Tetranitrato di pentaeritrite

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Tetranitrato di pentaeritrite
Formula di struttura e modello
Nome IUPAC
estere dinitrato dell'1,3 propanediolo 2,2 bis nitroossimetile
Nomi alternativi
PETN
Tetranitrato di pentaeritrite
Tetranitrato di pentaeritritolo
pentrite
Tetranitrato di pentaeritrile
Pentaeritrile tetranitrato
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C(CH2ONO2)4
Peso formula (u) 316,137
Aspetto solido incolore-bianco
Numero CAS [78-11-5]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1,773
Solubilità in acqua insolubile
Temperatura di fusione 141 °C (414 K)
Temperatura di ebollizione decomposizione a 205 °C (478 K)
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
esplosivo

pericolo

Frasi H 201
Consigli P ---[1]

Il tetranitrato di pentaeritrite, è uno degli esplosivi più potenti finora prodotti, molto simile all’RDX e all'HMX come potenza. È noto anche come pentrite, pentaeritritolo tetranitrato e PETN. Inoltre è un principio attivo utilizzato come medicinale in cardiologia per la profilassi e per il trattamento delle forme di angina pectoris e contro le forme di cardiopatia ischemica.

Proprietà[modifica | modifica sorgente]

La pentrite (PETN) è un esplosivo sintetico. Non è sensibile all'umidità, ma è più sensibile all'urto meccanico e all'onda esplosiva del TNT, e non viene quasi mai utilizzata quale esplosivo da caricamento principale (se non flemmatizzata con sostanze come la paraffina o la vaselina, che ne riducono le sensibilità). L'uso principale è come esplosivo secondario nei detonatori o nelle “corde detonanti”, mentre come carica primaria si utilizza il fulminato di mercurio o l'azotidrato di piombo; si utilizza inoltre come carica di rinforzo o ausiliaria (booster) nelle munizioni di artiglieria. Come la nitroglicerina ha anche funzioni mediche: come questa viene usata per le proprietà di coronarodilatatore.

Applicazioni militari[modifica | modifica sorgente]

In campo militare la pentrite ha diverse applicazioni ma una delle più famose era una grossa corda detonante chiamata "Vipera bofors" che, grazie a uno speciale razzo, veniva proiettata sul presunto campo minato, successivamente in maniera automatica esplodeva appena completamente a contatto col terreno. La detonazione dell'esplosivo, la cui velocità di è di 8400 metri al secondo, provocava l'esplosione per "simpatia" delle mine nel raggio di un metro circa, o la loro neutralizzazione, creando un corridoio "pulito"(secondo gli standard militari dell'epoca) che poteva essere usato dalle truppe o successivamente ampliato per consentire la creazione di un varco sufficiente a permettere il transito dei veicoli. Altra applicazione della pentrite è la corda detonante regolamentare, che non è altro che una normale miccia che contiene esplosivo (PETN), viene impiegata nelle demolizioni non solo militari perché permette di far detonare simultaneamente più cariche esplosive; con la miccia detonante si possono ottenere dei tagli netti di cavi di acciaio, di travi in cemento armato e di strutture in legno o di grossi alberi che possono essere abbattuti con facilità, avvolgendo la base dello stesso con delle spirali di corda detonante fatta detonare successivamente. Il numero delle spire varia a seconda del diametro dell'albero. La pentrite inoltre viene comunemente impiegata nelle cariche di rottura degli ordigni a caricamento chimico, nelle bombe al fosforo e negli ordigni incendiari. Viene spesso impiegata in miscela con altri esplosivi, quali il tritolo, realizzando una combinazione esplosiva meno sensibile e meno potente, (comunemente conosciuta come pentolite o pentrolite ma più economica, permettendone l'utilizzo in quantità minori, o con sostanze flemmatizzanti e plastificanti, creando potenti esplosivi plastici, (Semtex, NSP-86-1 ecc. tutti i plastici sono a base PETN, RDX o HMX), erroneamente chiamati esplosivi al plastico.

Applicazioni mediche[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

È utilizzato come medicinale in cardiologia per la profilassi e per il trattamento delle forme di angina pectoris, inoltre è utilizzato contro le forme di cardiopatia ischemica.[2]

Controindicazioni[modifica | modifica sorgente]

Ipersensibilità specifica ai nitrati in genere, ipotensione, ipovolemia, stenosi aortica, stenosi mitralica, tamponamento cardiaco.

Dosaggi[modifica | modifica sorgente]

Farmacodinamica[modifica | modifica sorgente]

I nitrati, grazie alla liberazione di ossido d’azoto, hanno un effetto di rilassamento della muscolatura liscia, se la somministrazione è con basse dosi la dilatazione maggiore la si osserva nelle vene (rispetto a quella delle arterie)

Con dosi più elevate si può assistere alla diminuzione della pressione (sistolica e diastolica) e conseguenzialmente anche la gittata cardiaca. Brunton fu il primo a comprendere che ciò portava alla diminuzione del dolore toracico (l’angina pectoris), ma dosi ancora più elevate possono al contrario compromettere la perfusione coronarica.

Effetti indesiderati[modifica | modifica sorgente]

Alcuni degli effetti indesiderati sono cefalea, vertigini, nausea, trombocitopenia, vomito, ipotensione, rash.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

La reazione di produzione del PETN è molto simile a quella per produrre l’RDX, solamente che al posto dell’esammina viene utilizzata la pentaeritrite:

C(CH2OH)4 + 4HNO3 → C(CH2ONO2)4 + 4H2O

La preparazione deve avvenire con acido nitrico di purezza elevata, per evitare sottoprodotti solfonati spuri altamente instabili.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ scheda del tetranitrato di pentaeritrite su IFA-GESTIS
  2. ^ Lusofarmaco, Farmabank 2006, Salerno, momento medico, 2005.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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