cui prendono il nome, l'asparago.
Nel 2009 due ricercatori di Taiwan, Tu Lee e Yu Kun Lin, hanno dimostrato sperimentalmente come, nello spettro di condizioni ambientali che si può supporre vigesse sulla Terra primordiale, i cristalli sinistrorsi di acido aspartico si formano più facilmente e in maggiore quantità di quelli destrorsi.
[modifica] Note
- ^ scheda dell'acido aspartico su IFA-GESTIS