Aspartame

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Aspartame
formula di struttura
modello molecolare
Nome IUPAC
L-aspartil-L-fenilalanina metilestere
Nomi alternativi
E951
Nutrasweet
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C14H18N2O5
Massa molecolare (u) 294,30
Aspetto polvere cristallina bianca
Numero CAS [22839-47-0]
Proprietà chimico-fisiche
Temperatura di fusione 249 °C (522 K)
Indicazioni di sicurezza
Frasi H ---
Consigli P --- [1]

L'aspartame è un edulcorante, dolcificante ed esaltatore di sapidità artificiale.

È composto da due amminoacidi, l'acido aspartico e la fenilalanina, e l'estremità carbossilica della fenilalanina è esterificata con il metanolo.

Pur avendo la stessa quantità di calorie del saccarosio il suo potere dolcificante è circa 200 volte maggiore, motivo per cui ne sono necessarie piccole quantità per dolcificare cibi e bevande.

Le persone che soffrono di fenilchetonuria, che hanno cioè difficoltà nell'assimilare la fenilalanina, devono controllare l'assunzione di aspartame in quanto fonte di fenilalanina.

L'aspartame è un additivo alimentare autorizzato a livello europeo e classificato col numero E951. La dose giornaliera ammissibile è stata fissata in 40 mg/kg di peso corporeo.

La sicurezza per la salute dell'aspartame è stata oggetto di aspre polemiche inclusa la diffusione di vere e proprie leggende metropolitane[2][3][4] sin dalla sua entrata in commercio sancita dalla approvazione della Food and Drug Administration (FDA) nel 1981.[5] Nel 2007 una review medica sull'argomento concluse che le prove scientifiche mostrano che l'assunzione di aspartame come dolcificante è priva di pericoli ai livelli attuali di consumo.[6]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'aspartame è stato scoperto nel 1965 da James M. Schlatter, un chimico che lavorava per la GD Searle & Company. Schlatter aveva sintetizzato l'aspartame come step intermedio nel generare un tetrapeptide della gastrina da utilizzare nella valutazione di un farmaco anti-ulcera.[7] Egli ne scoprì per caso il suo sapore dolce leccandosi il dito per svoltare i fogli di carta[8][9].

Nel 1975 l'FDA statunitense recensisce 25 studi della Searle (11 dei quali sull'aspartame) criticandone le gravi carenze[5]. Nel 1980 la stessa FDA convoca una commissione di inchiesta per esaminare la presunta relazione tra aspartame e tumori al cervello. Tale commissione rileva che l'aspartame non causa danni al cervello ma si esprime contro l'approvazione perché mancano risposte da parte della Searle circa i tumori causati sui ratti di laboratorio[5].

Citando i dati di uno studio giapponese che non era stata a disposizione dei membri della commissione[10] e dopo aver chiesto il parere di un gruppo di esperti che criticano le analisi statistiche sottostanti le valutazione della commissione l'FDA approva la messa in commercio in prodotti secchi dell'aspartame.

Nel 1983, la FDA ha inoltre approvato l'aspartame per l'uso nelle bevande gassate e per l'uso in altre bevande, prodotti da forno, e confezioni nel 1993. Nel 1996, l'FDA ha rimosso tutte le limitazioni sull'uso dell'aspartame.

Diversi paesi dell'Unione europea hanno approvato l'aspartame nel 1980, con l'approvazione a livello europeo nel 1994. Il comitato scientifico della Commissione europea per l'alimentazione recensendo i successivi studi di sicurezza ha ribadito l'approvazione nel 2002.

Controversie sull'aspartame[modifica | modifica wikitesto]

Come testimonia la storia della sua autorizzazione per l'uso in alimentazione, l'aspartame è stato oggetto di numerose controversie. Diversi studi sull'aspartame in animali da laboratorio hanno evidenziato la comparsa di tumori a seguito dell'assunzione orale di questo dolcificante, ma nessuno studio ha dimostrato un rapporto causa-effetto tra questi fenomeni, né ha potuto definire il meccanismo d'azione della sua presunta tossicità.

A valle delle prime autorizzazioni della FDA, nell'agosto 1974, il dottor Olney e l'avvocato Jim Turner avviarono una petizione di firme per opporsi alle decisioni dell'autorità alimentare. Il 24 marzo 1976 la FDA aprì un'inchiesta per verificare l'esecuzione dei controlli da parte della Searle e la rilevazione dei dati. A conclusione dell'inchiesta, il 10 gennaio 1977, la FDA chiese formalmente all'US Attorney Office di indagare in merito ai test eseguiti dalla Searle sulla tossicità dell'aspartame.[11] Il 1º luglio 1977 il capo degli investigatori dell'US Attorney Office venne assunto presso uno degli studi di avvocati della Searle. La trattativa aveva lasciato l'inchiesta pressoché ferma per alcuni mesi. Il 1º agosto 1977 gli ispettori della FDA, sotto la guida di Jerome Blessler, giunsero comunque a pubblicare un rapporto che confermava incongruenze ed errori nei rapporti della Searle. L'8 dicembre 1977 l'inchiesta venne interrotta per aver superato i limiti di budget ed essersi protratta troppo a lungo.

Tra le ipotesi più accreditate c'è quella per cui la tossicità dell'aspartame sia dovuta alla liberazione nell'organismo del metanolo, una sostanza nota per avere effetti tossici, e in particolare perché causa cecità. Anche il meccanismo d'azione tossica del metanolo non è del tutto chiarito: si ipotizza che non svolga un'azione diretta, ma che la tossicità sia dovuta alla sua trasformazione in formaldeide ed in acido formico.

Il dibattito sull'uso di aspartame negli alimenti si è riacceso nel 2005 con la pubblicazione di uno studio promosso dalla California Environmental Protection Agency, che ha evidenziato un aumento dell'incidenza di linfomi e leucemie nei topi femmina a seguito di assunzione di bassi dosaggi di aspartame. Inoltre uno studio della Fondazione Europea di oncologia e scienze ambientali "Bernardino Ramazzini" di Bologna ha ulteriormente segnalato questi effetti ed ha ipotizzato un legame tra la formaldeide rilasciata dal metabolismo dell'aspartame e l'aumento dell'incidenza di tumori cerebrali. Lo studio è stato pubblicato sullo European Journal of Oncology nel luglio 2005[12]. Questi nuovi dati sono stati valutati dall'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), nell'insieme di tutti gli studi effettuati sull'aspartame negli ultimi vent'anni. L'EFSA ha confermato la dose giornaliera ammissibile (40 mg/kg peso corporeo) e ha concluso che lo studio non dimostra con sicurezza la relazione fra l'insorgenza di tumori e il consumo di aspartame e non sono emersi nuovi dati che giustifichino nuovi studi, considerate anche le fasce di assunzione più a rischio (es. diabetici o persone che seguono regimi alimentari a basso contenuto calorico)[13]. Un limite analogo (50 mg per kg di peso corporeo) era stato calcolato dalla FDA nel 1981.

La sicurezza dell'aspartame è stata riaffermata anche negli Stati Uniti dal National Cancer Institute a seguito di un'indagine durata cinque anni su mezzo milione di persone, dalla quale non è emerso nessun aumento dell'incidenza di linfomi, leucemie e tumori del cervello[14]. Tale studio è stato effettuato sulla base di questionari inviati fra il 1995 e il 1996 a persone di età compresa fra 50 e 70 anni, e vista la data di inizio commercializzazione dell'aspartame, a partire dal 1981, riguarda l'analisi di rischio per un'esposizione a dosi inferiori alle attuali e non superiore ai 15 anni.

Un nuovo e più dettagliato studio sugli effetti a lungo termine del consumo di aspartame in dosaggi compatibili con la dose massima giornaliera permessa per il consumo umano è stato pubblicato nel settembre 2007 su Environmental Health Perspectives[15], realizzato anch'esso dall'Istituto "Ramazzini" di Bologna. In tale studio, l'unico che abbia preso in considerazione l'uso di aspartame fin dai primi cicli di vita e abbia seguito la storia clinica dei topi fino al loro decesso naturale, sono stati rilevati dagli autori evidenti indicatori di rischio per la salute umana, in particolare per i bambini anche a dosi di 20 mg/Kg di peso corporeo, la metà della dose giornaliera ammissibile fissata dalla normativa internazionale vigente[16].

L'agenzia europea EFSA in un comunicato stampa del 10 dicembre del 2013 ha annunciato di aver concluso un'analisi su larga scala di tutti gli studi disponibili, dalla quale emerge che "l’aspartame e i suoi prodotti di degradazione sono sicuri per il consumo umano ai livelli di esposizione attuali", ovvero alla dose giornaliera ammissibile di 40mg/Kg di peso corporeo/die[17]. In merito ai tre principali prodotti di degradazione dell'aspartame, l'agenzia afferma quanto segue:

"La fenilalanina è un aminoacido che costituisce le proteine presenti in molti alimenti. È nota la sua tossicità a livelli di assunzione elevati, in particolare per il feto in via di sviluppo in donne affette dalla patologia detta fenilchetonuria (PKU). Il metanolo è presente o può essere rilasciato da alimenti quali frutta e verdura e viene anche prodotto naturalmente dall’organismo. Diventa tossico in caso di esposizione estremamente elevata, ad esempio in seguito al consumo di alcuni liquori distillati in casa. Gli esperti dell’EFSA hanno concluso che il metanolo derivato dall’aspartame rappresenta una piccola percentuale dell’esposizione totale al metanolo da tutte le fonti. L'acido aspartico è un aminoacido che si trova nelle proteine. L’organismo può convertire l’acido aspartico nel glutammato, un neurotrasmettitore, che, a livelli molto elevati, può avere effetti nocivi sul sistema nervoso. Gli esperti dell’EFSA, tuttavia, non hanno osservato evidenze di neurotossicità associata all'aspartame e hanno concluso che l'acido aspartico derivato dall'aspartame non desta timori per la sicurezza dei consumatori."

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 04.10.2012
  2. ^ Aspartame on Snopes.com
  3. ^ ACSH Debunks Internet Health Hoax
  4. ^ A Web of Deceit
  5. ^ a b c U.S. GAO – HRD-87-46 Food and Drug Administration: Food Additive Approval Process Followed for Aspartame, June 18, 1987. URL consultato il 5 settembre 2008.
  6. ^ Magnuson BA, Burdock GA, Doull J, R. M. Kroes, G. M. Marsh, M. W. Pariza, P. S. Spencer, W. J. Waddell e R. Walker, Aspartame: a safety evaluation based on current use levels, regulations, and toxicological and epidemiological studies in Critical Reviews in Toxicology, vol. 37, nº 8, 2007, pp. 629–727, DOI:10.1080/10408440701516184, PMID 17828671.
  7. ^ Robert H. Mazur, Aspartic acid-based sweetners in George E. Inglett (a cura di), Symposium: sweeteners, Westport, CT, AVI Publishing, 1974, pp. 159–163, ISBN 0-87055-153-1, LCCN 73-94092.
  8. ^ Lewis, Ricki, Discovery: windows on the life sciences, Oxford, Blackwell Science, 2001, p. 4, ISBN 0-632-04452-7.
  9. ^ Mazur, R.H. (1984). Discovery of aspartame. In Aspartame: Physiology and Biochemistry (L. D. Stegink and L. J. Filer Jr., Eds.). Marcel Dekker, New York, pp. 3–9.
  10. ^ FDA Statement on Aspartame, 18 November 1996
  11. ^ Si trattò della prima indagine, nella storia della FDA ,sollecitata nei confronti di un produttore
  12. ^ Morando Soffritti et al., European Journal of Oncology "Aspartame induces lymphomas and leukemias in rats" , vol. 10, n. 2, (luglio 2005)
  13. ^ Comunicato stampa dell'EFSA sulla sicurezza dell'aspartame
  14. ^ Lim U, Subar AF, Mouw T, et al. Consumption of aspartame-containing beverages and incidence of hematopoietic and brain malignancies. Cancer Epidemiology Biomarkers Prevention, 2006; 15.
  15. ^ Environmental Health Perspectives Volume 115, Number 9, September 2007
  16. ^ Il progetto della Fondazione Europea Ramazzini sull’aspartame
  17. ^ Scientific Opinion on the re-evaluation of aspartame (E 951) as a food additive. URL consultato l'11.12.2013.

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